La CAST - Cooperativa Arte Archeologia e Storia del Territorio - è nata nel 1985 dal comune impegno di archeologi, storici dell'arte e altre figure professionali specializzate che la compongono, di operare nell'ambito della valorizzazione e della ricerca dei Beni Culturali del territorio pugliese. I professionisti che nel tempo ne hanno fatto parte si sono occupati di problematiche relative allo s
tudio e alla conoscenza della frequentazione antica: dalla preistoria ai centri indigeni, dalla Magna Grecia alla romanizzazione, dal Medioevo all’età post-rinascimentale e barocca. Il suo curriculum si arricchisce anche di esperienze maturate grazie all’appartenenza al Consorzio Idria, di cui ha rappresentato in molte occasioni il braccio operativo, nell’ottica di proporsi come società che opera nel terziario avanzato nell’ambito di attività inerenti all’intero settore dei beni culturali, anche se l’archeologia rappresenta il filo conduttore della sua quasi trentennale esistenza. L’esperienza maturata all’interno del Consorzio Idria è stata spesso indirizzata all’elaborazione dei dati emersi dalle indagini archeologiche attraverso pubblicazioni, musealizzazioni, allestimento di camere d’informazione e mostre, oltre che all’implementazione della banca dati MiBACT attraverso la catalogazione digitalizzata del patrimonio culturale. CAST vanta ormai quasi 30 anni di attività di ricerca archeologica e rappresenta la realtà del settore di più consolidata esperienza sul territorio pugliese. I servizi offerti da CAST spaziano dalla consulenza scientifica alle attività di scavo archeologico nei grandi cantieri urbani e all’archeologia preventiva nei suoi molteplici aspetti (carte del rischio archeologico e documenti di valutazione archeologica preventiva, saggi archeologici preliminari nei cantieri di realizzazione di opere pubbliche). Nel corso della sua lunga esperienza la società ha sempre posto particolare attenzione all’utilizzo delle tecnologie applicate alla ricerca archeologica in modo da elaborare metodologie avanzate di lavoro che le permettono di operare in ambiti diversi in collaborazione con enti e/o professionisti che operano in diversi campi dell’indagine archeologica in modo da garantire la realizzazione di analisi archeometriche di vario genere, consulenza antropologica, paleobotanica e archeozoica, rilievi fotogrammetrici effettuati con tecniche diverse (rilievi stereoscopici e monoscopici, rilievi aerei con drone). Il nome della CAST si ricollega in particolare alle campagne di scavo condotte in alcuni dei più rilevanti monumenti del territorio pugliese (la Cattedrale e il Castello Svevo di Bari, la Cattedrale di Bitonto, la Cattedrale di Barletta, il Battistero di San Giovanni a Canosa, la Cattedrale di Altamura, San Giovanni al Sepolcro e S. Benedetto a Brindisi, il Castello di Otranto per citarne alcuni dei più prestigiosi) in relazione a lavori di restauro e di riqualificazione dei complessi monumentali. All’archeologia urbana si collegano anche gli interventi nel centro antico di Taranto (piazza Fontana) Bari Vecchia (piazza Mercantile, Fortino di Sant’Antonio), Brindisi (largo colonne della Via Appia) Ostuni (piazza della Libertà), di Francavilla Fontana (piazza Umberto I). Attualmente la CAST ha appena portato a termine le indagini archeologiche nel monastero di Santa Scolastica e nell’adiacente area archeologica di San Pietro a Bari Vecchia, nell’ambito dei lavori di restauro e riqualificazione del complesso monumentale che ospiterà il Museo Archeologico Provinciale di Bari. Alla collaborazione con l’Università di Bari si ricollegano le campagne di scavo dei primi anni di vita a Canosa di Puglia (Ponte Romano, necropoli della via Traiana, cantiere Laminoia) e le più recenti indagini a Castel Fiorentino e nel parco archeologico di Siponto. Agli anni Novanta risalgono le campagne di scavo nei casali medievali della Puglia centrale (Pacciano, Balsignano, Belmonte). Nell’ambito dell’archeologia preventiva negli ultimi anni la CAST ha operato con ricognizioni topografiche nel territorio pugliese e in quello lucano. Tra gli interventi recenti di scavo intrapresi facendo seguito alle segnalazioni di “rischio archeologico”, di particolare interesse la villa romana individuata a in località Mass. Trotta e il complesso rurale di età imperiale e tardoantica di Fratta Caroso a Castelnuovo della Daunia, il complesso rurale di età daunia in località Monsignore a T***a/ Biccari, l’insediamento neolitico di Serra di Cristo a Biccari, il complesso rurale di età ellenistica di località Il Tavoliere a T***a, la chiesetta altomedievale di Rocchetta Sant’Antonio, l’abitato daunio appartenente all’antica Salapia a Cerignola, gli insediamenti protostorici (età dei Metalli) di S. Caterina e Carluva e le fattorie primo-imperiali di Carluva e Piano Padula a Minervino Murge.