17/06/2022
🌈 𝑷𝒐𝒔𝒊𝒕𝒊𝒗𝒆 𝑭𝒓𝒊𝒅𝒂𝒚 - Il ' 𝑉𝑒𝑛𝑒𝑟𝑑𝑖̀ 𝑝𝑜𝑠𝑖𝑡𝑖𝑣𝑜' di Psyche at Work
Sarò felice quando avrò…
sarò felice quando sarò…
sarò felice quando troverò…
sarò felice quando andrò…
sarò felice quando potrò…
Siamo ormai diventati una società di 𝐩𝐫𝐨𝐜𝐫𝐚𝐬𝐭𝐢𝐧𝐚𝐭𝐨𝐫𝐢 𝐝𝐢 𝐟𝐞𝐥𝐢𝐜𝐢𝐭𝐚̀, perennemente in attesa che si verifichi una determinata circostanza specifica per essere finalmente felici (sindrome della felicità posticipata).
𝐑𝐢𝐦𝐚𝐧𝐝𝐢𝐚𝐦𝐨 𝐢𝐧 𝐜𝐨𝐧𝐭𝐢𝐧𝐮𝐚𝐳𝐢𝐨𝐧𝐞 il nostro essere felici a tempi migliori, delegandolo al raggiungimento di questo o quell’obiettivo, a quando avremo risolto tutti i nostri problemi, trascurando difatti quell’unico momento che non tornerà mai più: il momento presente.
Ingenuamente 𝐩𝐨𝐧𝐢𝐚𝐦𝐨 𝐝𝐞𝐥𝐥𝐞 𝐜𝐨𝐧𝐝𝐢𝐳𝐢𝐨𝐧𝐢 affinché la felicità possa verificarsi, ma l’unica cosa che riusciamo a raggiungere in questo modo è l’infelicità. Diventiamo infelici perché non viviamo la vita che desideriamo, perché non riusciamo ad apprezzare quello che abbiamo e ci intestardiamo nella ricerca continua di quello che ci manca. Ossessionati dal miraggio di un domani ideale, mettiamo in pausa il nostro presente e, di conseguenza, la nostra possibilità di essere felici.
👉🏼 Avere la mente focalizzata verso il futuro (o il passato) ci porta lontano dalla felicità autentica. La mente si muove tra quello che è stato e ciò che non è ancora, e in questo oscillare dimentichiamo che l'unica dimensione su cui abbiamo potere è il presente. Perché è adesso che viviamo, è nel qui e ora che si giocano le sorti della partita; non ieri, non domani, ma adesso. Possiamo quindi decidere di rimandare la nostra felicità oppure 𝐞𝐬𝐬𝐞𝐫𝐞 𝐪𝐮𝐢, 𝐨𝐫𝐚, imperfetti, con qualche senso di colpa, ma 𝐯𝐢𝐯𝐢 𝐞 𝐩𝐫𝐞𝐬𝐞𝐧𝐭𝐢.
🎯 L’unica condizione che la felicità richiede è quella di non essere condizionata. 𝐋𝐚 𝐟𝐞𝐥𝐢𝐜𝐢𝐭𝐚̀ 𝐧𝐨𝐧 𝐞̀ 𝐦𝐚𝐢 𝐮𝐧 “𝐪𝐮𝐚𝐧𝐝𝐨”, 𝐮𝐧 “𝐬𝐞” 𝐞 𝐧𝐞𝐦𝐦𝐞𝐧𝐨 𝐮𝐧 “𝐦𝐚”. La felicità non è un effetto, ma una causa; 𝐧𝐨𝐧 𝐞̀ 𝐮𝐧𝐚 𝐜𝐨𝐧𝐬𝐞𝐠𝐮𝐞𝐧𝐳𝐚, 𝐦𝐚 𝐮𝐧𝐚 𝐬𝐜𝐞𝐥𝐭𝐚, 𝐮𝐧 𝐦𝐨𝐝𝐨 𝐝𝐢 𝐞𝐬𝐬𝐞𝐫𝐞.