20/09/2026
INDAGINE SU CAPORALATO A TARANTO. COINVOLTO UN CARABINIERE IN PENSIONE. 6 PERSONE AI DOMICILIARI
Braccianti tra baracche e paghe ridotte. Alloggi sovraffollati, turni pesanti e protezioni assenti nei campi
TARANTO, 16 settembre 2026, 14:58
Coinvolto anche un ex carabiniere, oggi in congedo, nell'operazione "Terra di Confine", condotta dai carabinieri di Taranto contro un presunto sistema di intermediazione illecita e sfruttamento della manodopera agricola.
Sei persone sono state sottoposte agli arresti domiciliari in esecuzione di una ordinanza del gip del Tribunale di Taranto, su richiesta della Procura. Complessivamente sono 19 gli indagati, tra datori di lavoro, intermediari e soggetti ritenuti, secondo l'impostazione accusatoria, vicini al ruolo di 'caporali'. L'indagine si è sviluppata tra il territorio di Ginosa, nel Tarantino, e diverse aree agricole del Materano. Secondo la ricostruzione investigativa, il sistema avrebbe consentito di reclutare soprattutto lavoratori stranieri, organizzarne il trasferimento e metterli a disposizione delle aziende agricole. L'ex militare avrebbe intrattenuto rapporti con uno dei principali indagati e, in alcune occasioni, gli avrebbe fornito informazioni relative a controlli o attività d'interesse. L'inchiesta è partita nel luglio 2023 dopo l'individuazione di numerosi braccianti raccolti in punti prestabiliti e trasportati verso i campi. Per ricostruire gli spostamenti sono stati utilizzati pedinamenti, intercettazioni, droni e analisi dei tracciati satellitari dei mezzi.
Erano costretti a vivere in locali seminterrati sovraffollati o in prefabbricati di lamiera e avrebbero lavorato con tutele ridotte, secondo quanto ricostruito nell'inchiesta. È il quadro delle condizioni dei braccianti emerso dagli accertamenti dei carabinieri. In alcuni alloggi sarebbero, stati riscontrati fili elettrici volanti e condizioni di sicurezza e salubrità ritenute inadeguate. Altri lavoratori sarebbero stati sistemati in strutture in lamiera, particolarmente esposte alle alte temperature durante l'estate e al freddo nei mesi invernali. Sul fronte lavorativo, alcuni braccianti sarebbero stati impiegati senza contratto oppure con modalità diverse da quelle formalmente dichiarate, mentre le retribuzioni effettivamente corrisposte sarebbero risultate inferiori a quelle previste dalla contrattazione collettiva. Gli investigatori avrebbero inoltre documentato orari particolarmente gravosi e pause rigidamente organizzate. In un'azienda sarebbe stato predisposto un sistema di videosorveglianza per controllare a distanza la presenza e l'attività degli operai. I lavoratori, secondo l'ipotesi investigativa, non avrebbero ricevuto un'adeguata formazione sulla sicurezza né una visita medica preventiva e, in alcuni casi, avrebbero dovuto procurarsi autonomamente guanti e altri dispositivi di protezione. Un imprenditore avrebbe inoltre imposto ai dipendenti l'acquisto dei Dpi, minacciando ritorsioni.
Nuove case per migranti a Brindisi, 80 posti letto contro il caporalato
Potranno accogliere fino a 20 migranti donne e 60 braccianti uomini, con regolare permesso di soggiorno e che lavorano in agricoltura, le due palazzine riqualificate con 1,2 milioni di euro di fondi del Pnrr in contrada Restinco a Brindisi. Gli immobili, separati, sono in fase di allestimento. Avranno stanze con due posti letto, cucina, sale di socializzazione, e nell'area destinata alle donne anche dei laboratori. Nelle scorse ore, nell'area interessata alle opere c'è stato il sopralluogo del Commissario straordinario del governo per il superamento degli insediamenti abusivi per combattere lo sfruttamento dei lavoratori in agricoltura, Giovanni Macioce, insieme al sindaco di Brindisi Pino Marchionna. Lo stesso commissario di governo ha poi incontrato il prefetto di Brindisi Guido Aprea. Macioce, informano dalla Prefettura, ha potuto verificare il completamento degli interventi programmati e ha espresso "la propria soddisfazione per l'operazione di sistema condotta sul territorio attraverso un'efficace sinergia istituzionale tra Prefettura, Comune, Struttura commissariale e ministero del Lavoro".
Nei prossimi mesi saranno definite dal Comune di Brindisi le procedure per la gestione del centro e la ricollocazione dei beneficiari che, "mira a fornire ai lavoratori stranieri impiegati in agricoltura non solo un'idonea sistemazione alloggiativa ma anche opportunità di integrazione sociale". "L'iniziativa - concludono dalla Prefettura - si pone in continuità con le progettualità previste dal recente protocollo d'intesa sottoscritto dalla Prefettura, tra gli altri, con la Procura della Repubblica di Brindisi, per la prevenzione e il contrasto del fenomeno del caporalato".