02/12/2025
Inail su dati a riguardo di infortuni e malattie professionali degli immigrati in italia.
Gli infortuni sul lavoro e le malattie professionali degli immigrati
Gli immigrati rappresentano una risorsa fondamentale per l’Italia, sia sul piano demografico sia su quello occupazionale. A fronte di un Paese che invecchia e perde popolazione, la componente straniera – oggi circa 5,3 milioni di residenti – contribuisce a riequilibrare il sistema e sostiene settori chiave dell’economia, come agricoltura, edilizia, manifatturiero e ristorazione.
Uno studio di recente pubblicazione a cura della Consulenza statistico attuariale dell’ che analizza il quinquennio 2019-2023 evidenzia molteplici interessanti aspetti relativi alle diverse comunità di immigrati presenti sul territorio. Si rileva ad esempio una maggiore vulnerabilità dei lavoratori nati all’estero in termini di salute e sicurezza. Pur rappresentando il 10% degli occupati, denunciano il 20% degli infortuni e l’8% delle malattie professionali. L’incidenza infortunistica è dunque più che doppia rispetto agli italiani: 31 casi ogni 1.000 occupati contro 14.
Le cause sono molteplici: elevato impiego in lavori manuali e più gravosi, maggiore precarietà contrattuale, barriere linguistiche, scarsa formazione sulla sicurezza, attività stagionali o svolte in aziende piccole. Il risultato è un’esposizione più alta a rischi fisici, sovraccarico biomeccanico e patologie muscoloscheletriche rispetto ai lavoratori italiani. In crescita anche le denunce di disturbi psichici legati a stress e condizioni lavorative difficili.
Al di là di questo aspetto, comunque, gli stranieri rappresentano una componente essenziale per il sistema produttivo e per il sostegno demografico del Paese. Comprendere i fattori di rischio che li riguardano maggiormente e rafforzare le relative tutele, prevenzione e inclusione è cruciale per valorizzare il loro contributo e garantire condizioni di lavoro più eque e sicure per tutti.
Per approfondire: urly.it/31d2my