03/10/2023
Architettura romana
I Romani introdussero importanti innovazioni tecniche e costruttive: diversamente dai Greci, infatti, che basavano le loro costruzioni sul sistema dell'architrave appoggiato sui piedritti, i Romani si basarono sul sistema dell'arco e della volta, che in parte presero dagli Etruschi e che poi perfezionarono in alcuni punti:
1) aumentando lo spessore delle mura, per contrastare la spinta che proveniva dagli archi e dalle volte;
2) creazione nuove macchine da cantiere, come ben illustra Vitruvio nellโultimo libro del suo trattato De architectura;
3) diversamente dagli Etruschi, che usavano la โmuratura a seccoโ, senza impiego di leganti cioรจ, i Romani perfezionarono le tecniche apprese da loro usando in maniera sapiente la grande invenzione del cemento (opus cementicium) o calcestruzzo: un impasto fluido di calce , sabbia, ghiaia ed acqua, che veniva colato dentro casse di legno per ottenere le strutture portanti, a volte curva; il cemento poteva anche essere versato fra due sottili muri laterali di contenimento che fungevano, ad opera finita, da paramento esterno (โmuratura a saccoโ).
L'arco
L'arco era giร noto agli Etruschi, che ne realizzarono alcuni davvero enormi, come l'arco della porta di Volterra. Non era una struttura facile da realizzare: dopo aver posizionato i piedritti, cioรจ le strutture verticali, serviva prima di tutto una struttura di legno, detta โcรจntinaโ, su cui si dovevano poggiare i pezzi sagomati detti โconciโ, partendo dai lati contemporaneamente ; lโultimo pezzo da posizionare era quello piรน importante, il โconcio in chiaveโ, posizionato al centro, nella โchiave di voltaโ. Tali conci venivano posizionati โa seccoโ, senza l'impiego di malta cioรจ. Solo dopo aver posto il concio in chiave allora la centina poteva essere smontata, poichรจ l'arco si sarebbe mantenuto da solo. Tale operazione era detta โdisarmoโ. La distanza tra i due piedritti era detta โluceโ; la parte interna dell'arco, sotto cui ci si poteva passare, era detta โintradossoโ, mentre la parte esterna โestradossoโ; la linea di intradosso era chiamata anche โsestoโ e di solito dava il nome allโarco. Esistono infatti archi โa tutto sestoโ, cioรจ con l'intradosso che รจ un perfetto semicerchio, oppure โa sesto acutoโ o anche โa sesto ribassatoโ. I Romani usavano soltanto lโarco a tutto sesto. La distanza verticale tra il piano di impostazione e il concio in chiave veniva chiamata โfrecciaโ.