Studio Arclab

Studio Arclab Lo Studio Arclab, fondato nel 1996 dal dott.

Massimo Tarditi, fornisce alle aziende e ai laboratori di analisi consulenza, formazione e servizi nel campo della sicurezza alimentare, ambientali e per l'accreditamento.

PCB E DIOSSINE NEGLI ALIMENTI PCB e diossine sono un gruppo enorme di sostanze che hanno dei profili di contaminazione e...
06/09/2026

PCB E DIOSSINE NEGLI ALIMENTI

PCB e diossine sono un gruppo enorme di sostanze che hanno dei profili di contaminazione e tossicologici molto variegati.
I PCB sono composti che hanno avuto largo impiego fino a qualche decennio fa (v. agente arancio), mentre le diossine sono sottoprodotti non intenzionali di taluni processi industriali (es. termici da incenerimento).

I PCB si possono suddividere in:
- PCB Non diossina simili (PCB-NDL): origine simile ai PCB diossina simili (PCB-DL), ma con un profilo tossicologico diverso da diossine e PCB-DL.
Di questo gruppo sono noti 197 congeneri, di cui 6 sono utilizzati come indicatori di contaminazione (i 6 di Stoccolma, ovvero ICES 6) --> PCB28, PCB52, PCB 101, PCB 138, PCB 153 e PCB 180

- PCB diossina simili (PCB-DL): profilo tossicologico simile alle diossine, ma con origine differente; sono noti 12 congeneri, in alcuni settori è utilizzato come indicatore di riferimento il PCB118.

Le diossine invece si possono suddividere in due macrogruppi:
1) PCDD (policloro-dibenzo-p-diossine)
2) PCDF (dibenzofurani).

A livello di filiera alimentare, ad oggi gli alimenti di origine animale contribuiscono per 80-90% all'esposizione da PCB e diossine, con i PCB non diossina simili ad essere più frequentemente rilevati rispetto ai PCB-DL e diossine (un caso estremo in senso opposto è quello del Belgio del 1999).
In particolare risultano contaminati i prodotti ittici, a causa dell'esposizione tramite branchie e anche e soprattutto i mangimi, con accumulo nel fegato e nei tessuti.
Non sono solo i prodotti ittici ad essere contaminati, ci possono essere anche la carne, le uova e il latte.

Riguardo uova e latte, secondo la FAO (v. anche immagine e bibliografia) il tasso di trasferimento di questi composti nelle specie animali varia a seconda della specie di interesse e il tipo di sostanza considerata, ad esempio per i PCB non diossina simili:
1) i PCB 138, 153 e 180 hanno un tasso di trasferimento nel latte caprino pari a 40%, mentre tale tasso sale per il latte bovino fino al 60%
2) PCB 28, 52 e 101 hanno tassi di trasferimento nel latte caprino pari al 30%, meno del 10% per il latte bovino.

Profili differenziati si possono avere anche per i PCB-DL, come valutato dall'EFSA (v. report citato in bibliografia, sezione commenti).

Quanto sopra può essere utile per gli OSA per stabilire eventuali indicatori da ricercare nelle matrici di interesse, in base ai tassi di trasferimento.

Attualmente il Reg. UE 915/2023 prevede l'utilizzo di due criteri per la valutazione dei risultati:
- per i PCB-diossina simili e diossine, si utilizza il fattore di tossicità equivalente TEF (stima della tossicità in relazione al 2,3,7,8-tetraclorodibenzo-p-diossina o TCDD che ha TEF pari a 1). Per i PCB non diossina simili non è presente un fattore di tossicità equivalente.
- approccio upper bound, ovvero il risultato al di sotto del limite di quantificazione (LoQ) è considerato come pari al valore numerico del LoQ.

CAMBIAMENTO: un altro requisito equivocato nella  .A chi non è capitato di sentirsi richiedere, dal solito ispettore inc...
03/09/2026

CAMBIAMENTO: un altro requisito equivocato nella .

A chi non è capitato di sentirsi richiedere, dal solito ispettore incompetente (quelli che non conoscono de differenze con l' , e probabilmente nemmeno l'ISO 9001, la "procedura per il ", o magari il "piano di cambiamento"? Premesso che di cambiamenti potrebbero non essercene e magari nemmeno sono voluti, vediamo rapidamente quali sono le differenze:

- Il punto 5.7 b) della ISO 17025 (che non ha un titolo proprio) richiede solo di "mantenere l’integrità del sistema" nel caso in cui "vengano pianificate e attuate modifiche al sistema" (di gestione). Il requisito è praticamente quello di non scombinare tutto. Solo questo. La seconda parte è preceduta da "qualora": modifiche potrebbero non essercene affatto.

- Il corrispondente punto 6.3 della ISO 9001 "pianificazione delle modifiche" richiede espressamente, oltre al mantenimento dell'integrità, di pianificare le modifiche, considerando le risorse necessarie, le responsabilità e le autorità, con rimando alla gestione per processi, di cui al punto 4.4 (spoiler, ci torneremo: la ISO 17025 prevede approccio per processi solo se ci si basa su un sistema di gestione ISO 9001).

Quindi, a chi chiede la "procedura per il cambiamento" sappiamo come rispondere. E sappiamo come considerare il personaggio.

Parliamo di miglioramento (non necessariamente "continuo") e di differenze tra norme che lo richiedono, in particolare  ...
02/09/2026

Parliamo di miglioramento (non necessariamente "continuo") e di differenze tra norme che lo richiedono, in particolare e . Sembra che molti, soprattutto ispettori provenienti dal "mondo ISO 9001", non abbiano fatto caso a queste differenze. La tabella (fatta al 100% con intelligenza naturale) può aiutare a capirle. Torneremo presto sul tema con un articolo di approfondimento. Visitate il sito Arclab.

La solita noiosa richiesta... "eh ma lei deve darmi evidenza". Chi la fa non ha capito nulla della ISO 19011 (vecchia o ...
01/09/2026

La solita noiosa richiesta... "eh ma lei deve darmi evidenza". Chi la fa non ha capito nulla della ISO 19011 (vecchia o nuova edizione, non importa), e del meccanismo degli audit in generale. Approfondimento nel primo commento (immagine tratta dal corso Arclab su audit interni, secondo ISO 19011:2026).

Ci vediamo il 10 novembre al webinar organizzato da R-Biopharm AG sull’analisi del lattosio.Si parlerà di validazione de...
30/08/2026

Ci vediamo il 10 novembre al webinar organizzato da R-Biopharm AG sull’analisi del lattosio.

Si parlerà di validazione dei metodi analitici, progetti sperimentali, raccolta ed elaborazione dei dati prestazionali.

Link per iscriversi nei commenti

CRITERI MICROBIOLOGICI, PIANI DI CAMPIONAMENTO E REG. UE 2073/2005Mossel ha ben riassunto quali sono gli elementi da ten...
29/08/2026

CRITERI MICROBIOLOGICI, PIANI DI CAMPIONAMENTO E REG. UE 2073/2005

Mossel ha ben riassunto quali sono gli elementi da tenere in conto per la definizione di un criterio microbiologico (fattori poi confluiti nel documento del Codex Alimentarius CAC-GL 21/1997), ad esempio:
- il numero dei criteri da adottare dovrebbe essere limitato —> si possono ritrovare piani di campionamento con un numero enorme di criteri microbiologici, spesso inappropriati (vedi Enterobacteriaceae e microrganismi aerobi a 30 gradi per ortofrutticoli freschi)
- i limiti numerici dovrebbero essere formulati in maniera documentata e giustificata —> i limiti quantitativi per Pseudomonas spp pari 1000 ufc/g nei formaggi freschi al termine della shelf life sono un chiaro esempio di valori numerici scelti a caso

Quali sono realmente i requisiti sull'IMPARZIALITA' per un laboratorio operante secondo  ? E' veramente necessario forma...
28/08/2026

Quali sono realmente i requisiti sull'IMPARZIALITA' per un laboratorio operante secondo ? E' veramente necessario formalizzare un'analisi dei rischi? (Sicuramente sono da evitare le scemenze delle tabelline colorate e del 3x2, un mero esercizio di stile con l'unico scopo di compiacere ispettori, consulenti, formatori, responsabili qualità, spesso la stessa persona.)
Se ne parla nel corso gratuito Arclab, sempre disponibile.
Vedi il primo commento.

Miglioramento continuo? si predica ma non si razzola!- Una piattaforma web (due) che fa ca… ve**re il mal di testa- Semp...
28/08/2026

Miglioramento continuo? si predica ma non si razzola!
- Una piattaforma web (due) che fa ca… ve**re il mal di testa
- Sempre gli stessi rilievi, su requisiti ormai inesistenti
- Esiti delle riserve accettate non condivisi
- Arrampicarsi su ogni specchio pur di non accettarle
- Il "carrello dei bolliti" sempre in circolazione
Fischiano le orecchie a qualcuno..?

MICRORGANISMI PSICROFILI E PSICROTROFILa questione psicrofili e psicritrofi ricorda un po’ la storia dell’anziano signor...
27/08/2026

MICRORGANISMI PSICROFILI E PSICROTROFI

La questione psicrofili e psicritrofi ricorda un po’ la storia dell’anziano signore e del suo gatto:
In una città non ben definita di una nazione sconosciuta un anziano signore smarrisce il suo gatto.
Preoccupato della sparizione del felino, il signore anziano comincia affannosamente a cercarlo.
Dopo qualche giorno di attesa e ansia l’animale torna spontaneamente a casa del suo padrone.

E fino a qui tutto bene (qualcuno direbbe:
"Il problema non è la caduta, ma l'atterraggio").

Trascorso un altro giorno si presenta a casa dell’anziano signore un altro gatto, molto simile al precedente.
Adesso l’anziano signore ha due gatti decisamente simili che deve imparare a distinguere.

Con un piccolo sforzo di fantasia si possono individuare delle analogie con la microbiologia:
L’anziano signore è il microbiologo che cerca di classificare i microrganismi in base alle temperature cardinali di crescita* e si ritrova davanti ad un problema:
alcuni microrganismi hanno un comportamento simile agli psicrofili ma non esattamente sovrapponibile.
*temperature cardinali: temperatura massima, T minima e T ottimale di crescita di un microrganismo.

Gli PSICROFILI sono quei microrganismi capaci di crescere alle basse temperature, tra cui quelle di refrigerazione, e alcuni di loro sono riconducibili ai generi Vibrio, Psychrobacter, Flavobacterium, Aeromonas (2) (si può notare la prevalenza dei Gram-negativi, 2)

Altri microrganismi invece sono caratterizzati di norma da valori ottimali di temperatura compresi nell’intervallo definito per i cosiddetti mesofili, ma sono in grado di mantenere una buona attività metabolica anche alle basse temperature, comprese quelle di refrigerazione (3).

Questi microrganismi sono definiti PSICROTROFI e alcuni rivestono una discreta importanza dal punto di vista della sicurezza alimentare, come Listeria monocytogenes, ceppi Clostridium botulinum non proteolitici, Bacillus weheinstephanensis (del gruppo Bacillus cereus sensu lato), etc.
Facile immaginare come i confini tra questi due gruppi siano sfumati e come tale argomento abbia infiammato il dibattito in microbiologia, in particolare per quanto riguarda le corrette definizioni da utilizzare (4, 5).

Baxter e Gibbon (6) hanno definito gli psicrofili come quei microrganismi che hanno un optimum di temperatura inferiore o uguale a 20°C.

Ingraham invece suggeriva (7) di classificare gli psicrofili non in base alla loro temperatura ottimale di crescita, bensì in ragione della loro capacità di crescere bene e rapidamente attorno a 0°C.

SONO LETTERALMENTE VOLATE LE LEGNATE.

Attualmente una definizione che risulta accettata, seppur con delle sacche di resistenza, è quella proposta da Morita et al. (8], ovvero:
- I microrganismi psicrofili hanno una temperatura ottimale di crescita di norma inferiore a 15°C, un massimo attorno a 20°C e un minimo alla temperatura di 0°C o inferiore.
- I microrganismi psicotrofi sono capaci di crescere a basse temperature, hanno un optimum di temperatura superiore a 15°C e un limite massimo di crescita superiore a 25°C.

Il motivo per cui questa definizione viene adottata è abbastanza intuibile: la sua facilità di applicazione e il fatto che permette di superare alcune ambiguità interpretative.

Facciamo un esempio per spiegare questo concetto:
Prendiamo la definizione data da Ingraham (7): capacità di crescere bene e rapidamente attorno a 0°C.

Cosa significa bene? Cosa significa rapidamente?

Sfogliando il vocabolario, come significato del verbo "definire" ritroviamo:
“Determinare fissando i limiti.”

Se i limiti sono sfumati la definizione rischia di mancare il suo compito, anzi genera ancora più confusione ed eccezioni.

Lo stesso Ingraham (9) ha successivamente provato a rimodellare la sua definizione di psicrofili, cercando di superare i problemi iniziali:
Per "rapidamente" si intende entro 1-2 settimane, mentre per "bene" si intende la presenza di colonie visibili ad occhio n**o.

Ps Altro aspetto di interesse è la diversa distribuzione tra psicrotrofi e psicrofili. I primi tendono ad avere una distribuzione più ampia rispetto ai secondi, isolati principalmente da "ambienti freddi." (10).

Ps2 se avete definizioni e suggerimenti bibliografici sulla questione appena esposta potete scrivere tranquillamente nei commenti.

Capiamo perfettamente L'IMPORTANZA dell'argomento.

ROBA DA NON DORMIRCI LA NOTTE.

BIBLIOGRAFIA:

(1) Silvius, J.R., Mak, N., and McElhaney, R.N. (1980) Why do prokaryotes regulate membrane fluidity? In Membrane Fluidity: Biophysical Techniques and Cellular Regulation(eds. Kates, M. and Kuksis, A.), Humana Press, Clifton, NJ, 213- 222.

(2) The microbiological Safety and Quality of Food (eds. B. M. Lund, T., C. Baird-Parker and G. W. Gould), Aspen Publishers Inc., Maryland, United States,

(3) Manuale di microbiologia predittiva, F. Gardini e E. Parente, Springer Edizioni, 2013.

(4) Morita, R.Y. (1966) Marine psychrophilic bacteria. Ocean. Mar. Biol. Ann. Rev. 4, 105-121.

(5) Morita, R.Y. (1975) Psychrophilic bacteria. Bact. Rev. 39, 146-167.

(6) Baxter, R.M.,and N.E. Gibbons. 1962. Observations on the physiology of psychrophilism in a yeast.Can.J.Microbiol.8:511-517.

(7) Ingraham, J.L.1958 . Growth of psychrophilic bacteria .J. Bacteriol. 76:75-80.

(8] Morita, R.Y . and Buck, G.E. (1974) Low temperature inhibi- tion of substrate uptake. In Effects of the Ocean Environ- ment on Microbial Activities (eds. Colwell, R.R. and Morita, R.Y.), University Park Press, Baltimore, 124-129.

(9) Ingraham, J.L.,and J.L. Stokes. 1959. Psychro-philic bacteria. Bacteriol.Rev.23:97-108.

(10) Tanner, A.C. and Herbert, R.A. (1981) A numerical taxo- nomic study of Gram negative bacteria isolated from the Antarctic marine environment. Colloq. Microbiol Marine. Marseilles

Ma ancora credete alle favole? Pare che qualcuno ci creda e le racconti ancora in giro, del resto il folklore è una cosa...
27/08/2026

Ma ancora credete alle favole? Pare che qualcuno ci creda e le racconti ancora in giro, del resto il folklore è una cosa curiosa e pittoresca.

Per quelli che invece non credono alle favole, e il folklore lo osservano magari su National Geographic, ma sono interessati scientificamente alla questione delle carte di controllo nei laboratori, ecco un articolo, anzi un "non corso" gratuito nel primo commento.

Ah, l'immagine è fatta con IA, ma l'articolo no, e ha contenuti originali.

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