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Bonus Ristoranti Pasticcerie Gelaterie 2024 Contributi a fondo perduto fino a 30.000 euro per macchinari e beni strument...
14/03/2024

Bonus Ristoranti Pasticcerie Gelaterie 2024 Contributi a fondo perduto fino a 30.000 euro per macchinari e beni strumentali

Agevolazioni per il settore della ristorazione e somministrazione alimenti e bevande
Contributi a fondo perduto le spese sostenute per l’acquisto di macchinari e beni strumentali durevoli.

L’agevolazione consiste in un contributo in conto capitale che sarà pari al 70% delle spese totali ammissibili, entro il limite di 30.000 euro per singola impresa.

Sono beneficiari della misura ristoranti, pasticcerie e gelaterie.

Saranno ammesse le imprese in possesso dei seguenti requisiti:

- se operanti nel settore identificato dal codice ATECO 56.10.11 (Ristorazione con somministrazione):
-1) essere regolarmente costituite ed iscritte come attive nel Registro delle imprese da almeno 10 anni oppure, in alternativa
-2) aver acquistato nei 12 mesi precedenti prodotti certificati DOP, -IGP, SQNPI, SQNZ e prodotti biologici per almeno il 25% degli acquisti totali del periodo;
- se operanti nel settore identificato dal codice ATECO 56.10.30 (Gelaterie e pasticcerie)
- se operanti con codice ATECO 10.71.20 (Produzione di pasticceria fresca).
- Essere iscritte nel Registro delle imprese da almeno 10 anni o in alternativa aver acquistato prodotti DOP, IGP, SQNPI e prodotti biologici per almeno il 5% (per cento) del totale.

Quali sono le agevolazioni previste?

Contributi a fondo perduto del 70% delle spese ammissibili, fino ad un massimo di 30.000 Euro.

(Esempio pratico di spesa totale (43.000 x 70%) = 30.000 contributo a fondo perduto)

Dotazione finanziaria complessiva pari a 56 milioni di euro.

Scadenza per la presentazione della domanda:

AVVIO: 12 MARZO 2024

SCADENZA: 13MAGGIO 2024

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Fondo impresa femminile, da maggio il via alle agevolazioni.Con Decreto direttoriale del 30.03.2022 il Mise ha definito ...
05/04/2022

Fondo impresa femminile, da maggio il via alle agevolazioni.

Con Decreto direttoriale del 30.03.2022 il Mise ha definito i termini e le modalità per la presentazione delle domande di agevolazione a valere sul Fondo impresa femminile, rendendo così operativa una misura attesissima a livello nazionale.

Il Fondo impresa femminile è stato istituito dall’articolo 1, comma 97, L. 178/2020 (Legge di Bilancio 2021) e potenziato dal D.M. 24.11.2021, che consente la realizzazione dell’investimento 1.2 “Creazione di imprese femminili”, previsto nella Missione 5 “Inclusione e coesione”, Componente 1 “Politiche per l’occupazione” del PNRR: la dotazione di risorse finanziarie complessiva ammonta a 193,8 milioni di euro, di cui 33,8 milioni a valere sull’assegnazione disposta dalla Legge di Bilancio 2021 (secondo quanto disposto dal D.M. 30.09.2021) e 160 a valere sull’assegnazione di risorse del P.N.R.R..

Le agevolazioni sono destinate “a promuovere e sostenere l’avvio e il rafforzamento dell’imprenditoria femminile, la diffusione dei valori dell’imprenditorialità e del lavoro tra la popolazione femminile e a massimizzare il contributo quantitativo e qualitativo delle donne allo sviluppo economico e sociale del Paese”.

Pertanto lo strumento incentivante, affidato all’ente gestore Invitalia con procedura valutativa a sportello, è articolato secondo due distinte linee d’azione, caratterizzate da alcune differenze nei requisiti di accesso, nelle forme e intensità di contributi concessi, nonché nelle tempistiche di presentazione domande:

avvio di nuove imprese femminili: la compilazione della domanda è possibile dalle ore 10:00 del 05.05.2022 e la presentazione a partire dalle ore 10:00 del 19.05.2022;
sviluppo e consolidamento di imprese femminili già costituite: la compilazione della domanda è possibile dalle ore 10:00 del 24.05.2022 e la presentazione a partire dalle ore 10:00 del 07.06.2022.
Il termine “impresa” non deve trarre in inganno circa l’ampiezza della platea di destinatari: le agevolazioni sono rivolte sia alle imprese a prevalente composizione femminile, sia alle lavoratrici autonome incluse le libere professioniste iscritte agli ordini professionali e le esercenti professioni non organizzate in ordini o collegi.

I soggetti potenzialmente beneficiari del Fondo impresa femminile sono dunque:

le società cooperative e le società di persone con un numero di donne socie pari ad almeno il 60% dei componenti della compagine sociale;
le società di capitale in cui le cui quote di partecipazione spettino in misura non inferiore ai 2/3 a donne e i cui organi di amministrazione siano costituiti per almeno i 2/3 da donne;
le imprese individuali il cui titolare sia una donna;
le lavoratrici autonome.
Per quanto riguarda le agevolazioni per l’avvio di nuove imprese femminili, disciplinate al capo II del D.M. 30.09.2021, è richiesta, oltre alla sede legale e/o operativa ubicata nel territorio nazionale:

la costituzione da meno di dodici mesi alla data di presentazione della domanda di agevolazione, con regolare iscrizione al Registro Imprese ovvero, per le lavoratrici autonome, l’apertura della partita Iva da meno di dodici mesi alla data di presentazione della domanda di agevolazione, con avvenuta iscrizione all’ordine professionale di riferimento se necessaria per l’esercizio dell’attività;
l’intenzione di costituire un’impresa femminile, con trasmissione della documentazione comprovante l’avvenuta costituzione dell’impresa o l’apertura della partita Iva entro sessanta giorni dalla comunicazione di esito positivo della valutazione inviata da Invitalia.
Per quanto riguarda le agevolazioni per lo sviluppo e consolidamento di imprese femminili, disciplinate al capo III del D.M. 30.09.2021, è richiesta la costituzione o l’apertura di partita Iva da almeno 12 mesi: la costituzione entro o oltre 36 mesi non è un fattore discriminante per l’accesso al beneficio ma incide sulle agevolazioni concedibili.

Il Fondo impresa femminile finanzia le seguenti attività imprenditoriali o professionali:

produzione di beni nei settori dell’industria, dell’artigianato e della trasformazione dei prodotti agricoli;
fornitura di servizi, in qualsiasi settore;
commercio e turismo.
I programmi di investimento devono essere avviati successivamente alla presentazione della domanda e realizzati entro 24 mesi dalla data di trasmissione del provvedimento di concessione delle agevolazioni (salvo facoltà di proroga per una durata non superiore a 6 mesi).

Le agevolazioni sono concesse sottoforma di contributo a fondo perduto e finanziamento agevolato della durata massima di 8 anni, a tasso zero e non assistito da forme di garanzia.

In caso di avvio di nuove imprese femminili, le agevolazioni sono concesse esclusivamente nella forma del contributo a fondo perduto:

per i programmi di investimento con importo massimo di spese ammissibili pari a euro 100.000, all’80% (incrementato al 90% per le donne in stato di disoccupazione) e comunque fino a euro 50.000,00;
per i programmi di investimento con importo massimo di spese ammissibili oltre euro 100.000 e fino a euro 250.000, al 50%.
In caso di sviluppo e consolidamento di imprese femminili, le agevolazioni assumono la forma sia del contributo a fondo perduto, sia del finanziamento agevolato, con importo massimo ammissibile di euro 400.000:

per le imprese femminili costituite da non oltre 36 mesi per il 50% dell’ammontare complessivo in forma di contributo a fondo perduto e, per il restante 50%, in forma di finanziamento agevolato, fino a copertura del 80% delle spese ammissibili;
per le imprese femminili costituite da oltre 36 mesi per il 50% dell’ammontare complessivo in forma di contributo a fondo perduto e, per il restante 50%, in forma di finanziamento agevolato, fino a copertura del 80% delle sole spese di investimento, mentre le esigenze di capitale circolante sono agevolate nella forma del contributo a fondo perduto.
Costituiscono spese ammissibili alle agevolazioni quelle relative a:

immobilizzazioni materiali;
immobilizzazioni immateriali;
servizi in cloud;
personale dipendente a tempo indeterminato o determinato, assunto dopo la data di presentazione della domanda e impiegato funzionalmente nella realizzazione dell’iniziativa agevolata;
esigenze di capitale circolante nel limite del 20% (25% per le imprese costituite da oltre 36 mesi) delle spese complessivamente ritenute ammissibili.
Le esigenze di capitale circolante devono essere coerenti con l’iniziativa e destinate al pagamento delle seguenti spese:

materie prime, sussidiarie e materiali di consumo;
servizi di carattere ordinario strettamente funzionali all’iniziativa;
godimento di beni di terzi, comprese spese di noleggio e leasing;
oneri per la fideiussione necessaria alla richiesta di una prima quota di agevolazione a titolo di anticipazione nella misura massima del 20%.
In aggiunta sono previsti servizi di assistenza tecnico-gestionale, fino all’importo massimo di 5.000 euro per impresa, fruibili sia attraverso servizi erogati da Invitalia, sia in forma di voucher per l’acquisto di servizi specialistici presso terzi.

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𝗙𝗢𝗡𝗗𝗢 𝗜𝗠𝗣𝗥𝗘𝗦𝗔 𝗗𝗢𝗡𝗡𝗔: 𝗖𝗢𝗡𝗧𝗥𝗜𝗕𝗨𝗧𝗢 𝗔 𝗙𝗢𝗡𝗗𝗢 𝗣𝗘𝗥𝗗𝗨𝗧𝗢 𝗙𝗜𝗡𝗢 𝗔𝗟 𝟵𝟬% È stato pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 26 del 1° feb...
25/03/2022

𝗙𝗢𝗡𝗗𝗢 𝗜𝗠𝗣𝗥𝗘𝗦𝗔 𝗗𝗢𝗡𝗡𝗔: 𝗖𝗢𝗡𝗧𝗥𝗜𝗕𝗨𝗧𝗢 𝗔 𝗙𝗢𝗡𝗗𝗢 𝗣𝗘𝗥𝗗𝗨𝗧𝗢 𝗙𝗜𝗡𝗢 𝗔𝗟 𝟵𝟬%


È stato pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 26 del 1° febbraio 2022, il decreto interministeriale 24 novembre 2021 che disciplina il sostegno finanziario a valere sulle risorse del PNRR degli interventi previsti dall’investimento 1.2 “Creazione di imprese femminili”.

Il decreto incrementa di 160 milioni di euro la dotazione finanziaria prevista per gli interventi di cui al decreto interministeriale 30 settembre 2021 e rafforza anche le altre misure già avviate come Nuove Imprese a Tasso zero e Smart&Start.

Il Fondo a sostegno dell’impresa femminile è stato istituito con una dotazione di 40 milioni di euro, al fine di promuovere e sostenere l’avvio e il rafforzamento dell’imprenditoria femminile, la diffusione dei valori dell’imprenditorialità e del lavoro tra la popolazione femminile e di massimizzare il contributo quantitativo e qualitativo delle donne allo sviluppo economico e sociale del Paese.

L’ammontare delle risorse del PNRR a valere sul Fondo impresa femminile stanziate dal Decreto interministeriale del 24 novembre 2021, pari complessivamente a 160 milioni, sono così ripartite tra gli interventi di cui ai Capi II e III del decreto 30 settembre 2021:

Risorse per euro 38,8 milioni destinate agli interventi del Capo II, recante “Incentivi per la nascita delle imprese femminili”;
Risorse per euro 121,2 milioni destinate agli interventi del Capo III, recante “Incentivi per lo sviluppo e il consolidamento delle imprese femminili”.
Il Fondo è istituito nello stato di previsione del Ministero dello sviluppo economico, che si avvale, in qualità di Soggetto gestore, dell’Agenzia nazionale per l’attrazione degli investimenti e lo sviluppo d’impresa S.p.A. – Invitalia.

Il Fondo è volto a sostenere imprese femminili (intese come imprese a prevalente partecipazione femminile e lavoratrici autonome) di qualsiasi dimensione, con sede legale e/o operativa ubicata su tutto il territorio nazionale, già costituite o di nuova costituzione, attraverso la concessione di agevolazioni nell’ambito di una delle due seguenti linee di azione:

- incentivi per la nascita e lo sviluppo delle imprese femminili;
- incentivi per lo sviluppo e il consolidamento delle imprese femminili.
In particolare, possono beneficiare degli “incentivi per la nascita e lo sviluppo delle imprese femminili” di cui alla precedente lettera a), le imprese femminili costituite da meno di dodici mesi alla data di presentazione della domanda di agevolazione, e le lavoratrici autonome in possesso della partita IVA aperta da meno di dodici mesi alla data di presentazione della domanda di agevolazione. Possono presentare domanda, inoltre, le persone fisiche che intendono costituire una nuova impresa femminile.

Possono beneficiare degli “incentivi per lo sviluppo e il consolidamento delle imprese femminili” di cui alla precedente lettera b), le imprese femminili costituite da almeno dodici mesi alla data di presentazione della domanda di agevolazione, e le lavoratrici autonome in possesso della partita IVA aperta da almeno dodici mesi alla data di presentazione della domanda di agevolazione

Il Fondo sostiene, inoltre, azioni per la diffusione della cultura e la formazione imprenditoriale femminile, attuate dal Soggetto gestore, sulla base di un piano di attività condiviso con il Ministero, attraverso iniziative per la promozione del valore dell’imprenditoria femminile nelle scuole e nelle università, per la diffusione di cultura imprenditoriale tra le donne, di orientamento e formazione verso percorsi di studio nelle discipline scientifiche, tecnologiche, ingegneristiche e matematiche, di sensibilizzazione verso professioni tipiche dell’economia digitale e attraverso azioni di comunicazione per diffondere la cultura femminile d’impresa e promuovere i programmi finanziati dal Fondo stesso.

Le agevolazioni sono concesse a fronte di programmi di investimento per la costituzione e l’avvio di una nuova impresa femminile ovvero per lo sviluppo e il consolidamento di imprese femminili, nei seguenti settori:

- produzione di beni nei settori dell’industria, dell’artigianato e della trasformazione dei prodotti agricoli;
- fornitura di servizi, in qualsiasi settore;
- commercio e turismo.

Le iniziative devono, inoltre:

- essere realizzate entro ventiquattro mesi dalla data di trasmissione del provvedimento di concessione delle agevolazioni;
- prevedere spese ammissibili non superiori a 250.000,00 euro al netto d’IVA per i programmi di investimento che prevedono la costituzione e l’avvio di una nuova impresa femminile, ovvero non superiori a 400.000 euro al netto d’IVA per i programmi di investimento volti allo sviluppo e al consolidamento di imprese femminili.

Le agevolazioni sono concesse ai sensi e nei limiti degli “Aiuti alle imprese in fase di avviamento” ovvero, per le imprese che non soddisfino tali condizioni, ai sensi e nei limiti del “Regolamento «de minimis»” e assumono la forma del contributo a fondo perduto e del finanziamento agevolato, anche in combinazione tra loro.

Il finanziamento, della durata massima di 8 anni, è a tasso zero e non è assistito da forme di garanzia.

La forma e la misura delle agevolazioni sono articolate in funzione delle linee di azione e dell’ammontare delle spese ammissibili previste nei programmi di investimento. In particolare:

- per gli incentivi per la nascita e lo sviluppo delle imprese femminili, le agevolazioni assumono la sola forma del contributo a fondo perduto per un importo massimo pari a:
- 80% delle spese ammissibili e comunque fino a euro 50.000,00, per i programmi di investimento che prevedono spese ammissibili non superiori a euro 100.000,00;
- 50% delle spese ammissibili, per i programmi di investimento che prevedono spese ammissibili superiori a euro 100.000,00 e fino a euro 250.000,00;
per gli incentivi per lo sviluppo e il consolidamento delle imprese femminili, le agevolazioni assumono la forma sia del contributo a fondo perduto sia del finanziamento agevolato e sono articolate come di seguito indicato:
per le imprese femminili costituite da non più di 36 mesi alla data di presentazione della domanda di agevolazione, le agevolazioni sono concesse fino a copertura dell’’80% delle spese ammissibili, in egual misura in forma di contributo a fondo perduto e in forma di finanziamento agevolato;
per le imprese femminili costituite da oltre 36 mesi alla data di presentazione della domanda di agevolazione, le agevolazioni sono concesse come al punto precedente in relazione alle spese di investimento, mentre le esigenze di capitale circolante costituenti spese ammissibili sono agevolate nella forma del contributo a fondo perduto.
Costituiscono spese ammissibili alle predette agevolazioni le spese relative a immobilizzazioni materiali e immateriali, servizi cloud funzionali ai processi portanti della gestione aziendale, personale dipendente ed esigenze di capitale circolante, alle condizioni e nei limiti stabiliti dal decreto interministeriale.

In aggiunta a tali agevolazioni, per le imprese beneficiarie sono previsti servizi di assistenza tecnico-gestionale, fino all’importo massimo di 5.000,00 euro per impresa fruibile in parte attraverso servizi erogati dal Soggetto gestore, in parte in forma di voucher per l’acquisto di servizi specialistici presso terzi.

Le agevolazioni sono concesse con una procedura valutativa a sportello.

Le domande di agevolazione devono essere compilate esclusivamente per via elettronica, utilizzando la procedura informatica che sarà messa a disposizione in un’apposita sezione del sito internet del Soggetto gestore, www.invitalia.it

L’apertura dei termini, le modalità per la presentazione delle domande di agevolazione saranno definite dal Ministero dello sviluppo economico con successivo provvedimento, con il quale saranno, altresì, fornite le necessarie specificazioni per la corretta attuazione degli interventi.

Invitalia è l'Agenzia nazionale per l'attrazione degli investimenti e lo sviluppo d'impresa, di proprietà del Ministero dell'Economia. Scopri i progetti.

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23/03/2022

Riparte on oltre, nuove imprese a tasso zero. Contributi a fondo perduto e finanziamenti a tasso zero per le nuove imprese under 35 e quelle femminili di tutte le età.
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12/05/2021

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06/05/2021

Cig retroattiva dal 26 marzo

La cassa integrazione del decreto Sostegni può essere utilizzata a partire dal 26 marzo e non dal 1° aprile, ma solo per le aziende che hanno fruito interamente delle 12 settimane previste dalla legge di Bilancio 2021 .

L’articolo 8, commi 1 e 2, del decreto Sostegni stabilisce che i datori di lavoro privati che sospendono o riducono l’attività per eventi riconducibili alla pandemia possono presentare, per i lavoratori in forza alla data di entrata in vigore del decreto stesso, domanda di concessione di Cig Covid per una durata massima di 13 settimane o di 28 settimane, rispettivamente, fino al 30 giugno 2021 e fino al 31 dicembre 2021.

Si è posto il problema della scopertura di cassa integrazione nelle giornate dal 26 al 31 marzo soprattutto per le aziende che sono in maggiore difficoltà, o addirittura chiuse. I tempi di modifica del decreto 41/2021 purtroppo hanno ingenerato una situazione di incertezza tra le imprese che nel dubbio hanno assunto comportamenti diversi. C’è chi ha scommesso in una modifica della norma prevedendo in ogni caso il pagamento della cassa integrazione. E c’è chi, invece, ha corrisposto ai lavoratori giornate di ferie e/o permessi.

Su queste situazioni l’Inps dovrà esprimersi per individuare delle soluzioni semplificate e automatizzate che consentano alle aziende di sistemare le posizioni senza dover riaprire gli stipendi di marzo. Probabilmente l’interlocuzione con le società di software sarà inevitabile per concordare una soluzione tecnica.

L’Inps, inoltre, nel silenzio della norma, dovrà fornire un termine amministrativo entro cui presentare le domande per le giornate interessate, dal momento che, a rigore, il termine è scaduto il 30 aprile. Ad ogni modo, per le aziende che hanno scelto di riconoscere le giornate di cassa integrazione, la soluzione sembra più semplice una volta presentata l’istanza. Più complessa invece, sembra la posizione delle aziende che hanno chiuso gli stipendi applicando soluzioni alternative.

In attesa di conoscere le istruzioni dell’istituto, ci sono sostanzialmente due fronti da risolvere. Il primo, nei confronti dei lavoratori, si può gestire nella prima busta paga utile (probabilmente maggio), in cui il datore di lavoro può stornare le giornate di ferie e permessi riconoscendo contestualmente le giornate di cassa integrazione (salvo il caso del pagamento diretto).

Il secondo, nei riguardi dell’Inps, si può risolvere utilizzando l’Uniemens di maggio per compilare la sezione di rettifica dei mesi precedenti (indicando marzo) riportando le giornate di cassa integrazione. Tutto ciò senza dover presentare di nuovo la denuncia previdenziale del mese di marzo.
(Il Sole 24 ore)

Post muto
23/04/2021

Post muto

13/04/2021



Nuove imprese a tasso zero: al via l'apertura dello sportello
Apre il 19 maggio 2021 lo sportello per presentare domanda di agevolazione prevista dal decreto del 4 dicembre 2020, diretta a sostenere nuova imprenditorialità, in tutto il territorio nazionale, attraverso la creazione di micro e piccole competitive, a prevalente o totale partecipazione giovanile (under 36) o femminile (qualsiasi età).
La misura destinata è alle che, alla data di presentazione della domanda, siano:
– costituite da non più di sessanta mesi alla data di presentazione della domanda di agevolazione;
– abbiano la dimensione di micro e piccola impresa, secondo la classificazione contenuta nell'allegato I al regolamento Gber;
– siano costituite in forma societaria;
– dispongano di una compagine societaria composta per oltre la metà numerica dei soci e di quote di partecipazione, da soggetti di età compresa tra i 18 e i 35 anni ovvero da donne indipendentemente dall'età.

I al programma di sono la produzione di beni nei settori dell'industria, dell'artigianato e della trasformazione di prodotti agricoli, inclusi quelli afferenti all'innovazione sociale, intesa come produzione di beni che creano nuove relazioni sociali ovvero soddisfano nuovi bisogni sociali, anche attraverso soluzioni innovative; la fornitura di servizi alle imprese e/o alle persone, ivi compresi quelli afferenti all'innovazione sociale; il commercio di beni e servizi; il turismo, incluse le attività turistico-culturali finalizzate alla valorizzazione e alla fruizione del patrimonio culturale, ambientale e paesaggistico, nonché le attività volte al miglioramento dei servizi per la ricettività e l'accoglienza. Sono invece escluse dalla presentazione della domanda tutte le imprese la cui attività riguarda la produzione primaria dei prodotti agricoli, di cui all'allegato I del Tfue, e il settore carboniero relativamente agli aiuti per agevolare la chiusura di miniere di carbone non competitive, di cui alla decisione 2010/787/E del Consiglio.

La misura finanzia i programmi di investimento, nei settori identificati dal decreto, destinati:
– per le imprese costituite da non più di 36 mesi alla realizzazione di nuove iniziative imprenditoriali o allo sviluppo di attività esistenti, con un limite massimo di spese ammissibili di 1,5 milioni di euro comprensivo di un eventuale importo a copertura delle esigenze di capitale circolante nel limite del 20% delle spese di investimento;
–per le imprese costituite da più di 36 mesi ed entro 60 mesi alla realizzazione di nuove unità produttive, ovvero al consolidamento e allo sviluppo di attività esistenti, con un limite massimo di spese ammissibili di 3 milioni di euro.

L'agevolazione consiste in un agevolato a tasso zero di durata massima pari a 10 anni e un contributo a fondo perduto, per le imprese costituite da non più di 36 mesi in misura pari al 20% delle spese relative a macchinari, impianti ed attrezzature, programmi informatici e servizi per le tecnologie dell'informazione e della comunicazione, brevetti e licenze d'uso. Mentre per le imprese costituite da non più di 60 mesi, il contributo a fondo perduto è in misura pari al 15% delle spese relative a macchinari, impianti ed attrezzature, programmi informatici, brevetti, licenze e marchi.

vi saranno erogati anche servizi di tutoraggio dai 5.000 ai 10.000 euro, a seconda dell'investimento da realizzare.
- 5.000,00 euro per i programmi di investimento comportanti spese ammissibili di importo non superiore a 250.000 euro;

I programmi di investimenti devono essere realizzati entro ventiquattro mesi dalla data di stipula del contratto di finanziamento.

Il piano di impresa, redatto secondo le modalità e gli schemi resi disponibili deve contenere la descrizione dell'attività proposta, l'analisi del mercato e relative strategie, gli aspetti tecnico-produttivi e organizzativi, e gli aspetti economico-finanziari.

La procedura valutativa si concluderà entro 45 giorni dalla data di presentazione della domanda di agevolazione.

Se vuoi saperne di più, contattaci.

07/04/2021



Si ampliano le possibilità di fruizione della decontribuzione riconosciuta a fronte dell'assunzione di lavoratrici. Con il messaggio 1421/2021 , Inps ha fornito ulteriori indicazioni in merito all'agevolazione introdotta dall'articolo 1, commi 16-19, della legge 178/2020 che rinvia al precedente esonero introdotto dalla legge 92/2012 (articolo 4, commi 8-11). Per le assunzioni effettuate nel 2021-22 lo sgravio contributivo è riconosciuto al 100% fino a un massimo di 6mila euro annui.
I contratti che danno diritto al sono quelli a tempo determinato, indeterminato e le trasformazioni dei primi nei secondi. Il messaggio 1421/2021 integra le istruzioni già fornite con la circolare 32/2021 per quanto concerne il momento in cui devono sussistere i requisiti richiesti dalla norma (disoccupazione da oltre 12 mesi o essere prive di impiego abbinato ad altre condizioni). Con riferimento ai contratti a termine, ad esempio, viene chiarito che i requisiti devono essere verificati al momento dell'assunzione e non a quello dell'eventuale proroga o trasformazione.

Indirizzo

Piazza Risorgimento
Benevento
82100

Orario di apertura

Lunedì 09:00 - 13:00
15:00 - 19:00
Martedì 09:00 - 13:00
15:00 - 19:00
Mercoledì 09:00 - 13:00
15:00 - 19:00
Giovedì 09:00 - 13:00
15:00 - 19:00
Venerdì 09:00 - 13:00
15:00 - 19:00

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