12/07/2022
Progetto Grafico per
TEMA - CONFORTO
Dioniso, Ampelo e il dono dell'ebbrezza
A quel punto le Ore si affrettarono verso la casa di Helios. Si preannunciava una scena nuova sulla ruota celeste. Occorreva consultare le tavole di Armonia, dove la mano primordiale di Fanes aveva inciso, nella loro sequenza, gli eventi del mondo. Helios le indicò, affisse a una parete della sua casa. Le Ore guardavano la quarta tavola: c'erano il Leone e la Vergine, e Ganimede con una coppa in mano. Lessero l'immagine: Ampelo sarebbe diventato la vite. Colui che aveva portato il pianto al dio che non piange avrebbe anche portato delizia al mondo. Allora Dioniso si riebbe. Quando l'uva nata dal corpo di Ampelo fu matura, staccò i primi grappoli, li spremette con dolcezza fra le mani, con un gesto che sembrava conoscere da sempre, e si guardò le dita macchiate di rosso. Poi le leccò. Pensava: Ampelo, la tua fine prova lo splendore del tuo corpo. Anche morto, non hai perso il tuo colore rosato. Nessun altro dio; non certo Atena col suo sobrio ulivo, e neppure Demetra col suo pane corroborante, avevano in loro potere qualcosa che si avvicinasse a quel liquore. Era appunto ciò che mancava alla vita, che la vita aspettava: l'ebbrezza.
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Noi adesso dovremmo, come non mai, pensare solo a saltare muri, costruire ponti, ritessere relazioni, essere coscienti che più abbiamo a che fare gli uni con gli altri, meglio ci comprenderemo.
Noi adesso dovremmo, come non mai, pensare che la degradazione della natura, la distruzione dei legami sociali, la disintegrazione dell’umanità non potranno e non dovranno essere l’approdo.
Noi adesso dovremmo, come non mai, pensare a manutenere l’arte del convivere e quella della convivialità, dovremmo dare un contributo a riparare il mondo partendo dal riparare noi stessi.
Perché: Nessuna cosa è bella da possedere se non si hanno amici con cui condividerla!