30/08/2026
«Noi, prigioniere del part-time».
Non è una scelta quando il part-time significa poche ore, salario insufficiente e disponibilità totale richiesta dall’azienda.
È una contraddizione che conosciamo bene nella grande distribuzione: meno ore sul contratto, ma sempre pronti a lavorare di più quando serve.
Oggi ne parlano due lavoratrici sul Corriere della Sera, insieme alla denuncia della Filcams CGIL Bergamo, che ha messo in evidenza un fenomeno ormai strutturale nella grande distribuzione: contratti part-time, spesso intorno alle 20 ore settimanali, accompagnati da richieste di straordinario per coprire il fabbisogno organizzativo.
Come spiega il Segretario Generale della Filcams CGIL Bergamo Nicholas Pezzè, dietro questi numeri ci sono lavoratrici che, pur avendo un contratto part-time, arrivano di fatto a lavorare quanto un tempo pieno, senza però avere le stesse garanzie economiche e contrattuali.
Il lavoro non può essere flessibile solo per le aziende. Il part-time deve essere una scelta, non uno strumento per scaricare sui lavoratori il costo della flessibilità.
# CGIL