24/07/2026
In questo momento in cui il mondo del vino pensa più che altro allo slogan, alla ricerca dell’hype, all’apparenza più che alla sostanza, ecco noi siamo contenti di aver intrapreso una strada ben diversa.
Con questo post vogliamo spiegarvi come gestiamo l’ imbottigliamento , fase delicata alla quale dedichiamo molta attenzione e cura.
L’imbottigliatrice è una Officinepesce a 6 becchi che lavora per gravità e usa l’argon nella campana quando il livello del vino si abbassa, e prima della tappatura.
Un plc collegato ad un sensore sul coperchio della vasca analizza la pressione massima e minima della vasca ed apre o chiude l’ingresso di argon.
Il sensore collegato al tappo della vasca, analizza la depressione causata dalla p***a peristaltica ed inserisce il giusto quantitativo di argon dentro la vasca.
Questo ci permette di mantenere il coperchio per tutta la fase di imbottigliamento, e l’argon essendo un gas pesante va a contatto con il vino proteggendolo dall’ossigeno.
P***a peristaltica gestita direttamente dall’imbottigliatrice con sensori di livello in campana per aumentare l’efficenza.
Bombole di argon gass alimentare.
Tappi Bouchons Trescases sughero sardo, più denso di quello portoghese.
Tappatura con precedente inserimento di argon nel collo bottiglia
Tutto questo processo ci permette di avere un quantitativo limitato di ossigeno in bottiglia post imbottigliamento, di conseguenza questo ci permette di ridurre di molto l’utilizzo di solfiti nei nostri vini.