04/02/2026
Nicola Pice
3 FEBBRAIO 2026 – SAN BIAGIO
Oggi ricorre la festività di San Biagio vescovo e martire, uno dei quattordici Santi ausiliatori invocati dai cristiani per la guarigione di particolari mali. Il nome Biagio deriva dal gentilizio latino “Blasius” e probabilmente dall'aggettivo “blaesus”, che significa “balbuziente” e si diffuse in Italia soprattutto a seguito del culto verso il Santo vescovo vissuto tra il III e il IV sec. d.C. a Sebaste in Armenia (Asia Minore). Questi catturato dai Romani venne scorticato vivo con dei pettini di ferro, usati solitamente per cardare la lana, e successivamente decapitato nel 316 d.C..
Venerato sia dalla Chiesa Cattolica che da quella Ortodossa, a Lui sono attribuiti molti miracoli, tra i quali la guarigione di un fanciullo da una lisca di pesce conficcata nella trachea. Probabilmente questa è la motivazione per la quale San Biagio viene invocato contro le malattie della gola ed è protettore dei laringoiatri.
Ritroviamo la figura del Santo nella predella policroma di Porta Baresana in Bitonto.
Ricordiamo che attualmente ammiriamo in situ una copia (opera di Dino Fiorello) dell’originale dove erano stati effigiati dal pittore Luca Pinto tutti i santi patroni della Città di Bitonto. Ivi si osserva al centro l’ostia sacrificale, con croce e sigla IHS (ovvero la trascrizione latina dell’abbreviazione del nome greco di Gesù), e ai lati le rappresentazioni iconografiche dei Santi accanto all’Immacolata Concezione (a sinistra) e all’Arcangelo Michele (a destra): San Rocco, San Biagio, San Francesco Saverio, San Chirico, Sant’Agostino, Sant’Antonio Abate, San Francesco da Paola, San Domenico, San Gaetano, San Nicola e San Vito. Ai due lati estremi i Santi Cosma e Damiano.
Bitonto nomina il Santo vescovo armeno suo patrono dal 3 agosto 1726.
Nel giorno della festività di San Biagio, (3 febbraio), che cade subito dopo la Candelora (2 febbraio), in molte città e località italiane i fedeli si recano nelle chiese per baciare le candele benedette il giorno precedente e per incrociarle sulla gola al fine di proteggerla dalle malattie.
Al Santo erano dedicate a Bitonto due chiese:
- una chiesa urbana sita in arco Tito Berni Canani in via Ambrosi
- una chiesa extra urbana citata nelle sante visite vescovili difficilmente ubicabile.
Fonte Antonio Castellano