14/01/2026
TANTI AUGURI A ME!!!
13 Anni, una maglia
Era l’inverno del 1982 e giocavo nel Bologna Rugby. Mi allenavo con le “Aquile”, anche se di categoria ero un aquilotto. Ero grosso, anche se ero piccolo. Ci allenavamo all’antistadio, di fronte al Dall’Ara che allora si chiamava solo “Stadio comunale di Bologna”. Guardavo quella torre e sognavo un giorno di poter giocare lì, sotto la torre di Maratona. La vittoria degli Azzurri ai Mondiali di Spagna 1982 solo pochi mesi prima mi aveva fatto innamorare del calcio e da settembre avevo iniziato a fare salti mortali per giocare entrambi gli Sport. Ma facevo veramente tanta fatica. Il Presidente del Bologna Rugby senza tanti giri di parole mi disse “Fai quel che ti pare: nel Rugby hai un futuro, nel calcio non sarai mai nessuno”. E infatti alla Barca Reno “facevo panca”, mentre con gli aquilotti del Bologna Rugby 1928 ero capitano. Siccome gli allenamenti erano sincroni, riuscivo ad allenarmi tutti i giorni.
All’antistadio ero solito indossare sempre la maglia che era stata di mio Padre nella Ta**us Rugby, squadra degli anni ‘60 in una Bologna che voleva proporsi in un panorama rugbistico piuttosto originale, giocando a “Rugby 13”, ovvero con solo 6 uomini in mischia. E la Ta**us con mio Padre tre quarti - ala vinse perfino uno scudetto di Rugby a 13. Contro altre 4 squadre, probabilmente.
Io ero fierissimo di portare quella maglia bianco verde col numero 13 in rosso. Un po come se fosse la bandiera italiana. E poi, risaputo, in famiglia la “divisa di papà” è sempre stata una cosa sacra.
Ebbene era autunno, dicevo. Avevo appena fatto la doccia e tornando nello spogliatoio non trovai più la maglia bianco verde della Ta**us. Era sparita. Chiesi in giro, chiesi ai “ragazzi” della prima squadra, ma nessuno (a loro dire) l’aveva vista. Con la morte nel cuore dovetti dire a mio Padre che era sparita la sua maglia. Lui fu come sempre un Signore. “Cerca di ritrovarla!”, mi disse.
Passarono i mesi. Tanti.
Cambió il mister. Mi misero a giocare in mischia. Venne il 1983. A calcio iniziai a fare qualche gol. Mi piaceva un sacco fare gol…
A Marzo il nonno mi disse che dovevo decidere che sport fare. Non potevo continuare a fare tutti e due: non avrei fatto bene né uno né l’altro. Ricordo bene che giorno era il 13 Marzo 1983. Era domenica, probabilmente a ridosso di Pasqua. E lo ricordo perché mi tocco litigare in famiglia per giocare due volte lo stesso giorno: alle 9.00 in panca al campo Barca 1 e alle 11.00 in mischia al campo Barca Rugby, contro la Reno Rugby, titolare, nel derby. Ero talmente carico dall’ora di panca che avrei spaccato il mondo per fare una meta. E invece mi misero a giocare pilone. Non era la prima volta ed ero andato in meta tante volte anche da pilone “a sostegno”, ma non quel giorno. Ricordo le frustrazioni che sotto la doccia si lasciavano annaffiare dalle parole del Nonno. “Devi fare una scelta”. Arrivai negli spogliatoi e trovai alcuni adulti della prima squadra (allora credo giocassero la serie C1) che iniziavano a cambiarsi. E vidi la mia maglia. Anzi, la maglia di mio Padre della Ta**us Rugby bianco verde col 13 rosso. E non ne esistevano due, di quelle maglie. Ho ben vivo ancora oggi il calore che sale oltre la linea degli zigomi.
“Quella è la mia maglia!!!” esternai con fare secco e deciso. E, sia chiaro, ero un ragazzino di 13 anni che si rivolgeva ad un rugbista adulto. Normalmente gli avrei dato del “Lei” o del “Voi”. Lui mi guarda stupito. “Sí quella è proprio la mia maglia che mi hanno fregato mesi fa all’antistadio!” Sinceramente non ricordo il suo sguardo. Ricordo solo che volevo riprendermi la mia maglia. “Ah…” boffonchia qualcosa “… a me l’ha regalata…” segue un qualche nome di altro adulto. “Non importa chi te l’ha data, é la mia maglia e la rivoglio!!!”. Non avevo mai fatto qualcosa del genere in vita mia. “Ma certo, se è tua, tieni, ci mancherebbe…” e mi rende la mia maglia. Mette una t-shirt bianca ed esce.
Fu la mia ultima partita ufficiale col Bologna Rugby. Qualche giorno dopo telefonai ad un mio amico e compagno di squadra e gli dissi di dire al Mister che non sarei più venuto all’allenamento. Qualche giorno dopo mi chiamarono a casa un po’ tutti. Il più tosto fu Aldrovandi, ex compagno di squadra di mio padre e padre di Nicolino, uno dei miei compagni più cari negli aquilotti. Il suo papà era uno dei dirigenti più appassionati del Bologna Rugby 1928. Non servì. Avevo fatto la mia scelta. Avevo scelto l’amore (mai corrisposto) per il Calcio.
Passano gli anni. Tanti.
Ma tanti davvero.
Tantissimi….
Il 14 Gennaio 2013 nasce Human Ex-Challenge. Nasce per passione, per amore di quella formazione che cambia il modo di vivere la vita e la rende meravigliosamente sfidante.
Oggi è il 14 Gennaio 2026 e Human Ex-Challenge compie 13 anni. Diventa una teenager. Inizia un’adolescenza.
Inevitabilmente quando io penso al 13, penso a quella maglia. Penso a quella volta che il Coraggio di riprendersi ciò che ti spetta é diventato scelta matura, razionale e determinata. E penso che quel “carattere” mi abbia davvero dato tanto in questi 13 anni.
E allora vai, splendida Human Ex-Challenge!!! Vivi la tua adolescenza forte del tuo Carattere e della tua Passione, solidi come mai prima d’ora!!! Vai e fai splendere le tue ali di Fuoco!!! Vai e ricorda sempre:
“FAI IL MEGLIO CHE PUOI, CON QUELLO CHE HAI, NEL MOMENTO IN CUI SEI. SEMPRE!”