15/06/2026
Premiata l'Asd Caos dal Centro studi Martinelli nel corso dell'incontro dedicato al patto educativo tra scuola, sport e comunità. Una associazione che mette al centro le persone e non le disabilità e che lavora sul patto educativo scuola - sport e comunità anche attraverso la partecipazione agli Special Olympics dove l'inclusione passa attraverso l'abbinamento tra atleta disabile e atleta partner.
Una mattinata dal programma molto fitto ma che è l’inizio di un percorso di confronto e collaborazione tra le istituzioni – Regione, Comune, ufficio scolastico regionale – e le organizzazioni sportive come evidenziato da Marilisa Rogolino, anima dell’incontro.
È stato evidenziato dall’onorevole Berruto come l'obbligatorietà dell'educazione fisica si scontri con la presenza ancora minoritaria di palestre all'interno dei plessi scolastici (45% degli istituti). Anche la stessa organizzazione dell'attività nella scuola primaria stenta a decollare, in quarta e quinta elementare, come i giochi della gioventù. Evidenzia come in Slovenia le scuole di ogni ordine e grado prevedono l'attività sportiva, 105 ore nelle scuole primarie. Cita anche il caso di Francia e Finlandia e incentiva una riflessione su come lo studio dello sport possa essere strumentale per affrontare materie come la storia, la matematica, la fisica...
In questo contesto la recente legge 53/2026 assume un ruolo importante nella collaborazione tra scuola-sport-territorio.
Don Massimo Vacchetti, direttore ufficio diocesano dello sport, ha evidenziato il ruolo degli oratori nella promozione dello sport anche se oggi si assiste ad una inversione di tendenza. L'età avanzata dei parroci, i profili di responsabilità gestoria, gli oneri di messa in sicurezza degli impianti sportivi, la denatalità soprattutto in alcuni territori sta rendendo particolarmente difficile la gestione degli oratori. C'è però da evidenziare la scelta di molte parrocchie di figliare associazioni autonome, spesso associazioni di promozione sociale di natura sportiva, per l'animazione degli oratori attraverso l’organizzazione e gestione di attività sportive ma anche di doposcuola e attività ricreative e culturali. Ricorda inoltre il fondamentale ruolo educativo dello sport ai valori, alle relazioni, alle regole, alla corporeità e alla sessualità, al riconoscimento del valore della persona prescindendo dall'aspetto performativo.
Si è parlato di qualificazione degli operatori con un focus sulla definizione delle partnership tra pubbliche amministrazioni e organizzazioni sportive nella gestione dell'impiantistica sportiva, un tema che meriterebbe una attenzione particolare (Caramaschi). Il tema della formazione è stato anche al centro dell’intervento sul safeguarding: un lavoro che richiede uno studio interdisciplinare ma anche un costante confronto con persone che svolgono professionalmente diverse attività ed un lavoro che rappresenta una sfida culturale verso un ambiente inclusivo teso prima a prevenire che a gestire situazioni di abuso, violenza e discriminazione e che pertanto non può esaurirsi nell’espletamento di adempimenti formali (Cinzia Ceccolini).
Il vicepresidente Coni Emilia Romagna, Vaccaro, ci restituisce una immagine positiva del sistema sportivo italiano qualificandolo tra i migliori. Evidenzia come il mancato svolgimento dell’attività sportiva in Regione sia imputabile non tanto a problemi di carattere economico ma alla mancanza di tempo e ricorda come investire in prevenzione (campagne di sensibilizzazione, screening, promozione dell'attività fisica e adozione di stili di vita sani) rappresenti una scelta strategica anche in termini economici, generando un effetto moltiplicatore di 2,9 Euro - sotto forma di riduzione dei costi sanitari futuri, aumento della produttività e miglioramento della qualità della vita della popolazione - per ogni Euro investito (Rapporto Osservatorio Valore Sport 2025).
Doveroso anche un passaggio sul funzionamento del Cip (Decreto legislativo 43/2017) a cura della presidente del Cip Emilia-Romagna, Melissa Milani. Ha posto in luce il tema dell'esonero dall'educazione fisica di disabili da cui è nata la progettualità di sport e disabilità nella scuola. Anche sul fronte sanitario cita il progetto all'interno delle case di comunità di sportelli su sport e disabilità. Così come gli interventi di formazione diretta a medici sportivi con riferimento alla pratica dello sport paraolimpico.