PMC s.r.l

PMC s.r.l PMC progetta e implementa le più moderne, efficaci e sostenibili soluzioni a favore delle organizzazioni

"Consulenza direzionale e manageriale": formazione e business coaching, temporary management in Finance e Sales, progetti di internazionalizzazione.

Prendere decisioni in contesti complessi: guida pratica per leader e organizzazioni.Come affrontare l’incertezza e guida...
30/04/2026

Prendere decisioni in contesti complessi: guida pratica per leader e organizzazioni.

Come affrontare l’incertezza e guidare il cambiamento quando non esistono risposte chiare.

Il dilemma del decidere oggi.

Viviamo e lavoriamo in contesti sempre più incerti, veloci e ambigui. I modelli VUCA (Volatile, Uncertain, Complex, Ambiguous) prima e BANI (Brittle, Anxious, Nonlinear, Incomprehensible) poi hanno provato a descrivere la realtà attuale, ma il punto resta uno: le aziende devono prendere decisioni in mancanza di informazioni complete o stabili.

In questo scenario, aspettare chiarezza o completezza diventa un freno.
Serve, invece, una cultura della decisione basata su consapevolezza, sperimentazione e apprendimento continuo.

Come decidono oggi le organizzazioni

Dalle nostre esperienze consulenziali, vediamo spesso due tendenze opposte:

da un lato, organizzazioni paralizzate dalla paura dell’errore;
dall’altro, decisioni affrettate e poco condivise che generano resistenze interne.
Entrambe le situazioni sono sintomi di una cultura decisionale debole.
Per rafforzarla, servono tre ingredienti chiave:

1. Decidere per scenari, non per certezze

Nell’incertezza non esistono risposte giuste, ma possibili scenari.
Adottare una logica di scenario planning consente di:

Valutare più ipotesi contemporaneamente
Allenarsi all’adattamento
Integrare dati e intuizioni
2. Rendere il processo decisionale partecipativo

La qualità di una decisione migliora quando viene integrato il punto di vista di più attori interni.
Coinvolgere le persone nei processi decisionali:

aumenta il senso di responsabilità e ingaggio
riduce le resistenze al cambiamento
rende più solida l’attuazione delle scelte
3. Dare dignità all’errore

In ambienti complessi, sbagliare non è un fallimento ma un passaggio del processo.
Occorre creare un contesto psicologicamente sicuro in cui si possa:

imparare dagli errori
correggere velocemente
capitalizzare l’esperienza
Allenare la capacità decisionale: da dove partire

Come PMC Coach, affianchiamo aziende e leader in percorsi che mirano a:

Sviluppare consapevolezza dei bias decisionali
Costruire una cultura aziendale orientata alla sperimentazione
Rafforzare la leadership adattiva
Introdurre strumenti agili per decisioni rapide ma ponderate
Conclusione

Decidere nella complessità richiede metodo, visione e coraggio.
Ma soprattutto richiede una cultura organizzativa che sostenga la responsabilità diffusa, la flessibilità e l’apprendimento.
Le organizzazioni che investiranno su questi aspetti saranno le più pronte ad affrontare le sfide del futuro.

Team vitali, persone motivate: il ruolo dell’intelligenza emotiva. A cura di Agnese PelliconiPerché il coaching?Ritengo ...
13/01/2026

Team vitali, persone motivate: il ruolo dell’intelligenza emotiva.
A cura di Agnese Pelliconi

Perché il coaching?
Ritengo che sia uno strumento potente, per crescere, per raggiungere obiettivi e realizzare progetti, sia per le singole persone che per i team di lavoro. Uno strumento rispettoso dell’unicità degli individui e dei team, uno strumento che sfida le nostre convinzioni, che ci mette in gioco, che ci fa scoprire e riscoprire le nostre risorse e i nostri talenti. Uno strumento che chiama all’azione, alla sperimentazione, all’apprendimento.

Perché il Coaching in azienda?

Perché credo profondamente che le persone abbiano molte risorse da mettere in campo – di cui spesso non sono consapevoli – e credo che sia possibile unire “aziende e team che funzionano” con un “sano equilibrio” di vita privata e lavoro, seguendo i propri valori e trovando senso e soddisfazione in quello che si fa.

La dimensione del team…

A differenza di altri coach quando ho iniziato il mio percorso per diventare coach, avevo già in mente la dimensione del team, perché è nel team che “accade la magia”…o il disastro quando il team non funziona.

La dimensione del team sarà (lo è già) sempre più indispensabile: la specializzazione e polverizzazione delle competenze, la sempre crescente complessità, l’accelerazione del cambiamento rendono necessario lavorare assieme agli altri.

Come Team Coach – utilizzando gli strumenti tipici del coaching: ascolto, domande potenti, feedback – accompagno i team nell’individuare quali convinzioni, opinioni, credenze limitano il proprio percorso, quali conversazioni e relazioni mancano all’interno del team e nei rapporti con il resto dell’organizzazione, quali modalità operative ostacolano efficacia e creatività, quali risorse si possono attivare e potenziare e quali nuove azioni si possono intraprendere per raggiungere gli obiettivi.

Affrontare processi di cambiamento da soli è spesso faticoso o molto rischioso: io cambio e tutta l’organizzazione attorno a me rimane ferma…Lavorando sulla dimensione del team, si dà reale impulso ai processi di “change management”.

Approccio sistemico

Siamo tutti interdipendenti, oggi più che mai un approccio sistemico è indispensabile, non possiamo pensare di evolvere e di risolvere i problemi con una logica individualista. Siamo tutti parte di sistemi e rischiamo di esserne travolti se non ci riconosciamo parte del sistema e non ne vediamo le logiche, i meccanismi, gli schemi.

Quando entro in un’azienda, in un’aula di formazione, in un team, entro in un sistema dove ogni singola persona influenza il clima e il risultato del sistema e dove i processi e le relazioni tra le parti influenzano ugualmente il clima e il risultato del sistema, anche di più delle singole persone. Vedere questo e affiancare le persone nel vedere le logiche del proprio sistema è il primo passo per andare nella direzione del cambiamento desiderato.

Intelligenza emotiva

"L’abilità di utilizzare le emozioni in modo efficace” e la “capacità di integrare pensieri ed emozioni nel processo decisionale” – Finalmente ci siamo riappropriati di una caratteristica importantissima di noi essere umani! Senza inutili contrapposizione tra parte emotiva e parte razionali, ma con la possibilità di integrare meravigliosamente le nostre caratteristiche e potenzialità.

Tra i vari approcci e strumenti a supporto dello sviluppo dell’intelligenza emotiva, ho scelto il modello Six Seconds, che mette al centro le varie competenze dell’intelligenza emotiva e i nostri talenti. Un modello rispettoso dell’unicità e del percorso di ciascuno, un modello dinamico poiché le competenze dell’intelligenza emotiva sono tutte allenabili e sviluppabili, sia a livello di singolo che di team, un modello che include il nostro senso di scopo e il nostro impatto positivo sugli altri.

Quindi nessun alibi, possiamo (dobbiamo!) allenarci nell’utilizzare la nostra intelligenza emotiva, è un prezioso contributo al nostro benessere personale, al clima e ai risultati dei nostri team e organizzazioni ed è anche un prezioso dono che possiamo fare alla nostra società.

Come ci alleniamo? INTEGRAZIONE

Fermarsi e riconoscere le emozioni del momento: quali sono? Quale intensità? Quale messaggio? Questo anche nella dimensione di team: a quali emozioni non stiamo lasciando spazio? Quali messaggi ignoriamo?

La capacità di trarre energia dalle emozioni, senza farsi sopraffare, ma sapendole utilizzare come preziose alleate.

Individuare i pattern emotivi e di comportamento: osservarsi da fuori, registrare senza giudizio cosa è successo. Prendere nota di pensieri, emozioni e azioni. Che cosa fa scattare il “pilota automatico”? Quali conseguenze ha? Costi, benefici. Cosa vorrei di diverso? Quali pensieri mi servono? A quali emozioni mi posso ricollegare?

Un’altra competenza importante è la capacità di generare opzioni, di non fermarsi al primo “Non è possibile” ma di coltivare la fiducia nelle ulteriori possibilità e alternative che ci sono. E’ coltivare la logica dell’abbondanza in un mondo che ci spinge sempre più a pensare in una logica di scarsità. Pensate quando nelle organizzazioni si riesca a cambiare questo paradigma di pensiero: qua fiorisce l’innovazione, la collaborazione, si creano realmente le soluzioni win-win.

In un’epoca di persone sempre meno coinvolte nel mondo del lavoro (ce lo raccontano le ricerche di Gallup, i numeri sul quite quitting) un’altra competenza fondamentale, è la capacità di individuare cosa ci motiva intrinsecamente, cosa ci smuove (motus – motivazione, e non a caso emozione emotus – mettere in movimento). su quali valori vogliamo basare la nostra vista, qual è il nostro “noble” goal, quello che ci fa “alzare dal letto la mattina”.

Questo non vale solo a livello di individui, ma anche di team e organizzazioni: qual è la nostra vision? Il nostro nord? Come percorriamo il cammino verso la nostra visione? Come costruiamo ambienti di lavoro che risuonino con le leve motivazionali delle singole persone?

Non ultima l’empatia, la capacità di comprendere le nostre emozioni e bisogni e comprendere le emozioni e i bisogni degli altri. Si, anche coltivare l’empatia verso se stessi è importante. Non è un obbligo, è una scelta: scelta di ascoltare senza giudizio l’altro, scelta di saper anche stare in silenzio. Non è “dare ragione all’altro”, non è “poverino”, è riconoscere un’emozione, è capire “da dove mi sta parlando l’altra persona”, è lasciare spazio all’altro per esprimere la propria emozione, o meglio, è creare uno spazio condiviso in cui ciascuno sceglie cosa mettere di sé.

I livelli dell’intelligenza emotiva nel mondo stanno calando, è un segnale grave. Questo non porta beneficio alle persone, non porta beneficio ai team, non porta beneficio alle organizzazioni. Le emozioni guidano le persone e le persone guidano la performance. Allenare l’empatia oramai è una necessità.

I talenti

Una delle mie frasi guida è “Siamo tutti nati per risplendere… E quando permettiamo alla nostra luce di risplendere, inconsapevolmente diamo agli altri la possibilità di fare lo stesso.”

E’ per questo che il tema dei talenti mi sta molto a cuore. Quante volte le persone non sono neanche consapevoli dei propri talenti! Forse perché non sono “mainstream”…e quando volte le organizzazioni non sono consapevoli dei talenti delle loro persone! Facilitare persone e organizzazioni nel scoprire e riscoprire i propri talenti è una delle cose che mi appassiona di più: si parla spesso di ricerca del talento, di retention…ma una volta che abbiamo le persone in azienda cosa ne facciamo?

Senza cadere nella “trappola del talento”…le neuroscienze ci stanno ricordando come impegno, costanza, dedizione, grinta siano fattori altrettanto importanti nel nostro sviluppo. E allenare i propri talenti o acquisirne dei nuovi, non richiede proprio questo?

Quando la fusione è solo l’inizio: come trasformare un’operazione M&A in un’occasione per crescere.Quando la fusione è s...
19/11/2025

Quando la fusione è solo l’inizio: come trasformare un’operazione M&A in un’occasione per crescere.

Quando la fusione è solo l’inizio: come trasformare un’operazione M&A in un’occasione per crescere

In un’epoca in cui le imprese sono chiamate a navigare tra crisi economiche, transizioni digitali e ristrutturazioni continue, il successo non si misura solo in fatturato o volumi. È sempre più evidente che la vera sfida – e il vero vantaggio competitivo – risieda nella capacità di gestire il cambiamento. Lo dimostra il caso di una società di servizi di traduzione e interpretariato che, dopo una operazione di acquisizione (M&A), ha scelto di non lasciare nulla al caso e affidarsi a PMC Coach per affrontare la fase più delicata: l’integrazione organizzativa.

La cultura non si compra

Molte operazioni di M&A falliscono nel lungo periodo non per errori finanziari o tecnici, ma per sottovalutazioni culturali. Unire due realtà significa anche far convivere persone, valori, stili di leadership e aspettative. In questo contesto, PMC Coach è intervenuta per accompagnare il processo con un approccio strutturato e misurabile, basato sul valore delle persone e sulla sostenibilità della performance.

Il primo passo? Capire chi si ha davanti. Attraverso interviste, workshop e l’utilizzo del modello Organizational Vital Signs di Six Seconds, PMC ha misurato il “livello di coinvolgimento” dell’organizzazione, sondando aspetti chiave come fiducia, motivazione e capacità di adattamento al cambiamento. Un approccio scientifico, ma con l’anima, che ha permesso di leggere i segnali profondi di un’organizzazione in trasformazione.

Leadership, ma non solo al vertice

Una seconda area di intervento cruciale è stata l’introduzione di una “prima linea” manageriale, fino ad allora assente. Non si tratta solo di assegnare nuovi ruoli, ma di formare persone capaci di essere ambasciatori del cambiamento, di incarnare i nuovi valori organizzativi e di guidare i team in un percorso di transizione consapevole.

Attraverso il modello Change MAP (Motivare – Attivare – Riflettere), PMC ha accompagnato manager e collaboratori in un viaggio fatto di formazione, feedback e sperimentazione concreta sul campo. Tre mesi di attività osservate e valutate con metodo, che hanno permesso non solo di rilevare le dinamiche più efficaci, ma anche di costruire un piano di azione condiviso e aggiornato, pronto a rilanciare l’organizzazione verso il futuro.

Cambiare non è più (solo) una necessità. È una competenza

Il caso di questa azienda dimostra come il change management non sia più un’attività “accessoria” o straordinaria, ma una competenza core per ogni impresa che vuole restare rilevante nel contesto attuale. Soprattutto in Italia, dove molte PMI stanno affrontando passaggi generazionali, spinte all’internazionalizzazione o transizioni digitali, l’abilità di gestire il cambiamento fa la differenza tra chi si adatta e chi si evolve.

Questo progetto rappresenta un esempio dell’approccio EQ Biz, la divisione di Six Seconds (il più grande network mondiale per l’intelligenza emotiva) dedicata al settore business. All’interno di questo network integriamo la nostra expertise con i tool e le metodologie Six Seconds per la creazione di processi strutturati di integrazione organizzativa.

In un mercato dove il valore delle persone è spesso sottoutilizzato o dato per scontato, PMC Coach mostra con questo progetto come un approccio orientato alle persone, supportato da processi e strumenti concreti, possa trasformare un momento potenzialmente critico in un’opportunità di crescita solida e duratura.

Centrale dei Rischi, rating bancario e analisi forward-looking: il valore della consapevolezza finanziaria per le impres...
21/10/2025

Centrale dei Rischi, rating bancario e analisi forward-looking: il valore della consapevolezza finanziaria per le imprese.

Un nuovo approccio alla relazione banca-impresa.
Nel panorama economico attuale, caratterizzato da forte volatilità, crescente attenzione alla sostenibilità e progressiva digitalizzazione dei processi decisionali, il rapporto tra impresa e sistema bancario richiede una revisione profonda. Le logiche tradizionali, basate su bilanci storici e garanzie reali, lasciano spazio a valutazioni integrate, orientate al futuro e incentrate su elementi qualitativi, quantitativi e andamentali.

In questo contesto, PMC Coach affianca le imprese in un percorso evolutivo che non riguarda soltanto la compliance, ma soprattutto la capacità di costruire una narrazione finanziaria coerente, trasparente e strategica, utile tanto agli occhi degli istituti di credito quanto alla governance aziendale.

Centrale dei Rischi: uno strumento sottovalutato, ma centrale

Tra gli strumenti più determinanti nel definire il merito creditizio aziendale vi è la Centrale dei Rischi della Banca d’Italia. Troppo spesso considerata una formalità burocratica, la CR è in realtà uno strumento mensile, oggettivo e condiviso tra tutti gli istituti finanziari. Essa restituisce una fotografia precisa e continuamente aggiornata dell’esposizione bancaria dell’impresa, delle garanzie in essere, delle linee di credito utilizzate e dell’andamento delle relazioni con il sistema bancario.

Una gestione consapevole della Centrale dei Rischi – attraverso un’analisi sistematica, la riconciliazione con la contabilità e l’identificazione di eventuali anomalie – consente di:

monitorare la reputazione finanziaria percepita dalle banche,

correggere tempestivamente errori o difformità,

migliorare la propria posizione nei sistemi di scoring bancari.

Rating bancario: bilancio, CR e andamentale come pilastri

Il rating bancario si fonda su un modello tripartito:

Bilancio d’esercizio: lo stato patrimoniale e il conto economico devono essere chiari, coerenti e sostenibili nel tempo.

Centrale dei Rischi: come già evidenziato, rappresenta il tracciato dinamico dei rapporti bancari.

Andamentale: include tutte le informazioni sulle modalità con cui l’impresa utilizza i propri affidamenti, gestisce la liquidità e rispetta le scadenze.

A questi si aggiunge sempre più spesso una valutazione qualitativa, che prende in considerazione:

la struttura di governance,

il settore di appartenenza e il posizionamento competitivo,

la sostenibilità del business model,

i fattori ESG (ambientali, sociali e di governance).

Verso una visione forward-looking

In linea con le linee guida EBA (European Banking Authority) e con le prescrizioni del Codice della Crisi d’Impresa, le banche stanno adottando un approccio fortemente orientato alla sostenibilità prospettica del reddito e dei flussi di cassa. Non basta più dimostrare solidità passata: è necessario proiettare nel medio-lungo periodo la capacità dell’azienda di generare valore.

In questo ambito, strumenti come il Business Plan, il Piano Industriale e i forecast economico-finanziari diventano essenziali. L’analisi degli scenari alternativi (best/worst case), la gestione proattiva del cash flow operativo e il monitoraggio costante degli indici di allerta (DSCR, PFN/EBITDA, leverage, ecc.) sono azioni imprescindibili per presentarsi al cospetto del sistema bancario come interlocutori credibili, trasparenti e ben organizzati.

Il nostro approccio integrato

PMC Coach supporta le imprese attraverso un modello consulenziale multidimensionale che integra aspetti strategici, organizzativi e finanziari. I nostri servizi includono:

Analisi della Centrale dei Rischi e riconciliazione con i dati contabili

Costruzione del kit documentale (book finanziario completo, coerente con le attese degli istituti)

Predisposizione e aggiornamento del Business Plan e dei forecast

Definizione e monitoraggio degli indicatori chiave di performance e early warning

Supporto nei rapporti con le banche e nei processi di ristrutturazione del debito

Attraverso la formazione del management e l’introduzione di cruscotti finanziari personalizzati, aiutiamo l’impresa a non subire il giudizio bancario, ma a guidarne la costruzione in modo consapevole e strutturato.

Conclusioni

La relazione tra banca e impresa può e deve evolvere in un rapporto di partnership fondata sulla fiducia e sulla trasparenza. Gli strumenti per farlo ci sono, ma è necessario conoscerli, presidiarli e trasformarli in un vantaggio competitivo.

Se vuoi comprendere come rafforzare il tuo posizionamento finanziario e gestire in modo strategico i rapporti bancari, contattaci: siamo pronti ad accompagnarti in questo percorso.

I 5 errori più comuni dei consulenti d’impresa1. Non capire il contesto: il primo passo falsoUno degli errori più gravi ...
21/10/2025

I 5 errori più comuni dei consulenti d’impresa

1. Non capire il contesto: il primo passo falso
Uno degli errori più gravi che può commettere un consulente è partire senza aver compreso davvero il contesto culturale e organizzativo dell’azienda in cui opera. Le PMI italiane hanno una storia, una struttura e una visione uniche: non tenerne conto significa rischiare approcci superficiali e inefficaci.
In PMC Coach questo lo evitiamo grazie a un’indagine preliminare mirata, che ci aiuta a entrare in sintonia con il cliente prima ancora del primo incontro. Inoltre affrontiamo gli incontri iniziali con imprenditori e manager con approcci di business coaching e orientati alla comprensione profonda delle esigenze e dei fattori di contesto.

2. Usare lo stesso schema per tutti: la trappola dell’approccio standard
Ogni impresa è diversa. Eppure, è ancora comune vedere consulenti applicare modelli preconfezionati a situazioni completamente diverse. Questo approccio, specialmente nelle PMI, può rivelarsi inefficace o addirittura dannoso.
Noi di PMC Coach partiamo sempre dalle reali esigenze delle persone coinvolte, costruendo di volta in volta un mix su misura di consulenza, formazione, coaching o temporary management. Niente taglia unica: solo soluzioni personalizzate.

3. Parlare una lingua che l’impresa non capisce
Un altro errore è quello di comunicare in modo troppo tecnico, autoreferenziale o con termini anglosassoni poco familiari. Questo crea distanza e incomprensione.
La nostra filosofia? Parlare la lingua dell’impresa. Traduciamo modelli e strumenti in esempi concreti, legati alla quotidianità aziendale, per rendere ogni intervento realmente comprensibile, condiviso e applicabile.

4. Lasciare le persone ai margini: errore fatale
Nessun cambiamento può funzionare se chi lo vive non viene coinvolto. Quando il consulente entra in azienda, può generare resistenze o diffidenza, soprattutto nelle PMI.
Il nostro antidoto è l’inclusione tempestiva: ascoltiamo, raccogliamo percezioni, costruiamo una visione condivisa del percorso. Per noi, il cambiamento inizia con le persone e solo con il loro ingaggio può diventare reale.

5. Senza follow-up, nessun vero cambiamento
Anche i migliori interventi rischiano di svanire se non vengono consolidati. Spesso manca un sistema strutturato per analizzare risultati e apprendere da ciò che è stato fatto.
In PMC Coach, ogni progetto include momenti di follow-up, indicatori chiari e spazio per riflettere insieme sui risultati. Così, il valore generato resta e si traduce in competenza interna, anche senza la presenza futura del consulente.

Un sincero augurio di Buon Natale e felice Anno Nuovo!
24/12/2024

Un sincero augurio di Buon Natale e felice Anno Nuovo!

Continuità del business e continuità aziendale. L'Agire consapevole delle singole funzioni aziendali.Il questo articolo,...
18/07/2024

Continuità del business e continuità aziendale. L'Agire consapevole delle singole funzioni aziendali.
Il questo articolo, il nostro consulente Luca Biscione, ci chiarisce come il Marketing può supportare la continuità aziendale attraverso strategie, approcci e processi interconnessi alle attività core di una organizzazione. Leggi l’articolo.

Il marketing non è soltanto comunicazione e promozione, ma una parte importante dei processi a servizio della continuità aziendale.

Sviluppare una mentalità Data Driven: il paradigma dell’intelligenza emotiva nei contesti organizzativi.Le aziende posso...
30/04/2024

Sviluppare una mentalità Data Driven: il paradigma dell’intelligenza emotiva nei contesti organizzativi.
Le aziende possono contare su un valore potenziale di collaborazione tra uomo e macchina e di sinergia tra i dati ed le idee che può essere definita senza precedenti. Questo valore potenziale deve essere scaricato a terra attraverso la creazione di ambienti orientati al Data Driven, dove le persone possano trasformare il dato in informazione e poi in decisione e azione.
L'intelligenza emotiva è il paradigma che supporta la misurazione lo sviluppo delle competenze critiche per attivare processi di Data mining, Modeling, Problem solving, Critical Thinking piuttosto che di pensiero creativo.
Approfondisci come creare un ambiente Data Driven....

Quali sono i principali vantaggi dell'integrazione dell'intelligenza emotiva in un contesto orientato ai dati (data driven)? Quali sono gli effetti per l'organizzazione?

Le consulenti PMC Coach  Montebugnoli e  Pelliconi saranno coinvolte in un ciclo di workshop della Filiera Professionist...
19/01/2024

Le consulenti PMC Coach Montebugnoli e Pelliconi saranno coinvolte in un ciclo di workshop della Filiera Professionisti di Confindustria Emilia Centro e che vuole portare spunti di riflessione, casi studio e modelli interpretativi per garantire una maggiore competitività e per mettere al sicuro le aziende da crisi d’impresa e discontinuità.

Licia e Agnese saranno presenti il 25 gennaio dalle 16:30 alle 18 per l’appuntamento sul PASSAGGIO GENERAZIONALE E TUTELA DEL VALORE.

Licia sarà di nuovo coinvolta il 16 febbraio dalle 16:30 alle 18 per l’appuntamento su:
ASSETTI ORGANIZZATIVI: LA COMPETENZA E L’IMPRESA. DALLA TEORIA ALLA PRATICA.

La partecipazione agli incontri è gratuita, previa registrazione. Gli incontri si svolgeranno sia in presenza presso la sede di Confindustria Emilia, in via San Domenico 4 a Bologna, sia in modalità webinar da remoto.
Il collegamento non avverrà tramite il sito di Confindustria Emilia invita coloro che vorranno partecipare alla diretta, ad iscriversi inviando una mail all'indirizzo: [email protected], indicando: Nome Azienda, Nome, Cognome e indirizzo mail del partecipante.

Definizione delle Azioni necessarie per raggiungere gli Obiettivi aziendali.Definiti gli obiettivi da raggiungere, l'are...
19/12/2023

Definizione delle Azioni necessarie per raggiungere gli Obiettivi aziendali.
Definiti gli obiettivi da raggiungere, l'area Commerciale e l'area Marketing dovrebbero collaborare per la definizione delle Azioni da pianificare affinchè ogni iniziativa intrapresa e programmata sia coerente con quanto previsto, negli obiettivi aziendali: Marketing Mix, SWOT Analisys, Analisi di Mercato e tutta la serie di iniziative necessarie a rendere operative le strategie aziendali.
Scarica il whitepaper: https://lnkd.in/dFeadMiZ

Indirizzo

Via Del Fonditore 1/3
Bologna
40138

Orario di apertura

Lunedì 09:00 - 19:00
Martedì 09:00 - 19:00
Mercoledì 09:00 - 19:00
Giovedì 09:00 - 19:00
Venerdì 09:00 - 19:00

Telefono

+393937014672

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