OSM Restaurant

OSM Restaurant Informazioni di contatto, mappa e indicazioni stradali, modulo di contatto, orari di apertura, servizi, valutazioni, foto, video e annunci di OSM Restaurant, Società di consulenza, Via Caduti di Amola, 11/2, Bologna.

🔥 Aiutiamo i ristoratori a far crescere i loro locali 🚀
📊 Formazione, strategia, numeri e libertà
🎯 Da gestori operativi a imprenditori consapevoli
👇 Scopri il tuo prossimo passo

Hai già un locale che funziona. I clienti ci sono, il team tiene, i numeri reggono. E da qualche mese — forse da qualche...
19/06/2026

Hai già un locale che funziona. I clienti ci sono, il team tiene, i numeri reggono. E da qualche mese — forse da qualche anno — una domanda torna sempre più spesso: "Sono pronto ad aprire il secondo?"

È una delle domande più emozionanti e più pericolose che un ristoratore possa porsi.

Emozionante perché aprire un secondo locale significa aver costruito qualcosa che funziona davvero. Pericolosa perché il secondo locale non è "più del primo" — è una cosa completamente diversa. Richiede una struttura organizzativa nuova, una gestione del team distribuita, sistemi replicabili, numeri sotto controllo e — soprattutto — un imprenditore che ha imparato a lavorare sul locale, non solo dentro.

Chi apre il secondo locale prima di avere queste fondamenta finisce spesso per moltiplicare i problemi, non i guadagni.

Peppe Sciortino ha accompagnato decine di imprenditori della ristorazione in questo passaggio. Sa cosa funziona, sa cosa si rompe, sa esattamente in quale momento un ristoratore è davvero pronto — e cosa deve costruire prima di fare il passo.

Il 6 e 7 luglio, all'Academy Restaurant di OSM, Peppe Sciortino tiene un percorso dedicato proprio a questo: come pianificare l'espansione in modo strategico, consapevole e sostenibile.

Non è un corso teorico. È un laboratorio pratico per chi ha già un locale che gira e vuole capire concretamente come passare al livello successivo — senza bruciare quello che ha costruito.

Se stai pensando all'espansione, o se vuoi costruire le basi per farlo nei prossimi 12-18 mesi, questo è il momento giusto per informarti.

16/06/2026

Cosa rende davvero speciale Academy Restaurant?

Per Francesco De Paolis, ristoratore, la risposta è semplice: confronto, crescita e strumenti concreti da portare subito nel proprio locale.

In questo breve video racconta cosa gli è piaciuto di più della sua esperienza e perché la formazione continua può fare la differenza per ogni imprenditore della ristorazione.

Guarda il reel e scopri il suo punto di vista 👇

C'è un piatto che ordinano tutti.Esce dalla cucina decine di volte ogni sera.I clienti lo adorano, te lo chiedono contin...
12/06/2026

C'è un piatto che ordinano tutti.
Esce dalla cucina decine di volte ogni sera.
I clienti lo adorano, te lo chiedono continuamente.

Hai mai calcolato quanto ci guadagni davvero?
Perché i piatti più amati non sono sempre quelli più redditizi.

A volte il tuo best seller è quello che ti fa perdere di più — mascherato dal volume delle vendite.

Ogni piatto del tuo menù si classifica su 2 assi:
→ Popolarità — quanto viene ordinato
→ Margine — quanto ti resta in tasca dopo gli ingredienti
Due numeri soli. Ma insieme raccontano la verità sul tuo menù.

Alta popolarità + alto margine — sono i piatti che reggono il tuo locale. I clienti li amano e tu ci guadagni bene ogni volta che escono dalla cucina. Valorizzali, mettili in evidenza, non toglierli mai.

Alta popolarità + margine basso — escono continuamente ma ti lasciano poco. Si ottimizzano rivedendo gli ingredienti, standardizzando le porzioni o ritoccando il prezzo.

Alto margine + poca popolarità — guadagni bene quando li vendi, ma nessuno li ordina abbastanza. Spesso basta riposizionarli nel menù o descriverli meglio per farli decollare.

Bassa popolarità + margine basso — non vendono e non rendono. Eliminali senza rimpianti: alleggerisce la cucina, riduce gli sprechi e semplifica la vita a tutto il team.

Un menù di 15 piatti ottimizzati vale molto più di uno da 40 costruito per piacere a tutti.
Meno è meglio — se ogni piatto lavora per te.

E tu sai già in quale categoria cadono i piatti del tuo menù?
💬 Scrivilo nei commenti

Sei in cassa alle 7.Sei in cucina alle 13.Servi i tavoli alle 20.Poi torni a casa alle 23 e ti chiedi perché sei così st...
09/06/2026

Sei in cassa alle 7.
Sei in cucina alle 13.
Servi i tavoli alle 20.
Poi torni a casa alle 23 e ti chiedi perché sei così stanco.

Non è dedizione. È una trappola.

Il ristoratore che fa tutto è la norma nel nostro settore. Si chiama "essere presenti", "dare il buon esempio", "non lasciare niente al caso". Ma c'è un prezzo enorme che si paga ogni giorno senza rendersene conto: ogni ora che passi a fare il cameriere, il cassiere o il cuoco è un'ora che non stai dedicando alla strategia, alla crescita, alla visione del tuo locale.

C'è una differenza fondamentale tra lavorare NEL ristorante e lavorare SUL ristorante.

Chi lavora nel ristorante spegne incendi ogni giorno, risolve problemi operativi, è sempre in prima linea. È indispensabile — e questo, paradossalmente, è il suo problema più grande.

Chi lavora sul ristorante costruisce sistemi, forma il team, guarda i numeri, pianifica il futuro. Non è "meno presente" — è presente in modo diverso, più strategico, più efficace.

Il passaggio da uno all'altro non è immediato, e non è facile. Richiede di costruire procedure, formare le persone giuste, imparare a delegare senza perdere il controllo della qualità. Ma è l'unico modo per smettere di essere l'ingranaggio più importante — e il più fragile — del tuo locale.

Il tuo ristorante dovrebbe funzionare anche quando non ci sei tu. Se non è così, non hai un'attività: hai un lavoro che non puoi mollare nemmeno per un giorno.

È il momento di cambiare prospettiva.

Terzo cameriere in sei mesi. Ogni volta pensi: "È colpa loro. Non hanno voglia. I giovani di oggi…"Ma se succede sempre ...
05/06/2026

Terzo cameriere in sei mesi.
Ogni volta pensi: "È colpa loro. Non hanno voglia. I giovani di oggi…"

Ma se succede sempre — con persone diverse, in momenti diversi — forse il problema non è chi entra.
È quello che trovano quando arrivano.

Il turnover nella ristorazione ha raggiunto livelli record. E la risposta della maggior parte dei titolari è sempre la stessa: continuare a cercare, assumere, formare, perdere. E ricominciare da capo.

Questo ciclo ha un costo enorme, non solo economico. Ogni persona che se ne va porta via con sé il tempo che hai investito per insegnarle le cose, la serenità del servizio, la fiducia del tuo team storico.

La domanda che pochi si fanno è: perché se ne vanno?

Raramente è solo per i soldi. Le persone lasciano un lavoro quando non capiscono cosa ci si aspetta da loro, quando non vedono nessuna prospettiva di crescita, quando si sentono una pedina e non parte di qualcosa.

I locali con basso turnover non hanno più fortuna degli altri. Hanno un sistema: un onboarding strutturato che accompagna i nuovi nei primi giorni, un mansionario chiaro che non lascia spazio all'ambiguità, momenti di feedback periodici dove le persone sentono che la loro voce conta.

Non è complicato. È metodo. E il metodo si costruisce, passo dopo passo.

Il tuo locale può diventare il posto in cui le persone vogliono restare e crescere. Ma richiede che tu smetta di pensare "non si trovano più" e inizi a chiederti "cosa posso costruire per tenerli?".

Scorri le slide 👉 per capire da dove cominciare.

Ci sono giorni in cui esci dal locale alle 23 e pensi: "Senza di me sarebbe andato tutto storto."E hai ragione. Ma quest...
02/06/2026

Ci sono giorni in cui esci dal locale alle 23 e pensi: "Senza di me sarebbe andato tutto storto."

E hai ragione. Ma questa non è una cosa di cui essere fieri.
Essere indispensabile al tuo locale non è un merito. È un problema che si trasforma ogni giorno in stanchezza, stress e crescita bloccata.

Ecco i 3 segnali che il tuo locale dipende troppo da te.
- Il primo: non riesci a staccare mai. Ferie? Impossibile. Un giorno libero? Solo se sei reperibile. Ogni volta che non ci sei, qualcosa va storto. E lo sai ancora prima di uscire dalla porta.
- Il secondo: ogni decisione passa da te. Il fornitore chiama te. Il cliente si lamenta e cercano te. Il collaboratore non sa come gestire una situazione e aspetta te. Non hai delegato niente — perché non ti fidi, o perché non hai mai costruito un sistema che funzioni senza di te.
- Il terzo: il locale cresce quanto cresci tu. Se sei al massimo delle tue forze — il locale è al massimo. Se sei stanco, malato, assente — il locale crolla. Questo non è un business. È un lavoro dipendente travestito da impresa.

La buona notizia? Si cambia. Con metodo, con struttura, con la volontà di costruire qualcosa che funzioni anche quando non ci sei.

Non significa sparire. Significa finalmente fare il lavoro che spetta a un imprenditore — non a un tuttofare.

In quale dei 3 segnali ti riconosci? Scrivilo nei commenti. 👇

28/05/2026

Manuel Candela, Titolare de Le Delizie di Piana, ha deciso di scommettere su se stesso.
Non perché il suo locale andasse male.
Ma perché voleva portarlo dove da solo non riusciva ad arrivare.
Con OSM Restaurant non ha trovato solo strumenti e metodo.
Ha trovato qualcosa che nessun corso online può darti:
una comunità di imprenditori che capisce cosa vuol dire stare dall'altra parte del bancone.
Persone con cui confrontarsi, con cui fare rete, con cui farsi forza nei momenti in cui sembra tutto in salita.
Perché fare l'imprenditore nella ristorazione è bellissimo.
Ma farlo da soli è inutilmente difficile.

Guarda cosa racconta Manuel. 👆
E se anche tu senti che è arrivato il momento di fare il salto, sappi che il posto giusto esiste. E altri imprenditori ti stanno già aspettando.

Quante volte hai pensato che il problema fosse il tuo staff?Il ritardatario cronico. Quello che fa il minimo sindacale. ...
26/05/2026

Quante volte hai pensato che il problema fosse il tuo staff?

Il ritardatario cronico.
Quello che fa il minimo sindacale.
Quello che sembrava perfetto al colloquio e dopo un mese era già un problema.

Nella maggior parte dei casi il problema non è chi hai assunto.
È come lo hai gestito dall'inizio.

Assumere di fretta perché manca qualcuno e il weekend si avvicina non risolve niente, sposta solo il problema di qualche mese.

Non definire ruoli, responsabilità e aspettative chiare fin dal primo giorno significa lasciare che ognuno faccia come interpreta. E poi sorprendersi se le cose non vanno come volevi.

Gestire tutto a voce, senza niente di scritto e strutturato, vuol dire che quando qualcosa va storto non hai niente a cui fare riferimento. E le discussioni diventano infinite, senza mai un vincitore.

Non è colpa tua se nessuno te lo ha insegnato.
Ma gestire le persone è una competenza.
E si impara.

Chi ha un team solido non è più bravo degli altri.
Ha semplicemente smesso di andare a sensazione e ha iniziato a lavorare con metodo.

Qual è l'errore in cui ti riconosci di più?
Scrivilo nei commenti.👇

Paghi troppe tasse.E probabilmente non lo sai ancora.Non è una provocazione. È la realtà di quasi tutti i ristoratori it...
22/05/2026

Paghi troppe tasse.
E probabilmente non lo sai ancora.

Non è una provocazione. È la realtà di quasi tutti i ristoratori italiani.

Lavori dodici ore al giorno, il locale gira, i coperti ci sono, ma a fine anno una fetta enorme di quello che hai guadagnato sparisce.
In tasse, in contributi, in costi che avresti potuto ottimizzare se solo qualcuno te lo avesse spiegato.

La strategia fiscale non è roba da grandi aziende.
È roba tua. Del tuo locale. Del tuo futuro.

E il welfare aziendale non è un benefit che si possono permettere solo i gruppi strutturati. È uno strumento concreto per valorizzare te e il tuo team, pagando meno, legalmente.

Il 15 e 16 giugno, con Academy Restaurant di OSM Restaurant, affrontiamo esattamente questo.
Due giorni per capire come smettere di subire il fisco e iniziare a usare la strategia fiscale e il welfare aziendale come leve di crescita reale per il tuo locale.

Non teoria. Non linguaggio da commercialista. Strumenti pratici che puoi mettere in campo da subito per tenere in tasca quello che hai guadagnato davvero.

Perché il tuo locale non cresce solo con buona cucina e tavoli pieni.
Cresce quando impari a gestirlo come un imprenditore a 360°.

E un imprenditore che conosce i numeri, le leve fiscali e come proteggere il suo business, è un imprenditore che dorme la notte.

I posti sono limitati.

Hai centinaia di follower.Ma il locale è ancora mezzo vuoto.Pubblichi, le foto sono belle, qualche like arriva.Eppure le...
19/05/2026

Hai centinaia di follower.
Ma il locale è ancora mezzo vuoto.
Pubblichi, le foto sono belle, qualche like arriva.
Eppure le prenotazioni non aumentano.
Il problema non è quanti ti seguono.
È cosa gli stai dicendo.
La maggior parte dei ristoratori usa i social come una vetrina e quei post non fermano nessuno.
Non raccontano niente. Non danno nessun motivo per sceglierti.

Stai vendendo invece di raccontare.
Le persone non scelgono un ristorante per il menù.
Lo scelgono per come le fa sentire ancora prima di entrare.
Il tuo profilo non ha un'identità chiara e un nuovo cliente nuovo ha 3 secondi per capire chi sei. Se non trova subito una risposta a "perché ve**re da te?" chiude e passa al prossimo.

Ogni post dovrebbe avere uno scopo preciso: far conoscere, far tornare, far prenotare.
La costanza senza metodo è solo rumore.

I social sono il tuo strumento più potente.
Ma solo se li usi con strategia.
In quale dei tre errori ti riconosci?
Scrivilo nei commenti.

Indirizzo

Via Caduti Di Amola, 11/2
Bologna
40132

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