Dora Carapellese Consulente di Comunicazione Relazioni Pubbliche

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Dora Carapellese Consulente di Comunicazione Relazioni Pubbliche Aiuto le aziende a dare eco ai loro contenuti, soprattutto attraverso l'attività di ufficio stampa

Laureata in Sociologia, indirizzo comunicazione con un master in comunicazione e corsi di approfondimento al seguito

Quella volta che qualcuno mi ha detto "ti seguo da anni" e io non lo sapevo.Eravamo a una presentazione di libro, a Bolo...
16/06/2026

Quella volta che qualcuno mi ha detto "ti seguo da anni" e io non lo sapevo.
Eravamo a una presentazione di libro, a Bologna. Una donna si avvicina, mi tende la mano e mi dice: "Lei è Dora Carapellese, vero? Leggo sempre i suoi post, mi sono molto utili."
Non l'avevo mai vista commentare. Mai un like. Niente. Non è stata la prima, era l'ennesimo commento a cui in passato non ho dato mai dato peso.

Per tanto tempo ho scritto pensando ai numeri. Pubblicavo un post, aspettavo le reazioni, e se arrivavano poche pensavo: "Ho perso tempo, non interessa a nessuno".

Questi commenti fatti dal vivo mi ha dato un altro punto di vista e mi hanno fatto capire che mi sbagliavo.
L'algoritmo mostra chi reagisce, non chi legge. E chi legge in silenzio, a volte, è proprio chi poi ti scrive in privato per un progetto, o ti riconosce a un evento e ti dice grazie per un contenuto che gli è servito davvero.

Da quel momento ho smesso di scrivere anche per "performare". Continuo a farlo, ma con un criterio solo: che quello che pubblico sia utile a chi lo legge, anche se chi lo legge non lo dirà mai con un "pollice o un cuoricino".

Il risultato? Scrivo più in pace. E, paradossalmente, scrivo meglio.

Quanti follower silenziosi pensate di avere? E quante volte un like in meno vi ha fatto dubitare di un contenuto che invece era giusto?

Faith e Ritah hanno 10 anni. E il tempo per aiutarle sta finendo.Frequentano la scuola che Atlas Solidarity (di cui sono...
12/06/2026

Faith e Ritah hanno 10 anni. E il tempo per aiutarle sta finendo.

Frequentano la scuola che Atlas Solidarity (di cui sono vicepresidente) sostiene in Uganda attraverso diversi progetti mirati. Sono due delle tante bambine che abbiamo imparato a conoscere nel corso degli anni.
Oggi però la loro situazione è diventata drammatica.
Se non interveniamo rapidamente, Faith e Ritah rischiano di essere date in sposa. Non tra qualche anno. Adesso.

Per le loro famiglie, segnate dalla povertà e da condizioni di estrema vulnerabilità, il matrimonio precoce viene visto come una soluzione economica. Per loro significherebbe invece abbandonare la scuola, perdere la propria infanzia e vedere il proprio futuro deciso da altri.

Quando i nostri referenti in Uganda ci hanno segnalato il caso, abbiamo capito che non potevamo limitarci a osservare.
Per questo abbiamo aperto una raccolta fondi urgente. L'obiettivo è mettere al sicuro queste due bambine e garantire loro la possibilità di continuare a studiare e crescere lontano da questo rischio concreto. D'accordo con le autorità locali vorremmo intervenire con una soluzione concreta.

Non uso spesso la mia pagina professionale di Facebook per chiedere aiuto, ma oggi lo faccio senza esitazione.
Se potete, donate. Se non potete, condividete questa campagna.

Per Faith e Ritah la differenza tra andare a scuola e diventare spose bambine potrebbe dipendere dalle scelte che riusciremo a fare insieme nelle prossime settimane.

Di seguito il link del crowfunding che abbiamo aperto praticamente ieri

Faith e Ritah hanno soltanto 10 anni e già rischiano di esser… Atlas Solidarity OdV needs your support for Aiutiamo Faith e Ritah: a 10 anni presto spose bambine?

Qualche settimana fa un cliente mi chiama per comunicare la sua assemblea annuale e un convegno dedicato a energia e int...
10/06/2026

Qualche settimana fa un cliente mi chiama per comunicare la sua assemblea annuale e un convegno dedicato a energia e intelligenza artificiale.

La richiesta era semplice: preparare un comunicato con il programma, i relatori e le informazioni sull'evento.

Mentre raccoglievo il materiale, però, continuavo a pensare a una cosa.

L'energia è uno dei temi di cui si parla di più in questo momento. E questa organizzazione dialoga ogni giorno con oltre mille aziende. La notizia non poteva essere l'assemblea.

Così abbiamo cambiato prospettiva.
Abbiamo guardato a ciò che stava accadendo nel settore: l'andamento dei prezzi dell'energia, le strategie che le aziende stanno adottando per contenere i costi e il reale stato di avanzamento della transizione energetica in Italia.
Soprattutto abbiamo valorizzato ciò che questa organizzazione raccoglie ogni giorno nel dialogo con oltre mille imprese: domande, dubbi, preoccupazioni e aspettative di chi deve affrontare concretamente queste sfide.

Abbiamo chiesto al direttore di esprimere il suo punto di vista da esperto e abbiamo costruito la notizia intorno a quello.

L'assemblea e il convegno sono rimasti. Ma alla fine erano diventati il contesto, non il centro del racconto.

Il comunicato ha ottenuto attenzione sia da testate locali sia da media nazionali. E soprattutto ha contribuito a rafforzare il posizionamento dell'organizzazione come voce autorevole su un tema che interessa imprese, istituzioni e cittadini.

Spesso succede che le organizzazioni sono sedute su un patrimonio di informazioni, dati, osservazioni ed esperienze che considerano normali perché ci convivono tutti i giorni. Invece, molto spesso, è proprio lì che si nasconde la notizia, non in quello che fanno ma in quello che vedono.

Nel primo commento il link all'articolo con l'azienda in chiaro.

In questi giorni sto raccogliendo le ultime adesioni per il corso di Ufficio Stampa dell'11 giugno e mi sono resa conto ...
08/06/2026

In questi giorni sto raccogliendo le ultime adesioni per il corso di Ufficio Stampa dell'11 giugno e mi sono resa conto di una cosa.

Molte delle persone che mi hanno contattata non vogliono diventare addetti stampa.
C'è chi lavora in un'azienda e vorrebbe acquisire internamente competenze che oggi mancano.
C'è chi è un professionista e sente il bisogno di raccontare meglio il proprio lavoro.
C'è chi organizza eventi, segue progetti o si occupa di comunicazione e vuole capire un mondo che spesso viene considerato complicato o riservato agli addetti ai lavori.

Forse è proprio questo l'aspetto che mi piace di più di questo corso: non insegna un mestiere, ma offre strumenti che poi ciascuno può utilizzare nel proprio contesto.

Dopo più di vent'anni di lavoro con giornalisti e redazioni, continuo a pensare che comprendere come nasce una notizia sia una competenza utile ben oltre l'ufficio stampa.

L'11 giugno saremo un piccolo gruppo e sono rimasti gli ultimi posti disponibili.
Se stai pensando di partecipare, questo è il momento giusto per iscriverti:
👇Il link nel primo commento.

PS L'immagine è fatta con l'IA

Vi ricordate il film Cose dell'altro mondo con Diego Abatantuono?Una mattina gli immigrati spariscono e l'Italia si bloc...
05/06/2026

Vi ricordate il film Cose dell'altro mondo con Diego Abatantuono?
Una mattina gli immigrati spariscono e l'Italia si blocca.

Guardando la homepage del Sole 24 Ore mi è venuto in mente quel film e ho fatto un gioco mentale.
Cosa succederebbe se domani sparissero tutti gli uffici stampa?

Ho preso alcuni titoli e mi sono chiesta da dove arrivassero quelle notizie come quelle sotto:
-EasyJet comunica al mercato una manifestazione di interesse.
-Roland Garros mette i giornalisti nelle condizioni di seguire il torneo con accrediti, dati, risultati, immagini e materiali informativi.
-BYD annuncia una nuova sfida tecnologica.

Dietro a queste notizie ci sono certamente giornalisti che le verificano, le approfondiscono e le raccontano. Ma c'è anche qualcuno che ha raccolto le informazioni, le ha organizzate e le ha rese accessibili.

Naturalmente il valore di una notizia non lo decide un ufficio stampa. Lo decide il giornalista, che valuta se quella notizia sia rilevante o meno per i propri lettori.

Ma se gli uffici stampa sparissero, molte aziende continuerebbero a fare cose interessanti, continuerebbero a innovare, lanciare prodotti, organizzare eventi, fare ricerca. Il problema è che molte di queste storie rischierebbero semplicemente di non arrivare mai ai giornalisti.
E senza quel ponte, l'informazione diventerebbe più casuale, più frammentata e probabilmente più povera.

Spesso si pensa che l'ufficio stampa serva a "finire sui giornali".
In realtà il suo compito è un altro: fare in modo che informazioni, persone e storie trovino la strada per arrivare ai giornalisti.
Forse il giorno in cui gli uffici stampa sparissero ci accorgeremmo che non producono soltanto visibilità.
Producono anche una parte dell'informazione che leggiamo ogni giorno.

Ci avevate mai pensato?

Quest'anno il 2 giugno lo sento in modo particolare.Forse perché viviamo un tempo in cui molte cose che consideriamo nor...
02/06/2026

Quest'anno il 2 giugno lo sento in modo particolare.
Forse perché viviamo un tempo in cui molte cose che consideriamo normali sembrano scontate.

La possibilità di esprimere un'opinione, di votare di fare impresa, di scrivere un articolo, di dissentire, di scegliere il proprio percorso professionale, di costruire il proprio futuro, ...

Eppure nulla di tutto questo era scontato. Molte delle libertà che oggi viviamo sono il risultato di donne e uomini che hanno immaginato un Paese diverso e hanno lavorato, combattuto e talvolta sacrificato la propria vita perché quel futuro potesse esistere.
Quel futuro è il nostro presente.
Per questo oggi non sento tanto il bisogno di celebrare una ricorrenza, quanto di dire una parola: GRAZIE.

Grazie a chi ha avuto il coraggio di credere in un'Italia più libera, più democratica e più aperta di quella che aveva trovato.

Anche il lavoro che faccio ogni giorno, la libertà di raccontare storie, di informare e di comunicare, esiste perché qualcuno, prima di noi, ha reso possibile tutto questo.

Buona Festa della Repubblica. 🇮🇹

Ps La foto fu scattata da Federico Patellani per il settimanale Tempo come parte di un servizio fotografico celebrativo della Repubblica e del nuovo ruolo della donna; fu proposta anche in prima pagina dallo stesso Corriere della Sera e in seguito riutilizzata in moltissime campagne e manifesti. (Wikipedia)

Ci sono conversazioni che tornano spesso, quando incontro colleghi giornalisti (li capisco se penso alla crisi del giorn...
28/05/2026

Ci sono conversazioni che tornano spesso, quando incontro colleghi giornalisti (li capisco se penso alla crisi del giornalismo). Una di questa è “sto pensando di mollare la redazione… ma non so se dall’altra parte del tavolo riuscirei a starci”.

È una domanda legittima. Passare all’ufficio stampa non significa “tradire” il giornalismo. Significa cambiare punto di vista:
• smetti di cercare notizie “dappertutto”
• inizi ad aiutare aziende e organizzazioni a capire quali storie hanno senso per i media
• ti metti in mezzo, tra ciò che l’azienda vorrebbe dire e ciò che un giornalista è disposto ad ascoltare.

In questo passaggio, però, ci sono molte trappole come per esempio portarsi dietro meccanismi di redazione che non funzionano in azienda, oppure pensare che basti saper scrivere bene, o ancora, sottovalutare la gestione delle relazioni nel tempo.

Nel corso di ufficio stampa che terrò a Bologna l’11 giugno ho previsto uno spazio proprio per questo tipo di percorso. Parleremo di come cambiano le dinamiche quando sei tu a proporre, di come mantenere integrità e credibilità e di come costruire un ruolo che non sia solo “ufficio stampa” ma consulenza sulla comunicazione.

Se sei un/una giornalista e questo pensiero ti è passato per la testa almeno una volta, possiamo parlarne.

Scrivimi in DM, ti mando tutte le info e, soprattutto, ti dico con trasparenza se questo corso è allineato al momento professionale che stai vivendo.

Quando ho iniziato a occuparmi di ufficio stampa, una delle cose più difficili è stata questa: capire dove finisce il “r...
25/05/2026

Quando ho iniziato a occuparmi di ufficio stampa, una delle cose più difficili è stata questa: capire dove finisce il “rompere le scatole” al giornalista e dove inizia il “proporre una notizia che ha senso”.

Da fuori, questo lavoro sembra semplice, scrivi un comunicato, lo mandi, aspetti che esca. Nella realtà, se hai parlato con qualche giornalista lo sai già, non funziona così. In diversi mi dicono:

“Vorrei fare l’addetto stampa, ma non so da dove cominciare”
oppure
“Mi piace scrivere, ma non ho idea di come ragiona una redazione”.

È pensando anche a loro che ho preparato il corso di ufficio stampa che terrò a Bologna l’11 giugno.

Non è un corso per “riempire slide”, è una giornata per chi vuole:
• capire come si costruisce davvero una notizia che possa interessare a un giornale o a una testata online
• imparare a parlare con i giornalisti senza timore e senza invadenza
• evitare di bruciare relazioni buone con comunicati scritti “a caso”

Useremo esempi reali, casi concreti e anche qualche simulazione.
Se ti piace l'idea di entrare in questo mondo e vuoi capire se l’ufficio stampa può essere la tua strada, scrivimi in privato: ti mando il programma e vediamo se è il momento giusto per te per fare questo passo.

Potrebbe essere un nuovo semino che pianti per far crescere una nuova competenza 😉

“Ci siamo chiesti per un’intera giornata se oggi sia ancora possibile fare informazione senza alimentare ansia, rumore e...
20/05/2026

“Ci siamo chiesti per un’intera giornata se oggi sia ancora possibile fare informazione senza alimentare ansia, rumore e polarizzazione.”

È questo che mi porto a casa dal Constructive Day organizzato da Constructive Network APS, di cui faccio parte insieme agli altri 10 fantastici colleghi: Mariagrazia Villa Vito Verrastro Isa Grassano Assunta Corbo Mariangela Campo Paolo Vicari Teresa Potenza Vincenzo Varagona Francesca Ghezzani Marianna Esposito.

Una giornata di confronto con tanti colleghi che stanno contribuendo a far crescere questa giovane associazione che fa giornalismo costruttivo.
La giornata è stata molto densa di contenuti, tra gli altri molto interessante il confronto sull’ecoansia con Marco Merola e Camilla Gamba: quella sensazione di disagio e paura che nasce dal continuo racconto della crisi climatica e dei suoi effetti.

Ho apprezzato anche la simulazione di una riunione di redazione di “Io non mi rassegno” di Italia Che Cambia, guidata da Daniel Tarozzi e Andrea Degl'Innocenti.
Una rassegna che ogni mattina ascolto con molto volentieri.
Interessante vedere come il lavoro sulle notizie possa partire anche da domande diverse rispetto a quelle del mainstream, cercando punti di vista capaci di aprire riflessioni e non solo reazioni immediate.

E poi il tema del personal branding per i giornalisti, sostenuto con forza da Giulia Bezzi.
Un argomento che molti colleghi continuano a guardare con diffidenza, quando invece oggi può essere uno strumento importante per dare riconoscibilità e valore al proprio lavoro.

Molto utile anche il lavoro fatto con Valentina Coradeghini, che ci ha coinvolti in un’attività pratica sul personal branding. Non una lezione teorica, ma un momento concreto di confronto, ascolto e consapevolezza sul modo in cui raccontiamo noi stessi e il nostro lavoro.
E' stato bello ritrovarsi, confrontarsi, ascoltare esperienze diverse.

Per me è la conferma che far parte di questa associazione è un arricchimento continuo, umano e professionale.

Piccolo messaggio commerciale non richiesto. 😄Se hai sempre pensato:“Ma quanto sarà difficile farsi pubblicare una notiz...
18/05/2026

Piccolo messaggio commerciale non richiesto. 😄
Se hai sempre pensato:
“Ma quanto sarà difficile farsi pubblicare una notizia da una testata giornalistica?”
la risposta è: dipende… vuoi verificare le variabili che entrano in gioco,?Nella relazione con il giornalista, con il tuo committente, nei contenuti che fanno da tramite, e tanto altro...

Per questo ho creato un corso pratico di ufficio stampa a Bologna.

Serve a:
👉 chi vuole intraprendere questo lavoro senza scoprire tutto “a tentativi”
👉 per il collega stanco di lavorare in redazione e vuole esplorare il mondo delle aziende
👉 aziende e professionisti che vogliono capire come comunicare con i media senza sembrare un volantino promozionale travestito da notizia

Parleremo di notiziabilità, relazioni con i giornalisti, errori clamorosi (che esistono davvero) e anche di IA applicata all’ufficio stampa.

Il tutto senza fuffa, con esempi reali e molta pratica.

Quando? Saremo in presenza a Bologna giovedì 11 giugno.

Se ti incuriosisce, scrivimi pure in privato.
Nel primo commento il link ai dettagli

Indirizzo

Bologna
40018

Orario di apertura

Lunedì 09:00 - 18:30
Martedì 09:00 - 18:30
Mercoledì 09:00 - 17:00
Giovedì 09:00 - 17:00
Venerdì 09:00 - 17:00

Telefono

+393474581906

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