16/06/2026
Quella volta che qualcuno mi ha detto "ti seguo da anni" e io non lo sapevo.
Eravamo a una presentazione di libro, a Bologna. Una donna si avvicina, mi tende la mano e mi dice: "Lei è Dora Carapellese, vero? Leggo sempre i suoi post, mi sono molto utili."
Non l'avevo mai vista commentare. Mai un like. Niente. Non è stata la prima, era l'ennesimo commento a cui in passato non ho dato mai dato peso.
Per tanto tempo ho scritto pensando ai numeri. Pubblicavo un post, aspettavo le reazioni, e se arrivavano poche pensavo: "Ho perso tempo, non interessa a nessuno".
Questi commenti fatti dal vivo mi ha dato un altro punto di vista e mi hanno fatto capire che mi sbagliavo.
L'algoritmo mostra chi reagisce, non chi legge. E chi legge in silenzio, a volte, è proprio chi poi ti scrive in privato per un progetto, o ti riconosce a un evento e ti dice grazie per un contenuto che gli è servito davvero.
Da quel momento ho smesso di scrivere anche per "performare". Continuo a farlo, ma con un criterio solo: che quello che pubblico sia utile a chi lo legge, anche se chi lo legge non lo dirà mai con un "pollice o un cuoricino".
Il risultato? Scrivo più in pace. E, paradossalmente, scrivo meglio.
Quanti follower silenziosi pensate di avere? E quante volte un like in meno vi ha fatto dubitare di un contenuto che invece era giusto?