05/09/2026
Felici di far parte di questo percorso!💃🏼🕺🏼
Oggi e domani vi aspettiamo a Forlì per Cara Forlì, dalle 19.00 alle 23.00, per raccogliere testimonianze, aneddoti e ricordi legati al liscio.
📆 I prossimi appuntamenti:
🔹 Mercoledì 9 e giovedì 10 settembre a Gatteo a Mare, alla Settimana del Liscio
🔹Martedì 15 settembre a Modena, alla Polisportiva Modena Est
🔹 Giovedì 17 settembre a Bologna, a Tropical Balera, la rassegna estiva del Locomotiv Club
Passate a trovarci e a portare la vostra testimonianza!
https://www.vailiscio.it/il-liscio-chiama-la-sua-comunita-partecipa-alla-raccolta-e-ai-tavoli-di-confronto/
Sul Corriere Romagna di oggi trovate questa mia intervista sul Liscio, realizzata da Eleonora Vannetti, che ringrazio.
𝗔 𝗾𝘂𝗮𝗹𝗲 𝗽𝘂𝗻𝘁𝗼 𝗲̀ 𝗹𝗮 𝗰𝗮𝗻𝗱𝗶𝗱𝗮𝘁𝘂𝗿𝗮 𝗨𝗻𝗲𝘀𝗰𝗼 𝗱𝗲𝗹 𝗟𝗶𝘀𝗰𝗶𝗼?
«Il seme del percorso che stiamo portando avanti è stato gettato già nel 2023, nell’ambito del progetto “Vai Liscio” che ha consentito un primo importante lavoro di ricerca e mappatura delle comunità del liscio su tutto il territorio regionale.
Nel corso di quest’anno col supporto di Bam! Strategie culturali, che ci segue nella realizzazione del dossier, abbiamo ulteriormente affinato questo lavoro e avviato il percorso partecipativo che ci ha visti incontrare i principali stakeholder - con la realizzazione di interviste e video - i Comuni, realizzare momenti di confronto con gli operatori e aprire la fase di crowdsourcing che prevede un coinvolgimento diretto delle comunità locali. Ci troviamo esattamente in questa fase, stiamo raccogliendo contributi dai territori (fotografie, video, testi) che testimoniano la rilevanza del liscio per la comunità emiliano-romagnola. Nel corso di eventi estivi dedicati al Liscio, come Cara Forlì o la Settimana del Liscio a Gatteo, e in occasione di appuntamenti creati ad hoc, prossimamente a Modena e Bologna, il team di Bam! sarà presente per raccogliere ulteriori testimonianze che integreranno il materiale in formativo utile alla costruzione del dossier».
𝗘̀ 𝘀𝘁𝗮𝘁𝗼 𝗶𝘀𝘁𝗶𝘁𝘂𝗶𝘁𝗼 𝘂𝗻 𝘁𝗮𝘃𝗼𝗹𝗼 𝗽𝗲𝗿 𝗹𝗮 𝘀𝘁𝗲𝘀𝘂𝗿𝗮 𝗱𝗲𝗹 𝗱𝗼𝘀𝘀𝗶𝗲𝗿?
«Sono stati riuniti tavoli degli enti locali e dei principali operatori / protagonisti / stakeholder della comunità del liscio, di cui ora siamo nel vivo della mappatura e del la definizione, anche geografica. I tavoli già convocati, a cui nuovi soggetti interessati potranno aderire in occasione di ulteriori appuntamenti previsti nelle prossime settimane, in autunno inizieranno a lavorare alla scrittura del dossier per la proposta di inserimento nel la lista del Patrimonio culturale immateriale dell’umanità. L'obiettivo è arrivare alla redazione del dossier finale entro dicembre 2026».
𝗟’𝗼𝗯𝗶𝗲𝘁𝘁𝗶𝘃𝗼 𝗲̀ 𝘀𝗲𝗺𝗽𝗿𝗲 𝗶𝗹 𝟮𝟬𝟮𝟴?
«Per quel che riguarda la candidatura, il 2028 è l’anno di una prima finestra di opportunità, ma la decisione di sottoporre la proposta al Comitato Unesco spetta al Ministero della Cultura e alla Commissione Nazionale, che non possono dare ora nessuna certezza. Le candidature, percorsi pluriennali, sono molte, in tanti campi diversi, e alcune sono già state formalizzate da tempo. Noi intanto lavoriamo per avanzare una proposta credibile e accurata».
𝗦𝘂 𝗰𝗼𝘀𝗮 𝗱𝗼𝘃𝗿𝗲𝗯𝗯𝗲 𝗽𝘂𝗻𝘁𝗮𝗿𝗲 𝗶𝗹 𝗱𝗼𝘀𝘀𝗶𝗲𝗿 𝗽𝗲𝗿𝗰𝗵𝗲́ 𝗹𝗮 𝗰𝗮𝗻𝗱𝗶𝗱𝗮𝘁𝘂𝗿𝗮 𝘀𝗶𝗮 𝗳𝗼𝗿𝘁𝗲?
«La candidatura Unesco si fonda su un principio chiave: il riconoscimento del ruolo centrale delle comunità patrimoniali. È fondamentale dimostrare il valore del Liscio come espressione dell’identità culturale regionale e delle comunità che nel tempo lo hanno custodito e tramandato. Dobbiamo far emergere quanto la sua musica, il suo ballo, la sua comunità, rappresentino ancora oggi uno spazio di aggregazione e trasmissione di saperi e quanto sia una pratica ancora viva dal carattere intergenerazionale e presente in modo diffuso sul territorio, con scuole di ballo, gruppi musicali, balere, festival».
𝗖𝗼𝘀’𝗲̀ 𝗶𝗹 𝗟𝗶𝘀𝗰𝗶𝗼?
«Il Liscio è la colonna sonora che abbraccia la nostra tradizione, un insieme articolato di pratiche musicali, coreutiche e sociali che attraversa territori e generazioni e costruisce legami. È una storia che ha radici antiche e che ha accompagnato i mutamenti sociali, facendosene contaminare e aprendosi al mondo, mantenendo intatte le caratteristiche che lo rendono riconoscibile. Ognuno di noi, a prescindere dall’età, ha ricordi o in qualche modo ne è venuto in contatto, perché è il sangue che scorre nelle vene di questa terra.
Porto sempre come esempio la capacità della Romagna di rialzarsi dalla tragedia dell’alluvione sulle note di Romagna Mia, cantata da generazioni venute molto dopo il genio di Secondo Casadei. Una capacità di resistere al tempo e di esprimere un sentimento collettivo che rappresenta qualcosa di unico e identitario. Per questo il Liscio va promosso e tutelato».