Centro Studi Progetto Donna e Diversity Management

Centro Studi Progetto Donna e Diversity Management Progetto Donna - Pari opportunita' - Gender Mainstreaming

Nel 1989 nasce a Bologna PROGETTO DONNA - a cura di un gruppo di donne dirigenti - con l’obiettivo di promuovere lo sviluppo e la crescita delle donne nel mondo del lavoro attraverso corsi di formazione, ricerche e convegni.

23/06/2026

Le idee, le parole e gli onsulti sessisti

06/03/2026

Essere papà significa crescere insieme, ogni giorno

I nostri seminari gratuiti dedicati alla attiva offrono ai papà uno spazio per confrontarsi, riflettere e trovare nuovi strumenti educativi

Un progetto costruito insieme a enti pubblici, imprese e terzo settore
Comune di Valsamoggia, Castenaso, Monte San Pietro, Unione Valli del Reno Lavino e Samoggia, Fondazione Rocca dei Bentivoglio, Società Dolce , Gruppo Camst, Centro Studi Progetto Donna e Diversity Management, Seneca Impresa Sociale

Un luogo dove confrontarsi senza giudizio, sviluppare consapevolezza e trovare strumenti concreti per vivere la paternità in modo più presente, sereno e partecipato

Docente: Federica Benassi Counselor
Counselor, imprenditrice, autrice e divulgatrice.
Da oltre 30 anni lavora accanto a famiglie, scuole e aziende, con un approccio pragmatico, empatico e orientato al benessere familiare.

👉 Partecipazione Iscrizioni aperte
https://www.senecabo.it/corso/genitorialita-e-welfare-3-incontri-gratuiti-su-zoom-per-padri-e-famiglie/

11/09/2025

Lui, «libero presente» al processo - e forse per la vita se la sentenza verrà confermata - va «compreso». Perché lei, col volto spaccato, ricostruito con 21 placche di titanio e un nervo oculare lesionato «in maniera permanente», ha «sfaldato un matrimonio». «Per sua iniziativa personale». «Un matrimonio ventennale, allietato dalla nascita di due figli». E ha, inoltre, «comunicato la separazione in maniera brutale». Quindi, quel «pugno» che ha quasi mandato all’altro mondo Lucia Regna il 28 luglio 2022, al culmine di un pestaggio violentissimo durato sette minuti, non sarebbe il frutto di «un accesso d’ira immotivato e inspiegabile, ma uno sfogo ricondotto nella logica delle relazioni umane». E se l’imputato, alla compagna, davanti ai figli, diceva «sei una puttana», «non vali un cazzo», «non sei una brava madre», va «compreso». «L’amarezza» causata dalla «dissoluzione della comunità domestica era umanamente comprensibile». Era un uomo che si sentiva «vittima di un torto» perché lei aveva un altro. «Un sentimento molto umano e comprensibile per chiunque», scrive il giudice di Torino, Paolo Gallo. Un «sentimento» nel quale «va cercata una delle chiavi di lettura di quel che accadde la sera dell’episodio violento».

L’aggressore di Lucia Regna, la donna di 44 anni sopravvissuta a un tentato femminicidio, è un uomo, dunque, che va «compreso». È un concetto che viene ribadito più volte, nelle motivazioni della sentenza pronunciata a giugno, che ha assolto l’indagato dal reato di maltrattamenti. L’uomo è stato condannato a un anno e sei mesi solo per il reato di lesioni. E gli sono state concesse le attenuanti e la condizionale. La pm Barbara Badellino aveva chiesto quattro anni e mezzo di reclusione.

Ne parla Elisa Sola su La Stampa - Torino

Non si può accettare!
11/09/2025

Non si può accettare!

Lui, «libero presente» al processo - e forse per la vita se la sentenza verrà confermata - va «compreso». Perché lei, col volto spaccato, ricostruito con 21 placche di titanio e un nervo oculare lesionato «in maniera permanente», ha «sfaldato un matrimonio». «Per sua iniziativa personale». «Un matrimonio ventennale, allietato dalla nascita di due figli». E ha, inoltre, «comunicato la separazione in maniera brutale». Quindi, quel «pugno» che ha quasi mandato all’altro mondo Lucia Regna il 28 luglio 2022, al culmine di un pestaggio violentissimo durato sette minuti, non sarebbe il frutto di «un accesso d’ira immotivato e inspiegabile, ma uno sfogo ricondotto nella logica delle relazioni umane». E se l’imputato, alla compagna, davanti ai figli, diceva «sei una puttana», «non vali un cazzo», «non sei una brava madre», va «compreso». «L’amarezza» causata dalla «dissoluzione della comunità domestica era umanamente comprensibile». Era un uomo che si sentiva «vittima di un torto» perché lei aveva un altro. «Un sentimento molto umano e comprensibile per chiunque», scrive il giudice di Torino, Paolo Gallo. Un «sentimento» nel quale «va cercata una delle chiavi di lettura di quel che accadde la sera dell’episodio violento».

L’aggressore di Lucia Regna, la donna di 44 anni sopravvissuta a un tentato femminicidio, è un uomo, dunque, che va «compreso». È un concetto che viene ribadito più volte, nelle motivazioni della sentenza pronunciata a giugno, che ha assolto l’indagato dal reato di maltrattamenti. L’uomo è stato condannato a un anno e sei mesi solo per il reato di lesioni. E gli sono state concesse le attenuanti e la condizionale. La pm Barbara Badellino aveva chiesto quattro anni e mezzo di reclusione.

Ne parla Elisa Sola su La Stampa - Torino

17/07/2025
02/06/2025
Giornata internazionale delle donne e delle ragazze nella scienza
11/02/2025

Giornata internazionale delle donne e delle ragazze nella scienza

Indirizzo

Via Milazzo N. 5
Bologna
40121

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