23/05/2026
UNA COMUNICAZIONE NON-SEDUTTIVA
Negli ultimi mesi ho ridotto sensibilmente l’uso delle piattaforme social,
luoghi in cui la comunicazione mira ad essere veloce e, soprattutto, seduttiva:
in una frazione di secondo vuole incollarti al contenuto,
sedurti, prometterti «tutto» al costo di «niente».
Tutto, al costo di niente.
Non sento sia questa la comunicazione più autentica, per il lavoro che svolgo:
pur operando al di fuori della patologia mentale, accompagno comunque persone che stanno attraversando un presente difficile, scomodo, fastidioso.
Seppur in forme diverse, c’è una qualche sofferenza (anche lieve) nel «qui ed ora» di chi entra in questo studio:
c’è un (anche piccolo) «lavoro su di sé» da cominciare o proseguire.
Ed un lavoro non è sempre e solo «a stroll in the park»,
«una passeggiata al parco».
Non cammineremo sempre tra le margheritine profumate e la fresca brezza primaverile,
su questo non voglio illuderti e per questo lascio scivolare via una comunicazione troppo seduttiva, che riconosco di aver usato anche io in passato.
Per questo sto ancora cercando una comunicazione che senta davvero mia,
che bene si adatti al lavoro che svolgiamo insieme qui ad Arcieri di Luce.
Questa comunicazione, al momento, non l’ho ancora trovata:
quello che nel frattempo ho trovato è un libro diventato per me materiale di studio, un libro sul cui titolo sto ancora riflettendo.
«Volersi male».
Ogni volta che prendo in mano il testo per studiarne un capitolo, rileggendo quel titolo sorrido di pancia ammirando l’autore per la sua scelta.
Che sia quella, la direzione per una comunicazione più autentica?
Buon cammino,
Buon lavoro,
Enrico.
www.arcieridiluce.com