08/03/2024
BUON 8 MARZO!
CINQUE SPUNTI PER I PAPÀ E DUE PER LE MAMME PER CRESCERE UN FIGLIO CHE RISPETTI LE DONNE
Avevo già pubblicato una parte di questo post lo scorso anno, sempre in occasione della , ma credo che possa essere ancora utile e attuale, anche perché ai 5 spunti che avevo proposto l’anno scorso dedicati ai padri, ne aggiungo un sesto e un settimo legati alle madri.
Spunti di comportamento su come impostare un’educazione autorevole e amorevole di un figlio che cresca rispettando le donne, a partire dalla propria mamma, e figlie che scelgano uomini da cui essere rispettate e che li trattino a loro volta con rispetto.
Comportamenti che, premetto, non prendono in considerazione per ovvie ragioni il rispetto psicologico, fisico ed emotivo di un uomo nei confronti di una donna, a maggior ragione di un padre nei confronti di una madre, rispetto che ritengo debba essere chiaramente scontato – anche se purtroppo troppo spesso ancor non è così – e sul quale ritengo non ci sia nulla da dire.
Anche perché, più in generale, tutte le persone, a prescindere da sesso, età, opinioni e orientamenti e - mi viene da aggiungere in questi nostri tempi malati in cui si dà troppo spesso per scontato che ci siano uomini e donne di serie B che è normale vengano massacrati – da etnia, popolo o nazione vanno rispettate. Punto. E non perché c'è una giornata dedicata a ciò. Al rispetto, all'inclusione o alla memoria. Che poi vediamo che la memoria è molto corta.
Tutto il resto è fuffa o demagogia.
5 COMPORTAMENTI EDUCATIVI PATERNI FUNZIONALI
1. La cura di un figlio e di una figlia, a parte l’allattamento al seno per evidenti ragioni, è un’attività che compete a entrambi i genitori: a partire dal cambiargli il pannolino, fargli il bagnetto, farlo addormentare, leggergli un libro, raccontargli una storia, sino a portarlo a scuola, alle attività, alla partita, alle feste, dal pediatra, alle visite, così come stare a casa quando è malato, non è soltanto compito della mamma, è compito di entrambi i genitori, anche del papà. E sempre a proposito di pari diritti e doveri, vogliamo parlarne dei congedi di paternità? 🙆♂️
2. Seguire un figlio o una figlia a scuola, aiutarlo a fare i compiti, a studiare, a ripassare, andare ai colloqui con gli insegnanti, non è soltanto compito della mamma, è un compito di entrambi i genitori, anche del papà. Se proprio proprio, al limite direi che i papà posso esimersi dal partecipare attivamente alle chat scolastiche delle mamme.😅
3. Comunicare con un figlio o una figlia, ascoltarlo, sostenerlo, consolarlo, gestire le sue emozioni, mettere regole e farle rispettare, non è soltanto compito della mamma, ma di entrambi i genitori, anche del papà. Pur nella loro unicità, pur nel rispetto del codice paterno e materno, papà e mamma non sono il formato-famiglia - manco fosse una pizza - del “poliziotto buono e poliziotto cattivo”. 🤦♂️
4. La cura della casa e le faccende domestiche – cucinare, rifare i letti, fare le pulizie, sti**re, andare a fare la spesa, lavare i piatti, fare lavastoviglie e lavatrici, stendere – non sono attività che spettano soltanto alla mamma, bensì sono attività di tutti, che riguardano parimenti il papà e, man mano che cresce e adeguati all'età, anche il figlio e/o la figlia. Perché si sa dal tempo delle nostre nonne e forse anche prima, che "questa casa non un albergo". O no?😁.
5. Giocare con un figlio o una figlia non è un’attività che spetta soltanto alle mamme. E poi, non esistono giochi da maschio e da femmina: esistono soltanto i giochi che piacciono o non piacciono. Se a un papà non piace giocare con le bambole o a una mamma non piace giocare a calcio, va benissimo! Così come il contrario!
È normale, ma non perché uno è maschio e l’altro femmina, bensì perché ognuno ha i propri gusti. Se poi ogni tanto ci si sforza, come genitori, di giocare a un gioco che non ci piace, ben venga, faremo la gioia dei nostri figli o figlie. E per i videogiochi? Ne parliamo un’altra volta.
A parte gli scherzi, giocate con i vostri figli, il tempo giusto, senza esagerare che li aiuterete e non diventarne schiavi.😉
PAPA' NON "MAMMO"
È importante che un figlio o una figlia veda il papà comportarsi in questo modo, perché riterranno normali questi aspetti e soprattutto un figlio, per modellamento, li farà propri, senza alcuno sforzo.
E un papà che si comporta così non è un “mammo”, è un Papà. Punto.
Questo, infatti, non significa snaturare la propria natura e i rispettivi compiti e funzioni genitoriali.
Magari alcune attività della casa e alcuni giochi o sport saranno gestiti in maniera più specifica dal papà e dalla mamma, perché questo rientra nei propri gusti ed inclinazioni, oltre che nella collaborazione.
Per esempio, spaccare la legna o tagliare le siepi, riparare l’anta di un mobile o cambiare una lampadina saranno attività svolte dal papà anziché dalla mamma, così come lei magari seguirà alcune faccende domestiche più frequentemente del padre, non necessariamente perché la mamma non sia capace o non abbia la forza. Semplicemente perché si chiama collaborazione e ci si suddivide i compiti.
Allo stesso modo alcuni giochi o attività possono essere fatti più con un genitore rispetto ad un altro. Ma anche questo è nella natura della propria indole e dei propri interessi.
Non necessariamente perché si è maschi o femmine.
2 COMPORTAMENTI EDUCATIVI MATERNI FUNZIONALI
Detto dei comportamenti paterni, veniamo allora ai due aspetti con i quali le mamme possono crescere figli rispettosi delle donne e figlie che si facciano rispettare dagli uomini e che a loro volta li rispettino.
1. Sapere dire di no richiede tempo, fatica. Come dice un detto “Con un sì ti spicchi, con un no t’impicci”.
Accontentare i figli, aiutarli, fare al posto loro, spesso è più facile, più rapido, è un modo per prendersi cura di loro, per sentire di volergli bene.
Ma voler bene a un figlio o a una figlia, significa anche “tagliare il cordone ombelicale” simbolico della dipendenza e aiutarlo o aiutarla a farcela da solo o da sola.
Dapprima vestirsi, lavarsi, allacciarsi le scarpe in autonomia, poi progressivamente aiutarlo a diventare autonomo nel prepararsi lo zaino, nel rifarsi il letto, nel rimettere in ordine la camera, i propri vestiti, fino ad arrivare a sapersi assumere piccole o grandi responsabilità, sono messaggi importanti perché gli si passa e le si passa l’idea che non ci sarà qualcuna o qualcuno, nel caso di una figlia, che sarà al suo servizio e che lo tratterà da principino o da principessa.
Significa aiutarli ad accettare un domani il rifiuto di una donna o di un uomo senza conseguenze traumatiche per nessuno.
2. Evitate, e questo vale ovviamente anche per i papà, di utilizzare forme di ricatto emotivo (“Se fai così non ti voglio bene”; “Se dici questa cosa non ti ascolto”; “Se non ti comporti bene me ne vado”), di minaccia (“Guarda che le prendi”; “Tra un attimo finisci in castigo”) e urla o addirittura sculaccioni e ceffoni, perché rimandano l’idea che attraverso la forza, la manipolazione, la pressione psicologica, il ricatto o addirittura la violenza fisica si possa ottenere dall’altro il comportamento voluto.
PARITA’ DI DIRITTI E DI DOVERI
La parità tra uomo e donna è innanzitutto parità di diritti e di doveri e passa anche attraverso questi aspetti, non per rendere il padre e la madre indistinguibili tra di loro, bensì per mostrare che pur nella diversità c’è rispetto per l’altro e collaborazione.
E ovviamente tutti i giorni. Non soltanto l’8 marzo.
E non soltanto, mi azzardo a dire senza voler snaturare il senso e il valore di questa giornata, soltanto per le donne, ma anche - visto che mi occupo di genitorialità e di come questa modelli i comportamenti futuri dei nostri figli - per i bambini.
Rispettare i bambini è il modo migliore per crescere uomini e donne rispettosi gli uni delle altre.
Buona Festa delle Donne.
Auguri a tutte!