05/06/2013
SCADENZA ACCONTO IMU SECONDA CASA, NEGOZI, IMPRESE:
Entro il prossimo 17 giugno sono chiamati all'acconto Imu i proprietari di seconde case, negozi, imprese, ecc. Da questo acconto lo Stato e i Comuni attendono un'entrata pari a 10 miliardi di euro (una cifra molto vicina a quella incassata ...l'anno scorso). Saranno esenti i proprietari di abitazioni principali, terreni agricoli e fabbricati rurali, per un ammontare di 2,4 miliardi in meno. Queste minori entrate, però, saranno praticamente del tutto compensate grazie al fatto che alle seconde case, uffici, negozi, imprese, ecc. verranno applicate non l'aliquota standard statale (0,76%), ma quelle decise da ogni singolo Comune (e che generalmente sono più alte). Inoltre, c'è da considerare che per i capannoni, alberghi, cinema e impianti produttivi è stato incrementato da 60 a 65 il moltiplicatore.
Comunque, l'acconto Imu sulle prime case per ora è solo sospeso, ma se dovesse essere del tutto eliminato, l'Imu 2013 sarebbe di 4,8 miliardi più basso di quello dello scorso anno e allora bisognerebbe trovare risorse aggiuntive da qualche altra parte. La sospensione è stata decisa in vista di una rivisitazione completa della tassazione degli immobili che il Governo deve effettuare entro il 31 agosto prossimo. Se la riforma non dovesse esserci, allora i contribuenti saranno chiamati a versare l'acconto Imu anche per le abitazioni principali e gli immobili rurali, entro il 16 settembre.
Riguardo l'acconto del 17 giugno, per individuare l'Imu da pagare bisogna fare riferimento all'aliquota decisa da ogni singolo Comune nel 2012 e poi dividere l'imposta per due, individuando così l'acconto. La circolare 2/DF/2013, in realtà, consente di utilizzare le aliquote decise nel 2013, qualora siano più favorevoli, ma tale possibilità, a rigor di logica, dovrebbe essere eliminata dalla legge di conversione del Dl 35/2013 (sui debiti della Pa). Questa incertezza normativa, allora, dovrebbe consigliare di non sanzionare il contribuente che dovesse aver pagato l'Imu con un'aliquota sbagliata. Di certo c'è il fatto che quest'anno l'acconto va pagato tutto al Comune, senza quota erariale. L'acconto tutto allo Stato, invece, è quello pagato per i fabbricati produttivi accatastati nella categoria D (ad esclusione di quelli in categoria D10, per i quali allo Stato va metà dell'acconto calcolato con aliquota allo 0,76%, mentre al Comune va il 50% del gettito derivante dall'eventuale maggiorazione, fino a un massimo dell'1,06%). Quest'anno, infine, è possibile versare l'Imu anche ricorrendo ai bollettini postali.