08/09/2025
Ancora due tragedie. Ancora due morti bianche.
Il dato dell’Ispettorato è allarmante: 89 morti da gennaio a luglio solo in Lombardia. Non possiamo accettare che il lavoro continui a essere una delle prime cause di morte.
Serve più responsabilità da parte di tutti: imprese, dirigenti, preposti, lavoratori. E servono più controlli, ma soprattutto un cambio di mentalità. La sicurezza non è un costo, è un dovere morale e civile.
Noi si ASA ci uniamo al dolore delle famiglie coinvolte e rinnovo l’appello: investire in sicurezza significa salvare vite.
Non aspettiamo il prossimo incidente per indignarci ancora.
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Lunedì mattina, nel giro di pochi minuti, la Brianza è stata teatro di due gravissimi incidenti sul lavoro.
A Desio, un operaio di 37 anni è precipitato da circa 10 metri mentre lavorava su un’impalcatura in un cantiere di via Milano. Ha riportato un trauma cranico e gravi lesioni multiple. È stato trasportato in codice rosso all’ospedale San Gerardo di Monza. Le sue condizioni restano critiche.
Un’ora dopo, a Monza, un uomo di 48 anni ha perso la vita all’interno della ditta Gusberti, in via Angelo Mauri. L’allarme era stato lanciato come malore, ma all’arrivo dei soccorritori è emerso un trauma da schiacciamento. Per lui, purtroppo, non c’è stato nulla da fare.
In entrambi i casi, sono intervenuti ATS, forze dell’ordine e polizia locale per ricostruire la dinamica e accertare il rispetto delle norme di sicurezza.
Episodi che si sommano a una lunga scia di incidenti sul lavoro in Lombardia: secondo i dati dell’Ispettorato nazionale, da gennaio a luglio 2025 89 lavoratori hanno perso la vita nella regione. Solo nel settore edile, le violazioni in materia di salute e sicurezza superano quota 6.600.
Due nuove tragedie che riaccendono l’urgenza di parlare di prevenzione, controlli e tutele reali per chi lavora.