Manuel Faustini - Consulente Finanziario Autonomo

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Manuel Faustini - Consulente Finanziario Autonomo Consulente finanziario indipendente (OCF).

Aiuto imprenditori e professionisti a mettere ordine tra risparmi e investimenti, prendendo decisioni più consapevoli nei momenti critici.

29/09/2026

Pensi di investire nel mondo. In realtà hai quasi 3/4 del portafoglio in America.

L'MSCI World non dà a ogni paese lo stesso peso. Lo pesa per capitalizzazione di mercato: il valore in Borsa di tutte le aziende di quel paese (prezzo dell'azione × numero di azioni).

Tradotto: più le aziende di un paese valgono in Borsa, più spazio occupano nel tuo ETF.

Per questo i pesi cambiano nel tempo, anche in modo drastico:
🇯🇵 Nel 1989 il Giappone pesava circa il 45% dell'indice. Oggi meno del 6%.
🇺🇸 Oggi gli Stati Uniti superano il 70%, trainati da Apple, Nvidia, Microsoft & co.

Non è né un bene né un male. È un dato che devi conoscere, perché decide a cosa sei davvero esposto quando compri un ETF "globale".

28/09/2026

Il 2008 ti avrebbe fatto vendere tutto. Ammettilo.

10.000€ investiti nel 2006 in un portafoglio 60/40 oggi varrebbero più di 34.000€.
Ma nel mezzo ci sono stati anni da -19% e -12%.

Il rendimento lo fa il mercato.
Restare investiti lo fa la strategia.

Se hai ETF in portafoglio ma non sapresti spiegare perché li hai comprati, scrivi STRATEGIA nei commenti 👇

Rendimenti passati non sono indicativi di quelli futuri. Contenuto informativo, non consulenza personalizzata.

11/09/2026

Il buy and hold funziona molto meglio quando viene applicato a un paniere diversificato, come un ETF su S&P 500 o un ETF azionario globale, perché ti permette di partecipare alla crescita delle aziende vincenti senza doverle indovinare prima.

Lo studio di Hendrik Bessembinder ha mostrato che, dal 1926 in poi, una piccola percentuale di azioni statunitensi ha generato la gran parte della creazione netta di ricchezza del mercato. Nella versione più citata dello studio, circa il 4% delle società quotate ha spiegato l’intera creazione netta di ricchezza rispetto ai Treasury Bills.

Questo dato è fondamentale per chi investe.

Perché significa che il rendimento del mercato azionario non arriva in modo uniforme da tutte le aziende, ma da poche grandi vincitrici.

Se compri l’indice, hai più probabilità di possederle, mentre con poche azioni singole, devi sperare di aver scelto proprio quelle giuste.

E il problema è che nessuno può sapere in anticipo quali aziende entreranno in quel piccolo gruppo.

Questo non significa che le azioni singole siano da evitare sempre.

Significa che vanno trattate in modo diverso rispetto a un ETF.

Una singola azione, ha bisogno di regole più precise:

quanto capitale ci metto?

quando vendo se va bene?

quando vendo se va male?

quanto può pesare sul mio patrimonio?

Per imprenditori, liberi professionisti e famiglie che vogliono investire con metodo, questa distinzione è decisiva.

10/09/2026

Se sei una partita IVA ordinaria e versi 5.300€ all’anno in un fondo pensione, potresti recuperare fino a circa 2.278€ di tasse.

Ma attenzione: non succede in automatico per tutti.

Devi trovarti nello scaglione marginale IRPEF del 43%.

In quel caso il calcolo è semplice:

5.300€ versati nel fondo pensione
x 43% di aliquota marginale
= circa 2.278€ di risparmio fiscale.

Non significa che lo Stato ti regala soldi.

Significa che quei 5.300€ non vengono tassati oggi come reddito.

Quindi tu riduci le imposte da pagare e, allo stesso tempo, costruisci una posizione previdenziale per il futuro.

Se invece hai un’aliquota marginale più bassa, il beneficio sarà più basso.

Per esempio, con aliquota al 35%, il vantaggio sarebbe circa 1.855€.

Con aliquota al 23%, circa 1.219€.

Per una partita IVA ordinaria con redditi medio-alti, il fondo pensione può essere uno degli strumenti più efficienti per abbassare l’imponibile e costruire previdenza integrativa.

Ma va usato con criterio, considerando reddito, regime fiscale, orizzonte temporale e bisogno di liquidità. Soprattutto perchè i soldi versati in un fondo pensione non sono facilmente utilizzabili come un portafoglio di investimento costruito in autonomia tramite ETF.

Il vantaggio fiscale è interessante, ma quei soldi dovranno essere destinati all'integrazione pensionistica.

09/09/2026

Guardare come cambiano nel tempo le aziende più capitalizzate del mondo insegna una cosa semplice:

nessun dominio è eterno.

A fine anni ’90 sembrava impossibile immaginare un mondo diverso da quello guidato da certi colossi tecnologici, energetici o finanziari.

Poi sono arrivati nuovi cicli.

Nuove aziende.

Nuovi settori.

Nuove tecnologie.

E molte società considerate “intoccabili” hanno perso peso, mentre altre sono diventate protagoniste.

Per un investitore, la lezione non è cercare di indovinare quale sarà la prossima azienda numero uno.

La vera lezione è avere abbastanza umiltà da riconoscere che il futuro cambia più velocemente delle nostre convinzioni.

La diversificazione è importante anche per questo.

08/09/2026

Perché la banca non vuole che tu sappia questa cosa? Scrivilo nei commenti

07/09/2026

Sono d'accordo, le pensioni stanno diventando sempre più basse. Ma facciamo alcune precisazioni..

La regola generale è questa:

puoi ritirare fino al 50% del montante in capitale e trasformare il resto in rendita.

Il 100% in capitale, invece, non è sempre possibile, lo è solo in certi casi.

Uno dei casi principali è quando la rendita sarebbe troppo bassa.

La normativa guarda questo calcolo:

1) si prende almeno il 70% del montante accumulato,

2) lo si converte in rendita annua,

3) si verifica se quella rendita è inferiore al 50% dell’assegno sociale.

Esempio semplice.

Immagina di arrivare alla pensione con 80.000€ nel fondo pensione.

Il 70% è 56.000€.

Se convertendo quei 56.000€ in rendita ottieni, per esempio, 2.000€ l’anno, e quella cifra è inferiore alla metà dell’assegno sociale annuo previsto in quel momento, allora potresti chiedere il 100% del capitale.

Se invece la rendita generata supera quella soglia, normalmente puoi chiedere massimo il 50% in capitale e il resto in rendita.

Esiste poi il caso dei “vecchi iscritti”, cioè chi ha aderito alla previdenza complementare prima del 29 aprile 1993, per i quali possono valere regole diverse.

Poi c’è il tema della rendita.

La rendita vitalizia semplice ha senso se il tuo obiettivo principale è avere un’entrata periodica per tutta la vita.

Più vivi, più questa scelta diventa vantaggiosa.

Il rischio, però, è la morte prematura: se muori presto, il capitale non ancora erogato può restare alla compagnia, salvo opzioni diverse.

La rendita reversibile può avere senso se vuoi proteggere un coniuge o un’altra persona indicata: alla tua morte, la rendita continua in tutto o in parte al superstite.

La rendita controassicurata, invece, può avere senso se vuoi ricevere una rendita, ma anche tutelare gli eredi.

In genere la rendita è più bassa rispetto alla vitalizia semplice, perché stai comprando una protezione in più.

Ma se muori prima di aver ricevuto tutto il capitale convertito in rendita, la parte residua può essere riconosciuta ai beneficiari.

Quindi non esiste una scelta migliore per tutti.

04/09/2026

Una delle paure più comuni quando si parla di investimenti è:

“e se perdo tutto?”

Domanda comprensibilissima

Ma perdere tutto con un portafoglio diversificato non significa semplicemente che “il mercato scende”.

Significa immaginare uno scenario estremo in cui crolla contemporaneamente quasi tutto il sistema economico e finanziario mondiale.

Se hai un portafoglio composto da azioni globali, obbligazioni e oro, per arrivare davvero a zero dovrebbero succedere cose molto precise.

L’oro dovrebbe perdere completamente il suo valore.

Gli Stati e gli emittenti obbligazionari dovrebbero fallire in massa.

E migliaia di aziende tra le più grandi al mondo dovrebbero fallire contemporaneamente.

Non parliamo della singola azienda che va male.

Non parliamo del singolo settore che crolla.

Non parliamo nemmeno di una crisi finanziaria importante.

Parliamo di un evento in cui l’intero sistema produttivo globale smette di funzionare.

Apple, Microsoft, Amazon, Google, Tesla, banche, industrie, farmaceutiche, alimentari, energia, tecnologia, consumi.

Tutto insieme.

A quel punto il problema non sarebbe più solo il portafoglio.

Il problema sarebbe capire se funziona ancora il sistema bancario, se puoi prelevare, se puoi comprare beni essenziali, se le aziende continuano a produrre e se l’economia reale riesce a reggere.

il rischio vero, non è che un portafoglio globale diversificato vada a zero.

Il rischio vero è spaventarsi durante una crisi, vendere nel momento peggiore e trasformare una perdita temporanea in una perdita definitiva.

Investire non significa ignorare i rischi.

Significa capirli nella giusta misura.

03/09/2026

Scrivi **“COSTI”** nei commenti e ti mando i passaggi per capire quanto stai pagando davvero sui tuoi investimenti.

Perché uno dei rischi più grandi per un investitore non è solo scegliere il prodotto sbagliato.

È non capire **chi sta pagando chi**.

Quando ti affidi a un consulente finanziario, dovresti sapere da dove arriva il suo guadagno.

Perché se non sei tu a pagarlo direttamente per la consulenza, è molto probabile che la remunerazione arrivi dai prodotti che ti vengono consigliati.

E qui nasce il problema.

Non significa che chi lavora in banca sia automaticamente scorretto.

Non significa che ogni prodotto proposto sia sbagliato.

Ma significa che può esserci un incentivo economico a preferire strumenti più remunerativi per la rete, invece che più efficienti per il cliente.

E per un investitore questo rischio può costare molto caro.

Tu guardi il rendimento finale e pensi:

“il mio investimento ha reso poco.”

Ma magari una parte importante del rendimento è stata assorbita da commissioni di gestione, costi interni, costi di ingresso, costi di uscita o retrocessioni.

Il problema non è pagare un professionista.

Il problema è pagare senza sapere quanto, per cosa e con quali incentivi dietro.

Perché nel lungo periodo anche una differenza apparentemente piccola nei costi può trasformarsi in migliaia o decine di migliaia di euro in meno sul capitale finale.

Soprattutto per imprenditori, liberi professionisti e famiglie che hanno patrimoni importanti da proteggere e far crescere.

02/09/2026

Una domanda frequente tra chi ha liquidità ferma: "Posso tenerla da qualche parte per guadagnare qualcosa senza rischiare di perderla?"

La risposta è sì e ci sono quattro opzioni a basso rischio che vale la pena conoscere.
Il conto corrente remunerato è la soluzione più immediata: massima flessibilità, capitale garantito dal Fondo Interbancario di Tutela dei Depositi fino a 100.000€.

Il rendimento è generalmente contenuto, ma è comunque meglio di zero.

Il conto deposito offre rendimenti più alti, con la stessa tutela del Fondo Interbancario. Può essere libero — con piena disponibilità della liquidità — oppure vincolato per un periodo definito, in cambio di un tasso più elevato. La scelta dipende da quanta flessibilità si vuole mantenere.

L'ETF monetario replica il rendimento dei tassi a brevissimo termine del mercato interbancario europeo. È flessibile, liquido e ha costi molto contenuti. Non ha la garanzia formale del capitale come i conti bancari, ma storicamente non ha mai registrato perdite significative nel breve periodo.

I BOT — Buoni Ordinari del Tesoro — sono titoli di Stato italiani a breve scadenza: 3, 6 o 12 mesi. Il rendimento è fisso e noto al momento dell'acquisto, la tassazione è agevolata al 12,5%. Una soluzione semplice per chi vuole sapere in anticipo esattamente quanto guadagnerà.

Nessuno dei quattro è automaticamente il migliore. La scelta dipende da quanto tempo quei soldi resteranno fermi, da quanta liquidità serve mantenere disponibile e dalla struttura del patrimonio complessivo.

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