Studio Tecnico Geom. Fabio Isaya

Studio Tecnico Geom. Fabio Isaya Geometra libero professionista, operante nel settore edile, energetico, acustica e sicurezza cantier

Studio Tecnico - Progettazione, direzione lavori e contabilità in Edilizia privata e Pubblica, Pratiche catastali, Certificazioni energetiche (Nazionale, Piemonte, Liguria), Successioni

18/09/2021

IL BUCO DELL'OZONO HA RAGGIUNTO IL MASSIMO STAGIONALE CON UNA ESTENSIONE MAGGIORE DELL'ANTARTIDE!

Come tutti gli anni, sul finire dell'inverno australe il sole torna a splendere anche sui ghiacci antartici, e l’aria ghiacciata viene bombardata dalla radiazione solare per la prima volta dopo mesi di buio e freddo.

Come sempre negli ultimi decenni, questo usuale succedersi delle stagioni porta con se anche un effetto negativo: la distruzione di parte dello strato di ozono che si trova sopra i poli, in stratosfera. Le ostinate molecole di clorofluorocarburi (CFC), affezionatesi alle nubi ghiacciate (polar stratospheric clouds), rimangono lì nonostante gli sforzi mondiali di ridurre la loro produzione, appena vengono risvegliate dai raggi solari tornano a distruggere le innocenti (e per noi, fondamentali) molecole di ozono, riducendone la concentrazione sopra il polo Sud e lasciando perciò passare maggior radiazione ultravioletta.8

Attualmente la sua estensione é di oltre 23 milioni di km quadrati, sulla falsariga dello scorso anno e uno dei piú estesi degli ultimi 40 anni. Per contro, nel 2019 ebbe una delle minime estensioni mai registrate. Questo perché dipende molto dalla situazione e dalla dinamica atmosferica, che può variare considerevolmente da un anno all'altro. Fondamentale é l'apporto della ricerca spaziale: é proprio grazie ai dati provenienti dai satelliti (come quelli della flotta Copernicus) e a futuri satelliti che verranno lanciati nei prossimi anni se conosciamo cosí in dettaglio il fenomeno.

Tante volte sentiamo dire "ma come, non doveva chiudersi anni fa il buco dell'ozono?"
Assolutamente no: é un fenomeno cíclico stagionale, e si richiuderá avvicinandoci all’inverno australe. Il problema é proprio la sua riapertura!

Se non fosse per la continua presenza dei CFC, che ormai non produciamo più ma che rimangono nell’atmosfera per secoli, tali oscillazioni dinamiche della nostra atmosfera ci risulterebbero infatti per lo più indifferenti.

Il fatto che, a distanza di oltre 30 anni dal bando graduale delle sostanze responsabili della distruzione dell’ozono in stratosfera, i gas rilasciati dall’uomo abbiano ancora un’influenza sul sistema naturale ci deve far capire l’importanza di azioni concrete verso la riduzione degli impatti antropici sull’ambiente.

Daniele e Matteo

Credits: NOAA

06/01/2021

Il 3 gennaio Paolo Fox era in televisione, dove pare che alcuni lo abbiano accusato abbastanza duramente di avere toppato le previsioni per il 2020. Cosa si aspettavano, che le azzeccasse? Davvero c’è gente che fa così tanto affidamento sulle previsioni di UN ASTROLOGO da indignarsi se non le azzecca?

Lo stesso giorno Greta Thunberg compiva 18 anni. E in 18 anni ne ha ricevute di accuse. Ogni santo giorno viene accusata di essere manipolata, di avere troppi cromosomi, di essere una «rompiballe» (vero, Vittorio Feltri?). Viene accusata ogni santo giorno perché sensibilizza le persone sulle previsioni dei climatologi. Non le bufale degli astrologi, ma previsioni SCIENTIFICHE prodotte da migliaia di scienziati in tutto il mondo, che nel corso dei decenni si sono rivelate accurate e attendibili entro i margini di errore.

Viviamo in un mondo in cui le previsioni di Paolo Fox vengono prese sul serio più di quelle della comunità scientifica. E così, mentre agli astrologi viene dato uno spazio mediatico invidiabile, da DECENNI migliaia di scienziati che tentano di avvisarci della catastrofe climatica imminente rimangono pressoché inascoltati.

Tutto questo deve finire. PARLATE DI SCIENZA. Aiutateci a informare il grande pubblico su ciò che i dati gridano ormai a gran voce.

1. La concentrazione di CO2 in atmosfera ha superato le 415 ppm. Valori simili non si sono mai riscontrati negli ultimi 800.000 anni, e probabilmente anche milioni di anni.
2. Oltre 430 (QUATTROCENTOTRENTA!) mesi con temperature costantemente sopramedia (rispetto alla media del 20° secolo). L'ultima volta che la temperatura mensile è stata inferiore alla media fu nel febbraio 1985.
3. Rispetto alla media annuale, l'ultimo anno sottomedia fu il 1976.
4. I sei anni più caldi mai registrati sono gli ultimi sei. Con il 2020, i primi 19 anni più caldi sono TUTTI dopo il 2000.
5. Il pianeta si sta riscaldando a un ritmo 10 volte superiore a qualsiasi altro riscaldamento nell’era recente della Terra.
6. L'artico perde ghiaccio a un ritmo di 3000 km^3 al decennio e si sta riscaldando a un ritmo più che doppio rispetto al resto del pianeta.
7. La Groenlandia perde ghiaccio a un ritmo di 280 miliardi di tonnellate all’anno, l’Antartide a 120 miliardi di tonnellate all'anno.
8. Negli ultimi 25 anni il livello dei mari è aumentato di circa 8 cm.
9. L'aumento del livello di CO2 nell'aria causa l'acidificazione degli oceani, alterando e distruggendo interi ecosistemi.
10. La sesta estinzione di massa è GIÀ cominciata.

Ognuno di questi punti dovrebbe arrivare a ognuno come uno schiaffo che ci aiuti a svegliarci. Fare finta di niente non risolverà il problema. , parlate di clima. La natura non aspetta.

Sarebbe bello un mondo in cui le persone avessero a cuore le previsioni degli scienziati almeno la metà di quanto hanno a cuore quelle degli astrologi.

Filippo & Matteo

01/10/2020

Testo unico delle disposizioni legislative e regolamentari in materia edilizia dpr 380 2001, aggiornato alla L. 96 del 23/06/2017

11/06/2020

Il Decreto Rilancio ha previsto rilevanti misure nel settore dell’edilizia, fra le quali spiccano quelle riguardanti il cd. Ecobonus e Sismabonus: si tratta

Superbonus 110%, il «bazooka» del Dl Rilancio rischia di sparare a salve: ecco perché
19/05/2020

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Decreti attuativi, visti di conformità, asseverazioni, polizze, tempi ristretti: tutti i paletti che minacciano il successo dei nuovi incentivi

14/05/2020

Il decreto rilancio contiene il cosiddetto superbonus per l'edilizia di qualità con detrazioni fino al 110%. Per Fraccaro è una rivoluzione per l'economia e l'ambiente

Il Pm10 avrebbe, secondo la ricerca, esercitato un'azione di boost, cioè di impulso alla diffusione virulenta dell'epide...
20/03/2020

Il Pm10 avrebbe, secondo la ricerca, esercitato un'azione di boost, cioè di impulso alla diffusione virulenta dell'epidemia. Leonardo Setti lo mette in luce: «Le alte concentrazioni di polveri registrate nel mese di febbraio in Pianura padana hanno prodotto un'accelerazione alla diffusione del Covid19. L'effetto è più evidente in quelle province dove ci sono stati i primi focolai».

La correlazione evidenziata dall’analisi dei dati delle Arpa congiunta ai numero dei contagiati: il Pm10 agirebbe da vettore del virus

16/01/2020
14/01/2020

Quanti gesti intorno a noi sono pensati per evitare un rischio, in fondo, infinitesimo? Dagli estintori in ogni edificio alle ridondanti procedure di controllo per gli aerei su cui viaggiamo. Eppure, applicare il principio di precauzione non è sempre facile, e ciascuno di noi compie ogni giorno gesti rischiosi – sul breve e sul lungo periodo.

In questa ottica possiamo analizzare anche i rischi associati al cambiamento climatico. Ogni molecola di CO2 antropica in più rimane in atmosfera per un tempo lunghissimo, e va a contribuire al riscaldamento della superficie. Non è difficile calcolare entro quali livelli di concentrazione di CO2 sarà molto probabile che il riscaldamento medio globale supererà di 1.5 gradi le temperature del periodo preindustriale. Ogni anno in cui le emissioni non diminuiscono (e anzi, aumentano) questo livello si fa sempre più vicino. Continuando così, entro il 2030 sarà praticamente impossibile evitare una tale soglia di riscaldamento.

E poi? Sarà la fine del mondo? No. Quel giorno ci alzeremo lo stesso e andremo a lavoro. Se continueremo a emettere, ci avvicineremo a soglie più alte nel corso degli anni (2, 3 gradi, e così via) ma concretamente quello che cambierà per noi sarà il rischio associato a tali soglie di riscaldamento. Quali possono essere questi rischi?

Esempi possono essere l’aumento del rischio di incendi durante la stagione estiva (vedere l’Australia) dovuto ad una maggiore possibilità di ondate di calore persistenti, una possibile maggior frequenza di periodi di siccità con dirette conseguenze per l’agricoltura, un maggiore sbilanciamento nei cicli stagionali che può influire sulla sopravvivenza di alcuni ecosistemi (come quelli della tundra, che hanno bisogno di una certa quantità di giorni con temperature sub-zero). Con la problematica aggiuntiva che questi effetti deleteri potranno ulteriormente esacerbare il problema: basti pensare che gli incendi australiani di quest’anno hanno emesso la stessa CO2 che il paese ha emesso nei primi 6 mesi del 2019 dalle attività umane, o che il permafrost siberiano, se sciolto, potrebbe emettere ulteriore CO2 a causa della decomposizione del materiale organico ora ghiacciato.

Le “soglie” di cui abbiamo parlato prima non sono quindi che limiti artificiosi che ci siamo autoimposti, come il limite di velocità in autostrada: andare a 160 Km/h piuttosto che a 130 non ci ucciderà sicuramente, ma renderà molto più rischioso il nostro stare sulla strada e più difficile la frenata. Possiamo costruire una macchina più resistente e mettere più airbag, ma alla fine l’unica soluzione davvero sicura sarà rallentare. Ugualmente, quell’ 1.5 °C di riscaldamento da non superare deciso dagli accordi di Parigi non è la soglia di un precipizio, ma un limite di sicurezza oltre il quale tutto si farebbe più pericoloso.

Daniele Visioni, Cornell University, Mechanical and Aerospace Engineering

Indirizzo

Cameri
28062

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