18/09/2021
IL BUCO DELL'OZONO HA RAGGIUNTO IL MASSIMO STAGIONALE CON UNA ESTENSIONE MAGGIORE DELL'ANTARTIDE!
Come tutti gli anni, sul finire dell'inverno australe il sole torna a splendere anche sui ghiacci antartici, e l’aria ghiacciata viene bombardata dalla radiazione solare per la prima volta dopo mesi di buio e freddo.
Come sempre negli ultimi decenni, questo usuale succedersi delle stagioni porta con se anche un effetto negativo: la distruzione di parte dello strato di ozono che si trova sopra i poli, in stratosfera. Le ostinate molecole di clorofluorocarburi (CFC), affezionatesi alle nubi ghiacciate (polar stratospheric clouds), rimangono lì nonostante gli sforzi mondiali di ridurre la loro produzione, appena vengono risvegliate dai raggi solari tornano a distruggere le innocenti (e per noi, fondamentali) molecole di ozono, riducendone la concentrazione sopra il polo Sud e lasciando perciò passare maggior radiazione ultravioletta.8
Attualmente la sua estensione é di oltre 23 milioni di km quadrati, sulla falsariga dello scorso anno e uno dei piú estesi degli ultimi 40 anni. Per contro, nel 2019 ebbe una delle minime estensioni mai registrate. Questo perché dipende molto dalla situazione e dalla dinamica atmosferica, che può variare considerevolmente da un anno all'altro. Fondamentale é l'apporto della ricerca spaziale: é proprio grazie ai dati provenienti dai satelliti (come quelli della flotta Copernicus) e a futuri satelliti che verranno lanciati nei prossimi anni se conosciamo cosí in dettaglio il fenomeno.
Tante volte sentiamo dire "ma come, non doveva chiudersi anni fa il buco dell'ozono?"
Assolutamente no: é un fenomeno cíclico stagionale, e si richiuderá avvicinandoci all’inverno australe. Il problema é proprio la sua riapertura!
Se non fosse per la continua presenza dei CFC, che ormai non produciamo più ma che rimangono nell’atmosfera per secoli, tali oscillazioni dinamiche della nostra atmosfera ci risulterebbero infatti per lo più indifferenti.
Il fatto che, a distanza di oltre 30 anni dal bando graduale delle sostanze responsabili della distruzione dell’ozono in stratosfera, i gas rilasciati dall’uomo abbiano ancora un’influenza sul sistema naturale ci deve far capire l’importanza di azioni concrete verso la riduzione degli impatti antropici sull’ambiente.
Daniele e Matteo
Credits: NOAA