EVO8 - Il Coaching è Arte di Vivere

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12/09/2020
03/04/2020

Historyteller Radio continua nella sua missione di tenere compagnia alle persone in questo stato di isolamento forzoso e al tempo stesso portare la storia ad un livello fruibile e non convenzionale sebbene fedele e rigoroso. In questa puntata abbiamo parlato dei Fab4, i Beatles, il loro mito, la lor...

In questo difficile momento anche noi, come tante, tante altre aziende, siamo in uno stato di attesa che automaticamente...
25/03/2020

In questo difficile momento anche noi, come tante, tante altre aziende, siamo in uno stato di attesa che automaticamente si trasforma in mancati introiti, quindi perdite.

La nostra dote, che desidero definire straordinaria, è che nella nostra storia abbiamo attraversato crisi di ogni genere, tuttavia ogni volta ci siamo risollevati. Non solo, e qui sta la differenza: ogni volta abbiamo cambiato pelle, come un serpente o una aragosta, siamo rinati a nuova vita più forti, coraggiosi e saggi che mai, seguendo l'esempio della mitologica Araba Fenice.

Ce la faremo anche questa volta: e dato che ogni crisi porta con sè opportunità, siamo già pronti a coglierle non appena la giostra ripartirà. Se è vero che niente sarà più come prima, beh, nemmeno noi lo saremo.

Un grazie di cuore da tutti noi per chi ci sostiene e ci vuole bene.

Calarsi nei panni degli altri è una qualità che ho sempre apprezzato nelle persone. Purtroppo molti pensano che riuscirc...
25/09/2019

Calarsi nei panni degli altri è una qualità che ho sempre apprezzato nelle persone. Purtroppo molti pensano che riuscirci sia una questione di tecnica. Così frequentano i corsi che insegnano il “rispecchiamento”, oppure “l’ascolto attivo” e durante la prima settimana sembrano piccoli Buddha scesi in terra. Dalla seconda settimana in poi tutti cedono su “occhio per occhio, dente per dente”.

Peccato che l’empatia non è il prodotto di una tecnica, e nemmeno dell’adulazione, ma del profondo rispetto per l’esperienza altrui, soprattutto quando questa è completamente diversa dalla nostra. Si tratta di regalare qualcosa a persone che fino a due minuti fa si stavano prendendo gioco di te, voltarsi velocemente e andarsene senza aspettarsi nulla in cambio. Una sorta di "colpo di scena" insomma.

C'è chi sostiene che la ricerca dell’empatia debba essere finalizzata al raggiungimento di un obiettivo comunicativo. Poi c’è anche chi sostiene che il vero leader lo riconosci da come tratta le persone di livello inferiore nella scala gerarchica. In quel caso, libero dall’adulazione e dagli obiettivi, il vero leader viene fuori grazie alla sua capacità di empatizzare.

Per provare “empatia” non abbiamo necessariamente bisogno di un obiettivo, se non uno più grande, collettivo e sistemico: quello di costruire una società empatica, dove la mondanità è scandita da piccoli gesti di persone normali che si immedesimano gli uni negli altri per capirsi, sostenersi e alla fine elevarsi come comunità.

Forse è questo che ci manca davvero.
Per vivere empaticamente è necessario sposare un atteggiamento mentale consapevole. Si tratta di “sospendere se stessi” e dare voce agli altri, per poi ritornare in se stessi con una visione differente. Sappiamo bene quale sforzo è necessario perché questo avvenga, tant’è che gli indiani d’America dicevano: "Prima di giudicare cammina nei suoi mocassini per tre lune."

L'atteggiamento dello "sticazzismo" portato al parossismo ovvero all'eccesso è altamente dannoso e personalmente mi fa schifo. Un conto è usarlo con ironia e acume su se stessi, e allora non esiste davvero potere trasformazionale più grande; un conto è abusarne e diffonderlo come modus vivendi die hard. Inutile spreco di energia: una delle leggi dell'universo, quella di Causa ed Effetto, mette chiunque davanti alla verità, prima o poi. La risposta a tante domande è solo emotiva ed emerge dall’immedesimazione, dalla comprensione della sofferenza e dall’amore che è in ognuno di noi.

Come diceva Nietzsche: "Tutto ciò che è fatto per amore è sempre al di là del bene e del male."

DETERMINAZIONE, ovvero: io sono uguale a te“La grandezza di un uomo si misura dalla caratura dei suoi sogni”, ripete spe...
25/09/2019

DETERMINAZIONE, ovvero: io sono uguale a te

“La grandezza di un uomo si misura dalla caratura dei suoi sogni”, ripete spesso un uomo che stimo molto. Quando lo dice, lo fa per esortare noi giovani a sognare in grande, a inseguire sogni nobili, preziosi, che riempiono l’anima del bello e di bene, di luce e valore. L’uomo è ciò che sogna, il fine nobile su cui plasma la propria esistenza.
È quello a cui ho pensato quando mi sono imbattuta in questo film del 1999, “Cielo d’ottobre”, che si ispira alla storia vera di Homer Hickam jr., ingegnere della NASA, ora in pensione. “Stupide fantasie da ragazzino!”, verrebbe da pensare alla prima scena di questo montaggio.

Una mattina di ottobre come le altre, mentre a colazione si discute del più e del meno, Homer annuncia alla sua famiglia:
“Ho intenzione di costruire un razzo, come lo Sputnik!”
C’è molto di più che una semplice passione da adolescente dietro queste parole. Nell’espressione determinata e nel sorriso fiducioso e ambizioso di Homer ci rivedo quelli di tante persone che ce l’hanno fatta. Ce l’hanno fatta a fare del proprio sogno il proprio lavoro, della propria passione la propria vita, dei propri desideri di bambini la missione di un’intera esistenza.

Per dirla con le parole di Bob Marley, “Se un sogno ha così tanti ostacoli vuol dire che è quello giusto” e, purtroppo o per fortuna – perché gli ostacoli insegnano –, prima o poi arriva per tutti il momento di scontrarsi con chi il nostro sogno decide di non condividerlo.
“Credevo l’avessi finita con queste sciocchezze, Homer!”
Homer vive a Coalwood, un piccolo paese in cui è una miniera di carbone nelle vicinanze a dare lavoro a quasi tutti gli abitanti, anche a suo padre, sovrintendente alla miniera stessa.

“… se continui così un giorno avrai il mio posto (…) hai idea di quanto ne sarei orgoglioso? (…) se questa storia dei razzi è così importante per te, allora mi sta bene, purché tu stia attento … Ci sono hobby peggiori di questo!”
Per suo padre John si tratta solo di un hobby pericoloso, nulla a che fare col lavoro, quella è un’altra storia. Per Homer invece le due cose coincidono, alimentate dalla stessa sorgente comune di passione e determinazione.
“La miniera è la tua vita, non la mia (…) Io voglio andare nello spazio!”

L’uno ha costruito la sua vita, la sua famiglia e il futuro dei suoi figli coi sacrifici del suo lavoro sotto terra, l’altro mira al cielo. Un uomo con “i piedi per terra” e un figlio che sogna troppo in grande. Eppure non sono agli antipodi, anzi:
“… lo so che io e te non la vediamo esattamente allo stesso modo su certe cose, anzi, non la vediamo allo stesso modo quasi su niente, però io sono arrivato a pensare che posso cambiare qualcosa a questo mondo, e non perché sono diverso da te, è perché io sono uguale a te. Posso essere altrettanto ostinato, papà, io spero soltanto di essere in gamba quanto te!”

John non si accorge che la determinazione di Homer è un dono che lui stesso gli ha fatto e, di fronte a dover scegliere se perdere un figlio o l’idea che ci si è fatti del proprio figlio, decide di aiutarlo a rincorrere il suo sogno.
La stessa ostinazione permette a Homer di vincere “la medaglia d’oro, primo premio del concorso scientifico nazionale” e a suo padre di riscoprire che amore è sinonimo di libertà.

E i tuoi sogni quanto valgono?

Non mi interessa che cosa fai per guadagnarti da vivere, voglio sapere che cosa ti fa soffrire e se osi sognare di incon...
24/09/2019

Non mi interessa che cosa fai per guadagnarti da vivere,
voglio sapere che cosa ti fa soffrire e se osi sognare di incontrare il
desiderio nel tuo cuore.

Non mi interessa quanti anni hai,
voglio sapere se rischierai di sembrare ridicolo per amore,
per i tuoi sogni, per l'avventura di essere vivo.

Non mi interessa quali pianeti sono in quadratura con la tua luna,
voglio sapere se hai toccato il centro del tuo dispiacere,
se sei stato aperto dai tradimenti della vita o ti sei inaridito e chiuso
per la paura di soffrire ancora.

Voglio sapere se puoi sopportare il dolore, mio o tuo,
senza muoverti per nasconderlo, sfumarlo o risolverlo.

Voglio sapere se puoi vivere con la gioia, mia o tua;
se puoi danzare con la natura e lasciare che l'estasi ti pervada
dalla testa ai piedi senza chiedere di essere attenti,
di essere realistici o di ricordare i limiti dell'essere umani.

Non mi interessa se la storia che racconti è vera,
voglio sapere se riusciresti a deludere qualcuno per mantenere fede a te
stesso;
se riesci a sopportare l'accusa di tradimento senza tradire la tua anima.

Voglio sapere se puoi essere fedele e quindi degno di fiducia.

Voglio sapere se riesci a vedere la bellezza anche quando non è sempre
bella; e se puoi ricavare vita dalla Sua presenza.

Voglio sapere se riesci a vivere con il fallimento, mio e tuo,
e comunque rimanere in riva a un lago e gridare alla luna piena
d'argento: "Sì!"

Non mi interessa sapere dove vivi o quanti soldi hai,
voglio sapere se riesci ad alzarti dopo una notte di dolore e di
disperazione,
sfinito e profondamente ferito e fare ugualmente quello che devi per i
tuoi figli.

Non mi interessa chi sei e come sei arrivato qui,
voglio sapere se rimani al centro del fuoco con me senza ritirarti.

Non mi interessa dove o che cosa o con chi hai studiato,
voglio sapere chi ti sostiene all'interno, quando tutto il resto ti
abbandona.

Voglio sapere se riesci a stare da solo con te stesso e se
apprezzi veramente la compagnia che ti sai tenere nei momenti di vuoto.

Tratto da "L’invito all’ascolto della vita"
di Oriah Mountain Dreamer

Il primo motivo per cui molliamo la presa e lasciamo andare i nostri “buoni propositi” è perché puntiamo il nostro focus...
22/09/2019

Il primo motivo per cui molliamo la presa e lasciamo andare i nostri “buoni propositi” è perché puntiamo il nostro focus sulla perfezione e non sui progressi.

Quando lo scalatore è allo stremo delle forze, non punta a raggiungere la vetta, anzi non la guarda neppure perché sa che basta un po’ di scoraggiamento per far crollare la disciplina. Lo scalatore guarda solo il prossimo appiglio: il più piccolo dei progressi che può compiere con un solo gesto.

Questo è il motivo per cui la premessa su cui si basano la maggior parte dei programmi di sviluppo, sia fisici che mentali, è sbagliata. Quando vogliamo raggiungere un obiettivo puntiamo alla perfezione, al raggiungimento indiscusso dello standard, trascurando gli “appigli” che possono salvarci dal crollo psicologico.

Puntare ai progressi anziché alla perfezione è ancora più importante per il manager che vuole migliorare la performance del collaboratore. Su alcuni fiumi della Norvegia in passato furono costruite delle dighe che impedivano ai salmoni di risalire le correnti per deporre le uova, come natura voleva. Dopo aver compreso l’impatto devastante che questo stava avendo sull’ecosistema, i norvegesi decisero di costruire le “scale dei salmoni”, piccoli manufatti che permettevano ai pesci di risalire le dighe e proseguire il loro viaggio.

Un manager che vuole far crescere i collaboratori deve prevedere “le scale dei collaboratori”, ovvero piccoli traguardi intermedi, appigli che distolgano lo sguardo dei più giovani dalla perfezione e li spingano a fare meglio di un attimo prima. "Progressi e non perfezione” è un monito dal valore enorme.

Bisogna tenerlo in mente e fare in modo che ci accompagni nella difficile arte di diventare persone migliori, senza per questo essere “perfetti”.

Hi  Vincenzo , Hope this email finds you in the best of health and spirit. We received a lot of incredible nominations t...
11/09/2019

Hi Vincenzo ,

Hope this email finds you in the best of health and spirit.

We received a lot of incredible nominations this year, and choosing the top 100 awardees was a very tough job for our judging committee. All nominees were adjudged on 5 parameters, namely:

1. Overall Reach
2. Industry Impact
3. Spirit Of Innovation
4. Future Readiness
5. Market Demand

After careful consideration and extensive research our awards committee rated each applicant on every parameter to reach the final list of awardees.

I am happy to let you know that you, Vincenzo, have been selected for the 'Top 100 Leaders in Education' award to be conferred at GFEL (Global Forum For Education and Learning) on 16th-18 th Dec, 2019 at Le Meridian, Dubai. Please find attached with this email your nomination scorecard for your perusal.

We would need you or your representative to be present at the conference to receive the award in person. Our concierge team can help you plan your travel including flight and hotel discounts.

Our team will be reaching out to you to further discuss the next steps along with various other options that are at your disposal, in the capacity of an awardee. Let's connect today and suggest a time that suits you and I will share a Calendar invite with you accordingly.

We congratulate you for the wonderful achievement and look forward to seeing you in Dubai.

--
Thanks,

Award Nomination Committee

Ciao Vincenzo,

Spero che questa e-mail ti trovi nel massimo della salute e dello spirito.

Quest'anno abbiamo ricevuto molte nomination incredibili e la scelta dei primi 100 vincitori è stata un lavoro molto duro per la nostra commissione giudicante. Tutti i candidati sono stati giudicati in base a 5 parametri, vale a dire:

1. Copertura complessiva
2. Impatto sull'industria
3. Spirito di innovazione
4. Visione sul futuro
5. Domanda di mercato

Dopo un'attenta valutazione e un'approfondita ricerca, il nostro comitato per i premi ha valutato ogni candidato su ogni parametro per raggiungere l'elenco finale dei vincitori.

Sono felice di farti sapere che tu, Vincenzo, sei stato selezionato per il premio 'Top 100 Leaders in Education', che sarà conferito al GFEL (Forum globale per l'istruzione e l'apprendimento) dal 16 al 18 dicembre 2019 a Le Meridian, Dubai. In allegato a questa email troverai la tua scheda di valutazione per la tua lettura.

Avremmo bisogno che tu o il tuo rappresentante siate presenti alla conferenza per ricevere il premio di persona. Il nostro team di concierge può aiutarti a pianificare il tuo viaggio, compresi gli sconti sui voli e sugli hotel.

Il nostro team ti contatterà per discutere ulteriormente i prossimi passi insieme a varie altre opzioni a tua disposizione, in qualità di premiato. Connettiamoci oggi e suggeriamo un momento adatto a te e condividerò di conseguenza un invito del Calendario con te.

Ci congratuliamo con te per il meraviglioso risultato e non vediamo l'ora di vederti a Dubai.

-
Grazie,

Comitato per la nomina del premio

Pronti al via!Master in Public HistoryHistoryteller, in collaborazione con Empower Business School e il Ministero dell'I...
09/09/2019

Pronti al via!

Master in Public History
Historyteller, in collaborazione con Empower Business School e il Ministero dell'Istruzione, dell'Università e della Ricerca, lanciano la prima è totalmente innovativa edizione del Master in Public History. Fra 30 giorni esatti inizieranno le selezioni per l'ammissione. Il Master durerà da novembre 2019 a luglio 2020. I posti disponibili sono 30 e per i 3 più meritevoli in termini di totale percorso compresa la pubblicazione da esame di una tesi bibliografica e/o audio/video, è prevista l'erogazione di 3 borse di studio da 1500 euro cadauna e la proposta di collaborazione lavorativa in Historyteller.

Per informazioni e prenotazioni:
[email protected]

I cinque hashtag di Innate GeniusNegli ultimi otto mesi, ho lavorato con un gruppo dal vivo e virtuale esplorando la nat...
09/09/2019

I cinque hashtag di Innate Genius

Negli ultimi otto mesi, ho lavorato con un gruppo dal vivo e virtuale esplorando la natura e la catalizzazione del genio. Non il tipo di genio "alto QI" che è spesso associato sia alla realizzazione prolifica che all'imbarazzo sociale, ma al tipo di genio innato e non acquisito che si adatta più appropriatamente a questa definizione:

genio
jēnyəs
sostantivo
1: spirito di una persona o di un luogo
2: una forte attitudine o inclinazione
3: carattere o spirito peculiare, distintivo o identificativo

La parte dell'hashtag dell'esplorazione è nata da una battuta in corso presso la mia compagnia. Ogni volta che uno di noi risolve qualcosa che è al di fuori della nostra normale sfera di competenza, che nel mio caso può essere qualsiasi cosa, dalla creazione di un foglio di calcolo alla risoluzione di un problema tecnico in occasione di un evento, siamo ricompensati (o ricompensati) con un'esclamazione di " ".
Ma esplorando ulteriormente le cose, è diventato evidente che il genio - lo spirito di intelligenza e innovazione che vive in tutti noi - ha più di una caratteristica critica ...

1.
“Vedere un mondo in un granello di sabbia
E un paradiso in un fiore selvaggio
Tieni Infinity nel palmo della tua mano
E l'eternità in un'ora ”
-William Blake

Per diversi anni ho lavorato e condiviso un concetto chiamato "la zona del genio" come parte del mio coaching. L'idea alla base è valida - che tutti noi abbiamo certe cose che ci arrivano così facilmente che non le riconosciamo nemmeno come genio in azione, supponendo che "tutti possano farlo" o che non è un grosso problema perché non ci vuole uno sforzo particolare per farlo accadere. Come affermava Einstein, "Ognuno è un genio, ma se giudichi un pesce dalla sua capacità di arrampicarsi su un albero, vivrà tutta la sua vita credendo che sia stupido".
L'obiettivo in quel lavoro era identificare prima quelle cose che sono nella nostra zona di genio e poi lavorare per passare la maggior parte del nostro tempo a farle, lasciando tutto il resto che possiamo essere curato dagli altri.
È un'idea che le persone afferrano rapidamente e dà loro qualcosa di chiaro con cui lavorare. Il problema che alla fine è emerso per me era che alla fine ha ristretto i nostri mondi invece di espanderli.
Ad esempio, i progetti fai-da-te sono sempre stati collocati in modo pulito nella mia "zona di incompetenza" perché ero terribile con loro e non avevo interesse a migliorare. Tuttavia, nel superare la mia riluttanza ad appendere un cieco nel bagno delle mie figlie o a ricostruire un muro di pietra nel vialetto dei miei genitori, ho avuto tanto piacere da quei progetti quanto faccio dall'elaborare una frase per un post sul blog o prendere un nuovo libro dall'inizio alla nascita.
La nostra mancanza di amore, creatività e facilità attorno a certe cose sembra inerente alle cose o alle attività stesse, ma si scopre che quando portiamo loro amore e creatività, il nostro genio inizia a emergere. In un tempo notevolmente breve, inizia a svilupparsi una struttura precedentemente non sfruttata.

Più lo guardo, più mi sembra che il genio sia infinito; creiamo limitazione attraverso la nostra convinzione in immaginarie "leggi di zonizzazione".

Il che ci indica un secondo hashtag ...

2.
“Balliamo in cerchio e supponiamo
Ma il segreto sta nel mezzo e lo sa. "
-Robert Frost

In un'economia sociale in cui il genio è visto come merce, l'idea che sia impersonale può essere considerata quasi sovversiva. Ma il punto non è che la singolare espressione geniale di un individuo sia impersonale; piuttosto che il genio stesso è disponibile per tutti indipendentemente dalla loro classe sociale, punteggio QI, livelli di istruzione o ciò che hanno raggiunto fino ad oggi.
Tu ed io abbiamo accesso alla stessa intelligenza creativa che ha permesso a Mozart di comporre la sua prima sinfonia all'età di otto anni e Einstein di pubblicare la sua teoria della relatività speciale all'età di ventisei anni. In effetti, ne siamo fatti. La stessa intelligenza che vediamo nei nostri corpi, mantenendo la stasi e permettendoci di funzionare in un'ampia varietà di ambienti, funziona anche nelle nostre menti.
Come la gravità, sempre presente ma conoscibile solo dai suoi effetti, vediamo la presenza del genio più facilmente in quei momenti in cui pensiamo di essere sopra le nostre teste. Improvvisamente, sia attraverso un gocciolamento graduale o un improvviso lampo di intuizione, sappiamo cosa fare e iniziamo ad andare avanti con rinnovata curiosità e facilità.
Il che ci porta a un terzo hashtag:

3.
“Fai il primo passo, né più né meno.
E il prossimo sarà rivelato. "
-Ken Roberts

Il dottor George Pransky una volta disse scherzosamente che dopo aver visto un episodio di Law and Order, si rese conto che avrebbe fatto un eccellente rapinatore di banche.
"Dopotutto", ha spiegato, "rapinare le banche consiste nel trovare soluzioni innovative ad alcuni problemi piuttosto avanzati, e sarei bravo a farlo perché non mi scoraggerò quando ci vorrà del tempo prima che arrivi qualcosa di nuovo pensare. So che se continuo a farlo, mi verrà in mente qualcosa a cui nessuno aveva mai pensato prima ”.
Più tardi nello spettacolo, quando la polizia ha rintracciato i non intelligenti come pensavano i rapinatori di banche, George ha detto che pensava che sarebbe diventato un ottimo investigatore.
"Voglio dire", ha proseguito, "essere un detective significa semplicemente seguire l'indizio di fronte a te senza avere idea di dove ti porterà o anche se è rilevante. Ci vuole solo pazienza e fiducia nel fatto che se rimani con esso, ti succederanno nuove cose e nuove prove verranno alla luce. E ho già imparato a fidarmi di ciò nel mio lavoro di psicologo con i miei clienti ".
Mentre lo spettacolo arrivava alla sua conclusione e la sequenza del processo era in corso, George disse che era abbastanza sicuro che avrebbe fatto un eccellente avvocato di prova.
“Mi sembra che per essere persuasivo devi essere in grado di ascoltare davvero bene fino a quando non hai un reale senso di come il mondo appare a qualcuno. Quindi puoi parlare con loro in un modo che avrà senso per loro, sapendo che non sono mai più di un pensiero lontano da una prospettiva completamente diversa. Troverei incredibilmente divertente stare con le persone in quel modo, e rimanere lì fino a quando almeno uno di noi ha visto qualcosa di nuovo che ha cambiato il modo in cui abbiamo pensato al caso. "
Ho riso, come avrei dovuto, ma ho anche visto un punto più ampio:
Nel momento in cui impegniamo completamente le nostre menti su un problema, una sfida o un obiettivo, iniziamo a ottenere nuovi pensieri, idee nuove e notare possibilità mai viste prima.
Ne abbiamo tutti esempi nella nostra stessa vita - tempi in cui ci siamo trovati in situazioni apparentemente al di là delle nostre capacità e siamo rimasti sorpresi e felici da ciò che è venuto in mente. La maggior parte delle persone ama quelle esperienze, il che rende strano che non passiamo più tempo a buttarci volontariamente sopra le nostre teste.
Solo che la maggior parte delle persone non ottiene davvero il quarto hashtag ...

4.
"In questo mondo non si può dire nulla di certo, tranne la morte e le tasse".
-Benjamin Franklin

La ragione, o almeno così mi sembra, che pensiamo così raramente di rivolgerci al nostro genio innato nella vita di tutti i giorni è che non possiamo vedere la catena di causa ed effetto tra il nostro mirare in una direzione e l'innovazione e la creatività che inevitabilmente emergono quando lo facciamo. Di conseguenza, non ci fidiamo che la mente funzioni in questo modo e cerchiamo qualcosa di "più affidabile", come le migliori pratiche, gli strumenti di brainstorming o le strategie di accesso all'intuizione.
Ma se il genio è infinito, impersonale e reattivo, allora deve anche essere sempre disponibile.
In Creazione dell'impossibile ho scritto la seguente semplice regola empirica:

Quando inizi a muoverti nella direzione dei tuoi sogni, l'emergere di nuovi pensieri nuovi e sincronicità inattese (cioè "fortuna") è affidabile al 100% e imprevedibile al 98%.

Più vediamo questo, più ci affidiamo; più ci affidiamo, più affidabile lo riconosciamo. Ma non potremo mai fidarci completamente di esso semplicemente a causa della gamma imprevedibile di forme che assume.
Come ingegnere di una compagnia aerospaziale il cui team aveva imparato a fare affidamento sul genio innato mentre il loro ultimo strumento di risoluzione dei problemi diceva: “Ogni volta che rinunciamo a risolvere le cose con il nostro intelletto e le trasferiamo alla mente più profonda, funziona sempre - ma in qualche modo anche dopo tutti questi anni siamo sempre sorpresi che funzioni ”.
Contemplare perché il genio può presentarsi in modi così imprevedibili ci indica il nostro hashtag finale ...

5.
"Se ti apri al Tao,
sei tutt'uno con il Tao
e puoi incarnarlo completamente.
Se ti apri alla comprensione,
sei tutt'uno con intuizione
e puoi usarlo completamente ...

Apriti al Tao,
quindi fidati delle tue risposte naturali;
e tutto andrà a posto.
-Lao Tzu

Quando parlo di genio innato con i miei clienti, uso spesso il termine "intelligenza reattiva in tempo reale". È una specie di saggezza vivente che è sempre disponibile per noi nel momento ma accessibile solo raramente quando si cerca di guardare troppo lontano nel passato o pianificare troppo lontano nel futuro. Per dirla in modo più colloquiale, è facile mangiare ciò che è nel nostro piatto ora ma sinceramente impossibile mangiare ciò che era nel nostro piatto ieri o ciò che pensiamo sarà nel nostro piatto domani.
Meno siamo in contatto con questa saggezza vivente, più sembra che abbiamo bisogno di regole e regolamenti, piani quinquennali e strategie in sette fasi. Più siamo in contatto con esso, più agiamo in modo appropriato nel momento e più le cose sembrano funzionare come se fossero progettate.
Nel condividere questo in una conferenza di lavoro in una stanza piena di amministratori delegati e imprenditori, qualcuno ha alzato la mano e ha detto: "Se sbagliamo qualcosa nella nostra attività, ci sarebbero conseguenze nel mondo reale, ma sembra che ci stai dicendo che dovremmo semplicemente vola vicino al sedile dei nostri pantaloni. Non è irresponsabile?"

In altre parole, la mente è fatta per funzionare meravigliosamente, in modo creativo e reattivo in tempo reale.
In altre parole, la mente è fatta per funzionare meravigliosamente, in modo creativo e reattivo in tempo reale. L'energia e l'intelligenza dietro la vita sono le stesse cose di cui sono fatte le nostre vite. E usare la mente nel modo in cui è progettata per funzionare è l'uso più responsabile della mente che ci sia.

Con tutto il mio amore.

04/09/2019

Quattro caratteristiche importanti, oso dire strepitose, consigliate da Charlie Munger e ribadite da Warren Buffett - mica fuffa - per scegliere i propri collaboratori:

- Integrità
- Intelligenza
- Esperienza
- Dedizione

Se manca anche solo una di queste qualità, non è il collaboratore giusto.

"15 anni fa ho avuto un grande avanzamento di carriera in HR14 anni fa ho subito danni cerebrali 12 anni fa ho dovuto im...
21/08/2019

"15 anni fa ho avuto un grande avanzamento di carriera in HR
14 anni fa ho subito danni cerebrali
12 anni fa ho dovuto imparare a stare in piedi, parlare e camminare di nuovo
10 anni fa ero un senzatetto
6 anni fa mia moglie aveva il cancro
5 anni fa ero disoccupato a lungo termine
4 anni fa ho creato Delsion e ogni giorno da quando esiste sono grato di fare quello che faccio meglio sostenendo le organizzazioni in difficoltà per essere inclusivo.

Ricordate; le persone restano persone, il talento rimane talento e il potenziale rimane potenziale. Tutto si trasforma, per fortuna."

Julian John, Managing Director

Indirizzo

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Campi Bisenzio
50129

Telefono

0558953161

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