Giuseppe Papi Consulente Finanziario

Giuseppe Papi Consulente Finanziario Mi occupo di consulenza finanziaria per la clientela privata. Sono iscritto all’ Albo Unico dei Consulenti Finanziari.

Insieme ai miei clienti, individuiamo quali sono le esigenze di vita ed insieme costruiamo un piano finanziario per raggiungerle.

20/02/2026

⚠️LA CORTE SUPREMA ANNULLA I DAZI DI TRUMP

La Corte Suprema USA, con 6 voti a favore e 3 contro, ha dichiarato illegali i dazi imposti da Donald Trump, infliggendo un duro colpo all’elemento centrale della sua agenda economica. Con una decisione storica, la Corte ha affermato che Trump ha superato i suoi poteri, invocando l’International Emergency Economic Powers Act (IEEPA) per imporre dazi su numerosi partner commerciali degli Stati Uniti.

La Corte ha stabilito che l’IEEPA non conferisce al presidente il potere di imporre dazi, come sostenuto dall’amministrazione. La causa era stata avviata da gruppi di aziende americane e da 12 Stati, che avevano argomentato di essere stati danneggiati da questa misura.

La Corte non si è espressa sulla questione dei rimborsi. Se dovessero ve**re autorizzati, potrebbero ammontare fino a $170 miliardi, più della metà delle entrate totali generate dai dazi.

Il governo USA ha dichiarato che cercherà di sostituire i dazi utilizzando altri strumenti legali, seppur più complessi o limitati rispetto a quelli previsti dall’IEEPA. Il verdetto ha suscitato una reazione moderata sui mercati finanziari, con l’indice S&P 500 e il Nasdaq che stanno crescendo di meno di un punto percentuale, mentre il dollaro sta subendo una leggera flessione.

12/02/2026
30/01/2026
29/01/2026
21/01/2026

Nel 1904, a San Francisco, un immigrato italiano entrò in una banca elegante del centro.

Non chiese soldi per sé.

Chiese un piccolo prestito per un amico pescatore italiano.

L’uomo si chiamava Amadeo Giannini, figlio di due emigranti liguri. Lavorò, conobbe la fatica, conobbe la comunità italiana.

La risposta che ricevette fu fredda, umiliante: gli immigrati non sono affidabili.

Non hanno garanzie e non sono “adatti”.

Quel giorno Giannini capì una cosa semplice e feroce: le banche non sono fatte per chi lavora con le mani.

Così fece qualcosa di impensabile.
Non protestò nè si lamentò!
Decise di costruire una banca diversa.

Nacque così la Bank of Italy.

Una banca pensata per chi nessuno voleva aiutare: muratori, pescatori, contadini, immigrati italiani che parlavano poco inglese ma mantenevano famiglie intere.

Poi arrivò il terremoto del 1906.
San Francisco bruciò e le banche chiusero.

Giannini no.

Recuperò il denaro dalle casseforti, lo caricò su un carretto e iniziò a prestare soldi per strada, a fiducia.

Una stretta di mano.

Una parola data.

Con quei prestiti la città si rialzò. Con quella fiducia nacque qualcosa di enorme.

Anni dopo, la Bank of Italy cambierà nome.
Diventerà Bank of America.

La più grande banca degli Stati Uniti. Fondata da un italiano perché un giorno, a un pescatore, era stato detto di no.

Questa non è una storia di finanza. È una storia di dignità. Di emigranti. Di valigie leggere e schiene piegate.

E di come, a volte, chi viene escluso finisce per cambiare il mondo! ❤️

20/12/2025
18/12/2025
07/11/2025
16/10/2025

Dopo aver ingerito 22 kg di plastica, risulta parecchio difficile portare a termine una gravidanza.

Ma a te poco importa e continui a nuotare, con quel peso nello stomaco e con un cucciolo nell'utero.

C'è un capodoglio che sta per raggiungere le coste della Sardegna; trasporta rifiuti e un feto di 2,50 m; marcio, decomposto.

Il suo ventre è un contenitore di morte, il suo intero corpo è un treno che viaggia su binari di microplastiche: racchiude miseria e pezzetti di umanità monouso, incrostati di sugo e sangue.

La speranza di diventare madre è stata schiacciata e compressa da tonnellate di rifiuti di plastica, dai sacchetti della spazzatura ai flaconi di detersivo, dalle reti alle lenze da pesca, dai piatti ai tubi corrugati per impianti elettrici: lerciume umano.

C'è un capodoglio senza vita arenato su una spiaggia, vicino a Porto Cervo.

Si tratta di una femmina, lunga circa otto metri, gravida, probabilmente morta anche a causa di una grave ostruzione gastrica.

Frequentava il Canyon di Caprera, un crepaccio profondo situato sotto le acque del Mediterraneo, pieno di rifiuti galleggianti che assomigliano a calamari.

Lì i capodogli mangiano, partoriscono e si trasformano in discariche viventi.

E mentre le vittime antropogeniche si decompongono al sole, saturando l'aria di gas e di fluidi dall'odore dolciastro,
la plastica continua a sbriciolarsi, a rilasciare frammenti di piccole o medie dimensioni.

Quelle pallide carcasse di origine antropica sono vascelli in miniatura che trasportano inquinanti organici persistenti e specie aliene.

La plastica fornisce un substrato ideale per la proliferazione di organismi sessili e microrganismi; la plastica adsorbe e concentra metalli pesanti, idrocarburi policiclici aromatici, PCB e DDE.

Può depositarsi su colonie di coralli e vegetali, interferendo con la penetrazione della luce e con i processi fotosintetici.

La plastica strozza e intrappola gli animali, ostacola i loro movimenti e le attività di predazione e riproduzione.

In un punto inaccessibile della Cornovaglia, lungo la costa bagnata dal Mar Celtico, c'è una foca grigia che è stata quasi decapitata da una massa di rifiuti e reti fantasma: 35 kg di spazzatura attorcigliata intorno al collo di un pinnipede.

A Fort Myers Beach, in Florida, c'è un delfino morto che ha un tubo della doccia di 60 cm incastrato nell’esofago.

A Buenos Aires, una tartaruga verde sta defecando filamenti di plastica; al largo del Costa Rica, su una piccola imbarcazione, un biologo marino sta cercando di rimuovere una cannuccia dalla narice di un'altra tartaruga marina.

C'è un giovane zifio che vomita un grumo di sangue dopo aver accumulato 40 kg di spazzatura; in Indonesia, 115 bicchieri, due infradito e 25 sacchetti di plastica arredano il sistema digerente di un altro capodoglio.

Lo stomaco di un animale marino è un mercatino dell'usato, un negozio di cianfrusaglie in cui è possibile trovare diversi oggetti di uso quotidiano, soprattutto in plastica monouso: bicchieri, bottiglie, buste, piatti, tubi, detersivi.

Quando arriva la bassa marea, in questo oceano di polimeri sintetici, il mare si ritira, «lasciando la spiaggia umida e scivolosa, coperta di alghe, lattine arrugginite, profilattici marciti, bottiglie, boe fracassate»* e carcasse di cetacei, tartarughe e pinnipedi che spurgano lordura umana.

🌻

Ogni anno almeno 8 milioni di tonnellate di plastica finiscono negli oceani del mondo e, ad oggi, si stima che vi siano più di 150 milioni di tonnellate di plastica nei mari, generando un significativo accumulo di rifiuti anche nell’ambiente marino.

A causa dei lenti tassi di degradazione negli oceani, la plastica può persistere per anni, decenni o addirittura svariate centinaia di anni.

La plastica si frammenta in pezzi piccolissimi attraverso l’azione meccanica del moto ondoso, dell’impatto con le rocce e/o attraverso la fotolisi.

Una bottiglia d’acqua può impiegare fino a 450 anni per degradarsi completamente, una bustina della spesa circa 10-20 anni; reti e lenze da pesca fino a circa 1000 anni.

Il risultato è che l’inquinamento da plastica negli oceani è oggi presente quasi ovunque, rappresentando così un problema di portata globale.
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* La lunga marcia; S. King.

Riferimenti:

[1] Haram, L.E., Carlton, J.T., Centurioni, L. et al. Emergence of a neopelagic community through the establishment of coastal species on the high seas. Nat Commun 12, 6885 (2021).

[2] Biologia marina (Terza edizione), R. Danovaro.

Indirizzo

Via San Giovanni 19
Campobasso
86100

Orario di apertura

Lunedì 09:00 - 13:00
15:00 - 17:00
Martedì 09:00 - 17:00
Mercoledì 09:00 - 17:00
Giovedì 09:00 - 17:00
Venerdì 09:00 - 17:00

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