31/05/2026
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Fisco e intelligenza artificiale: l’Agenzia delle Entrate smentisce i controlli automatizzati sui social e sui conti correnti
L’Agenzia delle Entrate interviene ufficialmente per chiarire alcune ricostruzioni giornalistiche diffuse negli ultimi giorni in merito a presunti controlli fiscali effettuati mediante sistemi di intelligenza artificiale applicati ai social network e ai movimenti bancari dei contribuenti.
Con il comunicato stampa del 27 maggio 2026, l’Amministrazione finanziaria ha definito “del tutto fantasiose” le notizie relative a un presunto monitoraggio automatizzato dei profili social e dei conti correnti attraverso algoritmi evoluti o sistemi di IA destinati all’analisi dei comportamenti dei contribuenti.
Nel dettaglio, l’Agenzia ha precisato che l’ordinamento italiano non consente attività di “data scraping” sui social network, vale a dire l’acquisizione automatizzata e sistematica di dati pubblicati sulle piattaforme digitali. Proprio per tale ragione, il Fisco ha escluso di aver mai avviato iniziative finalizzate al controllo massivo dei contenuti presenti sui profili social dei cittadini.
La smentita riguarda anche l’esistenza di un presunto algoritmo denominato “Verifica rapporti addestrati”, che secondo alcune indiscrezioni sarebbe stato utilizzato per elaborare automaticamente bonifici, spese, versamenti bancari e acquisti di beni di lusso. L’Agenzia ha chiarito che tale sistema non esiste e che non sono in uso strumenti di intelligenza artificiale destinati ad analizzare in maniera automatizzata i movimenti finanziari dei contribuenti.
Nel comunicato viene inoltre richiamato il rispetto della normativa nazionale ed europea in materia di protezione dei dati personali, nonché della Legge n. 132/2025, che vieta l’utilizzo di sistemi di intelligenza artificiale per l’adozione automatica di provvedimenti amministrativi.
La presa di posizione dell’Agenzia delle Entrate assume particolare rilievo in una fase storica caratterizzata dalla crescente diffusione dell’intelligenza artificiale anche nell’ambito delle attività pubbliche e amministrative. Il chiarimento mira infatti a evitare allarmismi e interpretazioni distorte circa l’impiego delle nuove tecnologie nei controlli fiscali, ribadendo che eventuali attività istruttorie devono comunque svolgersi nel rispetto delle garanzie previste dall’ordinamento.
Resta fermo che l’Amministrazione finanziaria continua a utilizzare strumenti informatici e banche dati già previsti dalla normativa tributaria per le ordinarie attività di analisi del rischio e contrasto all’evasione, ma senza ricorrere ai meccanismi automatizzati descritti dalle recenti ricostruzioni giornalistiche.
Il tema dell’utilizzo dell’intelligenza artificiale nella Pubblica Amministrazione rimane comunque centrale anche per il futuro, soprattutto con riferimento all’equilibrio tra innovazione tecnologica, tutela della privacy, trasparenza amministrativa e garanzie del contribuente.
Riferimenti:
* Comunicato stampa Agenzia delle Entrate del 27 maggio 2026
* Legge n. 132/2025