16/04/2021
[PERCHÉ ADERIRE ALLA CAUSA CIVILE DELLE PARTITE IVA CONTRO IL MINISTERO DELLA SALUTE]
È noto che l’assenza di un piano pandemico adeguato abbia avuto nel nostro paese conseguenze catastrofiche, non solo dal punto di vista sanitario ma anche dal punto di vista socio-economico; tutto questo mentre nel 2017 l’Italia aveva candidamente dichiarato all’Europa di non avere mai effettuato un’analisi sull’impatto pandemico sulle attività produttive e di non disporre di un piano di recovery.
Le gravi conseguenze di simili omissioni sono tanto più macroscopiche se si pensa all’irrisorietà dei ristori (a volte solo nominali) approntati dal Governo rispetto alle perdite che gli imprenditori hanno concretamente ed effettivamente dovuto subire.
È per questo che abbiamo deciso di promuovere un’azione contro i Dicasteri e le istituzioni governative responsabili che con la loro negligenza hanno compromesso, passate la metafora, la “cartella clinica” di centinaia di migliaia di partite Iva.
È un dato inconfutabile che l’Italia non avesse un piano pandemico nazionale adeguato che contemplasse anche la parte relativa alla pianificazione e programmazione economica, vale a dire valutasse l'impatto prima e la risposta poi della pandemia sulle conseguenze economiche e sociali, nonostante all'Unione Europea ed all'OMS fosse stato dichiarato esattamente il contrario nei questionari di autovalutazione inviati nel corso degli anni, e peraltro non sempre, in violazione della normativa europea ed internazionale.
Tutto questo si è tradotto nella mancata pianificazione del budget da accantonare per sostenere le perdite delle imprese a loro volta costrette, in assenza di una programmazione ragionata e razionale, a chiusure, a volte irrazionali, per tempi prolungati oltre misura.
Queste carenze e violazioni hanno avuto come conseguenza i noti lock down subiti dalle attività economiche che ne hanno provocato il collasso finendo per asfissiare il sistema economico con immanenti danni alle attività ed imprese autonome, comunque sia irreparabili rispetto ai mesi pregressi.
Mentre la campagna vaccinale prosegue ma a rilento rispetto alla sua concezione (tenuto conto anche dei dati degli altri paesi), le cosiddette riaperture stagnano nell’incertezza mentre, paradossalmente, le scadenze fiscali sono state confermate.
La violazione di legge che l'Italia ha posto in essere e le politiche regionali inerenti la trasmissione dei dati dei contagi costituiscono il fondamento per un'azione collettiva di risarcimento dei danno subiti a carico del Governo.
Chi non ha fatto e avrebbe dovuto fare, ora deve risarcire.
E' quanto stiamo approntando sulla scorta di documentazione ufficiale di cui solo il team legale, che instaurerà e seguirà l'azione giudiziaria e della cui attività professionale ci avvarremo, è in possesso, considerata l'attività di ricerca ed analisi che da un anno sta ininterrottamente svolgendo e che ha già portato all'instaurazione di un giudizio civile avanti il Tribunale di Rima per oltre 500 familiari di vittime Covid provenienti da tutta Italia.