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GeoTapp official GeoTapp trasforma le ore di lavoro sul campo in prove certifiche e verificabili al 100%. Dimentica contestazioni su pag

Software italiano per field service: pianificazione con Flow, timbrature GPS sicure con TimeTracker, verifica matematica con Verifier.

Dopo che la nuova legge ha reso obbligatoria l'informativa di sicurezza per chi lavora in smart working, in molte aziend...
18/06/2026

Dopo che la nuova legge ha reso obbligatoria l'informativa di sicurezza per chi lavora in smart working, in molte aziende è successa una cosa prevedibile. Qualcuno ha cercato in rete un modello, lo ha scaricato, ha cambiato l'intestazione con il nome dell'impresa, lo ha fatto firmare e ha archiviato tutto con un certo sollievo. Pratica chiusa. Peccato che, fatta così, quell'informativa non protegga quasi nessuno.

Vale la pena ricordare cos'è davvero questo documento, perché il sollievo di chi lo archivia nasce da un equivoco. L'informativa non è un adempimento da spuntare, è la fotografia dei rischi che corre una persona quando lavora in un ambiente che tu non controlli. Se la fotografia ritrae una casa generica e non quella del tuo dipendente, hai un foglio, non una tutela.

Per essere qualcosa di più di carta deve descrivere i rischi reali: la postazione al videoterminale, l'illuminazione, la seduta, le pause. Deve essere scritta in un italiano che il lavoratore capisce, non in burocratese. E deve arrivare a due destinatari, il lavoratore e il rappresentante per la sicurezza, non solo nel cassetto dell'ufficio.

Poi c'è la parola che quasi tutti dimenticano: aggiornamento. La legge chiede di rivedere l'informativa almeno una volta l'anno. Un documento firmato a gennaio e mai più toccato, davanti a un ispettore che lo guarda a novembre, racconta una cosa sola: che dopo la firma nessuno ci ha più pensato. Un'informativa vecchia non è mezza valida, è un'informativa che dichiara la tua disattenzione.

Ma il punto più sottile è un altro, e quasi nessuno lo vede. L'informativa risponde alla domanda quali rischi, e lascia scoperta la domanda quando e dove si è lavorato davvero. Il giorno in cui c'è un infortunio in quella che doveva essere una pausa, o una contestazione sulle ore, quella seconda domanda pesa esattamente quanto la prima. Avere l'informativa perfetta e non sapere quando si è lavorato è come avere il manuale dell'estintore appeso bene in vista, e l'estintore, chissà, forse in cantina.

Mettere al sicuro la teoria è metà del lavoro. A mettere al sicuro i fatti serve altro: una traccia di quando una giornata di lavoro agile è iniziata e da dove, registrata senza che nessuno debba ricordarsela. Non per controllare le persone, ma per avere un dato al posto di un ricordo il giorno in cui qualcuno fa una domanda scomoda. È qui che entra GeoTapp: un tocco per aprire la giornata, un tocco per chiuderla, e resta un dato geolocalizzato che racconta quando e dove si è lavorato, a casa come in cantiere.

Così l'informativa e la traccia delle ore finiscono nello stesso fascicolo, e quel fascicolo, davanti a un ispettore, risponde a tutte e due le domande, non solo a metà. Prima di considerare la pratica chiusa, fatti due domande oneste: l'informativa che hai fatto firmare descrive davvero la situazione dei tuoi, ed è stata aggiornata di recente? E sapresti dire quando hanno lavorato? Se una delle due risposte vacilla, è da lì che conviene ripartire.

https://geotapp.com/blog/2026/06/18/informativa-smart-working-guida-pratica/

C'è una domanda che prima o poi si fa ogni titolare che mette un'app con il GPS in mano alle squadre. Fin dove posso gua...
16/06/2026

C'è una domanda che prima o poi si fa ogni titolare che mette un'app con il GPS in mano alle squadre. Fin dove posso guardare? Posso vedere dove sono i miei in questo momento? Posso sapere quanto si fermano a pranzo? È legittima, e da lì dipende se la geolocalizzazione che hai introdotto è uno strumento di lavoro o un problema che ti sei comprato in casa.

La risposta breve è che puoi vedere molto meno di quanto immagini, e molto meno di quanto la tecnologia ti permetterebbe. Il fatto che un sistema sia capace di mostrarti la posizione di una persona ogni dieci secondi non significa che tu possa guardarla.

In mezzo, tra il potere tecnico e il diritto di farlo, ci sono l'articolo 4 dello Statuto dei Lavoratori e il GDPR. Il primo dice che gli strumenti da cui può derivare un controllo a distanza non si installano a piacere: servono un accordo sindacale o l'autorizzazione dell'Ispettorato, e una finalità precisa. Il secondo aggiunge la regola che più di tutte viene ignorata, la minimizzazione: raccogli il minimo indispensabile per lo scopo, e nient'altro.

Qui sta il punto che cambia tutto. Ogni dato che raccogli senza una vera ragione non è un dato in più a tua disposizione, è un rischio in più sulle tue spalle. Davanti al Garante, la posizione di un dipendente registrata a contratto finito non è una prova di efficienza, è una violazione. Più cose vedi senza motivo, più sei esposto.

Detto in concreto: puoi sapere che un intervento è iniziato e finito, e dove. Puoi avere la prova che la squadra era sul posto del cliente. Puoi ricostruire le ore lavorate per cantiere. Quello che non puoi, e non devi volere, è il pedinamento. La posizione in tempo reale come abitudine, il tracciamento fuori orario, la mappa dei movimenti personali: sono cose che nessuna finalità legittima ti chiede.

La buona notizia è che la conformità non deve essere una rincorsa quotidiana fatta di buon senso e paura. Può essere una scelta fatta una volta sola, quando scegli lo strumento. Un sistema costruito sul geofencing registra l'arrivo e la partenza dal cantiere e si ferma lì. Non ti mette davanti un dato che non dovresti guardare, semplicemente perché non lo raccoglie.

GeoTapp è pensato così. La geolocalizzazione è legata all'inizio e alla fine dell'intervento, non a un filo che insegue la persona tutto il giorno. La domanda fin dove posso guardare smette di essere un'ansia, perché lo strumento guarda solo dove è giusto guardare. A te resta quello che ti serve davvero: la certezza di dove e quando un lavoro è stato fatto.

Quindi, prima di aprire l'app e cercare il puntino di un tuo dipendente sulla mappa, una domanda onesta: quel dato ti serve per lavorare, o ti serve solo per sapere? Se è la seconda, è meglio non averlo proprio.

https://geotapp.com/blog/2026/06/16/geolocalizzazione-privacy-datore-lavoro/

Sono le 10:18 di un martedì freddo e umido sopra Brescia. Sei il capocantiere, stai tirando su il primo piano di una pal...
11/06/2026

Sono le 10:18 di un martedì freddo e umido sopra Brescia. Sei il capocantiere, stai tirando su il primo piano di una palazzina in subappalto, e ti squilla il telefono. È il direttore lavori del committente: vuole sapere subito, adesso, chi è presente per la riunione di sicurezza. Tu apri il cancello, guardi la baracca, vedi tre persone. Le altre quattordici dovrebbero essere sparse tra i piani e il piazzale. Dovrebbero.

Sulla carta in cantiere ci sono diciassette persone: i tuoi muratori, una squadra di carpentieri in subappalto, tre elettricisti. Ma chi è entrato davvero stamattina, in tempo reale, non lo sai. Vai a memoria. Mauro ti aveva detto cinque, ma uno ha preso un permesso. Il caposquadra dei carpentieri non risponde perché è dietro il muro perimetrale, dove il segnale non prende. Gli elettricisti li hai visti arrivare alle 7:50, ma uno è uscito a prendere un materiale e non sai se è tornato.

Questa è la scena vera del cantiere edile in Italia, non quella patinata dei brochure con i tablet brillanti. È il capocantiere che il venerdì pomeriggio insegue i caposquadra col telefono in mano, ricostruendo a memoria chi c'era quale giorno e per quante ore. E quel foglio, compilato così, è la base con cui la tua impresa fattura le giornate uomo al committente generale. Se sbagli per difetto perdi ricavo. Se sbagli per eccesso il GC contesta la fattura. In ogni caso, perdi credibilità.

Il foglio cartaceo non regge la complessità del cantiere per tre motivi: la frammentazione delle squadre (su un lotto ci sono in media tra quattro e otto imprese diverse), la mobilità degli operai tra più cantieri nella stessa settimana, e la rotazione su micro-zone, due ore in fondazione, tre al primo piano, una al magazzino. Su tutto questo, il caposquadra registra il dato grezzo: c'era, otto ore, firmato. Ma se il committente chiede come si scompongono le trentacinque ore di una lavorazione tra le persone, il dato non ce l'hai.

La timbratura a geofence cambia la regola del gioco. Il capocantiere traccia un perimetro virtuale sulla mappa, tipicamente cinquanta o cento metri attorno al lotto. Il lavoratore arriva nel raggio e con un singolo tap registra la presenza. L'app rifiuta il tap se la posizione GPS non è dentro il perimetro: niente timbrature da casa, niente errori in buona fede. Una foto frontale al primo tap di giornata inchioda l'identità di chi entra, così il telefono passato al collega in ritardo smette di funzionare.

A fine settimana non hai più un foglio con scritto Mauro quaranta ore. Hai un report che ti dice: diciotto ore al primo piano in muratura, dodici in fondazione, otto di movimentazione materiali. Quella granularità ti permette di fatturare al GC ogni voce contrattuale senza margini di contestazione, e diventa un PDF brandizzato con orari, coordinate e foto, da allegare alla fattura. Quel PDF rende il dato incontestabile e segnala al committente che la tua impresa è strutturata. La contrattazione sui saldi cambia tono.

Torniamo a martedì alle 10:18, ma stavolta con l'app installata. Il direttore lavori chiama, tu apri il telefono ed entri nella dashboard del cantiere: sedici presenti, uno in pausa registrata, quattordici al primo piano, due in fondazione. Vedi nome, squadra, impresa e orario di ingresso di ciascuno. Cammini verso la baracca, gli fai vedere lo schermo, lui annuisce e firma. Cinque minuti che prima ti costavano venti telefonate.

La domanda, alla fine, è semplice: il venerdì pomeriggio vuoi continuare a ricostruire le presenze a memoria, o vuoi un foglio cantiere che si chiude da solo?

https://geotapp.com/blog/2026/05/19/app-presenze-cantiere-gps/

C’è un documento, uscito dal Ministero del Lavoro a fine marzo 2026, che molti titolari di imprese di pulizie non hanno ...
10/06/2026

C’è un documento, uscito dal Ministero del Lavoro a fine marzo 2026, che molti titolari di imprese di pulizie non hanno ancora aperto. Si chiama Decreto Direttoriale numero 25, porta la data del 30 marzo, e a prima vista sembra l’ennesima tabella ministeriale buona per gli uffici. In realtà tocca una cosa molto concreta: quanto, secondo lo Stato, costa un’ora di lavoro nel tuo settore. Partiamo dal nome, perché anche lì c’è un equivoco da chiarire.

https://geotapp.com/blog/2026/06/10/decreto-25-2026-tabelle-costo-lavoro/

Il cliente ti chiama il lunedì mattina: "nessuno è venuto venerdì". L'hai mandato tu. Lo sai. Ma non hai prove.In quel m...
13/05/2026

Il cliente ti chiama il lunedì mattina: "nessuno è venuto venerdì". L'hai mandato tu. Lo sai. Ma non hai prove.

In quel momento perdi due cose: i soldi della prestazione e la calma di una settimana.

GeoTapp risolve la cosa alla radice. Ogni volta che il tuo team entra in un sito, il telefono registra automaticamente posizione GPS, ora esatta e foto del lavoro fatto. Al cliente arriva un rapporto firmato che può verificare con un link. Senza account, senza dubbi.

E non si tratta solo di proteggere te. Il lavoratore firma l'informativa prima dell'attivazione e il GPS si accende solo in orario di lavoro. Tutto conforme al Garante Privacy. Niente sorprese, niente WhatsApp privato sui telefoni personali dei dipendenti.

Funziona anche dove il segnale non c'è (sottosuoli, parcheggi, capannoni). Rileva i tentativi di falsificazione GPS. È pronto in 30 secondi con la sola email.

Provalo gratis per 14 giorni: 👉 https://geotapp.com/trial

Sabato sera. Domenica mattina. Cinque sviluppatori, troppe pizze ordinate male, e una caffettiera senza pace.Per noi è s...
11/05/2026

Sabato sera. Domenica mattina. Cinque sviluppatori, troppe pizze ordinate male, e una caffettiera senza pace.

Per noi è stato un weekend di fuoco. Per i nostri clienti è un aggiornamento Flow che cambia parecchio.

Non un changelog tecnico — racconto cosa cambia nella giornata di chi gestisce squadre sul campo:

→ Commesse-spot e progetti ricorrenti finalmente nello stesso calendario, con wizard di ricorrenza ed eccezioni festive

→ "Termina lavoro" è un tap. Da lì parte tutto da solo: ZIP firmato ECDSA, deposito cloud, email automatica al cliente con il vostro logo. Voi siete già a tavola

→ Pagina Report ricostruita da zero. Filtri seri (data, cliente, dipendente, stato, sede), download bulk fino a 200 archivi, export CSV aggregato

→ Anagrafica cliente cresciuta: P.IVA con validazione, codice SDI, PEC, lista email automatiche per i report di chiusura, persino il logo del cliente per report brandizzati

→ Calendario telefono che ringrazia: il TimeTracker mobile sincronizza nativamente con Google Calendar e Apple Calendar

→ Notifiche push che arrivano davvero, anche su Samsung e Xiaomi che prima le ammazzavano nel sonno

→ Un sistema "Traguardi" che ha portato il completamento dell'onboarding dal 32% al 78% nei test pilota

E poi ottanta micro-fix invisibili — la cosa che non vedrete ma sentirete.

La promessa dietro tutto questo: quando un'azienda sceglie un software per gestire commesse e operai, sceglie di affidarci la propria operatività quotidiana. È un atto di fiducia.

Questo aggiornamento è un modo concreto di dire che chi vi ha venduto Flow non sparirà.

Quale di questi miglioramenti vi servirebbe di più nella vostra azienda? Curiosi di leggervi nei commenti.

Per chi vuole tutti i dettagli, ho scritto la versione lunga sul blog → https://geotapp.com/blog/aggiornamento-maggio-2026-flow-commesse-progetti/

E qui per provarlo gratis 14 giorni, senza carta → https://geotapp.com/it/trial/


Il tuo tecnico ha lavorato 3 ore. Il cliente dice 20 minuti.Chi ha ragione? Dipende da chi ha le prove.GeoTapp e l'unico...
07/05/2026

Il tuo tecnico ha lavorato 3 ore. Il cliente dice 20 minuti.

Chi ha ragione? Dipende da chi ha le prove.

GeoTapp e l'unico sistema di timbratura GPS con anti-spoofing integrato, report sigillati verificabili dal cliente e — da oggi — firma dell'informativa privacy direttamente in-app, in 11 lingue. Zero carta, zero sanzioni.

Prova gratis 14 giorni, nessuna carta di credito: geotapp.com/it/trial

04/05/2026

Usi un'app GPS per le timbrature dei tuoi tecnici? Bene. Ma hai fatto firmare l'informativa privacy a ognuno di loro? Perché se la risposta è no, stai rischiando una sanzione fino al 4% del fatturato. Non lo diciamo noi — lo dice il GDPR, il Garante Privacy e l'Art. 4 dello Statuto dei Lavoratori. La maggior parte dei software GPS ti dà l'app e basta. Il problema legale? Affar tuo. GeoTapp no. Quando inviti un dipendente, l'informativa si genera in automatico, si fa firmare digitalmente e il GPS si sblocca solo dopo la firma. Zero carta. Zero rischio. Zero scuse. Scorri le slide per scoprire i 5 motivi per cui un sistema GPS professionale ti serve davvero — e perché non basta "un'app qualsiasi". 🔗 Link in bio per provare gratis 14 giorni.

Indirizzo

Via Guglielmo Marconi, 6
Castel Mella
25030

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