Radiocusina

Radiocusina Foodnet Che cosa hai in mente?"
"Non lo so, ma ascolto Radio Cucina e qualcosa troverò"
"Radio Cucina? Che cos'è? E' una radio davvero?

Erano ancora la su, sui monti, quando il suo mentore delle erbe selvatiche nonché cuoco errante Dimitri Gris gli comunicò: "devo cambiare aria, altre mete, nuove cucine"
Risposi: "di già? Esiste?"
"No, è come per dire la nostra rete di comunicazione interna tra cuochi e anime p***e"
"Figo" risposi. Decisi così di prendere lo spunto di Dimitri e renderlo GLOCAL: "A Cusina Veneta" che ricordava un

po' la "cuisine" francese o la "cocina" sp****la ma con quella parola Radio che internazionalizzava tutto e tutti. Fu così che nacque RADIOCUSINA
ND

Come si rende la cucina italiana davvero sostenibile? Da questa domanda nasce Agrirêve , il sogno di una filiera aliment...
20/04/2026

Come si rende la cucina italiana davvero sostenibile?
Da questa domanda nasce Agrirêve , il sogno di una filiera alimentare unita verso un unico obiettivo: costruire un mondo migliore.
È un cambiamento che passa da scelte concrete:
•⁠ ⁠sostenere produttori locali che rispettano l’ambiente
•⁠ ⁠passare dall’essere consumatori a co-produttori
•⁠ ⁠usare la cucina come linguaggio
•⁠ ⁠riscoprire il ruolo dei cuochi come ambasciatori
👉 Leggi l'articolo per saperne di più e, se ti va, dimmi cosa ne pensi: da dove possiamo iniziare per cambiare davvero il nostro modo di mangiare?

Agrirêve è il sogno di una cucina italiana sostenibile, dove produttori, cuochi e consumatori sono uniti per costruire un futuro migliore.

Dove nasce davvero la cucina italiana?Non dai palati raffinati delle corti, quella è la cucina francese.La cucina italia...
10/04/2026

Dove nasce davvero la cucina italiana?
Non dai palati raffinati delle corti, quella è la cucina francese.
La cucina italiana nasce nelle case, dalle mani di donne che, con tecniche tramandate nel tempo, hanno saputo trarre il massimo da ingredienti semplici e spesso scarsi.
È da qui che nasce Cucina Madre , un manifesto che rimette al centro ciò che troppo spesso dimentichiamo: materia prima, tecnica e creatività .
Non è solo un modo di cucinare, ma un modo di vivere la cucina ogni giorno.
Leggi l’articolo e dimmi cosa ne pensi 👇

Scopri Cucina Madre, il manifesto della cucina di Nicola Dinato: la cucina italiana che rimette al centro ingredienti, tecnica e creatività.

https://mentali.net/
09/03/2026

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Alimentali: luxury tradition. Perché mangiare bene iniziadalla scelta giusta. Orario UfficiLunedì – Venerdì 8 – 15 ConsegneLunedì – Venerdì 7 – 17Sabato 8 – 14 Fai la tua spesa Il sapore autentico dell’Italia,raccontato con passione. Ogni ingrediente che selezioniamo porta con sé u...

https://www.identitagolose.it/sito/it/44/41202/dallitalia/il-mito-delleroismo-in-cucina-appunti-per-una-rilettura-necess...
11/02/2026

https://www.identitagolose.it/sito/it/44/41202/dallitalia/il-mito-delleroismo-in-cucina-appunti-per-una-rilettura-necessaria.html?_gl=1*143ynmw*_up*MQ..*_ga*MTYzOTk3MzcyMi4xNzcwODQwNzEx*_ga_ETRESG9H8Y*czE3NzA4NDA3MDkkbzEkZzAkdDE3NzA4NDA3MDkkajYwJGwwJGgw

Il mito dell’eroismo in cucina ha origini più antiche di quanto si creda, e nasce in parte da un episodio sorprendentemente concreto: il modo in cui una disciplina militare è stata trasferita al cuore della gastronomia. Alla fine del X

09/09/2025

Nonna Bruna è il coronamento di anni di lavoro di una coppia della provincia trevigiana che si è dedicata alla passione per il buon cibo e per la tavola

23/08/2025

Aria Fritta: il termine vi riporterà sicuramente al clamore mediatico scatenato dal New York Post e da altri media internazionali. Ma chi si cela dietro ques...

21/08/2025

Sono vent’anni che vivo in cucina. Vent’anni di notti insonni, mani segnate dal fuoco, profumi che non mi hanno mai lasciato addosso, sacrifici e gioie che solo questo mestiere sa regalare. Quando ho iniziato, la ristorazione era un’arte dura e fiera: c’era disciplina, c’era rispetto, c’era un senso di appartenenza che oggi faccio fatica a ritrovare.

Il mio percorso è stato fatto di gavetta, di lunghi silenzi in cucina e di pochi sorrisi concessi solo a fine servizio, quando la sala si svuotava e rimaneva la stanchezza dolce dell’aver dato tutto. Ho visto cambiare mode, ingredienti, tendenze: dal trionfo delle nouvelle cuisine alle ossessioni per la molecolare, fino alla mania dei social che oggi rischia di ridurre la cucina a spettacolo più che sostanza.

Ma la verità, quella che mi pesa dentro, è che non è cambiata solo la ristorazione: è cambiata la generazione che dovrebbe ereditarla. Oggi i ragazzi che entrano nelle cucine arrivano disorientati, privi di fondamenta. Non è colpa loro: nessuno gli ha dato le basi. Le scuole alberghiere, che una volta erano fucine di mestiere e carattere, oggi sembrano aver perso la forza di formare. È come se ci fossimo dimenticati che il cuoco non nasce sui palchi televisivi, ma tra i banchi, con i coltelli consumati e le pentole annerite.

Per questo credo che noi chef con esperienza, anche chi ha guadagnato le stelle, dovremmo tornare lì, nelle aule delle scuole, tra i corridoi che odorano di caffè e di brodo, e ricominciare da capo. Perché non possiamo permetterci di lasciare un buco nero generazionale, un vuoto che rischia di inghiottire il futuro dell’ospitalità italiana. Un Paese che ha fatto del cibo e dell’accoglienza la sua bandiera non può scivolare nell’anonimato.

Il mio percorso mi ha insegnato che l’ospitalità è prima di tutto umanità: non è solo un piatto servito alla perfezione, ma è uno sguardo, una mano che porge, una storia che si racconta attraverso il cibo. Oggi, purtroppo, la macchina dell’ospitalità sembra inceppata. C’è una mancanza di visione, una corsa all’apparenza, un’ossessione per il risultato immediato che ha spogliato questo mestiere del suo senso più vero: la dedizione paziente e quotidiana.

Vent’anni fa eravamo ragazzi che imparavano sbagliando, che rispettavano i maestri, che sapevano che ogni servizio era una lezione. Oggi vedo giovani stanchi prima ancora di iniziare, confusi da un mondo che li illude con promesse di gloria facile. E sento che il nostro dovere è riportarli sulla strada giusta, quella fatta di fatica e di soddisfazioni autentiche, di studio, di artigianato e di umiltà.

Non so se avrò le forze per altri vent’anni così, ma so che quello che ho vissuto non può andare perso. Se questo è un buco nero generazionale, allora noi dobbiamo accendere la luce: nelle cucine, nelle scuole, nelle coscienze. Perché la ristorazione italiana non è un mestiere: è un patrimonio culturale.

E un patrimonio si custodisce, si tramanda, si insegna. Sempre.

19/02/2025

Gordon Ramsay si riprende uno dei ristoranti in cui è nata la sua carriera: il Le Gavroche.

Indirizzo

Castelfranco

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