26/11/2019
ECONOMIA CIRCOLARE: ANDIAMO NELLA DIREZIONE GIUSTA?
La teoria dell’economia circolare nasce dall’esigenza ormai consolidata di un nuovo modello di sviluppo economico che superi quello oggi dominante, dell’economia lineare in cui la vita di un prodotto è costituita da quattro fasi: estrazione, produzione, consumo e smaltimento.
Lo schema dell’economia lineare si è dimostrato infatti insostenibile a livello economico e ambientale per diversi motivi: l’utilizzo di risorse limitate, l’inquinamento dei processi produttivi e la produzione di rifiuti.
L’economia circolare mira a superare questi limiti unendo gli aspetti di sviluppo economico a quelli di tutela ambientale minimizzando il prelievo di risorse dall’ambiente naturale e riducendo il più possibile l’immissione di rifiuti con l’obbiettivo finale di chiudere il ciclo produttivo, generando valore e mitigando i rischi per l’ambiente.
Molto bene… definiti gli obbiettivo e identificando il nuovo modello economico, si tratterebbe di metterlo in atto per porre rimedio e contenere i danni prodotti dall’economia lineare e garantire un futuro alle prossime generazioni. Il percorso purtroppo non è così semplice e immediato, studi recenti dimostrano che oggi solo il 6% dell’economia reale è in grado di evolversi al concetto della filiera circolare, mentre la stragrande maggioranza dei processi si basa ancora su modelli difficilmente sostenibili.
A ricoprire un ruolo centrale nello sviluppo di un modello di economia circolare sono i rifiuti, se ormai il mercato del recupero e del riciclo è consolidato in Europa, quello su cui bisogna lavorare è l’intero mondo imprenditoriale che deve iniziare a ripensare le fasi di progettazione, produzione, commercializzazione dei prodotti e lo sfruttamento delle risorse; solo così potremo alzare la percentuale di processi virtuosi e circolari.
L’economia circolare è un modello giovane e necessiterà di diverse evoluzioni per trovare piena applicabilità come si sono evoluti negli anni i concetti di zero waste e zero discariche che, se a livello teorico erano più che virtuosi, all’atto pratico hanno dimostrato limiti di applicabilità. È però sicuro che se l’obbiettivo dei governi è di stimolare una transazione dell’economia europea verso un sistema circolare ci sarà un nuovo impulso alla competitività e nasceranno nuove opportunità di business, nuove filiere e differenti modelli di sviluppo.
Recover #49-2019