Centro Doposcuola

Centro Doposcuola ASSOCIAZIONE IdealMente
Attività di sostegno scolastico rivolta ai giovani di ogni età.

Buon fine settimana!
04/09/2026

Buon fine settimana!

"Stai sempre vicino a qualcosa che cresce.
Che sia un bambino, un progetto, un'idea o nuovo giorno".

(Anna Maria Ortese)

04/09/2026

Il digitale li cattura perché è strutturato per arrivare esattamente dove il loro cervello è più vulnerabile e “catturabile”, offrendo continuamente qualcosa da vedere, emozioni, anzi sensazioni forti, persone con cui riconoscersi, occasioni per essere visti e risposte immediate in una fase di vita in cui la costruzione della propria identità è centrale.

Tutto quello che cercano nella vita di ogni giorno, sentirsi parte del gruppo, capire quale posto occupano, sapere che cosa pensano gli altri di loro, provare qualcosa di forte e ricevere una risposta, nel digitale arriva tutto insieme e senza quasi nessuna attesa, basta scorrere, controllare chi ha visualizzato, aspettare una reazione e passare subito al contenuto successivo, ed è anche per questo che staccarsi diventa così difficile.

Gli effetti negativi sul loro cervello si possono contrastare, il punto è sapere COME intervenire da quando si svegliano e prendono subito in mano il telefono, durante i compiti, nei pasti, nei tempi vuoti e fino a quando se lo portano a letto, sapendo che cosa fare nei diversi momenti per proteggere il sonno, l’attenzione e la capacità di aspettare, senza trasformare ogni giornata nell’ennesima guerra. Non solo loro. Tutto questo che scriviamo vale anche per noi adulti.

Impara cosa succede nella loro testa e soprattutto COME fare, perché capire cambia il modo in cui agisci e il modo in cui agisci cambia la loro vita.

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04/09/2026

Sai qual è una delle frasi più potenti da dire a un adolescente?

“Se non ti viene subito, fallo lo stesso.”

Perché quando inizi a fare qualcosa in modo diverso, anche se il risultato non si vede, il cervello sta già iniziando a costruire qualcosa di diverso, perché fermarti, pensare a un’altra possibilità, trovare una strategia nuova o modificare una parte di quello che facevi prima significa aprire una strada che prima non utilizzavi.

Quella strada all’inizio è ancora in costruzione, quindi non puoi pensare di aver capito una cosa e ritrovarti subito davanti un percorso nuovo e semplice da utilizzare.

Il cervello cambia facendo, sbagliando, correggendo, rifacendo, perché ogni volta che un adolescente interrompe una risposta automatica o fa qualcosa in maniera diversa rispetto a prima, anche quando il risultato ancora non si vede, quella strada si sta già costruendo.

Quando guardiamo il risultato finale e non tutto quello che il cervello sta facendo per arrivarci, è proprio quello che rischiamo di perdere.

Oggi poi diventa ancora più importante, perché crescono in un mondo digitale che rende continuamente visibile il risultato e molto meno tutto quello che lo ha costruito: voti, prestazioni, corpi, follower, visualizzazioni, successi, mentre errori, correzioni, tempo, fatica e cambi di strategia restano nascosti.

Se rinforziamo prettamente il risultato, la fiducia rischia di rimanere appesa proprio al risultato: "ce l’ho fatta quindi sono capace", "non ce l’ho fatta quindi non sono capace".

Loro non sono i loro risultati, sono tutto quello che li ha portati a quel risultato.

Per questo, quando un adolescente ti dice “non mi è venuto”, puoi dirgli: “Se non ti viene subito, fallo lo stesso”, perché mentre tu vedi ancora il risultato che non è arrivato, il suo cervello sta già costruendo il modo per arrivarci.

Nella newsletter trovi l’approfondimento completo e il COME fare.

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Libertà, liberta di pensiero soprattutto!
24/08/2026

Libertà, liberta di pensiero soprattutto!

Lo bruciarono vivo, nel cuore di Roma. E qui, a Campo dei Fiori, Giordano Bruno fu arso vivo. La sua colpa? Essere un uomo LIBERO.

Giordano Bruno aveva attraversato l’Europa insegnando ciò che non doveva essere detto. Parlava di un universo senza confini. Di stelle che si muovevano nel cielo. Di mondi che potevano essere infiniti. Ovunque andasse faceva una cosa pericolosissima: faceva domande e apriva le menti. Non cercava protezione. Cercava interlocutori. Credeva che la cultura fosse un bene che appartenesse a TUTTI e non soltanto un privilegio per pochi.

Nel 1592 viene arrestato. Con l’accusa di essere ERETICO. Così finì tra le braccia dell’Inquisizione romana. E lì vi rimase per otto lunghi anni. Otto anni di interrogatori, minacce, pressioni. Gli intimarono di piegarsi. Gli offrirono la vita in cambio del silenzio. Lui disse no. Non implorò. Non cedette. Non si inginocchiò. Non perché fosse f***e. Ma perché aveva capito che c’è qualcosa di peggiore della morte: rinnegare ciò che si sa essere vero. Perché la verità non è in vendita. E la coerenza nemmeno.

Così lo condannarono a morte. Quando pronunciarono la sentenza, disse ai suoi accusatori: «Forse tremate più voi nel pronunciare questa sentenza che io nell'ascoltarla». Poi consegnò il suo corpo al fuoco, ma non il suo pensiero. Il 17 febbraio lo legarono al palo e accesero il fuoco. Volevano fare un esempio. Ne fecero un SIMBOLO. Perché da quel rogo non uscì solo fumo. Ne uscì un’idea: che niente e nessuno può mettere in catene una mente libera.

E il libero pensiero, quando provi a bruciarlo, non si consuma. Si propaga. Si può spezzare una voce. Ma non una convinzione. Oggi Giordano Bruno è riconosciuto come uno dei più grandi filosofi mai esistiti. Le sue idee fanno ancora discutere. Il suo coraggio ancora turba. Perché basta una mente che NON SI PIEGA per incrinare un intero sistema. E allora ricordiamo e rendiamo omaggio a Giordano Bruno, martire del libero pensiero.

Guendalina Middei, anche se voi mi conoscete come Professor X

Ultima settimana d'agosto, ultimi giorni di vacanza, arriva settembre e si riprendono i ritmi di sempre, quelli che ruot...
24/08/2026

Ultima settimana d'agosto, ultimi giorni di vacanza, arriva settembre e si riprendono i ritmi di sempre, quelli che ruotano intono alla scuola e al lavoro. L'associazione IdeaLMente, da giorno 1 settembre, per qualche ora, riapre per accogliere i piccoli e i meno piccoli per eventuali ripassi o compiti delle vacanze da completare. Vi aspettiamo!

06/08/2026

Stiamo assistendo sempre di più al crollo della tolleranza alla frustrazione.

Basta un no, un limite, un’attesa o qualcosa che non riesce subito che scatta spesso una reazione esplosiva.

Tu ripeti la stessa cosa una, due, tre volte, lui o lei alza il tono, tu lo alzi ancora di più e in pochi minuti non si sta più parlando del no e di dove fermarsi.

Da fuori sembra una reazione esagerata, se però entriamo nella loro testa possiamo vedere cosa sta accadendo.

È fondamentale contestualizzare per dare un senso più appropriato alle cose. Molti ragazzi vivono immersi in un ritmo troppo accelerato in cui quasi tutto arriva subito. Contenuti, risposte, video, messaggi, stimoli, possibilità di cambiare appena qualcosa annoia o richiede attesa.

Quando il cervello si abitua a questo ritmo, il no pesa decisamente di più, viene visto come un limite e l’attesa non viene tollerata, viene quasi vista come un blocco, un impedimento.

C’è una reazione interna che sale velocemente e, quando sale troppo, diminuisce proporzionalmente la capacità di ascoltare, fermarsi e ragionare. Per questo continuare a spiegare, ripetere o alzare la voce alimenta la stessa escalation che stai cercando di fermare e si rischia di ottenere l’effetto contrario.

Il primo passaggio concreto è riconoscere quando il confronto è già uscito dal limite. In quel momento servono meno parole, meno spiegazioni e una pausa reale.

Puoi fermarti e dire: “Adesso stiamo urlando tutti e due. Ci fermiamo qui e ne riparliamo dopo”.

Il confine resta e il contrasto si interrompe o comunque si attenua. Ovviamente non ci si deve aspettare un cambiamento immediato perché se non sono abituati a ragionare in questo modo è normale che ci voglia del tempo per attivare anche questa nuova modalità di interazione. Iniziando a inserire un cambiamento nel modo di interagire però, soprattutto attraverso la ripetizione, si inizia ad imparare qualcosa di nuovo: la frustrazione arriva, è vero, il no rimane, l’attivazione interna man mano scende e la relazione non si rompe.

Nella newsletter di AdoleScienza entriamo ancora più a fondo in questo meccanismo e vediamo cosa accade nel cervello degli adolescenti, perché accade e come costruire limiti che non trasformino ogni no in uno scontro.

Il link lo trovi nella biografia in alto o scrivici nei commenti o nei messaggi e te lo inviamo.

06/08/2026
Un'idea davvero interessante!
30/07/2026

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30/07/2026

Il rispetto delle regole è un valore fondamentale che deve essere insegnato fin dall'infanzia, partendo dalla famiglia e proseguendo a scuola

30/07/2026

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