Mondia Swiss

Mondia Swiss Orologeria a Catania Specializzata Alta qualita e Tecnologia dal 1975

04/12/2020

OROLOGI MONDIA SWISS COLLEZIONE "PREMIUM"

15/05/2020

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17/04/2019

OROLOGI DI LUSSO :LA STORIA DELL'OROLOGERIA "MONDIA SWISS" NEL CONTESTO DELL'OROLOGERIA SVIZZERA
Jean-Pierre de Montmollin, presidente della Zenith fin dal 1949 (in questo periodo, fu realizzata, tra le altre, la produzione del famoso calibro cronometrico 135 e venne progettato e prodotto anche il primo calibro a carica automatica della Manifattura, il calibro 133) aveva cercato in tutti i modi di mantenere l' Impresa a galla, tentando per diversi mesi di raggiungere accordi con JLC, dopo aver già proceduto all’aquisto di Martel Watch nel 1959.
Era stato lui a lanciare l' idea dell'El Primero e a progettare l' associazione con Movado e Mondia. Ma davanti alla crisi orologiera del 1971, determinata dall' arrivo del quarzo, fu costretto a dimettersi con una lettera commossa.

Così, nel giugno del 1971 l’americana Zenith Radio Corporation (per ironia della sorte, l’Azienda statunitense, specializzata in tecnologia radio-televisiva, aveva lo stesso nome della Manifattura di Le Locle e ciò ebbe delle conseguenze negative in seguito, come vedremo più avanti) divenne azionista di maggioranza del gruppo Mondia-Zenith-Movado e lo battezzò Zenith Time SA.
La storia del “El Primero”, che si sarebbe forse interrotta negli anni 70, a seguito della produzione degli orologi al quarzo, continuò, secondo la leggenda, grazie a un tecnico orologiaio della Zenith, Charles Vermot che negli anni ’70 fu l’artefice del salvataggio del famoso calibro dall’iconoclastia elettronica degli americani.

La rivoluzione elettronica e l’avvento del quarzo avevano indotto l’intero settore a rivedere la sua produzione, ma i cambiamenti stavano portando scompensi a tutta l’economia della regione. L’ordine era, ovunque, di gettare alle ortiche parte della tradizione meccanica e i suoi metodi di fabbricazione, senza curarsi delle implicazioni che questo poteva avere sul piano economico e sociale. Molte fabbriche, in seguito ad una stagnazione che si trascinava dal decennio precedente, chiusero i battenti e un numero impressionante di addetti si trovò senza lavoro.
Anche alla Zenith lo scossone non fu da meno, con stravolgimenti dal punto di vista logistico e amministrativo, ma i dollari dei nuovi investitori, arrivati nel 1972, sembravano convincere tutti che i profitti sarebbero passati, d’ora in poi, per l’elettronica. La crisi sembrava dovesse essere risolta con l’arrivo massiccio dei capitali americani, ma in realtà il pragmatismo che si portavano dietro peggiorò le cose. La nuova proprietà aveva deciso l’accantonamento della tradizione produttiva e, quindi, l’abbandono di un gioiello come El Primero : infatti, la Direzione della Zenith aveva deciso di rivendere ad una azienda agro-alimentare gli ateliers di Les Pont-de-Martel, dove venivano prodotti fin dal 1969 i calibri de “El Primero”, nelle antiche officine della Martel Watch.

I suoi elevatissimi contenuti tecnici, la sua perfezione realizzativa, il suo incredibile spessore non interessavano più a nessuno: fare un orologio al quarzo costava di meno e rendeva di più.

Monsieur Charles Vermot lavorava nel settore dal 1936, e dal l’inizio degli anni ’40 si era specializzato nei cronografi.
L’idea che fosse abbandonata la realizzazione di quel calibro cronografico così perfetto, gli appariva, però, come un’offesa al buon senso, sperando che sarebbero tornati tempi migliori per l’orologeria meccanica.
In questo contesto, nacque la decisione di copiare, di nascosto e in disobbedienza alle direttive dei vertici della Maison, i progetti, le matrici e gli utensili necessari per la fabbricazione del celebre calibro.
Decise, allora, di conservare gli elementi che, un giorno, avrebbero permesso di riportarlo in vita semplicemente conservandone la memoria a vantaggi della Maison stessa per il futuro. Rubando alcune ore ai suoi nuovi incarichi, rimanendo oltre il dovuto sul posto di lavoro e accedendo furtivamente agli schedari e ai magazzini della Manifattura, iniziò una sua personale opera di catalogazione e conservazione dei piani e dei progetti utili per la sua costruzione: recensì, etichettò e classificò i vari piani tecnici, molti dei quali riproducendoli a mano; lo stesso fece per le matrici e gli utensili necessari alla fabbricazione. Il difficile fu, però, non tanto reperire il materiale, anche perché, al di là di tutto, gli americani erano completamente disinteressati all’argomento, quanto farlo uscire senza essere scoperto. Decise, allora, di disseminare il "tesoro" nelle soffitte delle diverse sedi del gruppo Zenith, usufruendo dei continui traslochi che, in quei tempi, stavano cambiando il volto logistico della Maison.

Nel giugno del 1978 gli americani, per 6 milioni di franchi svizzeri, abbandonarono il ponte di comando (con la clausola che la Manifattura svizzera Zenith non avrebbe potuto vendere orologi negli U.S.A e nel Canada con il proprio nome, stante l’omonimia con la Società Zenith Radio Corporation che aveva il marchio già registrato; tale problema è stato risolto completamente solo nel 2001 con un accordo ed il pagamento di royaltes, per un certo periodo di tempo, per ciascun orologio venduto negli U.S.A.) ed il gruppo ritornò nelle mai di investitori svizzeri con Dixi, ditta finanziaria e di costruzioni meccaniche, guidata dagli svizzeri Paul Castella, Michel Manfredini e dall’inglese Michael J.Pannet come azionisti di maggioranza, mentre nel 1984 la Movado fu acquistata dalla North American Watch Co ed il nome Zenith riapparve da solo sui quadranti degli orologi.

Nel passato, il gruppo Dixi, che era stato fondato verso la fine del 19° secolo nella stessa cittadina di Le Locle dalla Casa manifatturiera Le Phare come Divisione meccanica, si era occupato dello sviluppo e della fabbricazione delle attrezzature per la produzione dei movimenti d’orologi, dando un contributo significativo alla diffusione degli orologi da polso con la creazione di una macchina automatica che garantirà una precisione inedita alla fabbricazione in serie dei movimenti di formato ridotto.
La fabbrica che dà vita al marchio Mondia nasce all’inizio del secolo grazie all’intraprendenza di Paul Vermot che, unendo le sue capacità di tecnico altamente qualificato ad uno spiccato senso degli affari, fonda una piccola impresa per la fabbricazione e la vendita di orologi.
In breve tempo l’azienda riesce a crearsi una buona clientela, conservata anche grazie al continuo aggiornamento di modelleria e di movimenti meccanici. Il nome Mondia vede la luce nel 1935 e gli orologi, con questa nuova denominazione, conquistano un proprio
spazio nel mercato italiano. Questo spazio viene rafforzato nel tempo fino a quando, agli inizi degli anni ’70, Mondia entra nell’orbita di Zenith, di cui diventa la marca che va a coprire una fascia di mercato più economica rispetto a quella della Maison di Le Locle.
Con l’introduzione dei movimenti al quarzo, le fabbriche svizzere di orologeria subiscono un durissimo attacco da parte dell’estremo oriente; ciononostante Mondia, grazie alle sue capacità tecniche e alla sua creatività, riesce a consolidare la sua posizione di prodotto svizzero, sinonimo di garanzia e di qualità.
Grazie ad una gamma di modelli sempre innovativa e ad un ottimo rapporto qualità/prezzo, Mondia conquista una clientela in grado di apprezzare non solo il marchio, ma altresì attenta ad una serie di servizi, a partire dalla serietà della casa distributrice (la Guido Descombes & C. S.p.a. fondata nel 1922), fino ad arrivare alla
garanzia di poter disporre di ben 20 centri di assistenza dislocati in ogni regione ed in grado di soddisfare anche le esigenze più immediate.
Nel frattempo, i cambiamenti di preferenze e l’inflazione di nuove marche sul mercato italiano, spingono Mondia a cercare spazi diversi da quelli ormai consolidati.
E così, a testimoniare la dinamicità di questo marchio, nasce nel 1996, una nuova serie di cronografi per giovani e giovanissimi, che viene associata al mondo della musica con un’immagine pubblicitaria che rappresenta un graffito con la scritta ”Rock O’ Clock”.

Indirizzo

CORSO DELLE PROVINCE 35
Catania
95129

Orario di apertura

Lunedì 16:00 - 20:00
Martedì 09:00 - 13:00
14:00 - 20:00
Mercoledì 09:00 - 13:00
16:00 - 20:00
Giovedì 09:00 - 13:00
16:00 - 20:00
Venerdì 09:00 - 13:00
16:00 - 20:00
Sabato 09:00 - 13:00
16:00 - 20:00

Telefono

+39095375373

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