07/09/2026
𝐋𝐚𝐯𝐨𝐫𝐨 𝐚𝐮𝐭𝐨𝐧𝐨𝐦𝐨 𝐨𝐜𝐜𝐚𝐬𝐢𝐨𝐧𝐚𝐥𝐞, 𝐚𝐭𝐭𝐞𝐧𝐳𝐢𝐨𝐧𝐞 𝐚𝐥 𝐥𝐢𝐦𝐢𝐭𝐞 𝐝𝐢 𝟓.𝟎𝟎𝟎 𝐞𝐮𝐫𝐨. (Leggi qui) 👇
Le attività rese sotto l’egida del lavoro autonomo occasionale beneficiano di un’esenzione dal versamento dei contributi previdenziali e assistenziali e dalla conseguente iscrizione alla Gestione Separata Inps. Il legislatore ha, infatti, individuato una soglia di compensi annui, al di sotto della quale le prestazioni occasionali vengono qualificate come non rilevanti ai fini dell’imposizione contributiva. Posto che nel conteggio del limite reddituale entrano in gioco le prestazioni complessivamente rese dal lavoratore, anche a beneficio di più committenti, la questione richiede la massima attenzione da parte di tutti i soggetti coinvolti nell’esecuzione del contratto.
Soglia dei 5.000 euro - Il D.L. 269/2003 contempla (art. 44, c. 2) a decorrere dal 1.01.2004 l’iscrizione alla Gestione Separata Inps per quanti esercitano attività di lavoro autonomo occasionale, a condizione che il reddito annuo derivante da dette attività sia superiore a 5.000 euro. Ne consegue che l’obbligo di iscrizione all’Inps - Gestione Separata (che il lavoratore deve effettuare autonomamente una sola volta nell’arco dell’intera vita lavorativa) scatta soltanto se risulta superata la soglia descritta.
Obbligo contributivo - In parallelo all’iscrizione in Inps - Gestione Separata il superamento del limite reddituale fa scattare un obbligo contributivo a carico del committente e del lavoratore. Nello specifico, sui soli redditi che eccedono i 5.000 euro annui il committente:
- è tenuto a calcolare e versare all’Inps con Mod. F24 la quota di contributi a suo carico;
- trattiene sul compenso dovuto al lavoratore la quota di contributi a carico di quest’ultimo, da versare all’Inps con Mod. F24;
- invia apposita denuncia mensile telematica all’Inps a mezzo del Mod. UniEmens.
A quanto ammontano i contributi Inps - Sui compensi che eccedono la soglia di 5.000 euro annui il carico contributivo è ripartito 1/3 a carico del lavoratore e 2/3 a carico del committente, da versare (e trattenere) con le modalità sopra descritte.
Al pari di quanto avviene per i collaboratori coordinati e continuativi (i quali scontano i contributi senza la franchigia prevista per gli occasionali) il carico contributivo varia a seconda della condizione professionale del lavoratore:
- per gli iscritti in via esclusiva alla Gestione Separata, i contributi sono pari al 33,72% dei compensi (di cui 11,24% a carico del lavoratore e 22,48% in capo al committente);
- per i soggetti già iscritti ad altre forme di previdenza obbligatoria (ad esempio in qualità di lavoratori dipendenti) o già pensionati, i contributi sono pari al 24% dei compensi imponibili (di cui 8% a carico del lavoratore e il 16% in capo al committente).
Come si interpreta la soglia dei 5.000 euro - Viste le conseguenze economico-contributive previste in caso di superamento della soglia reddituale di cinquemila euro, è importante comprendere come tale soglia dev’essere interpretata.
Gli obblighi contributivi scattano solo se il lavoratore autonomo realizza (per effetto delle attività occasionali) un reddito annuo fiscalmente imponibile superiore a 5.000 euro, anche per effetto di prestazioni rese a favore di più committenti.
Il riferimento al reddito annuo (come chiarito dall'Inps con Circ. 6.07.2004 n. 103) è da intendersi nel senso che hanno rilievo gli emolumenti percepiti nell’arco di ciascun anno solare, intendendosi per tale il periodo 1.01 - 31.12.
Cosa chiedere al lavoratore occasionale - Al fine di rispettare gli adempimenti contributivi è fatto obbligo al lavoratore di:
- comunicare ai committenti, all’avvio della collaborazione, il superamento o meno della soglia reddituale;
- informare tempestivamente il committente, in costanza di collaborazione, del superamento della soglia reddituale.
𝐕𝐢𝐬𝐢𝐭𝐚 𝐢𝐥 𝐧𝐨𝐬𝐭𝐫𝐨 𝐬𝐢𝐭𝐨 𝐩𝐞𝐫 𝐫𝐢𝐦𝐚𝐧𝐞𝐫𝐞 𝐚𝐠𝐠𝐢𝐨𝐫𝐧𝐚𝐭𝐨 www.Fiscaldata.it