25/04/2026
A Dio Anna, Giuseppe e Nicola!
Forza Francesco e Maria Luce!
Questa foto non si guarda.
Si sente.
Ti entra dentro e ti spezza.
Un padre che abbraccia la bara di suo figlio.
L’ultima volta.
L’ultima carezza.
L’ultimo “ti amo” che non avrà risposta.
Catanzaro oggi non ha parlato.
Ha trattenuto il respiro.
Nel silenzio irreale della piazza, le campane della Basilica dell’Immacolata hanno scandito il dolore più grande: l’addio ad Anna, Giuseppe e Nicola.
Tre vite.
Un vuoto infinito.
E poi quel momento che nessuno dovrebbe vedere:
un uomo distrutto che prende sulle spalle la bara del suo bambino.
Non è solo un gesto.
È il peso di un mondo che crolla.
È l’amore che resta anche quando tutto è finito.
Centinaia di persone.
Un solo cuore che si spezza.
Nessuna parola abbastanza grande.
Nessuna spiegazione che basti.
Ci sono dolori che non si raccontano.
Si condividono in silenzio.
Si portano insieme, per non farli diventare insopportabili.
E allora fermiamoci.
Davvero.
Guardiamoci.
Ascoltiamo chi soffre prima che sia troppo tardi.
Perché dietro ogni tragedia c’è un grido che non abbiamo sentito.