Biopoplar srl - "We improve a better product"

Biopoplar srl - "We improve a better product" European company based in Northern Italy, our KnowHow is focused on SRF and MRF plantations, mainly for energy use but also for OSB panels and pulp wood.

Pioppo in Francia: una piccola superficie, un grande peso nella filiera del legno La Francia resta uno dei principali Pa...
03/09/2026

Pioppo in Francia: una piccola superficie, un grande peso nella filiera del legno
La Francia resta uno dei principali Paesi europei per la populicoltura.

I pioppeti occupano oggi circa 194.000 ettari, poco più dell’1% della superficie forestale produttiva nazionale. Una quota limitata, che però genera volumi molto significativi.

Nel 2023 sono stati infatti raccolti circa 1,21 milioni di m³ di legname da opera di pioppo, pari a circa un quarto di tutto il legname da opera di latifoglie prodotto in Francia.

Di questi volumi, circa il 71% è destinato alla sfogliatura, soprattutto per la produzione di imballaggi e compensato, mentre il restante 29% viene avviato alla segagione.

Il dato è ancora più interessante se osservato nel tempo. Negli anni ’80 e ’90 i pioppeti francesi occupavano circa 240.000 ettari: oggi la superficie si è quindi ridotta di quasi 50.000 ettari.

Negli ultimi anni, però, il rinnovo delle piantagioni ha mostrato segnali di ripresa, confermando l’importanza strategica del pioppo per una filiera che ha bisogno di materia prima disponibile, rinnovabile e prodotta su cicli relativamente brevi.

Fonti
https://www.peupliersdefrance.org/
https://agreste.agriculture.gouv.fr/agreste-web/download/publication/publie/GraFra2025Chap8.1/GraphAgri2025_recolte-et-production-en-france-et-dans-lunion-europeenne.pdf

29/08/2026

Dopo il tour negli impianti italiani di qualche settimana fa, il viaggio di ricerca Biopoplar prosegue nelle regioni del Nord e del Nord-Est della Francia.

Enrico e Fabiano hanno misurato e analizzato i pioppeti realizzati con i nostri cloni, con un obiettivo preciso: valutarne il comportamento in un ambiente pedoclimatico completamente diverso da quello italiano.

Non cambia solo il clima, cambia proprio l'approccio alla coltivazione: in Italia la pioppicoltura è gestita come una coltura agricola intensiva, in Francia il pioppeto è concepito e vissuto come una vera foresta, con una gestione molto meno intensiva.
Nonostante questo, i risultati in campo ci stanno dando ottimi riscontri: stessi cloni, ambiente diverso, stesse risposte positive di crescita e adattabilità.

Continueremo a monitorare questi impianti per raccogliere più informazioni possibili. Nel video trovate il racconto completo, direttamente dal campo.

Nel maggio 2021 Striscia la Notizia dedicò un servizio all'impiego del pioppo su suoli contaminati in Campania, con il p...
20/08/2026

Nel maggio 2021 Striscia la Notizia dedicò un servizio all'impiego del pioppo su suoli contaminati in Campania, con il prof. Massimo Fagnano dell'Università Federico II di Napoli. Cinque anni dopo vale la pena tornarci: non per il servizio in sé, ma per il problema che quel cantiere rappresenta.

L'Unione Europea stima 2,8 milioni di siti potenzialmente contaminati sul proprio territorio. Di quelli registrati nelle anagrafi nazionali, al 2016 risultava bonificato l'8,3%. In Italia i 42 Siti di Interesse Nazionale coprono 148.594 ettari a terra, lo 0,49% della superficie nazionale, e a metà 2024 soltanto il 17% delle superfici a suolo aveva concluso l'iter procedurale. Ai SIN si aggiungono oltre 16.000 procedimenti di bonifica regionali ancora aperti. Metalli pesanti e oli minerali restano i contaminanti più frequenti nei siti indagati in Europa.

Su estensioni di questo ordine l'escavazione e lo smaltimento in discarica non sono una risposta scalabile: costano troppo e distruggono il suolo che dovrebbero risanare. Il fitorisanamento con Salicaceae segue un'altra strada, e va descritta per quello che è:
— la pianta trasferisce nella biomassa epigea i metalli più mobili, cadmio e zinco in primo luogo (fitoestrazione);
— gli essudati radicali alimentano una microflora rizosferica che degrada gli idrocarburi (rizodegradazione);
— la copertura permanente interrompe i percorsi di esposizione e contiene erosione e lisciviazione.
I metalli, quindi, non spariscono: si spostano dal suolo alla pianta. È esattamente per questo che il momento del taglio conta. Finché l'impianto resta in campo, il bilancio non è chiuso.

Il nostro materiale è in campo in Campania dal 2016, all'interno delle sperimentazioni coordinate dall'Università Federico II. L'impianto non è ancora stato utilizzato. Quando lo sarà, e quando le analisi sulla biomassa saranno disponibili, renderemo noti i dati.
Nel frattempo, la direttiva UE 2025/2360 sul monitoraggio del suolo, in vigore da dicembre 2025 e da recepire entro dicembre 2028, dedica un capo intero alla gestione dei siti contaminati: gli Stati membri dovranno censirli. La domanda di tecniche in situ a costo agronomico è destinata a crescere.

Qui il servizio di «Striscia la notizia» dove si parla del nostro materiale:

Il nostro consulente scientifico Leonardo Tiralongo ci racconta come nella Terra dei fuochi siano stati utilizzati i pioppi per fronteggiare...

La fertirrigazione non serve a dare di più al pioppo. Serve a dare meno, quando e dove serve.Nel decalogo del CREA per l...
13/08/2026

La fertirrigazione non serve a dare di più al pioppo. Serve a dare meno, quando e dove serve.

Nel decalogo del CREA per l'imprenditore pioppicolo la fertirrigazione con concimi solubili compare tra le innovazioni positive sulla nutrizione, insieme agli ammendanti organici e a pratiche come il sovescio. Una riga, senza sviluppo. Vale la pena capire cosa c'è dietro.

Abbiamo cercato le prove sperimentali. In Italia non ne esistono di specifiche sulla fertirrigazione del pioppo: la ricerca nazionale ha lavorato a fondo sulla concimazione tradizionale, con prove pluriennali nelle principali aree pioppicole, ma la fertirrigazione resta un capitolo aperto. Le prove pluriennali disponibili arrivano da fuori Europa.

Il loro contenuto ribalta un'idea diffusa. La fertirrigazione non è un modo per somministrare più concime: è un modo per somministrarne meno. Portando l'azoto direttamente nella zona esplorata dalle radici, frazionato lungo la stagione invece che concentrato in uno o due interventi, si ottengono risposte di crescita superiori con dosi inferiori a quelle della concimazione convenzionale.

Tre indicazioni che cambiano il modo di programmare un pioppeto:
- l'effetto si accumula. L'apporto idrico da solo agisce presto e poi si attenua, perché con l'età le radici scendono in profondità e diventano meno dipendenti dall'acqua distribuita in superficie. La nutrizione, al contrario, produce effetti che crescono con gli anni. Tradotto: nel primo anno conta l'acqua, dal secondo conta la nutrizione;
- più acqua non significa più legno. Oltre una certa soglia l'acqua in più non aggiunge crescita, e paradossalmente riduce la resa del fertilizzante. Il livello intermedio funziona meglio del massimo;
- l'azoto resta dove serve. Nelle prove l'azoto è rimasto negli strati superficiali esplorati dalle radici, senza scendere verso gli orizzonti profondi. In pianura, dove la vulnerabilità delle falde ai nitrati è un tema aperto, questo aspetto pesa quanto quello produttivo.

Una cautela che va detta. Quelle prove sono state condotte su suoli sabbiosi in clima semiarido, con cloni, densità e sesti d'impianto diversi da quelli della pianura padana, dove il pioppo si coltiva proprio perché l'acqua c'è. Le percentuali di incremento non si trasferiscono, e chi le riporta come promessa fa un cattivo servizio. Il principio agronomico, invece, si trasferisce: sincronizzare acqua e nutrienti con la richiesta della pianta, invece di inseguirla.

Serviranno prove italiane per tradurre questo principio in dosi e calendari validi per i nostri terreni. È il tipo di lavoro che vale la pena fare.

Fonti
G. Nervo, "CREA per l'Impresa/6: Pioppicoltura", CREA Futuro, 28.05.2024 https://creafuturo.crea.gov.it/12467/
Yan X.L., Dai T.F., Jia L.M. (2018), "Evaluation of the cumulative effect of drip irrigation and fertigation on productivity in a poplar plantation", Annals of Forest Science 75:5 https://doi.org/10.1007/s13595-017-0682-6
"Irrigation management in poplar (Populus spp.) plantations: A review", Forest Ecology and Management (2021) https://www.sciencedirect.com/science/article/abs/pii/S0378112721004187

06/08/2026

Il nostro tour di monitoraggio dei cloni Biopoplar in Europa è ufficialmente partito.

Come ogni anno torniamo nei campi con la stagione vegetativa ancora in corso. È una scelta precisa: osservare le piante mentre sono in piena attività fisiologica permette di valutare lo stato sanitario reale, l'impatto degli stress biotici e abiotici e il comportamento dei cloni di fronte alle principali fitopatie del pioppo.

In parallelo raccogliamo i primi dati sugli accrescimenti. I rilievi dendrometrici definitivi si eseguono a fine stagione, questo lo sappiamo bene, ma nei nostri campi sperimentali il confronto diretto fra cloni cresciuti nelle stesse condizioni pedoclimatiche restituisce già indicazioni preziose.

La prima tappa è stata l'Italia: abbiamo attraversato la Pianura Padana fra le province di Ferrara, Mantova, Cremona, Bologna, Rovigo e Alessandria, visitando piantagioni di età diverse.

Il tour continua. Seguiteci per scoprire come stanno rispondendo i nostri cloni.

L'Italia è diventata una "Nazione Forestale". Lo dice il rapporto "Foreste in Comune" di PEFC Italia, la prima indagine ...
30/07/2026

L'Italia è diventata una "Nazione Forestale". Lo dice il rapporto "Foreste in Comune" di PEFC Italia, la prima indagine socioeconomica sul patrimonio boschivo comune per comune: oltre 100.000 km² di bosco, un terzo del territorio nazionale, che dal 2020 hanno superato la superficie agricola utilizzata.

È una buona notizia, ma va letta bene. Quel bosco non è distribuito in modo uniforme: il 75,7% si concentra nei comuni montani, dove vive poco più del 13% della popolazione, ed è cresciuto soprattutto per abbandono di terreni agricoli marginali e colture non più redditizie. In circa metà dei comuni, quasi tutti di pianura, di bosco quasi non ce n'è. È un patrimonio prezioso, ma in larga parte non gestito e poco certificato. E lo stesso rapporto ricorda che per il legno dipendiamo ancora fortemente dall'estero.

Qui si apre un tema che ci riguarda da vicino. Il bosco che cresce da solo in montagna e il legno che serve alle nostre industrie sono due mondi diversi. La legge stessa — il Testo Unico Forestale — tiene separati il bosco dall'arboricoltura da legno. E il pioppo appartiene proprio a questa seconda famiglia: è una coltura agricola di pianura, non un bosco. Si pianta, si gestisce e si raccoglie a turni brevi, su suolo agricolo, con piena tracciabilità e possibilità di certificazione.

Da questa coltura arriva gran parte del legno di latifoglia da lavoro prodotto in Italia — la materia prima di compensato e imballaggio. Non un'alternativa al bosco, quindi, ma la sua controparte governata: la filiera che accorcia le distanze, riduce l'import e trasforma un terreno agricolo in produzione di legno rinnovabile.

Il lavoro dei costitutori privati e della ricerca sulla selezione clonale nasce esattamente per questo: rendere quella filiera più solida, più sostenibile e più nostra.

Rapporto PEFC n.1, FORESTE IN COMUNE Indagine socioeconomica sul patrimonio forestale dei comuni italiani - https://drive.google.com/file/d/1xkCBaBd1qFO3hCzqJ7qM0Ra4BQEBhZje/view

Dal perché al come: scegliere un pioppo capace di reggere la siccità.Nel post precedente abbiamo raccontato i meccanismi...
24/07/2026

Dal perché al come: scegliere un pioppo capace di reggere la siccità.

Nel post precedente abbiamo raccontato i meccanismi invisibili che, sotto stress idrico, fanno la differenza tra un clone e l'altro: il controllo degli stomi, che regola l'efficienza d'uso dell'acqua, e le difese biochimiche — a partire dagli enzimi antiossidanti — che contengono il danno ossidativo quando l'acqua scarseggia.

Capire questi processi è affascinante, ma non basta. La domanda più importante, per chi seleziona genetica forestale, è un'altra: come si individua, tra molti genotipi, quello che si comporterà meglio in campo tra cinque o dieci anni, senza dover aspettare tutto quel tempo per scoprirlo?

È qui che entra in gioco lo screening precoce. Invece di affidarsi alla sola osservazione pluriennale, si misurano già sulla giovane pianta i tratti fisiologici che anticipano la resilienza futura: quanto efficientemente la pianta usa l'acqua, quanto sa contenere il danno ossidativo sotto deficit idrico, quanto a lungo mantiene attiva la chioma prima di cedere all'abscissione fogliare. Sono segnali misurabili in tempi brevi, che riducono l'incertezza della selezione.

Il nostro lavoro nasce dall'incrocio di due sguardi: quello lungo dei campi prova, dove il comportamento reale emerge negli anni, e quello puntuale delle misure fisiologiche, che lo anticipano. È dall'unione dei due che nasce una selezione clonale solida.
Perché selezionare non significa cercare il clone che rende di più quando tutto va bene. Significa cercare quello che non cede quando l'acqua manca, la condizione con cui la pioppicoltura dovrà fare i conti sempre più spesso.

La ricerca su questi temi è viva e globale, e ci dà gli strumenti per farlo.

Dall'osservazione in campo alla spiegazione scientifica: come lavoriamo sulla resilienza dei cloni.Nei nostri campi prov...
15/07/2026

Dall'osservazione in campo alla spiegazione scientifica: come lavoriamo sulla resilienza dei cloni.

Nei nostri campi prova le differenze fra cloni davanti allo stress idrico si vedono a occhio n**o. Sotto deficit d'acqua alcuni genotipi mantengono più a lungo l'attività fotosintetica della chioma; altri reagiscono anticipando l'abscissione fogliare.

È un'osservazione pratica, ripetibile, che orienta le nostre scelte di selezione. Ma per la nostra rete tecnica il dato interessante è un altro: capire quali meccanismi fisiologici stanno dietro a questi comportamenti.

Qui entra in gioco la ricerca internazionale, che negli ultimi vent'anni ha ricostruito con precisione i due livelli di difesa del pioppo.

Il primo è il controllo stomatico: regolando l'apertura degli stomi la pianta gestisce la traspirazione e modula l'efficienza d'uso dell'acqua (WUE), cioè la biomassa prodotta per unità d'acqua consumata.

Il secondo è la difesa biochimica: in condizioni di stress la pianta accumula specie reattive dell'ossigeno, e l'attività degli enzimi antiossidanti diventa decisiva per contenere il danno cellulare e prolungare la funzionalità della foglia.

Ciò che colpisce è la convergenza: questi stessi meccanismi sono stati descritti su genotipi e ambienti molto diversi, in Europa, in Asia e in Sudamerica. Segno che non parliamo di un caso locale, ma di principi generali dell'adattamento del genere Populus alla carenza idrica.

Il nostro approccio unisce i due piani: osserviamo la resilienza reale in campo e la interpretiamo alla luce della letteratura, senza attribuire ai singoli cloni proprietà non verificate. È così che la selezione clonale può accompagnare la pioppicoltura nell'adattamento ai cambiamenti climatici.

I riferimenti scientifici sono nel primo commento.

09/07/2026

Un clone perde le foglie, l'altro resta verde. Stesso campo, stesse condizioni di partenza, stesso clima estremo: la genetica fa la differenza.

In un nostro campo sperimentale abbiamo documentato con un video il comportamento di due cloni di pioppo sottoposti a un deficit idrico prolungato, nelle settimane di alte temperature e scarse precipitazioni che stiamo attraversando.

Il primo clone è già in forte sofferenza. Attiva una strategia drastica di difesa dal secco, la filloptosi precoce: la caduta anticipata delle foglie per ridurre la superficie traspirante e contenere le perdite idriche. Una risposta che però rallenta l'attività della pianta e ne penalizza l'accrescimento.

Il secondo, il nostro Grecale, resiste egregiamente: mantiene la chioma verde, vitale e in piena attività fotosintetica, conservando l'apparato fogliare anche sotto stress.

La tolleranza allo stress idrico non è l'unico parametro da considerare nella valutazione di un clone. Fattori come la produttività complessiva, la qualità del legno e la resistenza ai patogeni restano fondamentali. Tuttavia, in determinati ambienti e di fronte a estati sempre più calde e siccitose, questa caratteristica diventa una risorsa strategica.

Non si tratta di un caso isolato: stiamo riscontrando la stessa risposta del Grecale in siti differenti in cui si sono manifestate forti condizioni di stress idrico. Una costanza di comportamento che fornisce dati solidi e risposte chiare su cui pianificare la pioppicoltura in queste condizioni.

La genetica e la resilienza climatica non sono più un'opzione, ma il presente della moderna agronomia.

01/07/2026

Una notizia importante per la filiera pioppo-legno italiana.

Il Gruppo di Coordinamento Nazionale per la Bioeconomia (GCNB), istituito presso la Presidenza del Consiglio dei Ministri, ha approvato il documento strategico "Azioni dirette al rafforzamento della bioeconomia circolare del pioppo", che riconosce la pioppicoltura come risorsa strategica per la bioeconomia circolare e per la competitività industriale del Paese.

Il documento fotografa con chiarezza lo squilibrio strutturale del comparto: a fronte di un fabbisogno industriale stimato in almeno 100.000 ettari di coltivazioni specializzate, le superfici oggi dedicate alla pioppicoltura si attestano intorno ai 53.400 ettari, con un ricorso costante alle importazioni di legname.

Centrale è il riconoscimento del ruolo dell'innovazione genetica. Il documento valorizza i nuovi cloni a Maggiore Sostenibilità Ambientale (MSA), sviluppati dal CREA di Casale Monferrato e da costitutori privati, tra i quali vi è Biopoplar, che permettono di ridurre l'impiego di trattamenti fitosanitari e aprono nuove prospettive di impiego del legno di pioppo, compresa l'edilizia strutturale.

Tra le priorità, la definizione di un Piano Nazionale condiviso, capace di coordinare i Ministeri competenti e di dare un ruolo attivo alle Regioni nella fase attuativa, in continuità con l'accordo interregionale sottoscritto nel settembre 2025.

È la cornice in cui si inserisce il nostro lavoro quotidiano: ricerca e selezione genetica per una pioppicoltura più resiliente, sostenibile e capace di rispondere ai fabbisogni dell'industria nazionale.



Fonte: https://cnbbsv.palazzochigi.it/it/bioeconomia/news-in-evidenza/documento-sul-pioppo/

Indirizzo

Località Sant’Isidoro, 97
Cavallermaggiore
12030

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