28/10/2025
Credito d’imposta beni strumentali 2025
Il credito d’imposta per investimenti in beni strumentali è un sostegno finanziario importante per le imprese che intendono modernizzare i propri processi produttivi. Le caratteristiche principali dell’incentivo distinguono i beni strumentali materiali da quelli immateriali. Per i beni strumentali materiali, l’aliquota 2025 è del:
20% per investimenti fino a 2,5 milioni di euro
10% per investimenti tra 2,5 e 10 milioni di euro
5% per investimenti tra 10 e 20 milioni di euro
Per i beni strumentali immateriali, invece, il credito d’imposta è pari al 10% del costo, per un limite massimo di limite massimo di 1 milione di euro.
Quali sono le condizioni di accesso al credito d’imposta beni strumentali 2025?
Il credito d’imposta prevede un’ampia finestra temporale per gli investimenti, che potranno essere effettuati fino al 30 giugno 2026. Per beneficiare dell’agevolazione, le imprese dovranno tuttavia rispettare alcuni passaggi cruciali: entro il 31 dicembre 2025 è necessario che l’ordine del bene strumentale risulti formalmente accettato dal venditore. Inoltre, al momento dell’ordine, l’azienda dovrà aver già corrisposto un acconto pari ad almeno il 20% del costo complessivo di acquisizione.
L’incentivo si caratterizza per la sua inclusività e non discriminazione: può essere richiesto da qualunque impresa residente in Italia, a prescindere dalle sue caratteristiche specifiche. Non sono previste limitazioni relative alle dimensioni aziendali, che si tratti quindi di piccole realtà locali o grandi gruppi industriali. Parimenti, il settore economico di appartenenza non rappresenta un vincolo: l’agevolazione abbraccia trasversalmente tutti i comparti produttivi, dall’artigianato all’industria, dai servizi al commercio. Infine, il regime contabile scelto dall’impresa – che può essere ordinario, semplificato o altro – non preclude in alcun modo l’accesso al credito d’imposta.
L’utilizzo in compensazione: cosa prevede?
Il credito d’imposta è utilizzabile in compensazione in tre quote annuali a partire dall’anno di interconnessione dei beni, con il codice tributo “6936”. In caso di mancato utilizzo, l’importo residuo può essere riportato negli anni successivi. Per fruire dell’agevolazione è necessario rispettare le normative sulla sicurezza e i contributi previdenziali, convalidati da un Documento Unico di Regolarità Contributiva (DURC).
Documentazione come fatture e perizie tecniche è necessaria per l’acquisizione dei beni. Per i beni di costo inferiore a 300.000 euro, è sufficiente una dichiarazione del legale rappresentante. In caso di cessione o trasferimento del bene agevolato entro due anni dall’interconnessione, il credito d’imposta deve essere adeguato, con la possibilità di sostituire il bene con uno di caratteristiche simili o superiori per mantenere il beneficio.