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A lanciare l’allarme è la UIL Scuola: le assegnazioni dei docenti supplenti procedono a rilento e il rischio concreto è ...
12/09/2026

A lanciare l’allarme è la UIL Scuola: le assegnazioni dei docenti supplenti procedono a rilento e il rischio concreto è di aprire l’anno con un organico incompleto.

Ogni giorno di ritardo si traduce in ore di lezione da riorganizzare, in incertezza per chi a scuola ci lavora e per chi ci cresce. Per questo la UIL Scuola chiede agli uffici competenti un intervento immediato: tempi certi, procedure trasparenti, cattedre coperte in fretta. Non domani, adesso.

22.302,81 euro. Sono le risorse che i trenta Comuni della provincia di Forlì-Cesena hanno recuperato dall’evasione fisca...
12/09/2026

22.302,81 euro. Sono le risorse che i trenta Comuni della provincia di Forlì-Cesena hanno recuperato dall’evasione fiscale in un anno intero. Briciole.

Cesena si ferma a 4.706 euro, Forlì a 7.586, Cesenatico a poco più di cinquanta. Su trenta Comuni solo sei hanno fatto qualcosa. Gli altri, niente.

Ogni euro evaso e mai recuperato è un euro tolto ai servizi pubblici e caricato sulle spalle di chi le tasse le paga davvero: lavoratori, pensionati, famiglie oneste. Non è un tema tecnico da addetti ai lavori, è una questione di giustizia.

Un fisco iniquo non è solo un problema di conti è la morte della fiducia.

L’articolo su CesenaToday 👉

"A pagare maggiormente le conseguenze di questo stato di cose sono soprattutto lavoratori dipendenti, i pensionati e le famiglie, che contribuiscono regolarmente al sistema fiscale subendo un carico tributario elevato"

12/09/2026

👉Sintesi dell’intervento del Segretario Confederale UIL Santo Biondo nell’audizione presso la Commissione Affari costituzionali della Camera, nell’ambito dell’esame delle proposte di modifica della legge n. 91 del 1992 sulla cittadinanza.

L’Italia del 2026 non è più l’Italia del 1992. Anche la legge sulla cittadinanza deve prendere atto di questa realtà.

Nel nostro Paese vivono stabilmente milioni di cittadini stranieri che lavorano, pagano imposte e contributi, partecipano alla vita economica e sociale. Nelle nostre scuole ci sono circa 930 mila alunni con cittadinanza non italiana, l’11,6% della popolazione scolastica.
Dietro questi numeri ci sono soprattutto ragazze e ragazzi che spesso sono nati o cresciuti qui. Parlano italiano, frequentano le nostre scuole, condividono con i loro coetanei esperienze, amicizie e progetti. Per molti di loro l’Italia non è semplicemente il Paese nel quale vivono: è casa.
Per questo, nell’audizione alla Camera sulla riforma della legge n. 91 del 1992, abbiamo sostenuto come UIL la necessità di una riforma organica della cittadinanza e l’introduzione dello Ius Culturae.
La scuola è uno dei luoghi fondamentali nei quali si costruisce l’appartenenza a una comunità: si impara la lingua, si conoscono la storia e la Costituzione, si condividono regole, diritti e responsabilità.
Ma c’è una questione ancora più profonda.
Quando parliamo di giovani, italiani o di origine straniera, non possiamo affrontare il disagio sociale soltanto attraverso la lente della sicurezza e della repressione. Se un ragazzo abbandona la scuola, non trova formazione o lavoro, cresce in un territorio senza servizi, sport, cultura e luoghi di aggregazione, dobbiamo intervenire prima che il disagio diventi marginalità, conflitto o devianza.
Servono politiche giovanili vere: scuola, formazione, lavoro dignitoso, sostegno alle famiglie, servizi territoriali e possibilità concrete di partecipazione. Serve dare ai giovani una prospettiva di futuro.
E anche riconoscersi pienamente nella comunità nella quale si è nati e cresciuti contribuisce a costruire responsabilità e coesione sociale.
Abbiamo posto, infine, un altro principio per noi fondamentale: chi è cittadino italiano deve esserlo pienamente.
Chi commette un reato deve risponderne davanti alla legge e scontare la pena prevista, senza distinzioni. Ma una volta acquisita legittimamente la cittadinanza, non possono esistere italiani con uno status diverso a seconda delle proprie origini o del modo attraverso il quale sono diventati cittadini.
Stessi diritti, stessi doveri, stessa cittadinanza.
Integrazione e sicurezza non sono in contraddizione. Una società nella quale le persone si sentono parte della comunità, ne rispettano le regole e partecipano alla vita collettiva è una società più forte, più coesa e anche più sicura.
La cittadinanza non è soltanto un documento. È appartenenza, responsabilità, partecipazione.
E chi nasce o cresce in Italia, studia nelle nostre scuole e costruisce qui il proprio futuro non può continuare a sentirsi straniero nel Paese che considera casa.

Non sono solo numeri, è una questione di quale comunità vogliamo essere. Perché i crediti mai riscossi sono ciò che potr...
12/09/2026

Non sono solo numeri, è una questione di quale comunità vogliamo essere. Perché i crediti mai riscossi sono ciò che potrebbe essere e che non sarà. Asili, trasporti, servizi che potremmo garantire e non garantiamo. E sono soprattutto un’ingiustizia verso chi le tasse le paga fino all’ultimo centesimo, lavoratori, pensionati, famiglie che ogni mese fanno la loro parte. Famiglie a cui le nostre amministrazioni chiedono anche inasprimenti su addizionali e servizi.

Gli strumenti per collaborare al contrasto dell’evasione esistono da oltre dieci anni, eppure restano un’eccezione e non una prassi.

Recuperare risorse dall’evaso è una questione di giustizia sociale. È un modo concreto per abbassare la pressione fiscale su chi le tasse le paga davvero.

Oggi sulle pagine del Cesena - Il Resto del Carlino il Segretario della UIL Cesena Paolo Manzelli fa il punto della situazione.

Indagine Uil. "In Provincia solo sei comuni su trenta sono impegnati con risultati molto scarsi. Serve personale e più collaborazione dall’Agenzia delle entrate".

09/09/2026
09/09/2026

Le molestie e la violenza sul lavoro, così come lo stress lavoro-correlato, sono rischi psicosociali che a lungo sono stati sottostimati, non adeguatamente analizzati e sicuramente valutati e gestiti in maniera superficiale e inefficace.

Questo tipo di rischi sono, invece, sempre più presenti nel mondo del lavoro e le loro conseguenze sulla salute delle persone lavoratrici si manifestano per anni, portando a situazioni anche molto gravi. Non è un caso, del resto, che sia l’agenzia EU-OSHA sia l’Organizzazione Internazionale del Lavoro abbiano deciso di concentrare le attività del 2026 proprio sui rischi psicosociali.

Di questo abbiamo parlato anche al seminario organizzato da Uiltucs Lombardia oggi pomeriggio, dove Ivana Veronese ha approfondito le tante iniziative messe in campo dalla Uil: la formazione, prima e sopra tutto, perché le radici delle molestie, della violenza e di qualunque condotta vessatoria affondano proprio in una cultura sbagliata. Una cultura della società, nel suo complesso, ma anche una cultura aziendale: è per questo che dobbiamo formare le nostre sindacaliste e i nostri sindacalisti per poter incidere anche sulla cultura organizzativa e captare in tempo i segnali di allarme di un clima malsano, dove più facilmente possono nascere soprusi e abusi.

Ma anche la ricerca e la contrattazione, due strumenti importanti che la nostra Organizzazione esercita con competenza e sensibilità.

Formazione, ricerca e contrattazione si parlano, in realtà, sostenendosi e rafforzandosi l’una con l’altra: questo è, secondo noi, il modo per mettere i nostri rappresentanti e le nostre rappresentanti, così come anche le e i nostri dirigenti, nelle condizioni migliori per difendere nel modo migliore possibile tutti i diritti delle lavoratrici e dei lavoratori.

08/09/2026

Indirizzo

Via Dell'Amore 42/A
Cesena
47521

Orario di apertura

Lunedì 08:30 - 12:30
15:00 - 18:30
Martedì 08:30 - 12:30
15:00 - 18:30
Mercoledì 08:30 - 12:30
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Giovedì 08:30 - 12:30
15:00 - 18:30
Venerdì 08:30 - 12:30
15:00 - 18:30
Sabato 08:30 - 12:00

Telefono

+39054721572

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