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Sulle pagine di CesenaToday la Segretaria Generale della Uiltucs Cesena Esmeralda Sinani rilancia il tema della qualità ...
24/05/2026

Sulle pagine di CesenaToday la Segretaria Generale della Uiltucs Cesena Esmeralda Sinani rilancia il tema della qualità del lavoro, della buona contrazione, del contrasto al lavoro nero e del NO al Dumping Contrattuale.

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Controlli contro il lavoro nero, la Uiltucs: "Bisogna continuare così per tutelare l'occupazione regolare"

Le verifiche dei giorni scorsi hanno interessato strutture ricettive, pubblici esercizi e aziende produttive nelle zone di Cesenatico e Gatteo Mare

23/05/2026

🔵Agricoltura, contro caro costi misure giuste. Ora puntare sulla qualità del lavoro🔵

👩🏻‍🦰Enrica Mammucari, segretaria generale Uila:
“Valutiamo positivamente la sospensione dei dazi europei sui fertilizzanti e i crediti di imposta introdotti dal Governo a sostegno delle imprese agricole, misure necessarie per difendere il perimetro produttivo in una fase segnata dall’impennata dei costi legata alla crisi in Medio Oriente.

👉🏻Senza questi interventi, i rincari avrebbero prodotto pesanti ricadute non solo sulle imprese e sulla qualità delle produzioni, ma anche sull’occupazione e sul carrello della spesa dei cittadini. Le misure possono contribuire a congelare gli aumenti e a sostenere il settore, rafforzando le condizioni per una maggiore qualità del lavoro e per produzioni sempre più etiche.

🗣️Apprezziamo la scelta del Governo di dare centralità all’agricoltura in un contesto di forte instabilità geopolitica che evidenzia la vulnerabilità europea sul piano energetico e degli approvvigionamenti.

❗️Resta però fondamentale valutare l’impatto di queste risorse sul lavoro: come già avviene nella PAC con la condizionalità sociale, chiediamo che anche i sostegni nazionali siano indirizzati alle imprese che rispettano diritti, contratti e dignità delle lavoratrici e dei lavoratori❗️

📌Parliamo di oltre un milione di addetti per i quali, tra l’altro, è in corso la trattativa per il rinnovo del Ccnl che dovrà rafforzare reddito e diritti di persone che quotidianamente, insieme agli agricoltori, rappresentano un presidio essenziale per il territorio, la qualità delle produzioni e la distintività del Made in Italy 🇮🇹”

23/05/2026

💸 In Italia, cittadine e cittadini con il medesimo reddito, pagano addizionali Irpef, comunali e regionali, nettamente diverse, a seconda del territorio in cui abitano.

Analizzando i dati relativi alle città metropolitane, sommando l’addizionale comunale a quella regionale, si evince che, in totale, un cittadino con un reddito pari a 20.000 euro, versa da un minimo di 263 euro, se abita a Milano, sino a un massimo di 607 euro, se abita a Napoli. Se la fascia di reddito, invece, è pari a 40.000 euro, si va dai 778 euro di Cagliari ai 1.452 euro di Roma.

‼️All’origine di questa forte disomogeneità c’è la crescente autonomia fiscale esercitata da Regioni e Comuni nonché il ruolo sempre più rilevante delle addizionali nel finanziamento della spesa pubblica territoriale. Pertanto, dove ci sono maggiori difficoltà finanziarie, spesso si registrano aliquote più elevate e si scaricano sui contribuenti il costo delle inefficienze amministrative.

🔵 Occorre costruire un sistema più equilibrato ed equo, capace di garantire sostenibilità finanziaria agli enti territoriali senza scaricare il peso delle difficoltà di bilancio sulle fasce più deboli.

Bisogna rafforzare i criteri di progressività delle addizionali locali; garantire livelli minimi uniformi di esenzione per i redditi più bassi; rendere più trasparenti e comprensibili i sistemi regionali e comunali; ridurre le disparità territoriali oggi esistenti e assicurare una maggiore coerenza con i principi costituzionali di uguaglianza e capacità contributiva.

È altresì indispensabile il contrasto all’evasione fiscale locale. La sfida non è ridurre l’autonomia territoriale, ma renderla compatibile con i principi di equità, solidarietà e coesione nazionale.

È quanto evidenziato dallo studio, realizzato dal Servizio Stato Sociale, Politiche Fiscali e Previdenziali, Immigrazione della Uil, diretto dal segretario confederale Santo Biondo.

LO TROVI QUI ➡https://terzomillennio.uil.it/wp-content/uploads/2026/05/Studio-Uil-su-addizionali-comunali-e-regionali-Irpef-maggio-2026.pdf

21/05/2026

“Il DDL 1825 non affronta i nodi strutturali del Servizio sanitario nazionale. Servono investimenti, tutele contrattuali e un vero confronto sociale”

Il DDL 1825 in materia sanitaria appare insufficiente rispetto alla profondità della crisi che attraversa oggi il Servizio sanitario nazionale. Il provvedimento interviene prevalentemente sugli assetti organizzativi e sulle aggregazioni territoriali, ma evita di affrontare le questioni realmente decisive per la tenuta del sistema pubblico: la carenza cronica di personale, il superamento del tetto di spesa per le assunzioni, il rinnovo dei contratti, la valorizzazione economica e professionale degli operatori sanitari e le condizioni di lavoro sempre più gravose.
Senza un investimento strutturale sul lavoro sanitario, ogni tentativo di riforma rischia di rimanere parziale e inefficace. Il SSN continua infatti a perdere professionisti attratti dal settore privato o costretti ad abbandonare il servizio pubblico a causa di salari inadeguati, precarietà e carichi di lavoro non più sostenibili. Il DDL non offre risposte concrete su questo terreno e non introduce misure capaci di rendere il sistema pubblico nuovamente attrattivo.
Particolarmente critica appare inoltre l’impostazione che attribuisce un ruolo sempre più rilevante al privato accreditato senza prevedere contestualmente forti garanzie sul piano occupazionale e contrattuale. Non può esistere un ampliamento del sistema di accreditamento senza il pieno rispetto dei CCNL comparativamente più rappresentativi sul piano nazionale e senza affrontare il blocco ormai pluriennale del contratto Aris-Aiop. In assenza di regole uniformi e controlli rigorosi, il rischio è quello di alimentare una competizione fondata sul contenimento del costo del lavoro, con conseguenze pesanti in termini di dumping contrattuale, differenze salariali e peggioramento delle condizioni occupazionali.
L’accreditamento deve invece essere strettamente collegato alla qualità del lavoro, alla trasparenza organizzativa e alla tutela delle lavoratrici e dei lavoratori. Anche le Regioni devono essere chiamate ad assumersi precise responsabilità, attraverso criteri omogenei, verifiche effettive sulla qualità dei servizi e controlli stringenti sul rispetto dei contratti nazionali.
In questo quadro, desta forte preoccupazione il possibile intreccio tra il DDL 1825 e il progetto di autonomia differenziata. Il rischio concreto è che si accentui ulteriormente la frammentazione del sistema sanitario nazionale, consolidando una sanità sempre più diseguale tra territori forti e territori fragili.
Il Servizio sanitario nazionale è nato sul principio universalistico dell’uguaglianza nell’accesso alle cure. Tuttavia, negli ultimi anni, le differenze regionali si sono già profondamente ampliate: tempi di attesa, qualità dei servizi, disponibilità di personale e capacità organizzative cambiano sensibilmente da Regione a Regione. In questo contesto, una maggiore autonomia senza un forte riequilibrio nazionale rischia di produrre un sistema sanitario “a più velocità”, nel quale il diritto alla salute dipende sempre più dal luogo in cui si vive.
Il DDL 1825, pur parlando di riorganizzazione territoriale e di nuovi modelli assistenziali, non affronta adeguatamente questo nodo. Al contrario, il rischio è che si consolidi un modello di “universalismo differenziato”, nel quale formalmente tutti mantengono gli stessi diritti, ma concretamente l’accesso ai servizi dipende dalla capacità organizzativa ed economica delle singole Regioni. Le aree interne, le comunità montane, i territori con maggiore fragilità sociale e sanitaria potrebbero essere ulteriormente penalizzati.
A ciò si aggiunge una forte criticità di metodo. Le grandi riforme del sistema sanitario italiano sono sempre state accompagnate dal confronto con le organizzazioni sindacali, i professionisti e i territori. Anche in questo caso sarebbe stato necessario un percorso partecipato e condiviso. Una trasformazione così rilevante non può essere costruita senza il coinvolgimento di chi ogni giorno garantisce il funzionamento del servizio sanitario pubblico.
Il SSN ha bisogno di investimenti reali e di una strategia complessiva, non di interventi frammentati. Servono assunzioni stabili, superamento dei vincoli sulla spesa per il personale, rinnovi contrattuali adeguati, piena tutela dei CCNL, regole certe sull’accreditamento e una programmazione sanitaria costruita sui bisogni delle persone e dei territori.
Senza queste condizioni, il rischio è che il DDL 1825 finisca per aggravare ulteriormente le disuguaglianze territoriali e scaricare ancora una volta il peso delle riforme sulle lavoratrici, sui lavoratori e sui cittadini, indebolendo progressivamente il carattere universalistico del Servizio sanitario nazionale.
Roma, 21 maggio 2026

Santo Biondo
UIL - Unione Italiana del Lavoro

19/05/2026

“In merito ai recenti fatti avvenuti a Modena, esprimiamo solidarietà alle persone coinvolte e alle loro famiglie, ma anche […]

18/05/2026

🗣️ Il lavoro non si crea per decreto, servono investimenti, infrastrutture e prospettive di sviluppo: noi continueremo a incalzare la politica, le Istituzioni pubbliche e anche i soggetti privati, affinché si determinino queste condizioni.

🧳 Purtroppo, le nostre ragazze e i nostri ragazzi continuano ad andare via dal Paese perché, soprattutto nel Mezzogiorno, non ci sono situazioni di lavoro e salari dignitosi, né occasioni di crescita personale.

Ecco perché la Uil si sta impegnando per rivendicare più investimenti e più formazione, per il lavoro dignitoso e contro i contratti pirata, per una contrattazione e per norme che siano in grado di tutelare i nostri giovani.

🌉 Sul progetto del ponte sullo Stretto abbiamo sempre detto che non siamo contrari, siamo Keynesiani e perciò teniamo nel giusto conto la regola del moltiplicatore degli investimenti. Tuttavia siamo preoccupati per la carenza di altre infrastrutture in Sicilia che non sono all’altezza degli altri territori: pensare solo al Ponte sullo Stretto e non occuparsi di ciò che manca in questa Regione, è un po’ come nascondere il sole con un dito.

🇪🇺 Da tempo, ormai, sosteniamo la necessità di superare il patto di stabilità e di fare ricorso a bond europei per affrontare momenti così drammatici.

Anche i costi dell’energia e dell’inflazione, che gravano soprattutto su lavoratori dipendenti e pensionati, richiedono sicuramente interventi da parte del governo, ma è all’Europa che bisogna chiedere di modificare quelle regole che strozzano la transizione sociale. Insomma è necessaria una cabina di regia europea.

➡️ È quanto ha dichiarato il segretario generale della Uil, PierPaolo Bombardieri, a margine del Congresso della Uil Sicilia, in corso di svolgimento a Palermo.

PierPaolo Bombardieri

18/05/2026

📌 📆UIL ER: ecco il programma del XIII congresso della Uil Emilia Romagna che si terrà il 28 e il 29 maggio al Dumbo (via Casarini 19 - Bologna).

🇮🇹Filo conduttore: 'Lavoro e welfare di qualità: costruiamo insieme la società delle persone nell'era dell'Intelligenza Artificiale'

🔵Una due giorni ricca di interventi e spunti di riflessione alla presenza del segretario generale UIL - Unione Italiana del Lavoro, PierPaolo Bombardieri e del segretario UIL Organizzazione, Emanuele Ronzoni

📰 oggi sul Cesena • Corriere Romagna e Cesena - Il Resto del Carlino l’elezione di Esmeralda Sinani alla guida della Uil...
16/05/2026

📰 oggi sul Cesena • Corriere Romagna e Cesena - Il Resto del Carlino l’elezione di Esmeralda Sinani alla guida della Uiltucs Cesena.
Tutta la Uiltucs Cesena insieme alla UIL Cesena continuerà a pretendere diritti e tutele per tutte le lavoratrici e i lavoratori del settore.

Esmeralda continuerà anche in UIL TuCS con la stessa grinta messa in campo in questi anni nell’agroalimentare, portando avanti le battaglie della UIL: contratti veri e rispettati, stop al lavoro nero e ai “lavoratori fantasma”, un turismo che non sia “schiavitù in Riviera”, più parità tra donne e uomini in busta paga.

15/05/2026

Così la Uil Fp: "Da mesi segnaliamo alla Direzione generale una carenza di organico insostenibile e un turnover inadeguato che sta portando i professionisti sanitari al collasso"

15/05/2026

Un passaggio che la Uil di Cesena saluta con "soddisfazione e con la consapevolezza di affidare la guida a una persona che si è già distinta sul campo"

Indirizzo

Via Dell'Amore 42/A
Cesena
47521

Orario di apertura

Lunedì 08:30 - 12:30
15:00 - 18:30
Martedì 08:30 - 12:30
15:00 - 18:30
Mercoledì 08:30 - 12:30
15:00 - 18:30
Giovedì 08:30 - 12:30
15:00 - 18:30
Venerdì 08:30 - 12:30
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Sabato 08:30 - 12:00

Telefono

+39054721572

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