19/02/2025
SPIELWARENMESSE 2025:
Parliamoci chiaro: solo le Majors resistono alla fiera di Norimberga, ormai più per inerzia che per reali spinte promozionali e noi per lo stesso motivo ci ripresentiamo puntuali, piacevolmente accolti con sorrisi dalle aziende con le quali da anni prosegue un grande rapporto di fiducia e stima reciproca.
I giocattoli invadono sempre più prepotentemente gli stand che storicamente erano riservati al modellismo delle tipologie più disparate: treni, montaggio, diorami e appunto il collezionismo di automodelli stanno quasi scomparendo dalla fiera.
Purtroppo dobbiamo riconoscere che l’ennesima Spielwarenmesse non può che aver confermato la tendenza cui siamo da anni abituati: sempre meno produttori di modellismo investono sulle fiere per promuovere i propri brands e per interfacciarsi con la clientela.
Al contrario di quanti per anni hanno pensato che questa tendenza andasse di pari passo con una non meglio specificata “crisi” del settore, sappiamo bene che tutto questo altro non è che un graduale quanto inesorabile spostamento della comunicazione dalle fiere ai mezzi di comunicazione legati alla rete.
Essendo parte integrante di questo sistema, non possiamo non riconoscerne principalmente gli aspetti positivi: le informazioni viaggiano alla velocità della luce, la comunicazione è costante e spesso una e-mail di due righe ben circostanziata alla persona giusta può risultare più efficace di un appuntamento di un’ora presso uno stand con tutti i disagi e gli imbarazzi del caso.
I risultati sono alla portata di tutti: le produzioni sono abbondanti, idee e novità sono sempre tantissime, a volte troppe, la domanda è alta e viene soddisfatta da sempre più corpose spedizioni.
Allora a cosa è dovuto l’amaro sapore a cui siamo ormai abituati tornando sulla via di casa?
C’è probabilmente una nota stonata in tutto questo e, girovagando per gli stand della fiera, abbiamo intuito essere circoscritto al nostro specifico settore più che a quello del giocattolo: la distanza fisica che si è venuta a creare a monte della distribuzione, tra produttore e importatore, tra importatore e distributore e via discorrendo, risulta imporsi come una innaturale forzatura a valle, su chi del nostro settore non fa un mero business, ma semplicemente una grande passione: i collezionisti.
Il collezionista post rivoluzione internet è costantemente dibattuto tra la voglia di togliersi l’ennesimo pregiato sfizio illudendosi di essere ormai del mestiere e di averlo fatto al prezzo più basso che il mercato poteva offrire, facendolo magari in una buia e solitaria nottata di fronte a uno schermo e, per contro, il piacere di acquistare il nuovo modello accompagnandolo a gradevoli commenti con il negoziante e nostalgici confronti con altri appassionati come lui capitati per caso nel negozio o, perchè no, divenuti ormai habitué e parte dell’arredamento.
Balocco, che già dal nome lascia trasparire un’intenzione desueta di interpretare lo svago, non puó che da sempre aver scelto di apprezzare e supportare quanti si rivedono nella seconda modalitá di distribuzione, che non significa disprezzare le vendite per corrispondenza ma significa voler ricordare che questi oggetti che ci passano costantemente per le mani sono in realtá dei piccoli capolavori che hanno un valore che va ben oltre l’ennesimo prezzo di listino purtroppo troppo spesso crudelmente castrato con una barra sopra e sottratto di una percentuale che lo abbassa sempre di più. Non dobbiamo abituarci a questo o sarà sempre di più la passione che ne risentirà: è solo la passione che puó dare il reale valore ai modelli e su quella nessuno potrà mai ti**re alcuna barra cercando di scontarla con l’ennesima banale e stucchevole trovata promozionale per cercare di fare cassa sui sogni, sui ricordi e sulla nostalgia degli appassionati.
In definitiva un barlume di speranza: la fiera non riesce a resistere ma la passione dei collezionisti possiamo dire, ormai con certezza, sì!