25/11/2025
Archeologia preventiva: il Paese cresce, indietro non si torna!
La tutela non è un freno: è intelligenza progettuale.
Significa pianificare meglio, ridurre gli imprevisti, evitare blocchi.
Significa far procedere le opere pubbliche senza inciampi dovuti alla mancata conoscenza del territorio.
L’archeologia preventiva non rallenta: anticipa, prevede, risolve.
È la base delle strategie moderne di sviluppo adottate in tutti i Paesi avanzati.
Serve a conciliare comunità, infrastrutture e paesaggio con la protezione della nostra memoria collettiva — un bene pubblico, non un ostacolo.
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Per questo diciamo NO all’emendamento 108.0.11 alla legge di bilancio,
l’ennesimo tentativo di modificare norme fondamentali tramite inserimenti indiretti in testi legislativi che nulla hanno a che fare con il tema.
Indebolire l’archeologia preventiva significa:
🔻 aumentare i costi delle opere pubbliche
🔻 aumentare i ritardi nei cantieri
🔻 ridurre la qualità progettuale
🔻 perdere dati, informazioni, storia
🔻 riportare l’Italia indietro di vent’anni
È una scelta miope, tecnicamente infondata e culturalmente irresponsabile.
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L’Italia cresce solo se investe in conoscenza, pianificazione, qualità progettuale e tutela intelligente del territorio.
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