Riccardo Di Mauro - Consulente Finanziario

Riccardo Di Mauro - Consulente Finanziario Intermediario iscritto al RUI con numero di iscrizione E000691149 (https://ruipubblico.ivass.it/rui-pubblica/ng/ #/workspace/registro-unico-intermediari).

▪️Risk Management
▪️Wealth Protection
▪️Asset Allocation
▪️Portfolio Analysis

Al fianco di imprenditori, professionisti e famiglie per costruire, proteggere e valorizzare il patrimonio, attraverso un approccio fondato su metodo, trasparenza ed efficienza ▪ Iscrizione all’albo OCF "ORGANISMO DI VIGILANZA E TENUTA DELL’ALBO UNICO DEI CONSULENTI
FINANZIARI" - sezione dei consulenti finanziari abilit

ati
all’offerta fuori sede - con delibera n. 2357 del 29/11/2023 (https://www.organismocf.it/portal/web/portale-ocf/ricerca-nelle-sezioni-dell-albo).
▪ Professionista soggetto alla vigilanza IVASS e Consob con abilitazione all'esercizio in Italia. Nella mia attività di Financial Advisor, mi occupo di seguire clienti privati ed aziende nella pianificazione finanziaria, patrimoniale, previdenziale e successoria, con particolare focus sulla gestione del patrimonio finanziario. Il mio obiettivo è aiutare i clienti a focalizzare e pianificare le proprie esigenze, accompagnandoli nelle sfide legate alla valorizzazione del risparmio e protezione del patrimonio nel tempo. Per fare questo, posso contare sul supporto di un'offerta versatile e flessibile costruita su partnership d'eccellenza a livello internazionale, in grado di offrire le soluzioni più adatte, in ogni contesto di mercato. In Banca Generali Private crediamo nel valore della tecnologia e della sostenibilità per un servizio esclusivo di consulenza. Grazie al costante impegno nell'innovazione, siamo in grado di offrire strumenti efficaci per la protezione degli investimenti e una piattaforma di Advisory evoluta - all'avanguardia nel settore - per approfondire il valore della diversificazione e l'analisi del rischio.

💼 COMPETENZE:

▪ Analisi Asset Allocation
▪ Consulenza su Prodotti Finanziari Italiani e Esteri
▪ Risk Management
▪ Portfolio Management
▪ Tutela del Patrimonio

𝐂𝐇𝐈 𝐇𝐀 𝐂𝐎𝐒𝐓𝐑𝐔𝐈𝐓𝐎 𝐔𝐍 𝐏𝐀𝐓𝐑𝐈𝐌𝐎𝐍𝐈𝐎, 𝐍𝐎𝐍 𝐇𝐀 𝐂𝐎𝐌𝐏𝐑𝐀𝐓𝐎 𝐒𝐎𝐋𝐎 𝐈𝐋 𝐌𝐀𝐓𝐓𝐎𝐍𝐄Qualche giorno fa un amico mi ha detto una frase che ho a...
07/09/2026

𝐂𝐇𝐈 𝐇𝐀 𝐂𝐎𝐒𝐓𝐑𝐔𝐈𝐓𝐎 𝐔𝐍 𝐏𝐀𝐓𝐑𝐈𝐌𝐎𝐍𝐈𝐎, 𝐍𝐎𝐍 𝐇𝐀 𝐂𝐎𝐌𝐏𝐑𝐀𝐓𝐎 𝐒𝐎𝐋𝐎 𝐈𝐋 𝐌𝐀𝐓𝐓𝐎𝐍𝐄

Qualche giorno fa un amico mi ha detto una frase che ho ascoltato con attenzione, pronunciata con molta serenità: «A fine anno incasso un milione di euro; compro qualche immobile, così sto tranquillo.»

Non ho risposto subito.
In quella frase non c'è un errore, ma una convinzione culturale profonda, radicata, per molti versi legittima.
E le convinzioni profonde meritano di essere esaminate, prima di essere confermate o smentite.

Il mattone gode di un privilegio che nessun altro attivo possiede; non ha un prezzo pubblicato ogni sera.
Un portafoglio finanziario, ci ricorda ogni giorno quanto vale, e ogni giorno mette alla prova la nostra disciplina.
Un immobile - al contrario - tace, perché il suo valore resta quello dell'ultima perizia o dell'ultimo prezzo sentito raccontare.
Ma il silenzio non è stabilità, è assenza di misurazione.

⌛ 𝐐𝐔𝐈𝐍𝐃𝐈𝐂𝐈 𝐀𝐍𝐍𝐈 𝐃𝐈 𝐒𝐈𝐋𝐄𝐍𝐙𝐈𝐎

Tra il 2010 e il 2025 l'indice europeo dei prezzi delle abitazioni è salito di circa il 61% (dati Eurostat, HPI 2010-2025).
L'Italia è l'unica grande eccezione del continente, perchè i valori nominali sono rimasti appena sotto i livelli del 2010.
Nello stesso arco di tempo l'inflazione italiana ha superato il 30%.
In altre parole, chi ha acquistato un immobile nel 2010 ha conservato il capitale nominale e lasciato per strada circa un quarto del potere d'acquisto.

Il ciclo recente è invece favorevole, e sarebbe scorretto nasconderlo.
Nel primo trimestre 2026 l’indice dei prezzi delle abitazioni (IPAB) segna +5,2% su base annua, le compravendite crescono del 4,4% e lo sconto medio sul prezzo richiesto scende al 7,3% (livelli storicamente contenuti).
Il mercato è teso e selettivo.
Ma un ciclo favorevole non cancella quindici anni di struttura, li rende meno visibili.

📝 𝐈𝐋 𝐑𝐄𝐍𝐃𝐈𝐌𝐄𝐍𝐓𝐎 𝐂𝐇𝐄 𝐒𝐈 𝐋𝐄𝐆𝐆𝐄 𝐄 𝐐𝐔𝐄𝐋𝐋𝐎 𝐂𝐇𝐄 𝐑𝐄𝐒𝐓𝐀

Le rilevazioni dei portali immobiliari attribuiscono al residenziale italiano una redditività lorda media vicina al 9,7%.
Un dato corretto nel metodo — rapporto tra canoni richiesti e prezzi richiesti — ma fuorviante nell'uso, in quanto trattasi di un rendimento lordo teorico, costruito su annunci, prima di qualunque costo.
Nelle grandi città, scende già verso il 5-6% senza troppi calcoli.

Poi cominciano le sottrazioni:
➡️ Cedolare secca al 21% (oppure 26% per le locazioni brevi, a partire dal secondo immobile locato nello stesso anno)
➡️ IMU sulla seconda casa
➡️ Spese condominiali non ripetibili
➡️ Manutenzione ordinaria e accantonamento per quella straordinaria
➡️ Mesi di sfitto senza rendita
➡️ Potenziali morosità (il 62% degli affittuari non è regolare con i pagamenti e le richieste di sfratto per morosità hanno registrato un aumento del 38%)
➡️ Rilocazione

E così, il rendimento netto effettivo si colloca quasi sempre tra il 2,5% e il 3,5% (media nazionale).

E poi, c'è anche il pedaggio d'ingresso.
Ad esempio, su un acquisto da 250.000 euro come seconda casa, tra imposta di registro al 9%, notaio e provvigione si superano facilmente i 20.000 euro; quindi oltre un anno di canoni lordi, da pagare prima di aver incassato l'affitto.

📊 𝐔𝐍 𝐈𝐌𝐌𝐎𝐁𝐈𝐋𝐄 𝐍𝐎𝐍 𝐄̀ 𝐔𝐍 𝐓𝐈𝐓𝐎𝐋𝐎, 𝐄̀ 𝐔𝐍'𝐀𝐙𝐈𝐄𝐍𝐃𝐀

È qui che si annida l'equivoco.
L'investitore medio crede che il mattone sia come aver comprato un'obbligazione, con capitale protetto e cedola periodica.
Ma in realtà, ha comprato una micro-impresa non quotata, con questa composizione:
➡️ Un solo cliente, l'inquilino
➡️ Un solo stabilimento, la microzona
➡️ Ricavi concentrati, costi operativi ricorrenti, investimenti di capitale periodici, esposizione normativa piena, nessun mercato secondario

Nessuno affiderebbe un milione ad un'unica società non quotata, monocliente, priva di vie d'uscita.
Eppure è esattamente la struttura economica del patrimonio immobiliare italiano, detenuto in forma diretta.

🔍 𝐈𝐋 𝐃𝐀𝐓𝐎 𝐃𝐄𝐌𝐎𝐆𝐑𝐀𝐅𝐈𝐂𝐎 𝐂𝐇𝐄 𝐍𝐄𝐒𝐒𝐔𝐍𝐎 𝐂𝐎𝐍𝐒𝐈𝐃𝐄𝐑𝐀

Le previsioni ISTAT indicano una popolazione:
➡️ in calo da 59 a 54,7 milioni entro il 2050
➡️ con la fascia 15-64 anni che perde 7,7 milioni di persone
➡️ gli over 65 che salgono dal 24,3% al 34,6%
➡️ le famiglie unipersonali arrivano al 41,1%.

Nel frattempo, in Italia oggi si contano 9,6 milioni di abitazioni non occupate, quindi il 27% del patrimonio residenziale, contro il 7,8% della Francia e il 4,4% della Germania.

La conclusione non è che i prezzi crolleranno.
È più sottile, perché significa che - verosimilmente - la media nazionale perderà valore.
Il rischio non è il crollo, è la dispersione.
Alcune microzone resteranno contese; altre diventeranno illiquide e disabitate - lentamente - senza che nessuno suoni una campana per avvisare.

⚖️ 𝐈𝐋 𝐏𝐀𝐑𝐀𝐃𝐎𝐒𝐒𝐎 𝐃𝐄𝐋𝐋𝐀 𝐑𝐈𝐂𝐂𝐇𝐄𝐙𝐙𝐀 𝐂𝐎𝐍𝐂𝐄𝐍𝐓𝐑𝐀𝐓𝐀

Nel 2025, quasi metà della ricchezza lorda delle famiglie italiane era immobiliare, di cui il 44,3% abitazioni e il 5,5% altri immobili.
Ma il dettaglio distributivo di Banca d'Italia dice di più dell'aggregato.
Nella metà meno abbiente delle famiglie, il 73,6% delle attività è costituito da abitazioni; nelle fasce più elevate il portafoglio è largamente diversificato.

Chi il patrimonio lo ha costruito nel tempo, non rifiuta il mattone.
Lo tratta come una quota del totale, non come un'identità da difendere a spada tratta.

🔑 𝐄𝐂𝐂𝐎 𝐋𝐄 𝐓𝐑𝐄 𝐃𝐎𝐌𝐀𝐍𝐃𝐄 𝐂𝐇𝐄 𝐇𝐎 𝐅𝐀𝐓𝐓𝐎 𝐀𝐋 𝐌𝐈𝐎 𝐀𝐌𝐈𝐂𝐎

Non gli ho detto di non comprare, ma prima gli ho chiesto tre cose:

1️⃣ Quanto peserà quel milione sul totale del suo patrimonio
2️⃣ Quanta liquidità gli servirà, davvero, nei prossimi cinque anni
3️⃣ E chi erediterà, perché un milione di strumenti finanziari si divide al centesimo tra i figli, mentre gli appartamenti si dividono soltanto vendendoli. Spesso male, spesso tardi e - molto spesso - litigando.

Il mattone non è un errore.
È un attivo del patrimonio, con un profilo definito:
📌 un valore d'uso che nessuno strumento finanziario può offrire
📌 una protezione parziale dall'inflazione sul lungo periodo
📌 un'oscillazione contenuta del prezzo perché non è misurata

Diventa un problema soltanto quando smette di essere una scelta di allocazione e diventa una scorciatoia per non decidere.

Se domani ti servisse un quarto del tuo patrimonio, entro trenta giorni, quanto ti costerebbe ottenerlo?

Il mattone possiede una qualità che la finanza non avrà mai ➡️ si può toccare.
Ma anche un limite, che la finanza ha imparato a risolvere ➡️ non si può dividere.

Le case si comprano.
I patrimoni si progettano.

🔹🔹🔹🔹🔹🔹🔹🔹🔹🔹🔹🔹🔹🔹🔹🔹

Ogni giorno affianco imprenditori, professionisti e famiglie nella costruzione, protezione e valorizzazione del patrimonio, attraverso un approccio fondato su metodo, trasparenza ed efficienza.
Se desideri valutare con maggiore attenzione il tuo portafoglio, comprendere dove può essere migliorato o semplicemente capire da dove iniziare per impostare un percorso patrimoniale più solido, sarò lieto di approfondire il tema con te.
Possiamo parlarne senza impegno.

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Settembre è il mese dei ritorni.E i ritorni più importanti non sono quelli al lavoro, sono quelli alle proprie priorità....
03/09/2026

Settembre è il mese dei ritorni.
E i ritorni più importanti non sono quelli al lavoro, sono quelli alle proprie priorità.

Al futuro dei figli.
Alla serenità della famiglia.
Alla continuità dell’impresa.
Alla protezione di ciò che, con tempo e sacrificio, si costruisce ogni giorno.

Rientro dalla pausa estiva con la stessa convinzione che guida il mio lavoro da sempre.
Settembre - per me - non è mai stato semplicemente il mese in cui si ricomincia, ma il momento in cui bisogna alzare l'asticella.
Ci sarà tanto lavoro, ma - soprattutto - anche crescita ed evoluzione.
Nel modo di gestire il tempo, di comunicare, di lavorare in sinergia con i clienti, di interpretare un mercato in costante evoluzione e le possibili implicazioni future.
Perchè un patrimonio non è soltanto una somma di numeri, ma tempo di vita, trasformato in valore.
Racchiude riflessioni, scelte, rinunce, responsabilità e possibilità.
Per questo, prima di essere gestito, deve essere compreso.

Da oggi torno ad essere pienamente presente per le persone che già accompagno - e disponibile ad accogliere - chi desidera fare chiarezza, rivedere le proprie scelte o costruire una direzione più consapevole per il proprio futuro.

Non occorre avere già tutte le risposte.
A volte, il primo passo verso una scelta migliore non è una soluzione.
È una semplice chiacchierata.

Io ci sono.

𝐈𝐋 𝐓𝐄𝐒𝐓𝐀𝐌𝐄𝐍𝐓𝐎 𝐄𝐅𝐅𝐈𝐂𝐈𝐄𝐍𝐓𝐄 𝐍𝐎𝐍 𝐄' 𝐒𝐂𝐑𝐈𝐓𝐓𝐎 𝐒𝐎𝐋𝐎 𝐒𝐔 𝐂𝐀𝐑𝐓𝐀"Ho fatto testamento, quindi ora è tutto a posto?"Questa è una dell...
31/08/2026

𝐈𝐋 𝐓𝐄𝐒𝐓𝐀𝐌𝐄𝐍𝐓𝐎 𝐄𝐅𝐅𝐈𝐂𝐈𝐄𝐍𝐓𝐄 𝐍𝐎𝐍 𝐄' 𝐒𝐂𝐑𝐈𝐓𝐓𝐎 𝐒𝐎𝐋𝐎 𝐒𝐔 𝐂𝐀𝐑𝐓𝐀

"Ho fatto testamento, quindi ora è tutto a posto?"

Questa è una delle domande che mi sento rivolgere più spesso.
La risposta onesta è che dipende da come è costruito il patrimonio.
Perché il testamento stabilisce chi riceverà, ma è la struttura finanziaria di ciò si che possiede, a decidere come, quando e a quale costo quel passaggio avverrà.
Due famiglie con lo stesso patrimonio, e lo stesso identico testamento, possono vivere due successioni opposte:
➡️ rapida e serena l'una
➡️ lenta e conflittuale l'altra

La differenza non sta nelle volontà, sta negli strumenti scelti.

📌 𝐋𝐚 𝐝𝐢𝐦𝐞𝐧𝐬𝐢𝐨𝐧𝐞 𝐝𝐞𝐥 𝐭𝐞𝐦𝐚

Nei prossimi vent'anni oltre 5.300 miliardi di euro passeranno di mano tra le generazioni italiane, a fronte di una ricchezza familiare netta che ha raggiunto i 12.326 miliardi (Banca d'Italia).
Eppure solo l'8% degli italiani ha redatto un testamento - e ancora meno - hanno progettato la parte che il testamento, da solo, non governa, ossia quella finanziaria.

🛡️ 𝐋𝐞 𝐩𝐨𝐥𝐢𝐳𝐳𝐞 𝐯𝐢𝐭𝐚, 𝐢𝐥 𝐛𝐢𝐧𝐚𝐫𝐢𝐨 𝐩𝐚𝐫𝐚𝐥𝐥𝐞𝐥𝐨

Poche persone sanno che una parte del patrimonio può viaggiare su un binario parallelo rispetto all'eredità.
Le somme di una polizza vita, infatti, non cadono in successione.
Il beneficiario le riceve per diritto proprio, direttamente dalla compagnia, senza pagare l'imposta di successione.
E c'è un vantaggio che si apprezza proprio nel momento peggiore - in quanto - alla scomparsa dell'intestatario, i conti correnti ed i dossier titoli vengono congelati fino alla definizione delle pratiche successorie (esattamente quando la famiglia avrebbe più bisogno di liquidità).
Il beneficiario di una polizza, invece, non deve attendere.
Presenta la documentazione e incassa.
La designazione è libera, riservata e modificabile in qualsiasi momento, sempre nel rispetto dei diritti dei legittimari.
Non sorprende che le riserve del ramo vita italiano superino i 770 miliardi di euro (ANIA), perchè dietro quei numeri c'è soprattutto uno strumento di trasmissione ordinata, prima ancora che di investimento.

🏛️ 𝐋𝐚 𝐩𝐫𝐞𝐯𝐢𝐝𝐞𝐧𝐳𝐚 𝐜𝐨𝐦𝐩𝐥𝐞𝐦𝐞𝐧𝐭𝐚𝐫𝐞, 𝐥'𝐞𝐫𝐞𝐝𝐞 𝐥𝐨 𝐝𝐞𝐬𝐢𝐠𝐧𝐢 𝐭𝐮

Un meccanismo analogo vale per fondi pensione e PIP, dove attualmente 10,4 milioni di italiani hanno accumulato 262 miliardi di euro (COVIP Relazione 2025).
In caso di premorienza, la posizione va ai beneficiari designati, che possono anche non essere eredi, al di fuori dell'asse ereditario e con una fiscalità di favore.
C'è però un dettaglio che quasi nessuno verifica.
La designazione va aggiornata quando la vita cambia.
Nella mia attività ho incontrato posizioni ancora intestate a beneficiari di una vita precedente.

📊 𝐋' 𝐚𝐬𝐬𝐞𝐭 𝐚𝐥𝐥𝐨𝐜𝐚𝐭𝐢𝐨𝐧 𝐞̀ 𝐠𝐢𝐚̀ 𝐮𝐧𝐚 𝐬𝐜𝐞𝐥𝐭𝐚 𝐬𝐮𝐜𝐜𝐞𝐬𝐬𝐨𝐫𝐢𝐚

C'è poi un aspetto fondamentale, che solo la lente finanziaria rivela; gli asset non sono tutti uguali davanti ad una successione.
Un immobile non si divide, ma si condivide, e la comproprietà indivisa è la prima fabbrica di conflitti familiari.
Uno strumento finanziario, al contrario, è frazionabile al centesimo, valutabile in tempo reale, liquidabile per pagare imposte e conguagli senza svendere nulla.
Persino la selezione dei titoli ha un riflesso successorio, in quanto i titoli di Stato italiani ed europei sono esclusi dall'imposta di successione.
La composizione del portafoglio, insomma, non definisce solo il rendimento.
Definisce anche la qualità del suo passaggio.

🌍 𝐋𝐚 𝐟𝐢𝐬𝐜𝐚𝐥𝐢𝐭𝐚̀ 𝐢𝐭𝐚𝐥𝐢𝐚𝐧𝐚

E qui i numeri parlano da soli.
Con un'aliquota del 4% in linea retta e una franchigia di un milione di euro per ciascun erede, l'Italia è oggi uno dei regimi successori più miti d'Europa.
L'Osservatorio Conti Pubblici dell'Università Cattolica ha calcolato che, su un'eredità di un milione lasciata a un figlio, l'imposta è pari ad euro:
➡️ zero in Italia
➡️ 75.000 euro in Germania
➡️ circa 215.000 in Francia
➡️ circa 250.000 nel Regno Unito
➡️ circa 265.000 in Spagna

Ma chi opera sui mercati finanziari, sa che le finestre non restano aperte per sempre.
Il dibattito su una revisione delle aliquote riaffiora ad ogni legge di bilancio.
Quindi - pianificare oggi - significa consolidare condizioni che domani potrebbero non esserci più.

🧭 𝐋𝐚 𝐫𝐞𝐠𝐢𝐚, 𝐝𝐢𝐞𝐭𝐫𝐨 𝐥𝐞 𝐪𝐮𝐢𝐧𝐭𝐞

Ecco perché la pianificazione successoria è - a tutti gli effetti - una disciplina finanziaria.
Il notaio custodisce le volontà, un consulente finanziario costruisce l'architettura che le rende eseguibili, tramite:
1️⃣ designazioni beneficiarie coerenti e aggiornate
2️⃣ un portafoglio con la liquidità necessaria per gli oneri del passaggio
3️⃣ asset scelti anche per la loro trasmissibilità
4️⃣ una revisione periodica ad ogni svolta dell'esistenza

È un lavoro di squadra, da affrontare con un professionista specializzato in pianificazione patrimoniale e passaggio generazionale.
In altre parole, il testamento è lo spartito.
Ma senza un direttore ed un'orchestra accordata, anche la musica migliore resta solo sulla carta.

E tu, sai già quali dei tuoi strumenti passeranno dal testamento e quali viaggeranno per conto proprio?

Un patrimonio non si lascia, si tramanda.
Perché quando dietro ci sono una famiglia, una storia, sacrifici e scelte di una vita, la sua trasmissione diventa molto più di un passaggio di ricchezza.
Diventa un gesto d’amore.
E le cose più importanti, proprio come l’amore, meritano di essere progettate con cura.

🔹🔹🔹🔹🔹🔹🔹🔹🔹🔹🔹🔹🔹🔹🔹🔹

Ogni giorno affianco imprenditori, professionisti e famiglie nella costruzione, protezione e valorizzazione del patrimonio, attraverso un approccio fondato su metodo, trasparenza ed efficienza.
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Possiamo parlarne senza impegno.

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𝐏𝐑𝐈𝐌𝐀 𝐋𝐄 𝐅𝐎𝐍𝐃𝐀𝐌𝐄𝐍𝐓𝐀, 𝐏𝐎𝐈 𝐈𝐋 𝐓𝐄𝐓𝐓𝐎Nel 1173, a Pisa, cominciò la costruzione di un campanile destinato a celebrare la pote...
23/07/2026

𝐏𝐑𝐈𝐌𝐀 𝐋𝐄 𝐅𝐎𝐍𝐃𝐀𝐌𝐄𝐍𝐓𝐀, 𝐏𝐎𝐈 𝐈𝐋 𝐓𝐄𝐓𝐓𝐎

Nel 1173, a Pisa, cominciò la costruzione di un campanile destinato a celebrare la potenza della Repubblica marinara.
Cinque anni più tardi, arrivati al terzo piano, i lavori si fermarono perchè la torre aveva già iniziato a inclinarsi.
Il marmo era splendido, le maestranze eccellenti, i capitali abbondanti.
Il difetto stava dove nessuno guardava; appena tre metri di fondamenta, scavati in un terreno di argilla e sabbia.

Otto secoli e mezzo dopo, molti patrimoni pendono per la stessa ragione.
Non per mancanza di risorse, ma per un errore di sequenza; si costruisce il tetto, prima delle fondamenta.

🏛️ 𝐋𝐚 𝐠𝐞𝐫𝐚𝐫𝐜𝐡𝐢𝐚 𝐜𝐡𝐞 𝐫𝐞𝐠𝐠𝐞 𝐨𝐠𝐧𝐢 𝐩𝐚𝐭𝐫𝐢𝐦𝐨𝐧𝐢𝐨

Nel 1943 lo psicologo Abraham Maslow dimostrò che i bisogni umani obbediscono a una gerarchia.
La pianificazione patrimoniale risponde alla stessa legge e la traduce in sei piani di una piramide (slide 1):

1️⃣ Alla base la protezione, che tutela la persona, la famiglia e i beni dagli imprevisti.
2️⃣ Poi la liquidità, che governa la vita di ogni giorno.
3️⃣ Sopra, la riserva, cioè il capitale che assorbe gli urti senza intaccare il resto della struttura.
4️⃣ Al quarto piano la previdenza, che difende il tenore di vita di domani.
5️⃣ Solo allora arriva l'investimento, il vero motore della crescita di medio-lungo periodo.
6️⃣ E in cima, per una quota limitata e consapevole, l'extra rendimento, ossia la parte tattica, opportunistica, deliberatamente più rischiosa.

C'è un dettaglio che sfugge quasi sempre.
Salendo di livello nella piramide, non cambia soltanto l'orizzonte temporale.
Cambia il significato stesso della parola rischio.
Al piano base, il rischio è non avere disponibilità immediata; in punta, è la volatilità che si accetta in cambio della crescita futura.
Chi usa la stessa definizione per tutti i piani, sbaglia i calcoli dell'intero edificio.

La regola, invece, è una soltanto; ogni piano esiste se quello sottostante regge.
Non è prudenza, è statica.

📊 𝐋'𝐈𝐭𝐚𝐥𝐢𝐚 𝐯𝐢𝐬𝐭𝐚 𝐢𝐧 𝐬𝐞𝐳𝐢𝐨𝐧𝐞

Se potessimo osservare in sezione l'edificio patrimoniale del Paese, vedremmo un'architettura singolare.
Secondo le elaborazioni FABI su dati Banca d'Italia, la ricchezza finanziaria delle famiglie italiane ha toccato nel 2025 il massimo storico di quasi 6.500 miliardi di euro.
Di questi, circa 1.600 miliardi risultano parcheggiati tra conti correnti e depositi.
Parliamo di un "pianterreno" sovradimensionato al quale, nell'ultimo quinquennio, l'inflazione ha sottratto quasi il 14% di potere d'acquisto reale.

E le fondamenta?
In un Paese con il 40% del territorio a rischio sismico e il 91% dei comuni in condizioni di dissesto idrogeologico, l'ANIA rileva che solo il 7% delle abitazioni è assicurato contro le catastrofi naturali.
I piani intermedi della piramide non stanno meglio; per la COVIP, gli iscritti alla previdenza complementare restano meno di quattro lavoratori su dieci.
E così il paradosso è compiuto.
L'Italia è un Paese ricchissimo che accumula liquidità al pianterreno, trascura le fondamenta e poi, sempre più spesso, sale direttamente in guglia, tra titoli alla moda e scommesse di breve periodo.
Una piramide rovesciata, in equilibrio sulla punta.

🧠 𝐏𝐞𝐫𝐜𝐡𝐞́ 𝐜𝐨𝐬𝐭𝐫𝐮𝐢𝐚𝐦𝐨 𝐚𝐥 𝐜𝐨𝐧𝐭𝐫𝐚𝐫𝐢𝐨

La risposta sta nella nostra mente.
Il rendimento è visibile, misurabile, raccontabile a cena.
La protezione è invisibile, perchè ha un costo certo oggi e un beneficio che si manifesta soltanto il giorno in cui diventa l'unica cosa che conta.
Il cervello, programmato per il presente, sceglie ciò che brilla e rinvia ciò che protegge.
È lo stesso meccanismo per cui ammiriamo le guglie delle cattedrali e nessuno fotografa le cripte.
Eppure sono le cripte a sorreggere le guglie, da oltre mille anni.

⚖️ 𝐈𝐥 𝐦𝐞𝐬𝐭𝐢𝐞𝐫𝐞 𝐝𝐞𝐥𝐥'𝐨𝐫𝐝𝐢𝐧𝐞

Pianificare, significa assegnare ad ogni euro del proprio patrimonio, un piano preciso:
📌 un obiettivo
📌 un orizzonte temporale
📌 un livello di rischio coerente

Le proporzioni cambiano da persona a persona - perchè l'imprenditore non ha la piramide del professionista, né la famiglia quella del manager - ma l'ordine dei piani non cambia.
Qui entra in gioco anche l'ingegneria della decorrelazione (slide 2).
Un edificio, resiste alle scosse perché i suoi elementi non oscillano tutti nella stessa direzione.
Un portafoglio si regge allo stesso modo, quando le sue componenti rispondono in maniera diversa agli stessi eventi.
E come ogni edificio, la piramide chiede periodicamente una manutenzione:
➡️ un matrimonio da programmare
➡️ un figlio in arrivo
➡️ la cessione di un'impresa
➡️ una successione

Tutti elementi che modificano i carichi sui piani.
Ciò che era in equilibrio ieri, potrebbe non esserlo più domani.

Il compito di un consulente finanziario - del resto - non è prevedere la prossima tempesta.
Nessuno può.
Ma è verificare la statica dell'edificio prima che arrivi la tempesta, e progettarla su misura di chi lo abita.
D'altronde, il mondo osserva una torre che pende da oltre 800 anni,
Ma nessuno, potendo scegliere, ci costruirebbe sopra il proprio futuro.

E tu, se un imprevisto bussasse domani alla tua porta, sapresti dire se il tuo patrimonio ha fondamenta capaci di reggerlo?

🔹🔹🔹🔹🔹🔹🔹🔹🔹🔹🔹🔹🔹🔹🔹🔹

Ogni giorno affianco imprenditori, professionisti e famiglie nella costruzione, protezione e valorizzazione del patrimonio, attraverso un approccio fondato su metodo, trasparenza ed efficienza.
Se desideri valutare con maggiore attenzione il tuo portafoglio, comprendere dove può essere migliorato o semplicemente capire da dove iniziare per impostare un percorso patrimoniale più solido, sarò lieto di approfondire il tema con te.
Possiamo parlarne senza impegno.

Puoi scrivermi in privato oppure lasciare un commento con “INFO”

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𝐌𝐀𝐑𝐆𝐈𝐍 𝐃𝐄𝐁𝐓, 𝐈𝐋 𝐂𝐎𝐑𝐀𝐆𝐆𝐈𝐎 𝐏𝐑𝐄𝐒𝐎 𝐈𝐍 𝐏𝐑𝐄𝐒𝐓𝐈𝐓𝐎Nessuno si indebita per paura.Ci si indebita quando si è certi che i prezzi sa...
20/07/2026

𝐌𝐀𝐑𝐆𝐈𝐍 𝐃𝐄𝐁𝐓, 𝐈𝐋 𝐂𝐎𝐑𝐀𝐆𝐆𝐈𝐎 𝐏𝐑𝐄𝐒𝐎 𝐈𝐍 𝐏𝐑𝐄𝐒𝐓𝐈𝐓𝐎

Nessuno si indebita per paura.
Ci si indebita quando si è certi che i prezzi saliranno, che il futuro somiglierà al presente, che il conto arriverà soltanto quando potremo permettercelo.
Per questo, tra i tanti indicatori che affollano i mercati finanziari, ce n'è uno che misura la fiducia meglio di qualsiasi sondaggio.
Non chiede opinioni, conta i dollari presi in prestito per comprare azioni.

Si chiama "margin debt" e oggi racconta una storia che merita di essere letta fino in fondo, senza fermarsi ai titoli di giornale.

📖 𝐂𝐡𝐞 𝐜𝐨𝐬'𝐞̀, 𝐢𝐧 𝐩𝐚𝐫𝐨𝐥𝐞 𝐬𝐞𝐦𝐩𝐥𝐢𝐜𝐢

Il margin debt è il denaro che gli investitori prendono in prestito - dal proprio Intermediario - per acquistare titoli, offrendo in garanzia il loro portafoglio.
È la leva finanziaria nella sua forma più pura, dove si moltiplicano i guadagni quando il mercato sale, ma anche le perdite quando scende.
Con una clausola - molto importante - che molti scoprono solo nel momento sbagliato.
Quando - e se - il valore della garanzia scende sotto una certa soglia, scatta la "margin call", ossia la richiesta agli investitori di reintegrare i margini.
Chi non può farlo, vedrà liquidare automaticamente le posizioni attive, direttamente dall'intermediario.
Al prezzo di quel giorno, che raramente è un buon prezzo.

È qui che la leva finanziaria mostra la sua natura più profonda, perchè non amplifica soltanto i rendimenti.
Trasferisce al mercato il diritto di decidere quando vendi.

🌡️ 𝐈 𝐧𝐮𝐦𝐞𝐫𝐢 𝐝𝐢 𝐨𝐠𝐠𝐢

Secondo i recenti dati FINRA (slide 1-2-3), il margin debt americano ha superato i 1.400 miliardi di dollari; si tratta di un massimo storico, con una crescita di circa il 54% in dodici mesi (oltre 450 miliardi di nuova leva in un solo anno).
Tuttavia, il livello assoluto - da solo - dice poco.
In un mercato che sale, i record nominali si aggiornano per definizione.
È il ritmo a meritare attenzione.
Dal 2000 ad oggi (documenta il Leuthold Group), una crescita annua superiore al 40% si era vista soltanto in tre occasioni:
1️⃣ 2000 (prima della bolla dot-com)
2️⃣ 2007 (prima del fallimento Lehman Brothers)
3️⃣ 2021 (prima della guerra e crisi energetica)

Tre date che ogni investitore ricorda.
Non per i massimi che segnarono, ma per ciò che venne dopo.

Nello stesso arco di tempo (ultimi 12 mesi), l'indice S&P 500 ha reso circa il 20% (dividendi inclusi).
Quando la leva finanziaria corre ad una velocità più che doppia rispetto all'indice, il messaggio è limpido.
Una parte del rialzo non è comprata, è presa in prestito.

E questo indicatore parla in entrambe le direzioni; i grandi smontamenti della leva (2002, 2009, 2022), hanno storicamente accompagnato i minimi dei mercati ribassisti.
L'euforia semina; la paura raccoglie.

⚖️ 𝐈𝐥 𝐜𝐨𝐧𝐭𝐞𝐬𝐭𝐨 𝐜𝐡𝐞 𝐢 𝐭𝐢𝐭𝐨𝐥𝐢 𝐝𝐢 𝐠𝐢𝐨𝐫𝐧𝐚𝐥𝐞 𝐧𝐨𝐧 𝐫𝐚𝐜𝐜𝐨𝐧𝐭𝐚𝐧𝐨

Lo stesso dato, però, cambia volto se misurato con il metro giusto (slide 4).
In rapporto alla capitalizzazione del mercato azionario USA (stimato tramite l'indice Wilshire 5000), il margin debt vale oggi circa il 1,90% quindi sotto i picchi del 2000 (2,10%), 2007 (2,85%) e 2021 (2,05%).
Naturalmente, la dimensione complessiva del mercato azionario statunitense è cresciuta in modo esponenziale.
Quindi è logico che l’ammontare di liquidità presa in prestito per investire in azioni, aumenti di pari passo con la crescita complessiva del mercato.
Il mercato sale, e con lui la base su cui la leva si appoggia.

🎯 𝐋𝐚 𝐯𝐚𝐫𝐢𝐚𝐛𝐢𝐥𝐞 𝐝𝐞𝐜𝐢𝐬𝐢𝐯𝐚: 𝐥𝐚 𝐜𝐨𝐧𝐜𝐞𝐧𝐭𝐫𝐚𝐳𝐢𝐨𝐧𝐞

La leva non si distribuisce mai in modo uniforme, ma si addensa dove abita la certezza collettiva.
Oggi quella certezza ha un nome - intelligenza artificiale - e strumenti dedicati, come gli ETF a leva.
Posizioni simili, costruite dagli stessi investitori, sugli stessi temi.

Il meccanismo che ne deriva è tanto potente quanto simmetrico.
In salita si autoalimenta perché:
➡️ i prezzi crescono
➡️ le garanzie valgono di più
➡️ si può prendere in prestito ancora
➡️ si compra ancora

In discesa, tutto questo, si inverte con violenza; basta una crepa in uno degli anelli della catena - semiconduttori, piattaforme cloud, data center - perché le richieste di reintegro colpiscano simultaneamente le stesse posizioni, detenute dagli stessi investitori.
E le vendite forzate di pochi diventerebbero, in poche sedute, il prezzo di tutti.

🧭 𝐂𝐨𝐬𝐚 𝐬𝐞 𝐧𝐞 𝐟𝐚 𝐮𝐧 𝐢𝐧𝐯𝐞𝐬𝐭𝐢𝐭𝐨𝐫𝐞 𝐜𝐨𝐧𝐬𝐚𝐩𝐞𝐯𝐨𝐥𝐞

Il margin debt non è un semaforo.
Non dice quando vendere né quando comprare.
Misura quanta convinzione il mercato ha preso in prestito.
E la storia insegna che la convinzione a debito è la prima ad essere restituita, di solito tutta insieme.

Per chi investe con metodo, le implicazioni sono concrete:

📌 dimensionare ogni posizione in modo che nessuno scenario obblighi a vendere
📌 diversificare proprio dove l'euforia concentra
📌 presidiare la liquidità come si presidia un confine

Nei mercati esiste una sola ricchezza davvero strategica.
La libertà di scegliere il proprio tempo.
Perchè il coraggio si può prendere in prestito.
Ma la solidità, no, quella va costruita.

🔹🔹🔹🔹🔹🔹🔹🔹🔹🔹🔹🔹🔹🔹🔹🔹

Ogni giorno affianco imprenditori, professionisti e famiglie nella costruzione, protezione e valorizzazione del patrimonio, attraverso un approccio fondato su metodo, trasparenza ed efficienza.
Se desideri valutare con maggiore attenzione il tuo portafoglio, comprendere dove può essere migliorato o semplicemente capire da dove iniziare per impostare un percorso patrimoniale più solido, sarò lieto di approfondire il tema con te.
Possiamo parlarne senza impegno.

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𝐋𝐀 𝐃𝐈𝐒𝐂𝐈𝐏𝐋𝐈𝐍𝐀 𝐂𝐎𝐌𝐏𝐑𝐀 𝐐𝐔𝐀𝐍𝐃𝐎 𝐋𝐀 𝐏𝐀𝐔𝐑𝐀 𝐕𝐄𝐍𝐃𝐄I migliori acquisti nella vita di un investitore hanno quasi tutti la stessa c...
16/07/2026

𝐋𝐀 𝐃𝐈𝐒𝐂𝐈𝐏𝐋𝐈𝐍𝐀 𝐂𝐎𝐌𝐏𝐑𝐀 𝐐𝐔𝐀𝐍𝐃𝐎 𝐋𝐀 𝐏𝐀𝐔𝐑𝐀 𝐕𝐄𝐍𝐃𝐄

I migliori acquisti nella vita di un investitore hanno quasi tutti la stessa caratteristica; sul momento, sembravano un errore.
Novembre 2008, marzo 2020, febbraio 2022; chi comprava in quei giorni non si sentiva lungimirante, si sentiva solo.
Sapere che i ribassi sono occasioni non basta, lo ripetono tutti, col senno di poi.
Il difficile è agire nel mezzo della tempesta, mentre tutto suggerisce il contrario.
A meno di non aver scritto quella decisione prima, dentro le regole del proprio piano.

🔍 𝐈𝐥 𝐥𝐢𝐦𝐢𝐭𝐞 𝐬𝐢𝐥𝐞𝐧𝐳𝐢𝐨𝐬𝐨 𝐝𝐞𝐥 𝐩𝐢𝐚𝐧𝐨 𝐝𝐢 𝐚𝐜𝐜𝐮𝐦𝐮𝐥𝐨

Il piano di accumulo (PAC), è uno strumento prezioso, perchè si investe una cifra fissa ogni mese e il risparmio diventa abitudine.
Trasforma il risparmio in metodo, diluisce l'ingresso sul mercato, disinnesca la domanda più paralizzante di tutte - "è il momento giusto per entrare?".
Ma ha anche un limite di cui si parla poco; è indifferente.
Si versa la stessa cifra quando i prezzi sono ai massimi storici e quando il mercato è in saldo.
La sua forza - la costanza - è anche il suo confine.
Perchè si considera ogni mese come uguale agli altri.
E i mesi, sui mercati, uguali non sono mai.

📌 𝐔𝐧𝐚 𝐫𝐚𝐭𝐚 𝐜𝐡𝐞 𝐚𝐬𝐜𝐨𝐥𝐭𝐚 𝐢𝐥 𝐦𝐞𝐫𝐜𝐚𝐭𝐨

L'evoluzione si chiama SMART PAC.
La rata diventa flessibile, secondo una regola definita prima, non decisa durante.
Il criterio è la distanza tra il prezzo corrente e il proprio prezzo medio di carico.
Finché il mercato resta sopra quel valore, o entro un -10%, il versamento è ordinario, quindi 200 euro.
Ma se il mercato scende oltre, come si agisce?

➡️ tra -10% e -15% il versamento sale a 300 euro (1,5x)
➡️ tra -15% e -20% raddoppia a 400 euro (2x)
➡️ oltre il -20% il versamento passa a 600 euro (3x)

Nessuna previsione, nessuna scommessa; funziona come un termostato, che non indovina il minimo ma risponde a soglie.
Con una proprietà più elegante, perchè le rate maggiorate abbassano rapidamente il prezzo medio di carico, così il meccanismo si autoregola e rientra da solo.

📊 𝐓𝐫𝐞 𝐢𝐧𝐯𝐞𝐬𝐭𝐢𝐭𝐨𝐫𝐢 𝐞 𝐮𝐧 𝐬𝐨𝐥𝐨 𝐦𝐞𝐫𝐜𝐚𝐭𝐨

Gennaio 2005.
Alessio, Luca e Silvia hanno la stessa età, lo stesso orizzonte e lo stesso obiettivo.
Vogliono costruire un capitale futuro investendo sull'azionario globale, attraverso l'indice MSCI World.
Nessuno immagina che di lì a pochi anni la finanza mondiale vivrà la crisi più profonda dal 1929 (fallimento Lehman Brothers).
A distinguerli non è la meta, ma il modo di mettersi in viaggio.

1️⃣ Alessio, imprenditore, dispone già di 20.000 euro fermi sul conto.
Ragiona così; con un orizzonte lungo, ogni giorno fuori dal mercato è un'occasione persa.
Investe tutto subito, in un'unica soluzione (PIC), accettandone l'intera volatilità.

2️⃣ Luca, responsabile d'azienda, quel capitale non ce l'ha; può però destinare 200 euro al mese del proprio stipendio.
Sceglie il piano di accumulo classico (PAC); quindi 100 rate identiche, una al mese, qualunque cosa accada (20.000 euro massimo di investimento).
Cerca la costanza, un'abitudine che non richieda decisioni.

3️⃣ Silvia, libera professionista con entrate variabili, parte dagli stessi 200 euro mensili di Luca.
Ma con il proprio consulente scrive una regola in più, prima di cominciare.
Se il mercato dovesse scendere sotto le soglie predefinite, la rata aumenterà, fino a triplicare.
E così accantona una riserva di liquidità, in modo tale che quella promessa risulti sostenibile nei mesi peggiori.
Non pretende di prevedere, si prepara ex-ante.

Osserviamo cosa è successo 20 anni dopo (al 31 dicembre 2025), con 4 tempeste incluse nel viaggio (la crisi finanziaria globale, la crisi dell'Eurozona, la pandemia e la guerra):
1️⃣ Alessio (PIC): 20.000 euro sono diventati 86.839 euro; rendimento complessivo +334% (pari al 7,25% annuo).
2️⃣ Luca (PAC): 20.000 euro sono diventati 81.657 euro; rendimento complessivo +308% (pari all'8,57% annuo).
3️⃣ Silvia (Smart PAC): 24.500 euro sono diventati 106.097 euro; rendimento complessivo +333% (pari all'8,96% annuo, il migliore dei tre).

Ma il dato più eloquente è un altro.
Su 100 rate, soltanto 18 hanno chiesto a Silvia uno sforzo aggiuntivo - tutte tra il 2008 e il 2009 - proprio i mesi in cui comprare sarebbe stato insensato per chiunque.
Quei 4.500 euro in più - difficili da investire in quei momenti - valgono oggi oltre 24.400 euro di differenza rispetto a Luca (ogni euro versato nella paura ne è diventato più di cinque).

E Alessio?
Per onestà intellettuale, è giusto evidenziare che in valore assoluto ha battuto Luca, in quanto chi dispone subito del capitale - e ne regge la volatilità - è storicamente premiato dal tempo trascorso sul mercato.
La notazione più fine, però, è che Silvia ha ottenuto quasi lo stesso rendimento di chi il capitale lo aveva tutto dal primo giorno, come Alessio.
Il piano di accumulo risponde infatti ad una esigenza diversa, ossia costruire un patrimonio che ancora non esiste, poco alla volta.

🧭 𝐈 𝐜𝐨𝐧𝐟𝐢𝐧𝐢 𝐝𝐞𝐥 𝐦𝐞𝐭𝐨𝐝𝐨

Il PAC o SMART PAC non è "market timing", non prevede nulla, ma obbedisce ad alcune regole.
Non elimina il rischio, perchè a marzo 2009 anche Silvia vedeva un -39% sul versato (Luca -44% e Alessio -55%); chi non tollera i segni meno deve lavorare prima sull'asset allocation, non sulla tecnica d'ingresso.
E questo presuppone una riserva di liquidità dedicata, dimensionata perché il piano regga proprio quando serve di più.
Soglie, moltiplicatori e tetto massimo di versamento non sono dogmi, e vanno calibrati su reddito, orizzonte e profilo di rischio.
È qui - nel disegno su misura, prima ancora che nell'esecuzione - che la consulenza crea il suo valore.
La prossima correzione arriverà; nessuno può dirti quando, e conviene diffidare di chi lo promette.
La domanda che conta è un'altra.
Il tuo piano la subirà, o saprà usarla?

Ulisse non superò le sirene grazie al coraggio, ma facendosi legare all'albero prima di udirne il canto.
Nei mercati vale lo stesso; le regole migliori si scrivono quando il mare è calmo, perché è allora che decidiamo chi saremo nella tempesta.

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