GUARDIE GIURATE NEWS

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Guardia giurata

La guardia giurata, propriamente detta "guardia particolare giurata" (GPG), è un privato cittadino che possiede i requisiti utili al rilascio di un titolo di polizia è quindi autorizzato dallo Stato ai sensi dell'art. 133 del TULPS a tutelare i beni, mobili ed immobili di privati o enti anche pubblici. Tuttavia non può tutelare le persone, la cui tutela dell'incolumità è onere e p

rerogativa esclusivamente dell'Autorità di pubblica sicurezza (art. 1 del TULPS). Le Guardie Giurate fanno riferimento quasi sempre ad un Istituto di vigilanza privata; più di rado a enti o privati, e purché diretti proprietari dei beni da tutelare. Il titolo di "guardia particolare giurata" è soggetto a rinnovo ogni due anni previa verifica delle autorità preposte della persistenza dei requisiti psico-fisico-attitudinali nonché legali. La guardia particolare giurata è inquadrata giuridicamente come "incaricato di pubblico servizio", benché alcune sentenze della Corte di cassazione ne abbiamo evidenziato anche la qualità di "agente di polizia giudiziaria" e di "pubblico ufficiale"; ma solo quando, in determinate specifiche occasioni, chiamata a prestare soccorso ad altri agenti o ufficiali di pubblica sicurezza Art.139 TULPS. I poteri delle guardie giurate sono si rifanno ad un ordinamento del 1931. Da qualche anno si parla di una imminente riforma del settore della vigilanza privata, resa ormai necessaria dallo scenario attuale in cui le odierne guardie giurate si trovano ad operare. Le GPG possono stendere dei verbali in relazione al servizio cui sono destinate; ma questi fanno fede in giudizio fino "prova contraria" e non a fino a "querela di falso" come avviene per gli agenti di polizia giudiziaria. Il "porto di pi***la" di cui sono quasi sempre dotate le GPG è per "difesa personale" con tassa governativa ridotta; quindi dà diritto al porto, anche fuori servizio, in tutto il territorio nazionale, isole comprese, con le limitazioni imposte dalla legge (non si può portare l'arma negli stadi, nei seggi elettorali, nelle pubbliche assemblee, riunioni politiche, ecc.). Quello di fucile rilasciato invece raramente e dalle questure per chi effettua trasporto valori, consente il Porto solo durante il servizio. Il rinnovo del "porto d'armi" è biennale e solitamente coincide con quello del "decreto di nomina". Alle GPG che prestano servizio armato, quindi, vengono rilasciate due differenti "autorizzazioni di polizia", seppur collegate fra loro; questo perché in qualche luogo i regolamenti delle questure prevedono solo il servizio disarmato, come nel caso del controllo negli aeroporti; in altri casi, lo stesso cliente dell'Istituto di vigilanza richiede guardie prive di pi***la. Di conseguenza, anche se raramente, alcune prefetture rilasciano il decreto ma non il porto. Alle GPG armate viene poi concesso dalla legge meno potere nell'uso delle armi rispetto ai "pubblici ufficiali": esse, anche in servizio, possono farne uso solo per legittima difesa (anche di terze persone); e gliene viene concesso l'uso legittimo come agli agenti e ufficiali di pubblica sicurezza, per la repressione in flagranza di determinati delitti. Alle guardie particolari giurate e gli istituti di vigilanza dai quali esse per lo più dipendono, i titoli vengono rilasciati dalla prefettura; il controllo sull'operato viene poi espletato della questura. Come anche del questore è il regolamento provinciale sulle modalità del servizio e le dotazioni. del 133 TULPS : Gli enti pubblici, gli altri enti collettivi e i privati possono destinare guardie particolari alla vigilanza o custodia delle loro proprietà mobiliari o immobiliari. Possono anche,con l'autorizzazione del Prefetto, associarsi per la nomina di tali guardie da destinare alla vigilanza o custodia in comune delle proprietà stesse.

27/03/2026

controllo a distanza dei lavoratori
Il controllo a distanza dei lavoratori è disciplinato dall'art. 4 dello Statuto dei Lavoratori, che ne vieta l'uso per monitorare l'attività lavorativa. È consentito esclusivamente per esigenze organizzative, produttive, sicurezza sul lavoro o tutela del patrimonio, previa sottoscrizione di un accordo sindacale o autorizzazione dell'Ispettorato del Lavoro.
Ecco i punti chiave e le normative di riferimento:
Finalità Legittime: Telecamere e strumenti informatici possono essere installati solo per organizzazione, sicurezza e protezione del patrimonio aziendale.
Accordo Sindacale o Autorizzazione: L'installazione richiede un accordo con le rappresentanze sindacali (RSU/RSA) o l'autorizzazione dell'Ispettorato Territoriale del Lavoro.
Obbligo di Informazione: Il lavoratore deve essere informato in modo chiaro e per iscritto sull'uso degli strumenti di controllo e sulle modalità di trattamento dei dati (GDPR).
Luoghi Vietati: È assolutamente illecita la presenza di telecamere in spogliatoi, bagni, o luoghi destinati al riposo.
Smart Working: Il monitoraggio continuo del lavoratore in smart working è vietato. Tuttavia, è lecito il controllo degli strumenti di lavoro (PC, smartphone) per finalità di sicurezza, se informato.
Geolocalizzazione: Il Garante Privacy ha vietato l'uso di GPS per il tracciamento dei dipendenti al fine di verificarne l'attività.
Conseguenze Violazione: La mancata osservanza delle procedure rende le prove inutilizzabili e può comportare sanzioni penali e pecuniarie per il datore di lavoro.

19/03/2026
10/02/2023

SERVIZI FIDUCIARI E GUARDIE GIURATE: CHI PROTEGGE CHI PROTEGGE?
All’interno del sito https://chiprotegge.it è possibile compilare un form per raccontare la propria esperienza di lavoratore/lavoratrice nel settore della Vigilanza Privata armata e non armata (Servizi Fiduciari e Guardie Giurate).

Sono tante le persone che in questi giorni ci hanno scritto e oggi vogliamo raccontarvi la testimonianza di M. una lavoratrice mamma, part-time che ci ha trasmesso la sua storia.

“Sono M. e sono mamma di due bimbi di 5 e 3 anni.
Lavoro per i servizi fiduciari ed in media faccio tra le 50/65 ore settimanali, svolgendo soprattutto turni di notte da 13 ore.
Mi piace il mio lavoro, lo svolgo con passione, precisione e tanta voglia di fare anche per poter crescere professionalmente, ma purtroppo l'impegno e la dedizione e soprattutto la necessità di far vivere una vita dignitosa ai miei figli non produce buoni frutti a livello salariale.

Spero vivamente che le istituzioni si rendano conto della situazione di tutto il comparto e che possano far si che questo massacro termini.
Purtroppo devo fare la mamma part time per poter dare ai miei figli l'indispensabile e questo non è dignitoso!”.

QUANTE M. ASPETTANO IL RINNOVO DEL CONTRATTO NAZIONALE?

In Italia migliaia di lavoratrici e lavoratori attendono da più di 7 anni una firma che garantirebbe loro un giusto salario ed adeguate tutele e diritti.

Dove sono le Istituzioni?
Le Istituzioni dovrebbero intervenire per esortare le associazioni datoriali a firmare un rinnovo contrattuale che non contenga cancellazione di diritti e salari bassi, considerando anche l’aspetto che migliaia di lavoratori e lavoratrici sono in appalto presso committenze pubbliche.

Non ci fermeremo!

Se chi ci protegge non è protetto, nessuno è al sicuro.
Scopri la campagna e raccontaci la tua storia visitando il sito https://chiprotegge.it

Siamo pronti a pubblicarla.

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Via DEL FICO 2
Civitavecchia
00053

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