19/12/2023
Comunicazione pubblica
Nella giornata di domenica 10 dicembre, alle 5 am circa un nuovo incendio è divampato in Seval, interessando un’area di stoccaggio del nostro stabilimento dedicata ai rifiuti elettronici non pericolosi (raggruppamento R4) prelevati dalle isole ecologiche e in attesa di essere avviati a trattamento.
Il servizio di guardiania in funzione 7/24, che prevede passaggi ogni pochi minuti nei punti più critici, ha individuato la fiamma e ha immediatamente avvisato i colleghi preposti e i VVFF. Nonostante l’intervento pronto dei VVFF e delle squadre interne Seval, l’incendio si è rapidamente sviluppato causando il crollo della tettoia a copertura dei rifiuti, proteggendo il rogo e complicando e allungandone lo spegnimento. L’incendio è stato domato intorno alle ore 14:00, circa un’ora dopo l’autorizzazione alla rimozione della tettoia.
Gli effetti dell’incendio sono stati purtroppo amplificati dalla sfortunata combinazione metereologica (assenza di vento e bassa pressione) che ha mantenuto i fumi a bassa quota, interessando le abitazioni della zona. L’odore aspro e pungente si è percepito anche a significative distanze. ARPA ha effettuato misure qualitative solo di alcuni parametri in tre località sottovento, ricercando alcuni parametri significativi per combustione. L’unico aumento rilevato è stato relativo agli NOx, tuttavia ancora molto inferiori alle relative soglie di allerta, come mostrato dai dati della centralina meteo di Colico (1). La strumentazione di campionamento per altri microinquinanti (diossine, IPA, etc) nell’area della Croce Rossa di Colico ha indicato valori – a giudizio delle autorità competenti – tranquillizzanti (2). La rete interna di raccolta delle acque ha consentito di trattenere tutte le acque di spegnimento. Nulla è stato quindi sversato nei corsi superficiali e in fognatura (3). L’ispezione ARPA ha confermato l’assenza di criticità nel corpo idrico a valle.
Pur lasciando alle autorità competenti la determinazione della causa dell’incendio, la nostra opinione è che esso sia stato originato dalla presenza di batterie a litio-ione presenti nei rifiuti elettronici. Tali batterie, normalmente stabili, possono in rarissimi casi a causa dell’utilizzo pregresso intenso, del deterioramento dovuto a utilizzi impropri, dell’umidità o a causa di deformazioni meccaniche, provocare una fiamma breve ma molto intensa che si sarebbe propagata ai materiali plastici circostanti (parti in plastica e legno delle apparecchiature, cavi, etc).
Tali batterie dovrebbero essere rimosse dai rifiuti elettrici ed elettronici e conferite separatamente in altri contenitori presenti nelle isole ecologiche. Tuttavia è frequente trovare nei nostri rifiuti le batterie al litio ione non rimosse dalle apparecchiature, talvolta per una insufficiente conoscenza del problema da parte dei cittadini e degli operatori delle piattaforme ecologiche, talvolta perché si tratta di batterie integrate nelle apparecchiature, purtroppo sempre più diffuse (si*****te elettroniche, telefoni cellulari, aspirapolveri, computer portatili, giochi per bambini, etc). I nostri processi prevedono, come operazione preliminare al trattamento, la cosiddetta messa in sicurezza, ovvero la rimozione durante le prime fasi del processo di recupero, di tutti i componenti critici, tra cui anche le batterie. I rifiuti interessanti dall’incendio sarebbero stati sottoposti a tale processo nei giorni successivi.
Va sottolineato inoltre che tali rifiuti, ricchi di potenziali nuove materie prime, costituiscono una risorsa per Seval, che li acquista versando un corrispettivo ai Sistemi Collettivi dei produttori. Tali rifiuti, raccolti presso gli ecocentri comunali in cassoni e altri contenitori, sono prelevati da Seval secondo tempistiche molto stringenti, in forza di un’autorizzazione che vede il coinvolgimento di tutte le Autorità (Provincia, Comune, ARPA, ATS, VVFF, etc) e in forza di un accreditamento presso il Centro di Coordinamento RAEE che fissa ulteriori requisiti relativi alla qualità del trattamento.
Seval opera e ha sempre operato cercando di raggiungere i migliori standard ambientali, operativi e di sicurezza, anche antincendio (4). Al momento dell’evento, le quantità in impianto erano largamente al di sotto dei quantitativi autorizzati, collocati nelle aree previste dall’autorizzazione. Tuttavia il problema delle batterie al litio è, negli ultimi anni, diventato più rilevante rispetto al passato, data la sempre crescente diffusione di apparecchiature portatili con batterie che aumenta le probabilità di innesco. Constatando il fallimento del cosiddetto Ecodesign (ovvero costringere i produttori a immettere sul mercato apparecchiature con batterie rimuovibili e non integrate), l’insensata continua produzione e importazione di articoli di dubbia utilità e qualità, nonché l’insufficiente coscienza ecologica di una parte della popolazione che non rispetta le indicazioni per la corretta differenziazione delle apparecchiature e delle batterie, l’azione degli operatori e di Seval deve fare necessariamente un grande passo in avanti, anche se non richiesto dalla normativa.
A tal proposito, le ipotesi di lavoro che saranno discusse nelle opportune sedi con le autorità competenti sin dai prossimi giorni, sono le seguenti:
• Drastica riduzione degli stoccaggi di materiali potenzialmente contenenti batterie al litio ancora da lavorare, regolando gli ingressi sulle sole quantità lavorabili in tempi brevi. Tale azione richiede che il servizio presso le isole ecologiche possa accettare alcuni ritardi nei servizi di svuotamento. Siamo in contatto con il sistema nazionale di gestione per ottenere un cambiamento nei regolamenti in tal senso.
• Gli stoccaggi per tali materiali più compartimentati e protetti. Eliminazione dei cumuli per i materiali che possono contenere batterie al litio.
• Rescissione entro il 31.12 di tutti i contratti di ritiro e selezione delle batterie che possono contenere batterie al litio, uscendo a tempo indeterminato dal settore. L’azienda resterà attiva per il trattamento e il commercio di batterie a bassissimo rischio di incendio (5).
• Cessazione dell’attività di trattamento delle pile al litio a bottone.
• Cessazione dell’attività di rimozione delle batterie al litio primario dagli apparati Telepass.
Indipendentemente dalle scelte che Seval compierà nei prossimi mesi, riteniamo necessario che tutti gli attori coinvolti operino un ripensamento dell’intera filiera di gestione dei RAEE al fine di prevenire incidenti come quelli appena accaduti, che sono solo gli ultimi di una lunga serie che ha coinvolto gran parte degli operatori italiani ed europei (6).
Come sempre fatto anche in passato, la società sarà aperta al confronto con la società locale, associazioni, enti, scuole o gruppi. Saranno organizzate momenti di visita durante l’attività in modo che tutti possano conoscere i nostri processi e i risultati, a nostro avviso importanti, che l’azienda apporta all’economia circolare.
Per gli interessati, la presente relazione integrata con maggiori dettagli tecnici, è presente sul nostro sito web (www.seval.net).
(1) Valore massimo alle ore 11:30: 26 μg/Nm3 NO e 33 μg/Nm3 NO2 a fronte del un limite 200 μg/Nm3)
(2) Diossine (in picogrammi): 0,036; 0,029; 0,037 a fronte di una indicazione generica di soglia da parte dell’OMS pari a 0,300 e valori misurati in assenza di eventi pari a 0,100; Benzoapirene: 3,35; 3,94; 3,91 a fronte di un limite medio annuale pari a 1,00 che non sarà influenzato in modo significativo dall’evento.
(3) L’acqua di spegnimento è stata inviata a trattamento nell’impianto autorizzato della ditta Zanetti Arturo
(4) Il sistema antincendio Seval è costituito da una vasca di accumulo da 85.000 litri allacciata all’acquedotto comunale, tre anelli antincendio da una p***a elettrica e una p***a indipendente di riserva a gasolio, idranti soprasuolo UNI70, naspi, cassette con manichette UNI45, maschere pienofacciali, autorespiratore, sistema di estintori a polvere, a CO2, idrici, a schiuma, sistema di allarme manuale acustico e luminoso, videocamere diffuse, coperta termica, termocamera fissa e portatile, guardiania antincendio 24/7 compresi festivi e giorni di chiusura, 25 addetti antincendio interni.
(5) Alcaline, zinco carbone, nichel cadmio, nichel metallo idrato, pacchi 6V/9V, batterie al piombo
(6) In Italia abbiamo avuto notizie di molti incendi. Qui di seguito i più rilevanti causati dalle batterie al litio che hanno coinvolto impianti RAEE:
• Treee Srl (Rho, luglio 2023). Magazzino collassato, azienda ferma fino a data da destinarsi
• Sider Rottami Srl (Pesaro, maggio 2023)
• Amiat Srl (Volpiano, TO, aprile 2023)
• Aura Srl (Perugia, aprile 2023). Lungo fermo produttivo e cassa integrazione
• Rimel Srl (Pollenza, MC, dicembre 2022). Magazzino collassato, azienda chiusa
• Amiat Srl (Volpiano, TO, agosto 2022)
• Raeeman Srl (Sale, AL, dicembre 2021). Incendio di pile li-ion
• Stena Recycling Srl (Angiari, VR, dicembre 2021)
• Transistor Srl (Torino, ottobre 2021)
• Sirmet Srl (Latina, luglio 2021)
• Aura Srl (Perugia, marzo 2021)
• Amiat Srl (Volpiano, TO, novembre 2020)
• Raetech Srl (Foiano della Chiana, AR, marzo 2019). L’azienda è uscita dal mercato dei RAEE domestici
• Raetech Srl (Foiano della Chiana, AR, luglio 2016). Danni alla linea produttiva
• Transistor Srl (Torino, marzo 2015). Danni alle linee produttive, azienda chiusa per mesi