02/01/2026
Il soffitto del locale Le Constellation a Crans-Montana, scenario della tragica vicenda di Capodanno 2026, era coperto da pannelli in poliuretano non trattati con ritardanti di fiamma, materiale quindi estremamente infiammabile.
Questo ha generato un "flashover": le fiamme, accese dalle candele pirotecniche, hanno lambito il soffitto, innescando un incendio fulmineo di tutti gli elementi combustibili presenti e liberando fumi tossici letali.
La normativa per tali strutture impone sistemi di prevenzione incendi, percorsi di evacuazione idonei, allarmi rapidi, compartimentazioni, estintori e impianti automatici di spegnimento. L'installazione di un ordinario sistema sprinkler, capace di ridurre la temperatura, limitare le fiamme e mitigare i fumi, avrebbe potuto scongiurare questa devastante perdita di vite.
Tali disposizioni mirano a ostacolare la diffusione del fumo, a diminuire il calore e a concedere ai presenti quei preziosi minuti che distinguono la sopravvivenza dalla tragedia.
Non tutti sarebbero usciti illesi, ma l'impatto dell'evento sarebbe stato drasticamente contenuto.
Ribadiremo sempre che le norme di sicurezza nascono da esperienze tragiche pregresse e trascurarle significa trasformare le vittime non in casi sfortunati, ma in un costo pagato per la negligenza di chi considera la prevenzione un mero onere economico.
È tempo di fare un salto culturale: iniziamo seriamente a considerare la sicurezza e la prevenzione come un imperativo etico e di responsabilità verso la vita umana e non come una noiosa e semplice incombenza burocratica che porta via tempo e denaro.