14/10/2025
Spesso i nostri clienti ci chiedono, "devo chiedere autorizazzione al comune per poter' installare una targa?", o ancora "pagherò l'imposta pubblicitaria?". La risposta non è così scontata, esistono delle regole di base di cui dover' tenere conto. Le targhe professionali non sono soggette a imposta se hanno dimensioni ridotte e contengono solo le informazioni essenziali (nome, cognome, professione, sede), come specificato dalla sentenza n. 16722/2010 della Corte di Cassazione.
È obbligatorio presentare una Segnalazione Certificata di Inizio Attività (SCIA) al Comune prima di installare la targa, seguendo le indicazioni del Comune stesso. La mancata segnalazione può comportare sanzioni amministrative. Ogni Comune ha un regolamento specifico che può imporre restrizioni su dimensioni, materiali e posizionamento. Spesso le dimensioni sono limitate, ad esempio a 30x40 cm o 20x30cm, a seconda del comune e del tipo di studio. I materiali devono essere conformi ai regolamenti locali, che spesso prediligono metalli, vetro o plastica rigida opaca, evitando superfici lucide o colori troppo vivaci. Le targhe non devono sporgere dal muro oltre un limite definito dal comune, tipicamente di pochi centimetri. Bisogna poi tenere conto delle regole condominiali, le targhe professionali possono essere installate sugli spazi comuni come facciate e androni, ma è necessario rispettare le regole condominiali, che possono prevedere il consenso dell'assemblea. C'è poi una normativa riguardo aree di particolare valore storico-architettonico o paesaggistico, è necessario in questi casi ottenere un'autorizzazione preventiva dalla Soprintendenza e/o un nulla osta del Comune. Per le professioni sanitarie, è necessaria un'autorizzazione specifica dell'ordine professionale di riferimento. Un altro punto su cui porre attenzione sono i vincoli stradali, se la targa è visibile da strade statali, regionali o provinciali, è necessario un nulla osta tecnico dell'ente proprietario della strada.
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