Spazio TALEE

Spazio TALEE Spazio TALEE per il benessere psicologico di bambini, adolescenti e adulti.

Dedicato a tutti i bambini e le loro famiglie e anche e soprattutto ai PAPÀ https://www.facebook.com/100044165512791/pos...
19/03/2021

Dedicato a tutti i bambini e le loro famiglie e anche e soprattutto ai PAPÀ

https://www.facebook.com/100044165512791/posts/298834318265416/?d=n

Genitori di bambini piccoli sempre più stremati e soli di fronte a questo nuovo lockdown. Costretti a gestire da mattina a sera i figli in uno stato di reclusione e senza nessun supporto. E di conseguenza il pomeriggio i giardini si riempiono...

Qualche consiglio per gestire la fase 2 con gli adolescenti. Buona lettura!https://www.facebook.com/607285592681142/post...
05/05/2020

Qualche consiglio per gestire la fase 2 con gli adolescenti. Buona lettura!

https://www.facebook.com/607285592681142/posts/2980575768685434/?d=n

LA FASE DUE E GLI ADOLESCENTI: REGOLE CHIARE, FIDUCIA, PATTO DI CORRESPONSABILITA’
E’ cominciata la fase 2, in mezzo a mille dubbi. Deve essere difficile per chi ci governa capire che cosa permettere e che cosa vietare. La paura che nella fase 2 ci sia una riacutizzazione del contagio è più che concreta. Precauzione sembra essere la parola d’ordine. E’ più che comprensibile. Ma fermo restando che contenere il contagio il più possibile è la priorità numero uno, un pensiero specifico va rivolto agli adolescenti, che rappresentano forse la categoria meno vista. Infatti, sono stati inseriti nella generale e generica categoria dei minori, senza nessun tipo di distinguo per ciò che li riguarda. Il che significa che le aspettative sulla loro fase 2 sono identiche a quella riservate ai bambini della scuola primaria o ai preadolescenti. Ma gli adolescenti hanno competenze e sono in grado di comportarsi in modo totalmente differente rispetto a bambini e preadolescenti. Se è vero che uso delle mascherine e distanziamento sociale rappresentano i due aspetti più rilevanti per il contenimento del contagio, gli adolescenti appartengono ad una fascia d’età che è perfettamente in grado di adempiere a tali obblighi di legge con totale consapevolezza e in piena autonomia. Inoltre, nella prima fase della pandemia, hanno dimostrato una responsabilità pressoche totale nei confronti degli obblighi di legge che da un giorno all’altro li hanno messi in lockdown, chiusi nelle loro stanze senza alcuno spazio d’azione. Si sono dimostrati non solo obbedienti, ma perfettamente consapevoli di quanto il loro comportamento avrebbe fatto la differenza nella diffusione del contagio. Si sono responsabilizzati e sensibilizzati nei loro social, promuovendo una serie di messaggi che hanno rappresentato un esempio di educazione tra pari, che nessun progetto gestito dagli adulti avrebbe saputo uguagliare in modo così efficace. Noi genitori ci siamo preoccupati che non ce la facessero, presi dalla nostra ansia iperprotettiva. Ma giorno dopo giorno, i nostri figli ci hanno convinto a dismettere la nostra abitudine ad essere “mamme spazzaneve” e “papà elicottero”. Forse a loro oggi non serve far visita a un “congiunto”, ma a un amico del cuore, che per loro vale più di un tesoro, proprio come dice il proverbio. Potrebbero aver bisogno di riabbracciare il proprio ragazzo o ragazza: gli amori in adolescenza non sono questione da poco. Potrebbero organizzarsi con il loro coach della squadra che ne allena su un campo all’aperto due, tre o quattro per volta, rispettando le regole di distanziamento sociale. Per molte specialità sportive questo è più che possibile. Penso che sia fondamentale che loro sappiano che cosa è possibile fare e come farlo in sicurezza per sé e per la collettività. Se “responsabilità “ e “sacrificio” sono state le prime due parole che abbiamo rivolto a loro, in questo momento ne aggiungerei una terza: fiducia. Possiamo allearci con loro e loro possono allearsi fra loro. Penso che tutto questo diventi ancora più importante a partire da metà giugno. Finirà la scuola, avranno davanti un’estate intera da vivere in un modo completamente diverso da ciò che è sempre stato. Essere protagonisti attivi e visibili nella comunità rimanendo collaboratori competenti della prevenzione del contagio: questa è la sfida. E gli adolescenti possono riuscirci. Ma noi dobbiamo dare loro tre cose: regole chiare, fiducia e un patto di corresponsabilità.
Il dibattito è aperto. penso che questo testo possa essere letto direttamente ai ragazzi e possa essere condiviso e commentato tra noi genitori, docenti ed educatori. Credo davvero che in questa fase il Governo sia attento e desideroso di ascoltare ciò che abbiamo da dire in modo costruttivo e non polemico. Ciò che sarà di questa pandemia e di noi di fronte ad essa sarà il risultato del lavoro di squadra che riusciremo a fare, tutti insieme.

Il Coronavirus sta costringendo a casa anche molti padri che nella vita quotidiana spesso riescono ad essere poco presen...
11/03/2020

Il Coronavirus sta costringendo a casa anche molti padri che nella vita quotidiana spesso riescono ad essere poco presenti con i figli.
Il dott.Pellai offre uno spunto di riflessione sull’opportunità di trascorrere il tempo insieme e riscoprirsi papà.

ESSERE PADRI AI TEMPI DEL CORONAVIRUS: scrivete una lettera a vostro figlio.

Non sta capitando a tutti. Ma a molti sì. Per la prima volta nella nostra vita, ci siamo fermati. E la salute della collettività è diventata più importante del nostro lavoro. Molti di noi sono a casa, con la propria famiglia.
Per la prima volta, per molti di noi si aprono tempi lunghi di permanenza, dove dobbiamo imparare a sostare. “So-stare con i miei figli?”: questa domanda, che sembra lapalissiana, in realtà non lo è. Perché molti di noi sanno stare con i figli, ma non sostare. Li portiamo a fare sport, li accompagniamo di qua e di là, siamo abili a spingerli nel “fuori”. In effetti, il ruolo del padre è spesso quello di facilitare l’uscita dalla porta di casa del proprio figlio. Adesso invece bisogna tenerli in casa, i nostri figli. Bisogna aiutarli a trovare dentro di sé la pazienza e la capacità di tollerare la frustrazione. I nostri padri e nonni ci avrebbero semplicemente detto che “devi obbedire. E non fare storie, perché altrimenti poi per te sono guai”. Poi, dopo averci detto così, sarebbero probabilmente andati nella loro stanza, oppure sulla poltrona a leggere il giornale oppure a guardare la TIVU. Noi con i nostri figli, invece, ci siamo coinvolti e resi disponibili. E quindi adesso dobbiamo portare queste due caratteristiche nella relazione con loro, vivendo a contatto e reclusi in casa, 24 ore su 24. Ciò che potrebbe sembrare una grande fatica (e in parte lo è, oggettivamente, non solo per noi papà, ma anche per le mamme) potrebbe rivelarsi anche come un’enorme opportunità.
“Adesso non posso”, “Scusa ma devo scappare”, “Perdonami, ma ora non ho tempo”: quante volte abbiamo detto ai nostri figli queste frasi, spinti dai mille impegni che spesso si sono rivelati anche ottimi alibi, per non stare con loro? Ecco, in questi giorni queste frasi hanno perso senso. Perché, in molti ora abbiamo un tempo dilatato, pieno di possibilità, con spazi che ci sembravano impensabili fino a pochi giorni fa. Tra l’altro, tra breve sarà anche la nostra festa: la festa del papà cada il 19 marzo e sarà all’interno di questo tempo sospeso, causato dall’emergenza coronavirus.
Ecco un’idea che voglio darvi per metterci in gioco in questi giorni. Vi invito a scrivere una lettera a vostro figlio, da consegnargli il giorno della festa del papà, quando solitamente sono i bambini a darci una letterina per raccontarci il loro affetto. Provate a pensare a tutte le parole che per fretta o per non abitudine non avete mai detto a vostro figlio. Parole belle, parole che danno senso alla relazione con lui. Bene, ora che abbiamo tempo, proviamo a scriverle quelle parole. Fatelo soprattutto se non ve le siete mai sentite dire dal vostro papà. Molti di noi sono stati figli di padri molto abili a usare parole dure per ti**re fuori il meglio di noi, quando non eravamo all’altezza delle aspettative. Ma spesso, quei padri così capaci di parole severe, non hanno saputo dire invece parole buone, frasi apprezzanti, quando invece sarebbero state così belle e utili per farci sentire “figli adeguati”. Spesso abbiamo rincorso tutta la vita quelle parole che nostro padre non è mai stato capace di dirci. Proprio perché non ce le hanno dette, ne sentiamo un bisogno profondo. Ma spesso non sappiamo quali sono. Per cui, vi lancio un invito. Provate a scrivere una lettera a vostro figlio. Raccontategli tutto il bello che ha messo nella vostra vita. Poi postatemele attraverso un messaggio su facebook o inviatemele via mail.
Il giorno della festa del papà, le quattro lettere più belle riceveranno un dono. Un dono speciale, pieno di parole sulla paternità.
E voi mamme, provate a coinvolgere i padri che avete a fianco e quelli di vostra conoscenza in questa sfida. Trasformiamo questo tempo di vuoto, in un tempo pieno.

Come spiegare la situazione che stiamo vivendo ai nostri bambini.https://www.facebook.com/607285592681142/posts/28210622...
23/02/2020

Come spiegare la situazione che stiamo vivendo ai nostri bambini.
https://www.facebook.com/607285592681142/posts/2821062277970118/?

LA PAURA DEI BAMBINI DI FRONTE AL CORONA VIRUS: ECCO COME DIRE TUTTA LA VERITA’ E AIUTARLI A NON RIMANERE SOMMERSI DALL’ANSIA E DALLA PAURA

Il Coronavirus sta spaventando tutti: il rischio è quello della psicosi collettiva. In questi giorni, la nostra ultimogenita, Caterina di 11 anni, è sensibilmente preoccupata. La sua paura è palpabile. E’ incerta sul da farsi, quando deve uscire di casa per partecipare alle sue consuete attività. Ho preparato un testo che le leggerò oggi. L’ho pensato per lei e per tutti i nostri figli. Dice tutta la verità, né più né meno. Ma prova a dirla in toni molto meno ansiosi di quelli che vengono usati in questi giorni e allarmano allo spasimo la mente dei nostri figli. Provo anche ad “allargare lo zoom”: ovvero, nel dire la verità, faccio considerare non solo gli elementi problematici, ma anche gli aspetti ai quali possiamo attenerci per coltivare dentro di noi una sana “speranza” di non finire uccisi da questo virus. Perché, al momento, credo che sia questa la cosa che spaventa i nostri figli: hanno la falsa credenza che questo virus ci ucciderà tutti. Consiglio anche ai docenti, se riconoscono la validità di questo testo, di inserirlo nei prossimi giorni, nelle letture da fare in classe con i loro alunni. Spero davvero di aver scritto qualcosa che vi risulti utile e che possiate condividere con chi ritenete se ne possa servire.

CARO BAMBINO, TI SPIEGO IL CORONAVIRUS, PERCHE’ CI FA TANTA PAURA E perché, INVECE, NON LO DEVI TEMERE COSI’ TANTO
E’ un virus. E’ così piccolo che lo si può vedere solo in laboratori speciali con microscopi speciali. Ecco perché ci spaventa tanto. Perché è invisibile a occhio n**o. Da sempre noi esseri viventi abbiamo paura di ciò che ci può fare male e che non si può vedere. Succedeva all’uomo delle caverne che andava a caccia di animali feroci che erano nascosti nelle foreste. Lui non li vedeva e doveva andarli a cercare. Loro stavano appostati in luoghi nascosti e, per non essere uccisi, potevano ucciderlo. E’ lì che il nostro cervello ha imparato ad accendere l’emozione della paura. Ci ha dotato della capacità di avvertire un pericolo che non si vede. Ci fa sentire l’allarme quando ancora non abbiamo davanti a noi il pericolo. Così siamo più preparati ad affrontarlo quando ci si presenta davanti.
La paura è come la sirena dell’ambulanza che suona dentro di te. La senti e ti avverte che qualcosa di grave sta per succedere. Bisogna correre all’ospedale per evitare che le cose precipitino.
Il coronavirus, oggi, fa suonare tutte le sirene d’allarme del mondo. Ne parlano in continuazione alla televisione. Ci sono adulti più tranquilli, altri in ansia, altri molto spaventati: e poi c’è gente con i nervi saldi che sta lavorando giorno e notte per combattere questo rischio. Purtroppo hanno cancellato le gite scolastiche. Non si fanno più gli allenamenti sportivi. Sembra di stare in guerra, ti viene da pensare. E così provi una paura difficile da addomesticare.
Non posso togliertela quella paura, ma posso dirti che, mentre è giusto sentire l’allarme per qualcosa che ci minaccia, allo stesso tempo dobbiamo imparare a prendere le cose nella giusta misura e per quello che sono.
E’ vero: il Coronavirus è un nuovo agente di infezione che per la prima volta sta colpendo gli esseri umani. Prima era presenta solo nel corpo di alcuni animali.
E’ vero: il Coronavirus ha contagiato migliaia di persone in Cina e nel mondo e ora è presente nella nazione in cui vivi anche tu.
E’ vero : ci sono persone infettate dal coronavirus che sono morte.
Però, affermato che queste sono tre verità che tutti sappiamo, ecco altre verità che, in questo clima di allarme, vengono raccontate, ma le persone colgono molto meno.
Il contagio al momento ha colpito un numero molto ristretto di persone. La malattia si è localizzata in alcune zone precise, chiamate focolai di infezione. Quando è stata identificata la zona del focolaio, gli esperti hanno preso tutte le precauzioni possibili per non farlo uscire da lì. E’ come un animale in trappola. Ecco perché gli abitanti di alcuni paesi e città sono oggi in isolamento e quarantena. Viene chiesto loro di non uscire dal loro territorio, così da non trasportare il virus in luoghi in cui esso ancora non è arrivato.
La malattia prodotta dal Corona Virus è simile ad un’influenza. Fa tossire, starnutire, dà febbre. In molte persone il virus non produce nemmeno questi sintomi. Solo pochissime persone si ammalano con sintomi molto più gravi, come la polmonite. Ad oggi, il 2% delle persone affette dal virus è morto. Vuol dire che di tutti gli ammalati, muore, purtroppo, una persona su 50. E sappi che tra i malati non ci sono praticamente bambini. Ovvero, sembra che chi ha la tua età, ha una capacità naturale di resistere all’attacco del virus. Che, quindi, per i bambini non rappresenta una reale minaccia.

Inoltre, considera che:
Nei luoghi in cui c’è l’infezione, ci sono migliaia di persone. Di quelle migliaia di persone, pochissime contraggono l’infezione, di quelle pochissime solo 1 su 50 muore. E’ tristissimo sapere che una persona muore per una malattia. Però è importante che tu consideri che la paura che senti, riguarda una minaccia che ha pochissime probabilità di riguardare la tua vita. Ma tutto il mondo, proprio per evitare, che questo accada, oggi si sta dando da fare per evitare che questa infezione si diffonda.
E’ fondamentale perciò che le persone vengano allertate e allarmate. Perché così percepiscono un rischio e imparano a fare tutto quello che serve per evitare che esso si trasformi in un pericolo crescente.
E’ quello che hanno già fatto con te i tuoi genitori da quando sei nato. Ti hanno insegnato che prima di attraversare la strada, devi aspettare che il semaforo diventi verde. Altrimenti rischi di essere tirato sotto da un’automobile. E questo ti ha permesso di imparare ad andare in giro sicuro per il mondo, sapendo come evitare gli incidenti.
Ti hanno insegnato che non si può mangiare solo cotoletta e patatine. Perché il tuo corpo ha bisogno anche di fibre e vitamine che trovi nella frutta e nella verdura. Solo così puoi mantenere un corpo sano.
Ti hanno insegnato che quando navighi in rete non devi fornire le tue generalità – nome, cognome e indirizzo – a nessuno, perché non sai chi c’è dall’altra parte.
Per il Coronavirus è un po' la stessa cosa. Il mondo adesso viene avvertito che la fuorì c’è un virus di cui non conosciamo molte cose. E perciò ce ne dobbiamo difendere.
Ogni giorno nei laboratori, gli scienziati stanno lavorando per trovare un vaccino e una cura. In ogni momento, le persone che ci governano stanno promuovendo leggi per tutelare la nostra salute.
In tutti gli ospedali il personale medico e paramedico è pronto a curare le persone che si ammaleranno. E i malati hanno il 98% di probabilità di guarire. Così come, al momento, la quasi totalità della popolazione ha ottime probabilità di non ammalarsi.
Gli esperti di prevenzione ci dicono di fare poche cose che sono molto importanti:
- se ti viene da tossire e starnutire, fallo nel cavo del gomito. In questo modo, non solo si riduce il rischio di diffondere il coronavirus, ma qualsiasi altro virus respiratorio
- lavati bene le mani, sopra, sotto e tra le dita, con il sapone liquido, per un tempo di alcune decine di secondi. Potresti cantare per intero “tanti auguri a me” mentre ti lavi le mani, così riesci a far durare l’operazione iLgiusto tempo e nel frattempo ti dici una cosa bella e ti metti “dentro” un po' d’allegria
- usa fazzoletti di carta e cestinali subito dopo
- non metterti le mani in bocca, negli occhi, nel naso (ma questo lo sapevi già!) e non mangiarti le unghie. Anzi tienile corte e curate.
Ecco tutto qui: questo è quello che puoi fare tu in prima persona per far fuori quel mostriciattolo fantasma, chiamato coronavirus.
Non si può dire nulla di più. Avere paura oggi è naturale. Siamo spaventati e dobbiamo difenderci da qualcosa che non abbiamo ancora imparato bene a conoscere e affrontare. Ma l’uomo, nel corso della storia ha saputo fare cose straordinarie. Ha imparato a vincere malattie ben più terribili, ha inventato missili che possono portarci sulla luna, ha scoperto come trasformare la luce del sole in energia che fa accendere la luce di notte nelle nostre case, quando fuori c’è il buio.
La paura ci fa vedere tutto buio e cupo. Ma tu non perderti nel buio. Affidati al lavoro di milioni di persone che oggi stanno lavorando e combattendo per vincere la battaglia contro il coronavirus. Impara a immaginarle tutte insieme. Un esercito infinito di milioni di uomini e donne – medici, ricercatori, scienziati, infermieri, forze dell’ordine – contro un invisibile microscopico virus.
Ce la faremo, vedrai, ce la faremo.

Tante (troppe!) volte si osservano genitori che usano dispositivi (cellulari e tablet) per gestire (o non gestire!) i ba...
23/02/2019

Tante (troppe!) volte si osservano genitori che usano dispositivi (cellulari e tablet) per gestire (o non gestire!) i bambini in situazioni sociali (al supermetcato, al ristorante, etc.). Cosi non si fa altro che alimentare una dipendenza, una incapacita'nel tollerare frustrazioni, una difficolta'di regolazione emotiva e non si favorisce l'acquisizione di regole e buone prassi in ambienti sociali e nelle relazioni.

I bambini non stanno mai fermi e questo è un bene. Ma, a volte, capita ai genitori di non essere in grado di placare la loro irrequietezza

Terapia per la dislessia.....tramite videogiochi! Il videogioco (scelto appositamente per stimolare le abilità attentive...
30/12/2018

Terapia per la dislessia.....tramite videogiochi! Il videogioco (scelto appositamente per stimolare le abilità attentive) diventa attivita' riabilitativa attraverso un programma che prevede tempi e modalità che agiscono sui processi alla base della lettura.

I sorprendenti risultati di uno studio condotto da Sandro Franceschini e Sara Bertoni del laboratorio di neuroscienze cognitive dello sviluppo del dipartimento di psicologia generale dell’Università di Padova sono stati pubblicati su un'importante rivista scientifica

Buon Natale da Spazio TALEE 🌲
24/12/2018

Buon Natale da Spazio TALEE 🌲

Indirizzo

Cologno Monzese
20093

Notifiche

Lasciando la tua email puoi essere il primo a sapere quando Spazio TALEE pubblica notizie e promozioni. Il tuo indirizzo email non verrà utilizzato per nessun altro scopo e potrai annullare l'iscrizione in qualsiasi momento.

Contatta L'azienda

Invia un messaggio a Spazio TALEE:

Condividi