25/05/2026
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🔥 La Nuova Agenzia delle Entrate grazie all’Intelligenza Artificiale. Dal 2025, l'Agenzia delle Entrate dispone di un alleato tecnologico potentissimo capace di incrociare migliaia di dati in pochi secondi, mettendo a confronto ciò che i contribuenti dichiarano con ciò che realmente possiedono e spendono. Vediamo nel dettaglio come funziona questo software e chi rischia di essere controllato.
Ve.R.A. - acronimo di "Verifica Rapporti Addestrata" - è un sofisticato sistema di intelligenza artificiale, sviluppato dall'Agenzia delle Entrate per contrastare l'evasione fiscale su scala massiva. Non si tratta di un semplice programma di controllo: Ve.R.A. è un vero e proprio strumento di data analysis che attinge all'Archivio dei rapporti finanziari, la cosiddetta Superanagrafe bancaria, e incrocia quei dati con le dichiarazioni dei redditi, il registro del Catastoe la fatturazione elettronica. Il risultato è una fotografia dettagliata della situazione patrimoniale e finanziaria di ogni contribuente, elaborata in tempi che fino a pochi anni fa sarebbero stati impensabili.
👉 L'idea alla base non è del tutto nuova: le banche dati utilizzate da Ve.R.A. sono accessibili all'Amministrazione finanziaria da oltre un decennio. La vera rivoluzione sta nella capacità di elaborazione: se prima i controlli avvenivano per campione, con criteri "artigianali" e tempi lunghi, oggi l'algoritmo consente un'analisi sistematica e continua dell'intera platea dei contribuenti. In più, grazie a strumenti di web scraping, Ve.R.A. è in grado di raccogliere e analizzare anche le informazioni che i contribuenti lasciano volontariamente sul web - dai social network alle piattaforme di compravenditaonline - costruendo profili di rischio sempre più precisi.
Cosa controlla Ve.R.A.
Il raggio d'azione di Ve.R.A. è più ampio di quanto si possa immaginare. Il sistema non si limita a fotografare il saldo di un conto corrente in un dato momento: analizza l'andamento delle giacenze medie nel tempo, verifica se i bonifici in entrata e in uscita sono coerenti con la natura dell'attività professionale dichiarata, e controlla se le spese effettuate con carte di credito o bancomat siano proporzionate alla disponibilità economica risultante dalla dichiarazione dei redditi. Anche versamenti in contanti ricorrenti o acquisti di beni di lusso possono finire nel mirino dell'algoritmo, se non trovano giustificazione nei redditi dichiarati.
Va poi considerato un aspetto temporale di grande rilevanza pratica: la velocità dei controlli è radicalmente cambiata. In passato, l'Agenzia delle Entrate interveniva mediamente dopo quattro o cinque anni dalla presentazione della dichiarazione. Con Ve.R.A. pienamente operativo, le cosiddette lettere di compliance - comunicazioni con cui il Fisco invita il contribuente a chiarire eventuali anomalie - possono arrivare già nell'anno successivo a quello della dichiarazione.
Questo comporta conseguenze importanti: da un lato, il contribuente ha la possibilità di regolarizzare la propria posizione in tempi brevi, beneficiando di sanzioni ridotte prima che scatti un formale avviso di accertamento; dall'altro, il margine per chi tenta di occultare redditi si assottiglia drasticamente.
(Foto da Brocardi .it)