02/03/2024
Proviamo a fare un po' di chiarezza (con dati certi e facilmente verificabili) sull'argomento pizza, cottura, lievito, farine ecc.
Grazie al Dott. Antonio Pacella, MD
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Ve lo ripeto, una volta per tutte.
Il lievito che mettiamo nel l’impasto per la pizza non c’entra niente con la digeribilità del prodotto. Ogni ricetta varia e la dose di lievito cambia a seconda della tipologia di farina usata e dell’esperienza di chi fa l’impasto.
Il lievito, in una pizza ben cotta non c’è più.
Perché serve solo alla lievitazione e poi muore con la cottura. (Ergo, anche chi pensa di essere intollerante al lievito non ha nessun problema, a meno che non mangia lievito o impasto crudi).
Il tipo di farina che si usa non c’entra niente con la digeribilità del prodotto. Va bene quella che ci piace di più. Le differenze sono minime. Cambia soprattutto il sapore.
Il resto sono chiacchiere.
Pensate piuttosto a non metterci come farcitura salumi, formaggi, grassi da condimento e prodotti sott’olio.
Per non parlare della giusta cottura (evitando di bruciarla per le alte temperature di un forno a legna) e cuocerla lentamente e in maniera uniforme, altrimenti l’impasto rimane crudo (il cuore dell’impasto deve superare gli 80 gradi).
E soprattutto cercate di non berci insieme troppe bevande alcoliche, oltre a non esagerare con la quantità e con quello che ci mangiate o bevete prima e dopo.
Tenete bene a mente che una semplice pizza margherita al piatto ha almeno 700 calorie.
Che sono circa 150-160 grammi di pasta olio e pomodoro
La digestione dipende sopratutto da quanto mangiate, quanti grassi mangiate, dalla masticazione, dalla voracità e dal grasso addominale che avete