11/08/2026
Ancora sulle tariffe TARI 2026, condividiamo l'articolo de La Gazzetta del Mezzogiorno di oggi di Salvatore Vernice che riprende anche alcune considerazioni del Presidente A.I.C. Vito Cannillo. Grazie a S.Vernice e alla redazione.
Testo articolo
LA GAZZETTA DEL MEZZOGIORNO
Martedì 11 agosto 2026
Corato, Tari alle stelle per il commercio
«I costi graveranno sui consumatori"
CORATO. Una TARI che alleggerisce, almeno sulla carta, il peso sulle utenze domestiche, ma che aumenta in maniera significativa quello sulle attività economiche. È questo il quadro che emerge dal piano tariffario TARI 2026 del Comune di Corato, che sta suscitando preoccupazione e proteste tra commercianti, imprenditori, artigiani e professionisti.
Il confronto tra le tariffe 2025 e quelle previste per il 2026 evidenzia infatti rincari che, per alcune categorie, superano ampiamente il 40%, arrivando fino all'87,37% per esposizioni e autosaloni e all'84,70% per i banchi di mercato. Incrementi pesanti riguardano anche numerose altre attività come abbigliamento, artigiani, carrozzerie, ristoranti, bar, supermercati e negozi di generi alimentari. «Per comprendere concretamente l'impatto delle nuove tariffe — dice Vito Cannillo presidente dell'A.I.C. (Associazione Imprenditori Coratini) — basta prendere alcuni esempi. Un ristorante di 100 metri quadrati vedrebbe la propria TARI passare da 1.343 a 1.890 euro, mentre per un negozio di abbigliamento della stessa superficie il tributo aumenterebbe da 529 a 744 euro. A preoccuparci è soprattutto il modo in cui quel costo è stato ripartito tra i contribuenti, con la ripartizione che è una scelta tutta comunale. Le imprese sono già alle prese con l'aumento dei costi dell'energia, delle materie prime e del personale, oltre che con tassi di interesse ancora gravosi, ci mancava anche l'esponenziale aumento della TARI».
Per l'A.I.C. il rischio è che il maggior costo sostenuto dalle imprese finisca inevitabilmente per riflettersi sui consumatori. «Alleggerire la tassa alle famiglie è comprensibile — conclude Cannillo — ma è un sollievo solo apparente se il costo viene caricato sulle imprese che non possono poi che trasferirlo sui prezzi. Ciò che la famiglia risparmia sulla TARI rischia di ritrovarselo al banco della spesa. È lo stesso cittadino che, come consumatore, finisce per pagare due volte».
Particolarmente preoccupati sono anche gli operatori del settore automobilistico. Luca De Benedittis, commerciante d'auto, parla apertamente di sconforto di fronte a un aumento superiore all'85% per la propria categoria. «Insieme ad altri colleghi, stiamo valutando anche azioni comuni per evitare che questo aumento si concretizzi. Abbiamo anche chiesto un incontro con l'assessore al Bilancio, Gennaro Sciscioli, auspicando che il confronto possa avvenire al più presto».
La polemica, tuttavia, non riguarda soltanto il peso della TARI sulle attività economiche. A contestare la lettura dei dati sulle utenze domestiche è anche l'associazione Polis, attraverso il suo presidente Antonio Patruno. «Anche la presunta riduzione della TARI per le utenze domestiche è priva di reale consistenza», sostiene Patruno. Secondo l'associazione, infatti, alcune scelte contabili legate alla gestione della TARI negli anni precedenti, avrebbero determinato una situazione nella quale le famiglie finiranno per pagare nel 2026 una tariffa «addirittura leggermente superiore» rispetto al 2025, anno in cui il tributo sarebbe stato «artificialmente abbassato» ai livelli del 2024. Da qui la critica alla comunicazione dell'Amministrazione. «Le riduzioni sbandierate per le utenze domestiche risultano, a nostro giudizio, sostanzialmente fittizie — afferma Patruno — presentano numeri e percentuali ritenuti fuorvianti, un comportamento grave e irrispettoso nei confronti della comunità».