Fruttato medio intenso presenta al naso note di foglia di pomodoro, pomodoro, erba falciata, erbe aromatiche. La storia di
La Grossa di Cassano anche nota come Cassanese è una cultivar autoctona della provincia di Cosenza,
ma il suo alveolo, la sua culla, la sua terra d’elezione è la Piana di Sibari e, a delimitare meglio, il comune
di Cassano allo Jonio dal quale, appunto, prende la nomencla
tura. Pianta robusta, di una vigoria
lussureggiante, sembra conformarsi così, quasi per reggere alle asperità di un caldo intenso e della siccità,
o alle punte di freddo che in inverno possono scendere dalla fascia prepollinica. Era nelle radici e nella storia dell’azienda che, ubicata in Doria, frazione di Cassano, ha con questa
cultivar esaltato e onorato l’autoctono, la territorialità. E’ qui che, crediamo, questa varietà possa esplicare
al meglio la sua natura, le sue doti organolettiche, il suo carattere. E questo nostro credo, questa
certezza perseguita con impegno e puntigliosità, nonostante nella sua stessa culla questa cultivar sia
spesso dimenticata disconosciuta o svilita, ci ha portato, quattro anni fa, nonostante i suoi detrattori, ad
impiantarla, per riscoprirla, valorizzarla, metterla alla prova, e con lei metterci alla prova anche noi. E la sfida ha avuto un incipit felice! Siamo qui, al suo primo battesimo, a festeggiare, insieme ai suoi estimatori, i riconoscimenti che
quest’olio ha ottenuto non solo da parte di professionisti del settore ma anche di tanti che hanno scoperto
nel suo corpo generoso gusti, sapori e odori impareggiabili! E’ il primo anno che la Grossa di Cassano entra nei nostri extravergine e, a pieno titolo, non solo nei
nostri monocultivar ma anche in un nostro blend, la sua generosità e la nostra tenacia ci hanno permesso,
anche se ancora per quantitativi di nicchia, di portare a n**o il suo carattere e il suo temperamento. Forse è presto per dirlo, ma ci piace pensarla come il nostro monocultivar "coraggioso" e non solo
per le battaglie che questa cultivar avrà portato avanti per sopravvivere e non estinguersi piegata da un
territorio impervio e a volte ostile, fatto anche di asperità montane e estive solitarie aridità. La pensiamo
abbarbicata, arroccata sul monte di Cassano, a volte mutilata, come un’antica errata potatura richiedeva,
pur sempre risorgere, vincente, vigorosa, assurgente. Che sia il trionfo e il vessillo di un mondo che vuole produrre qualcosa di buono, anzi di ottimo, in
una vittoriosa battaglia contro le ostilità!